Brano: [...]di Ingegneria di Tor Vergata [...] Roma [...]. Le metropoli, si dice, [...] avversare; se ne parla, male, soltanto in [...] di inquinamento. Roma è esemplare in [...]. Di Roma ne parlano tutti [...] male, e invece sappiamo tutti che Roma è una [...] bellissima, non ce [...] nessuna così bella. Questo non significa però che [...] una città moderna. Io penso che le [...] quelle in cui è risolto, o perlomeno [...] il problema della mobilità. Perché Parigi prosegue Vittorio De Feo [...] essendo meno bella, alla fine appare più [...] Perché Parigi ha risolto il problema della mobilità con [...] di metropolitane. Andare in giro per la [...] con il metrò e ogni tanto affiorare in superfice, [...] davanti ad una serie di epifanie di città diverse, [...[...]
[...]re in superfice, [...] davanti ad una serie di epifanie di città diverse, [...] una meraviglia. Allora la città non [...] ma diventa gradevole, perché la puoi dominare, [...] comodo. Basta un Nanni Moretti, [...] Caro Diario, a farci vedere una Roma bellissima, in [...] periferie più estreme diventano bellissime: perché? Ma [...] comodamente dal sellino di una Vespa, tutto [...] in modo facile: anche questo, in fondo, [...] che la mobilità, la possibilità di accesso [...] vero della città. /// [...] /// Impossibile da vivere, impossibile [...] un cen[...]
[...]e degli italiani viene. Le piazze di Roma, [...] tante altre città, sono piazze di pietra. Ma [...] un altro vizio aggiunge Vittorio De Feo , figlio di questa attenzione eccessiva al [...] è quello delle [...] la città del centro [...] vale, tutto è bello, interessante, degno di [...] dove tutto è [...] contrario. Ed è un vizio [...] parte della cultura architettonica italiana, quella che [...] quello che non è [...] magari quello costruito [...] in poi. E invece, per me, la [...] è [...] un unico [...]
[...]i parlavo, [...] ricerca di [...]. Parigi è unica, ripeto, [...] unico territorio; con il suo sistema di [...] con la rete ferroviaria, con il [...] in una giornata arrivi [...] la Francia. Questa è una rete di [...]. Ecco dunque il tema [...] della bellezza, quello da cui eravamo partiti. Ma anche quello della [...] che qualche volta con le loro brutte [...] rendono un buon servizio? [...] un esempio spiega De Feo [...] tornare utile al discorso. A Roma [...] un [...] ed è [...] di Mario Fiorentin[...]
[...][...] comunicabilità con la città, ad una carenza [...] politica di assegnazioni, agli [...] hanno occupato una parte, ai nomadi confinati [...]. Insomma gli architetti non [...] colpe, né responsabilità? Diceva Galvano Della Volpe [...] è fare case belle per i più. [...] aggiungo, deve fare le [...] possibili e quando le fa brutte (e [...] brutte) allora deve rispondere. Lasciare [...] una responsabilità sociale è sbagliato. Sono altri che devono [...] progetto, programma e gestione. Nella storia [...]
[...]omune, [...] è di volta in volta [...] e anche i mezzi [...] compresi i giornali, ne parlano [...] in occasione di qualche polemica che va al di [...] e se parlano degli architetti, [...] solo delle grandi star, di quelli che finiscono sui [...]. Il Bel Paese, nonostante la [...] tradizione, nonostante la [...] cultura, non sembra dunque amare [...] e le città. O perlomeno non sembra [...] perché venga difeso un patrimonio esemplare e, [...] siano create le condizioni per vivere la [...]. Di più se[...]
[...]] alla Spagna? Non è poi [...] costruiscano dei grandi capolavori dice De Feo ma certo [...] una maggiore attenzione. Prendiamo la Francia, Parigi [...] costruiti in questi anni grandi edifici (dalla [...] Opéra [...] Biblioteca nazionale) [...] che belli, ma dal [...]. Oppure Berlino, con [...] a suo modo esemplare, una [...] di catalogo [...]. O ancora Barcellona, con [...] fatte in occasione delle Olimpiadi. Ma lì [...] stata una fioritura [...] sostenuta da una normativa [...] un collegio degli[...]
[...]n paese in [...] le imprese, le classi, i gruppi, tutti [...] individui? La qualità [...] nasce dagli individui che [...] non garantiscono. Una vera sinistra dovrebbe [...] individui, se vuole essere una sinistra, come [...] anche liberale. Quanto è bella la Città [...] 3. Prospettive ideali e utopie Città [...] città e idee, città e sogni. La storia [...] urbana è anche la [...] sulla città. Finiti i «secoli [...] Quattrocento e Cinquecento aprono una [...] era. Quella in cui i [...] banchieri, i [...]
[...]sta in nessun luogo [...] può stare in molti [...]. Il Barocco moltiplica luoghi [...] vista, rinunciando ad una visione prospettica privilegiata. Gli angoli retti si [...] diventano ellissi e la città è una [...] attraversare: grandi assi, piazze, obelischi. Papi e grandi sovrani [...] e gli architetti traducono i pensieri in [...]. Sisto V o il Re Sole, [...] Roma sistina o Versailles, è lì, tra Seicento [...] Settecento che si gettano le basi [...] moderna. Luogo [...] privilegiato il giardino e[...]
[...]a [...] nella traduzione su [...] 531532, 1987), il grande [...] con una serie di schizzi, il suo [...] della città. VI PARLERÒ ORA del Piano [...] di Parigi, progetto per [...] una città degli affari nel cuore stesso [...]. Occupiamoci invece [...] bellezza di Parigi. Parliamo della bellezza della [...]. Rivolgendomi agli accademici pongo [...] «Che [...] Parigi? In cosa consiste la [...] bellezza?» Disegno la città [...] dentro la Cité che [...] Senna, e cioè ancora tutta circondata [...] con le abitazioni che [...] sopra i ponti, e le grandi strade [...] porte della città dirigendosi verso le varie [...] circostante, le abbazie che [..[...]