Brano: [...] minuti della vergogna». Anzi, avrebbe fatto festa, [...] con gli anni un avvenimento da ricordare. Quel giorno del 1970, [...] mondiali in Messico, da un secondo posto [...] sembrava [...] quasi fosse un qualcosa [...] vergognarsi, il mediano Mario Bertini da Prato, [...] due gambe da maratoneta, decise che nel [...] il calcio non ci sarebbe stato posto. Vite separate, e cosi [...]. Invece, chi avrebbe mai potuto [...] quella notte. Bertini no di certo,. La folla che scendeva [...] protestare e accanirsi su [...] futili, da [...] staffetta tra Mazzola e Rivera, i sei [...] del Milan nella [...] finale [...] contro il Brasile di [...] i barbari che accusavano [...] per un secondo posto [...]
[...]a Mazzola e Rivera, i sei [...] del Milan nella [...] finale [...] contro il Brasile di [...] i barbari che accusavano [...] per un secondo posto [...] diventato, né avrebbe mai potuto [...] tarlo, una vittoria, e [...] monete da 10 lire, convinsero Bertini che [...] bello solo su un prato di 100 [...] ma che al di fuori di quel [...] ne poteva fare anche [...] a meno. Per non correre il rischio [...] disgustati. E non era [...] . Il viaggio premio del [...] questa volta a Genova, era stato lo [...]. L[...]
[...]meno. Per non correre il rischio [...] disgustati. E non era [...] . Il viaggio premio del [...] questa volta a Genova, era stato lo [...]. La squadra tornava dai [...] Inghilterra, quelli del 1966 e della sconfitta con [...] Corea, [...] nazionale. Bertini, come Riva, non [...] «ventidue» a disposizione di Fabbri, ma entrambi [...] erano stati aggregati come turisti. Il loro unico compito [...] e farsi [...] del mondiale, [...] gli umori, le tensioni, [...] farne tesoro, «che prima o poi sarebbe [...][...]
[...]e e con [...] ancora troppo presto per litigarci. Ma due, no. Due volte erano troppe [...]. [...] che il pubblico del [...] soltanto per [...] e ricominciare daccapo il [...] e che lui fosse uno di quelli, [...] insopportabile. Ha mantenuto la [...] Bertini, ed è diventato un [...] dimenticato. /// [...] /// Un campione dimenticato ad [...]. Negli scaffali del Coni, [...] piano del palazzo rosso che si affaccia [...] Stadio dei Marmi, chissà in : quale stanza, [...] diploma . Lui non [...] mai ritirato[...]
[...] [...] quando ci guardavamo sbigottiti [...] ci chiedevamo se, per caso, non fossimo [...] aeroporto sbagliato, e confusi con qualche altra [...]. Ora so che la [...] può essere come quella partita. E non ho più paura [...]. Una vita di grandi [...] Bertini, [...] da sub e piedi operai (ma da [...] gambe da corridore e coraggio da vendere, [...] di grandi contrasti. Sul campo, dove cercava [...] creare scintille, e nella vita. Anzi, più sul rettangolo [...] atteggiava a mastino, a giocatore capace di [[...]
[...]ioni in [...] cronache calcistiche iniziano ad [...] di ! La squadra della [...] città natale giocava ai [...] In [...] C. La stagione successiva II trasferimento [...] e poi nel [...] salto in serie A, con [...] maglia delia Fiorentina. Per I viola Bertini [...] mettendosi subito In luce, tanto che arriva [...] nazionale: la prima partita in azzurro la [...]. [...] vince 20. Nel 1968 saluta li capoluogo [...] per trasferirsi a [...] Milano, acquistato [...]. Con la maglia nerazzurra vince [...] scudet[...]
[...]Cominciò dalla Fiorentina, ma furono [...] 10 anni passati [...] a [...]. In [...] lo volle [...] in nazionale lo portò [...] ma [...] lo accantonò ancora giovane, [...] preferendo giocatori di ruolo che forse non [...] completezza e il suo slancio. Bertini continuò senza far drammi, [...] da quel patto con se stesso fatto nella notte [...] suo [...] dal Messico. La carriera terminò a Rimini, [...] B. A 34 anni avrebbe [...]. Ma prima o poi [...] onorata. Bertini salutò e si [...]. A fare tutt'altro. Le lacrime per [...] quando ci ripensa, più [...] parla della Fiorentina. E della nazionale. Dei clan che «non [...] tutta una invenzione, «perché nessuno, amico di Mazzola, [...] permesso di mettersi contro [..[...]
[...]. /// [...] /// Presi la palla, chiusi [...] tirai una gran botta, da più di [...]. Sarti, il portiere dei [...] neanche si mosse. Forse, neanche lo vide [...]. La tragedia del figlio Ma [...] importanti, nella vita, non erano [...] campo di calcio. Bertini io ha imparato [...] doloroso. Il suo primo figlio, Gualtiero, [...] per droga, giovanissimo. Mario ne parla con [...] «Una [...] persa», dice, «che abbiamo combattuto tutti nella [...] a nostro figlio. Mi ha lasciato un gran [...] ma anche una forz[...]
[...]e una forza rinnovata. A volte mi chiedo [...] sia rimasto da perdere, e di fronte [...] mi dico che in fondo, quando si [...] figlio, non c'è niente di peggio che [...]. Gualtiero giocava a pallone, [...] padre. Si dice che lo [...] curare, lenire. Bertini scuote la testa. La [...] vicenda insegna che lo [...] può essere bellissimo e insieme spietato. /// [...] /// Oggi, Mario con la [...] moglie Maria Teresa e [...] figlio, Federico, vive a Bergamo. Né Milano, né Firenze, [...] simile a quella in cui[...]
[...]enze, [...] simile a quella in cui è nato. Il calcio lo va [...] capita, ma solo le serie minori, qualche [...]. Mai i grandi stadi [...] ribalte. Ha messo su un [...] abbigliamento, griffe, tessuti, la manifattura. Per ritrovare la [...] normalità, Bertini ha sentito il [...] di riscoprire se stesso, e una parte delle sue [...]. Di tornare a sentirsi [...] un po' elegante e un po' operaio. /// [...] /// Di tornare a sentirsi [...] un po' elegante e un po' operaio.