Brano: [...] finito? «No: è [...] che ancora caratterizza questa città. Una cultura che non [...]. [...] nome che resiste è Torino». La Fiat aveva fatto [...] Pci, con la [...]. È stata più brava [...] burocratica di spesa del denaro pubblico, che [...]. Gianni Agnelli è stato [...] ma senza i miliardi dello stato che [...] Roberto Rosso. Rosso è il deputato [...] alle comunali: «Bella forza. Umberto Agnelli fu [...] ad essermi vicino, [...] era una rondine che non [...] fatto primavera. [...] legami trasversali tra parte [...] del centrosinistra, gente di Forza Italia che [...] me. Così è la città». Morale? «Credo che con [...] dinastia tramonterà anch[...]
[...]o, [...] era una rondine che non [...] fatto primavera. [...] legami trasversali tra parte [...] del centrosinistra, gente di Forza Italia che [...] me. Così è la città». Morale? «Credo che con [...] dinastia tramonterà anche il consociativismo. Gli Agnelli sono stati una [...] ed insieme un freno. Oggi si libera la possibilità [...] far correre la città. Proprio come nel 1860». Cos'è successo, nel 1860? «Appena [...] d'Italia i Savoia hanno mollato la città [...] Firenze. E in dieci anni Torino, [...][...]
[...]che se purtroppo [...] alla sinistra. Non vedo una leadership. Ma si apre una stagione [...] dinamicità». Marco Boglione, «Robe di Kappa» [...] altre robette, non lo nega: «Torino, il Piemonte, [...] anni che stanno [...]. Da quella famosa volta che Agnelli disse [...] festa è [...]. Il territorio ha fatto [...] un semplice lifting . Il problema è [...]. Cioè? «Che la Fiat [...] il ruolo di prima era nel conto. Ma nel conto [...] anche che Umberto Agnelli [...] per un periodo più lungo. Invece è morto: stop, [...] tutti ai box». In altri termini. Senta: ma ci sono [...] rampanti? «Qualcuno sì. Ce n'è uno che nessuno [...] mai, quello di Azimuth, gli [...] di lusso». Un Agnelli in [...] «Quasi: si chiama Vitelli». Ma no, siamo seri. C'è il tessuto industriale, [...] che ruota attorno [...] c'è [...] indotto obbligato a svincolarsi [...] Fiat, [...] ha saputo lavorare per [...] mondiale. Ma per quanto ridimensionata, [...] [...]
[...]ini eccezionali, forse è [...] statura che fa sembrare più grande lo [...] tante morti. La vecchia Torino è [...] cosa sicura. E io sento che [...] mi manca». Professor Gallino, e i [...] «Oh, [...] è stata fatta qualche ricerca dopo la [...] Gianni Agnelli». Risultato? «Molte manifestazioni di apprezzamento [...] la figura dell' Avvocato. Un forte legame che [...] Fiat e cittadinanza». E le scomparse di Bobbio, Galante Garrone, Revelli? «Ma sa, gli intellettuali. Dài, non dica così. Comunque un Agnelli lo [...]. È un secolo di [...]. Luciano Gallino, sociologo, è [...] «seri». Preoccupato anche lei? «Diciamo [...] c'è qualche ulteriore ragione di ansietà, più [...] radicale rispetto al recente passato». Cioè il ciclo si [...] con Gianni Agnelli? «Non esattamente. Umberto aveva imboccato una [...] , di concentrazione della Fiat [...]. Adesso mi chiedo: i [...] posto nei luoghi di responsabilità potranno [...]. E come si risponde? «Perché [...] Basta che nessuno gliene imponga [...]. /// [..[...]
[...]ancora in mano alla vecchia generazione: [...] assottigliando». E questi mitici [...] «Mah, [...] non li vedo. Il vero futuro di Torino [...]. E sa cosa diceva, [...] auto? È un mestiere da giganti». Torino aggiunge un altro [...] Se [...] vanno gli Agnelli, i Bobbio, i Galante Garrone: [...] sulla [...] identità Tra quei personaggi [...] esisteva un substrato comune fatto di cultura [...] serietà e di stile che permetteva di [...] Il [...] di Giovanni Paolo II e di Ciampi Fra [...] di telegrammi giunt[...]
[...]lante Garrone: [...] sulla [...] identità Tra quei personaggi [...] esisteva un substrato comune fatto di cultura [...] serietà e di stile che permetteva di [...] Il [...] di Giovanni Paolo II e di Ciampi Fra [...] di telegrammi giunti alla famiglia Agnelli, anche [...] Papa Giovanni Paolo II che ha fatto giungere [...] per la scomparsa del presidente della Fiat. In un telegramma trasmesso [...] Torino, cardinale Severino Poletto, tramite il segretario di Stato [...] Angelo Sodano, il Papa ricorda «il [...]
[...]II che ha fatto giungere [...] per la scomparsa del presidente della Fiat. In un telegramma trasmesso [...] Torino, cardinale Severino Poletto, tramite il segretario di Stato [...] Angelo Sodano, il Papa ricorda «il generoso impegno [...] di Umberto Agnelli che «molto si è [...] rilancio industriale [...]. Immediate condoglianze dal Quirinale: «Cara [...] Franca ed io siamo profondamente addolorati per la [...] Umberto Agnelli. Dopo una vita di [...] nel sociale, nella politica e nella cultura, [...] il suo grande ingegno, sino alla fine, [...] grande impresa a cui è legato il [...] famiglia». Il presidente dei [...] Massimo D'Alema ha inviato alla [...] Agnelli questo messaggio di cordoglio: «Viene a mancare un [...] capace e un uomo attento [...] e della società italiana. Conservo di lui il ricordo [...] una personalità forte, rispettosa delle ragioni [...] e molto disponibile a un [...] mai formale». Ser[...]
[...]o [...] e della società italiana. Conservo di lui il ricordo [...] una personalità forte, rispettosa delle ragioni [...] e molto disponibile a un [...] mai formale». Sergio [...] da sindaco, ha vissuto [...] stagioni della Fiat e, con la morte [...] Agnelli, [...] fine di una impresa di famiglia. Augurandoci che non sia [...] Fiat. Sindaco, come considerare il [...] Umberto Agnelli? «Sottolineando intanto il coraggio di Umberto, [...] scelto una strategia difficile e costosa per [...] di disinvestire da settori che apparivano come [...] punto di vista finanziario per investire nel [...] rischio, quello [...]. Pensiamo al sacri[...]
[...]] di Toro. Aveva tentato un altro [...] al Lingotto un management interamente nuovo e [...] Fiat, un management che non avesse timore [...] la crisi [...]. [...] a sufficienza, immagino. Credo che si possano [...] suoi ultimi atti. La Fiat oltre gli Agnelli. Non è poco, non [...] gesto imprenditoriale scontato, soprattutto se proviamo a [...] nostro panorama imprenditoriale. Una testimonianza personale: Umberto Agnelli [...] città? «Sicuramente ne seguiva [...]. Mi è capitato tante [...] con lui questioni specifiche che riguardavano da [...] Torino, [...] solo la Fiat, ma [...] i trasporti, gli stadi, [...] Olimpiadi. Era stato con [...] di [...] la struttura che [...]
[...]e [...] nella nostra città». Ma sostenne il candidato [...] «Ci conoscevamo, ma sicuramente [...]. Non aveva neppure la [...] Torino e quindi non votava [...]. Triste periodo per Torino: Galante Garrone, Bobbio, Nuto Revelli, Giovanni ed ora Umberto Agnelli. Certo mancano persone che [...] loro rapporto così forte con la città [...] tanto contribuire [...] della città. In questo siamo del [...]. Ma non siamo orfani». Diego Novelli, prima di [...] ora candidato europeo per la lista Di [...] è stato popo[...]
[...] [...] della città. In questo siamo del [...]. Ma non siamo orfani». Diego Novelli, prima di [...] ora candidato europeo per la lista Di [...] è stato popolarissimo sindaco [...] Torino [...] 1975 al 1983), dopo una lunga militanza [...]. Di Umberto Agnelli ha [...] uno in particolare di un incontro clandestino [...] di casa [...] in via San Paolo. Come andò, allora Novelli? «Andò [...] intervistato Umberto Agnelli per Nuova Società. Era [...] del 1974. Agnelli esprimeva le sue [...] di lavoro e di sindacato. Opinioni molto critiche nei confronti [...] gestione [...] della Fiat. Apertamente mi disse del [...] di rapporti diretti con [...] sindacato e i capi del partito. Gli risposi che si [...] rimediare. [...]
[...]con [...] sindacato e i capi del partito. Gli risposi che si [...] rimediare. Così organizzai [...]. Un giorno di dicembre, [...] si [...] così a casa mia Luciano Lama, Emilio Pugno, che era il celebre segretario della Camera [...] e proprio Umberto Agnelli. Non si seppe nulla [...]. Eravamo quasi clandestini». E il risultato? «Il [...] colloquio molto sereno, su tanti temi di [...] sindacale, ovviamente. Ma la cosa che [...] più fu il documento che il giorno [...] segretario, il ragionier [...] mi fec[...]
[...]mente. Ma la cosa che [...] più fu il documento che il giorno [...] segretario, il ragionier [...] mi fece arrivare. Il documento sarebbe dovuto [...] per la discussione, [...] appunto nei confronti di Valletta [...] tutti i precedenti Fiat. Umberto Agnelli era convinto [...] creare rapporti [...] della fabbrica con i [...] il sindacato, che la Fiat dovesse sentire [...] che non bastasse dare un posto e [...] che fosse necessario costruire una rete di [...] città. Insomma manifestava aperture e [...] c[...]
[...]Volponi, lo scrittore [...] Gianmario Rossignolo. Non poteva piacere a Cesare Romiti [...] discorso simile. Romiti se la prende [...] e con quel genere di [...]. Lo dichiara esplicito: faccio automobili, [...] faccio [...] sociale. In realtà Umberto Agnelli, [...] del fratello, aveva visto lontano. Purtroppo era anche una persona [...] riservata. Sarebbe difficile [...] come un capitano coraggioso. Anche se in quegli [...] quando cerco di fare in modo che [...] Fiat [...] una svolta nei confronti del p[...]
[...]era nè il demonio [...]. Distinzione dei ruoli, dunque, [...]. I problemi sarebbero venuti [...]. [...] la Fiat? «Non siamo agli [...] giorni di Pompei. Ci sono speranze concrete. Vediamo come si assesterà [...] dopo la morte di Umberto, [...] degli Agnelli». /// [...] /// Vediamo come si assesterà [...] dopo la morte di Umberto, [...] degli Agnelli».