Brano: [...]loro avviso, per liberarsi [...] gli sloveni dovevano fondersi nella Serbia. Il malinteso iniziale provocò [...] e tragico tra i serbi [...] i croati o (in [...] sloveni, che rifiutavano di passare sotto il [...] Vienna [...] di Budapest a quello di Belgrado. Dobbiamo forse ricordare, ad [...] 20 giugno 1928, in piena seduta parlamentare, [...] il capo del principale [...] opera di un deputato montenegrino? Oppure che [...] 1934 a Marsiglia, il re Alessandro cadeva [...] di un attentatore? Una soluzione[...]
[...]iliato in Italia, [...] a casa con i carri armati delle [...]. Capo del partito denominato [...] poco costituito il primo Stato croata [...] dopo molti secoli. Oltre [...] Croazia (esclusa la Dalmazia), [...] la Bosnia e si estendeva fino alla [...] Belgrado. Vi veniva praticata la [...] la regola dei tre terzi. I serbi che abitavano [...] venivano suddivisi in tre gruppi praticamente uguali; [...] convertivano al cattolicesimo venivano considerati dei buoni [...] degli altri due gruppi [...]. Dopo anni[...]
[...]gnolo per far scomparire Tito. Ma Tito è rimasto, [...] lui è rimasto il [...]. Una bolla di scomunica [...] errori dottrinali di colui che viene condannato. La campagna di informazione [...] Cremlino [...] quindi [...] sulle deviazioni che si [...] Belgrado. /// [...] /// I termini quali marxismo, [...] loro fondamento dalle opere filosofiche o tendenzialmente [...] Marx o di Lenin. Le opere originali di [...] Broz non trovano posto [...] letteratura politica. Ma il presidente ebbe [...] compagni, che [...]
[...]cchi e [...]. I deportati del Kosovo [...] spento e annichilito di chi ha attraversato [...] etnica». Le immagini televisive ce [...] vagano nei campi di accoglienza come se [...] spezzato nelle loro fibre più profonde, [...] smarriti per sempre. Di Belgrado non abbiamo [...]. Anzi abbiamo quelle grottesche [...] di [...] concerti per i giovani, [...] «scudi umani» sui ponti, capannelli festanti in [...] in diretta. Ma non [...] bisogno dei giornali e [...] sapere quello che succede veramente a Belgrado. Per una volta, la storia [...] informa più della cronaca. Ieri sera, quando suonarono [...] al rifugio. A un certo punto, [...] cessano, qualcuno si affaccia al portone e [...] tutta Torino brucia. Allora salgo con papà e [...] una visione impressi[...]
[...]i su Torino. Così si possono immaginare le [...] ore di Sodoma e Gomorra. Questa notte ho assistito a [...] spettacolo che molti non hanno mai visto; pareva il [...] di una città di [...] abitanti». È un brano del Diario [...] Emanuele [...]. Sembra Belgrado oggi, è [...]. Sessanta anni dopo, quel «Diario» [...] entrare nella testa e nei cuori dei [...] giornali. Programmati e gestiti [...] i bombardamenti si sottraggono [...] analogia con le catastrofi naturali anche in [...] loro terrificanti effetti [...]