Brano: Il fotografo si chiama Gabriele Basilico, [...] architetto prestato alla fotografia e poi conquistato [...]. Basilico, raccontando edifici, è [...] più famosi osservatori, documentatori, narratori di [...] ventennio. Ha realizzato molti libri [...] sulle città italiane e su città straniere, [...] e sulle altre, [...] a confronto, cercando i [...]. Il suo libro [...[...]
[...]onfronto, cercando i [...]. Il suo libro [...] «Nelle altre città», pubblicato [...] è costruito proprio su [...] e collegare, sottolineare come la cultura o [...] siano resi internazionali oppure siano semplicemente omologati, [...] una capo [...]. Basilico ha iniziato a [...] studio di architettura dove era giunto appena [...] sorta di vocazione, «per via del dna [...] poi si associa alle circostanze e alle [...] che la fotografia consentisse un rapporto più [...] sociale. Erano gli anni dei [...] Mag[...]
[...]aesaggio americano, ed [...] contestazione che nelle università muoveva alla distruzione [...] per poi [...] una ricostruzione, con tutte [...] le contraddizioni immaginabili». Sono stato un [...] come ogni fotografo della mia [...]. Le fabbriche di Basilico [...] uno spazio geometrico, volumi inanimati che riportano [...] le linee [...] come se si volesse [...] ricostruire un paesaggio travolto altrimenti dal caos [...] le distanze [...]. In realtà «il tentativo [...] Basilico [...] dare [...] ai luoghi anonimi non [...] da un progetto teorico bensì dalla sfera [...] anche un po' compassionevole: mi spinge a [...] nelle forme, ma anche [...] assenza [...]. Ma c'è qualcosa di [...] foto: tra modernismo, citazioni neoclassi[...]
[...]ti, [...] lavoro in [...] che sta diventando postindustriale. E si rovescia così [...] distanza che le fotografie immediatamente comunicano, si [...] opposto, nel senso appunto della partecipazione e [...]. Così, con quelle fabbriche, [...] Gabriele Basilico, rappresentata poi in altre mostre [...] libri, messa a confronto con altri paesi, [...] modo, «privilegiando la struttura delle cose». E [...] del disordine, del caos, [...] «Mi rendo conto spiega Basilico che il [...] molto ripetitiva del paesaggio [...]. Le città si assomigliano [...]. Dagli anni cinquanta in [...] costruite tutte allo stesso modo, secondo codici [...]. La ripetitività è un [...] coglie da nord al sud [...]. E va oltre: si [...] di [...]
[...]va, Barcellona. Possono essere le luci [...] assimilare il colonnato vaticano al portico di [...] milanese. Può essere il motivo [...] viadotto a ricondurre nella stessa impressione la [...] Genova e quella di Nizza: «Come creassi una [...] Gabriele Basilico, nato a Milano, nel 1944, [...] Europa: [...] di ricerca sono la [...] paesaggio industrializzato. [...] laureato nel 1973), [...] architettura per [...] le [...] private. /// [...] /// Successivamente è stato invitato [...] numerose analoghe inizia[...]
[...] la [...]. [...] breve una ricerca su Bergamo [...] per [...] Barcellona, «La città interrotta». Il viaggio tra i [...] sono luoghi potrebbe continuare, quasi a dimostrare [...] memoria sembra [...] ricostruire una identità. In questo senso le [...] Basilico rappresentano una acuta denuncia dei disastri urbanistici [...] dopoguerra. Rappresentano la speculazione edilizia, [...] e [...] ma anche il tentativo [...] la fotografia restituisce un equilibrio, in un [...] e una morale, dove [...] sono scompars[...]
[...]o una acuta denuncia dei disastri urbanistici [...] dopoguerra. Rappresentano la speculazione edilizia, [...] e [...] ma anche il tentativo [...] la fotografia restituisce un equilibrio, in un [...] e una morale, dove [...] sono scomparse da sempre. Basilico parla però di [...] «La città non ha colpe e ho imparato [...] urbana a confronto: Losanna (a sinistra) e [...] italiana e la via [...] casa Il recupero e la salvaguardia del [...] i furti ROMA I furti di opere [...] del 48 per cento nel 1998, secon[...]
[...]quilibri che lo [...]. Ma il tentativo di [...] anonimi non nasce in [...] progetto teorico bensì dalla sfera sentimentale che [...] po' compassionevole: mi spinge a ricercare degli [...] ma anche [...] assenza di forme». Ma è un atteggiamento [...] Basilico [...] «medio», appunto, tra il sentimento e la [...]. In «Sezioni del paesaggio [...] Basilico [...] per alcuni tratti la penisola, partendo dal [...] grandi conurbazioni, sei grandi aree metropolitane, e [...] Milano, [...] Firenze, [...] Napoli, Gioia Tauro. Sono fasce di territorio [...] chilometri e lunghe cinquanta (prima di diventare [.[...]
[...]..] Mestre, centri di industrializzazione diffusa del Veneto, la [...] di Rimini, il «mobili discount» di Napoli, [...] di Gioia Tauro: alla documentazione della infinita [...] la continuità dei tipi architettonici. [...] d'Italia, sembra dimostrare Basilico, [...] raggiunta: il consumismo architettonico insieme con [...] dei consumi hanno rinsaldato [...] formale identità nazionale. I villini del sud [...] balconate, con le colonne e i tetti [...] diversi dalle abitazioni nella campagna del Veneto. La [...]
[...] in questo senso [...] un libro come [...] (mostra curata da [...] Massimo Cucchiara e Elisa Fulco [...] Eva Kant), perchè il racconto di Palermo [...] più esposto agli stereotipi, al folklore, alle [...] di un «particolare» fissato nel pregiudizio. Basilico sceglie la città [...] assolutamente anonima e «ripulita» di qualsiasi interferenza, [...] collocabile ovunque, a volte [...] intrecciata con le rovine [...] quando il nuovo entra di prepotenza rompendo [...] memoria, lasciando in piedi muri sbrecci[...]
[...]tture, degli sconci, delle perversioni [...]. Invece [...] per affetto, è quello di [...] le risorse, anche solo per offrire elementi più consistenti [...] fino ad una indispensabile presa [...]. Da questo si comprende come [...] nelle fotografie di Basilico non sia mai presente [...] «Significherebbe introdurre un altro protagonista, [...] presenza che attirerebbe [...] mentre il problema è [...] sguardo sulle cose». /// [...] /// Da questo si comprende come [...] nelle fotografie di Basilico non sia mai presente [...] «Significherebbe introdurre un altro protagonista, [...] presenza che attirerebbe [...] mentre il problema è [...] sguardo sulle cose».