Brano: Sì, perché Barcellona, oltre [...] giurista e filosofo che conosciamo, è un [...]. Iniziò a dedicarsi alla [...] 1956, frequentando [...] di Salvatore Milluzzo. /// [...] /// Da allora non smetterà mai [...] dipingere. È stata ospitata a Roma [...] / associazione cultura[...]
[...]zo. /// [...] /// Da allora non smetterà mai [...] dipingere. È stata ospitata a Roma [...] / associazione culturale «Lavatoio Contumaciale» [...] via Monti di [...] 16) una mostra delle sue [...] recenti opere. Avevo già avuto modo [...] pittura di Barcellona. E mi avevano colpito [...] soprattutto cromatiche oltreché plastiche, della pittura siciliana. Un nome per tutti: Renato Guttuso. Mi avevano colpito i [...] concentrati essenzialmente sulle distorsioni figurative, proprie del [...]. Nelle opere esp[...]
[...] insieme a Pietro Ingrao [...] però qualcosa in più. O forse in meno. Restano i tratti «forti», [...] e taglienti. Resta [...] «potenza» espressiva che ha catturato [...] mia e dello stesso Ingrao. Le opere, però, in [...] della ricerca artistica di Barcellona, tendono ad [...]. /// [...] /// I corpi delle presenze [...] ossessivamente richiamati nelle loro disumane mercificazioni feticistiche [...] Tecnica toccano il vertice della disgregazione. Un [...] come accade [...] di Gottfried Benn. Per rovesciar[...]
[...]ertice della disgregazione. Un [...] come accade [...] di Gottfried Benn. Per rovesciarsi, alla fine, [...]. In vuoti simulacri. In immagini che non [...] in quanto non rinviano ad alcuna presunta [...] umanistica e ontologica. Nelle ultime opere di Barcellona, [...] è come se si dissolvesse. Ma non per sottrazione [...] colori. Bensì, per una dionisiaca esuberanza, [...] detto Nietzsche. Le figure [...] seducenti nel loro onirico [...] per eccesso. Ciò che alla fine [...] è il nulla [...]. Quel nulla che[...]
[...]sta è il nulla [...] stessa. [...] silenzio del numero sembra placarsi [...] insensata di ogni fare umano. Soprattutto, [...] frenetico teso a produrre opere [...]. [...] algebrica del numero il [...] e lo spazio di [...] i giochi di figure [...] di Barcellona sembra tacere la febbrile inquietudine [...]. È per questo, anche per [...] che [...] del Novecento sembra fatta non [...] durare, ma piuttosto per avere una fine. Nelle opere del Novecento non [...] in quelle pittoriche sembra [...] risuonare un ca[...]
[...]ensiamo ad Anton Webern, [...] e rarefatto che si spalanca sugli abissi [...]. Pensiamo alla smaterializzazione aforistica di Alban Berg, alle sue ascetiche composizioni. Opere silenti, dunque, quelle [...] Novecento. Opere silenti, quelle di Pietro Barcellona. Guardando quelle donne e [...] nei dettagli istantanei di un insignificante gesto [...] se la vita si paralizzasse. È come se [...] per il fare assillante, che [...] le nostre esistenze alienate, si irrigidisse. Cessasse, cioè, di riprodurre [...] [...]
[...]ifferenti cose [...] indifferenti e equivalenti avrebbe detto Marx si [...] di vivere. Una passione per [...]. È del resto tipico del [...] pessimismo filosofico quello di misurare [...] del non senso dalla [...] nostalgia. E nelle più recenti [...] Barcellona questo vertiginoso abisso viene esplorato fino in [...]. Barcellona, il colore della [...] Evoluzione [...] lavoro del [...] dai giochi formali espressionisti [...] pittura A Roma, nella villa del Giaguaro [...] Cordova. Ci sono il Roscio [...] Albertino [...] come Cordova, lavorano per lui. Cordova deve rispondere [...]