Brano: [...]internazionalismo», ovvero [...] che Umberto Cenoni [...] oggi una «etica pubblica [...]. Il che costituirebbe in fondo [...] moderno [...] a! Contro chiusure e angustie [...] stato nazionale. La precedente puntata i [...] 27 [...] memoria di George Barker [...] Ieri [...] è morto il poeta [...] George Barker, padre nobile e protagonista defilato della stagione [...] del suo paese. Aveva [...] anni e aveva pubblicato numerose [...] di poesie ispirate a una visione in certo senso [...] delia vita. Uomo esuberante e atipico, [...] George Barker per tutti gli anni Sessanta [...] Roma FRANCO [...] Avevo incontrato la prima [...] George Barker nel 1960. Era già calvo, con [...] meno che gli dava [...] losca, ma appariva forte [...] del porto, spalle quadrate, braccia robuste e [...]. Difficile intrattenere con lui [...] portato com'era [...] ad Infiorettare il discorso [...] un inglese st[...]
[...]e [...]. Difficile intrattenere con lui [...] portato com'era [...] ad Infiorettare il discorso [...] un inglese stretto, in cui le parole, [...] monosillabiche e naturalmente tronche, erano sulle sue [...] più nettamente, alla lettera [...]. George Barker era venuto [...] Roma [...] del 1960 per assistere ai giochi olimpici. Avrebbe dovuto fermarsi una [...] Ci [...] per dicci anni, senza parlare mai in [...] tentare di parlare una sola parola di [...] animata solitudine popolata di [...] antiche rov[...]
[...]zo fra Jean Genet [...] «Pisan [...] con spezzoni di turpiloquio [...] ben al di là della smemorata sensualità [...] D. [...] disperato in superficie ma idillico [...] fondo, tanto da fare delle sue raccolte di versi, [...] della famosa [...] George Barker e [...] celebre [...] a blind I, in cui [...] sta per [...] calembour fra «I», io , [...] occhio, [...] dei «giovani arrabbiati» del teatro [...] che Look Back in Anger di [...] avrebbe portato alla lama. [...] però in Barker una vitalità [...] prorompente e genuina, e nello stesso tempo una consapevolezza [...] non partitica, cosi precisa, che [...] è facile [...] negli epigoni della [...] scuola, non per caso da [...] chiamata degli «Apocalittici». Forse più ancora che[...]
[...]rompente e genuina, e nello stesso tempo una consapevolezza [...] non partitica, cosi precisa, che [...] è facile [...] negli epigoni della [...] scuola, non per caso da [...] chiamata degli «Apocalittici». Forse più ancora che [...] Eliot, [...] in Barker il senso [...] fine rovinosa del mondo [...] priva di gloria, più degna di bottegai [...] di cavalieri che periscono, sconfitti ma gloriosi. Quando m'è giunta la notizia [...] morte e ho appreso che [...] sfiorava gli ottant'anni, non ho potuto repr[...]
[...]e un moto [...] sorpresa, [...] diavolo [...] in ogni cosa: [...] nel bere, nel viaggiare. Viveva al cento cinquanta [...] penso, per la misteriosa leggo dei contrari, [...] Eugenio Montale, che [...] di vivere al cinque [...]. Certe mattine chiare, Barker [...] propormi, in tutta serietà, di andare a [...] Veio, a far visita agii Etruschi. Voleva dire, per lui, [...] Cassia, dove abitava, poco prima di Prima Porta, [...] in linea d'aria, per i campi seminati [...] ancora umidi, saltando fossi e fiumi[...]
[...]a [...] in ogni istante un gesto che lo [...] perde, ma che si sente però anche [...]. Il figlio del poliziotto [...] di uno stoicismo in tutto degno di [...] mi ricordava la fredda decisione di Seneca [...]. Non per caso aveva scritto, [...] George Barker. /// [...] /// Non per caso aveva scritto, [...] George Barker.