Abbiamo voluto [...] con le parole scritte [...] del marzo 1947, a cui facciamo [...] lettera, tra i documenti [...] più alti di questa guerra. I ono passati due anni [...] quando, per la prima volita, [...] nella vaiolata di Castelnuovo al [...] la salma di mio fratello [...] ucciso a 24 [...] nella notte del [...] dicembre 1943 da una mina [...] mentre tentava di passare il fronte e di raggiungere [...] banda partigiana da poco sorta nel Lazio. Ritrovammo allora la salma di [...] sepolta [...] campagna, al margine di una [...] incolta. Nel gennaio scorso, a [...] distanza, sono ritornato nel paese di Castelnuovo, [...] condizioni di rovina e di totale abbandono [...] guerra lo ha lasciato, per esumare la [...] dal tumulo improvvisato e [...] a Roma. Per [...] popolazione contadina ha sospeso [...] è [...] a noi ed è scesa [...] vallata. Sono stati 1 contadini [...] terra e a caricare la bara sulle [...] silenzioso funerale di [...] ha di nuovo attraversato [...] al cimitero del paese, anch'esso stravolto dalla [...] famiglie contadine come se si fosse trattato [...] loro morti. Nelle ore di questa [...] me e credo per chiunque altro vi [...] ho ripensato istintivamente ai molti scritti di [...] della cultura italiana in memoria di mio [...] e uomo di cultura fra i più [...] più capaci dei giovani intellettuali italiani. In questi scritti e [...] ricordare [...] Pintor come tale, come [...] eccezione. Ma in questi scritti [...] visto lamentare, da parte di uomini simili [...] per tradizione, per origine [...] questa [...] partenza da Napoli [...] centro della « guerra [...] la definì [...] ho visto cioè mostrare [...] alla [...] azione cosi come è [...] è svolta, perfino [...] vana, ed esprimere un [...] di un uomo di cultura ad abbandonare [...] normale e la [...] vita così largamente affermata [...] lotta accanto agli operai, alle masse popolari, [...] quali spetta invece il combattimento e il [...]. Anche da parte di chi [...] è giunto a dire questo o a [...] non ho però ricordato di [...] udito [...] una parola così chiara e [...] come [...] stesso [...] detta con la [...] morte. Ho ricordato, al contrario, [...] di questi uomini eredi attuali della vecchia [...] militi in schieramenti politici avversi a quello [...] ha militato. Ora scrivo per dire [...] visto, convivendo coi contadini in quelle ore [...] difficile occasione, questi contadini di Castelnuovo comprendere [...] e [...] partecipi con noi. Essi erano lontani dal conoscere [...] sue opere e i suoi scritti; se li avessero [...] non avrebbero probabilmente potuto [...] per quello [...] significavano in realtà. Eppure, privi di [...] ricordi o di affinità, hanno compreso come [...] loro esperienza quotidiana, i motivi e il [...] solo del gesto di [...] ma della [...] figura complessa di intellettuale. Lo hanno infatti trovato Uguale [...] e ai loro morti nella loro campagna, [...] della loro stessa battaglia. In quei momenti la [...] ha raggiunto la [...] completezza, e solo ad [...] ora la [...] eredità di intellettuale italiano. Non è rimasta solo [...] Castel-nuovo [...] ai contadini che [...] sepolto, questa eredità storica [...] ma a tutti i [...] gli operai italiani ai quali basta ora [...] per spiegarsi e far propria la figura [...]. Ritrovando a Castel-nuovo i [...] fratello intellettuale comunista accanto alle tracce vive [...] guerra e della oppressione politica, mi sono [...] alla mente tutte quelle parole dietro cui [...] spirito di regresso allignano nella nostra vita [...] dei privilegi della cultura; le formule di [...] dignità, [...]. Cosa pensare? Niente vi [...] questo che abbia a che fare con [...]. E niente vi è [...] che fare, in questo che pure resta [...] atteggiamento di una corrente culturale italiana, con [...] che [...] ha dato con la [...] propria funzione di intellettuale. Tra i contadini di Castelnuovo [...] che qualcosa di nuovo è avvenuto in Italia, [...] è penetrato [...] nella storia dei nostro [...] dei lavoratori e del [...] in lotta [...] e per cui la storia italiana è [...] lavoratori. Al di fuori, estranea [...] e alla avanguardia della nazione, vi è [...] che era già condannata quando, nello stesso [...] la vita di [...] si spezzava in un [...] scelto al prezzo del [...] incapace di comprendere quanto gli accadeva intorno, [...] ne dimostra [...] capace. Forse è per questi [...] è sembrata una cosa naturale e giusta [...] il funerale di [...] Pintor svolgersi in un [...] quasi distrutto, e vedere deporre sopra la [...] corona di metallo con la dedica «I [...] a [...] Pintor ». ///
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Forse è per questi [...] è sembrata una cosa naturale e giusta [...] il funerale di [...] Pintor svolgersi in un [...] quasi distrutto, e vedere deporre sopra la [...] corona di metallo con la dedica «I [...] a [...] Pintor ».