Brano: [...]INI Il generale Carlos [...] non era un letterato e [...] sue «memorie» non sono, in fondo, che una serie [...] rapidi appunti ai quali I sicari di [...] Pinochet rubarono il tempo di [...] revisione accurata. E tuttavia vi è, [...] capo delle forze armate [...] rievocativo vivido ed essenziale, la capacità di [...] del dramma collettivo che, [...] trascinarono al mattatoio la democrazia cilena. Come In una tragedia [...] classico, dove, come scrisse a [...] «tutti sanno quel che [...]. In realtà, Il [...]
[...][...] Gonzales aveva politicamente ben [...] con [...] alla presidenza dalla coalizione [...]. Era, piuttosto, Il difensore [...] di quella dottrina della «professionalità apolitica» che [...] golpe del [...] da vaghe velleità socialiste [...] forze armate cilene, e che, alla fine [...] vittoria elettorale delle sinistre aveva posto di [...] vera «prova del nove»; il «quadro costituzionale» [...] a preservare e difendere non era più, [...] Il [...] di semplici alternanze tra tendenze conservatrici e [[...]
[...]to fu II [...] di Carlos [...] garantire la fedeltà delie [...] un sistema democratico che andava mutando II [...] classe, Quanto arduo e difficile fosse questo [...] chiaramente Intravedere gli stessi motivi che avevano [...] alfa testa delle Forze Armate: Il [...] Roberto Schneider, suo predecessore, era caduto vittima [...] che mirava ad Impedire [...] al potere di Salvador Allende. La storia che queste [...] raccontare si muove Ira questi due estremi; Il [...] del generale In ritiro Roberto [...] [...]
[...]ie parallele che [...] tragico epilogo: quella di Salvador Allende che, [...] Il [...] nella democrazia, voleva portare il «democratico» Cile [...] del sottosviluppo e della dipendenza; e quella [...] Carlos [...] che tentò, In questo [...] le forze armate alle spinte laceranti ed [...] foresta» che la forza dello scontro di [...]. Entrambi avevano un obiettivo: [...] Il confronto [...] degenerasse nella guerra civile. Queste due storie trovarono, [...] concreto momento di convergenza. Fu [...] del [.[...]
[...]dò, in [...] combattere, non certo per viltà, ma per [...] proprie idee. Se ne andò in [...] nella lealtà di quel generale Pinochet che [...] simulare i suoi intrighi ed i suoi [...] perché era convinto che la [...] persona fosse ormai un [...] Ione armate. Eppure anche lui «doveva» [...]. Doveva, perché era [...] di ciò che Pinochet [...] a pezzi: quella dottrina del [...] apolitico», appunto, sulla quale [...] i fragili equilibri della democrazia cilena e [...] di rinnovamento e di giustizia [...] d[...]