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Il «diluvio [...] e la [...] di imparare ad operare selezioni. Pierre Lévy, lei [...] un li-bro [...] collettiva. Che [...] questa intelligenza [...] come un proseguimento del progetto [...] di [...] «Credo che le nuove tecnologie [...] comunicazione e, in particolare, le tecniche di comunicazione su [...] completamente nuove. Nel mio libro cerco [...] sono fra tutte le possibilità le più [...] punto di vista sociale, [...] politico. Mi sembra che se [...] un progetto di civilizzazione, a partire dalle [...] si aprono, è proprio questo [...] collettiva. Che [...] collettiva? Bisogna rico-noscere innanzitutto che [...] è distribuita dovunque [...] e che questa intelligenza, [...] dappertutto, [...] può va-lorizzare al massimo mediante [...] nuove tecniche e soprattutto [...] in sinergia per mezzo di [...] tecniche. Ad esempio, se qualcuno sa [...] e qualcun altro sa [...] cosa là e le loro [...] sono complementari, possono en-trare in comunicazione [...] con [...] e scambiare il loro sapere, [...]. Questa è a grandi linee [...] collettiva. Così in un certo [...] si possa perse-guire oggi il progetto di [...]. Ma certo senza [...] degli illuministi, senza credere che [...] progresso [...] scientifica e tecnica. Oggi sappiamo che la [...] problema non è scontata e che dipende [...] dagli operatori culturali, fare in modo che [...] dalla tecnica siano sfruttate in un [...]. Il [...] spesso non risponde alle nuove [...] etiche. In questo [...] di [...] colletti-va consiste in breve nel [...] alle persone [...] delle loro qualità umane e [...] in modo che le possano condividere con altri, per [...] beneficiare la comunità. Tale etica perciò intende [...] servizio della collettività: ma per fare questo [...] ogni individuo di esprimersi completamente e quindi, [...] mettere la comunità al servi-zio [...] così che ognuno possa [...] risorse intel-lettuali e [...] delle qualità umane della [...]. A grandi li-nee è questa [...] prospettiva [...] collettiva, a cui, [...]. [...] della intelligenza collettiva? Ancora una [...] sul principio maggioritario? [...] della comunicazione non può essere [...] dal princi-pio maggioritario. Bisogna capire bene la [...] tecniche della comunicazione a supporto di-gitale. Nella comunicazione [...] un centro di emissio-ne e [...] gran numero di recettori, che sono insieme passivi -perché [...] reciprocità nella comunica-zione -e soprattutto [...] gli [...]. Dal punto [...] collettiva è interessante notare che [...] così partecipano al-le stesse [...] emesse dal centro. In tal modo però non [...] interattività, non [...] costruzione collettiva. Un altro schema di co-municazione [...] è quello del telefono: [...] reciprocità nella comunicazione, ma manca [...] co-struzione collettiva. La comunica-zione passa semplicemente [...] individuo. Il ciberspazio in-vece -con [...] discussione elettronici, con Internet o anche, su [...] Board [...] -non limita la possi-bilità [...] solo emetta verso tutti o che uno [...] che tutti possano comunicare [...]. Si crea dunque un conte-sto [...] di un centro, bensì [...] di ciascuno alla discussio-ne. Credo che [...] atto di co-municazione sia [...] nel costruire in cooperazione un universo di [...] quale ognuno si può situare. Nessu-no è obbligato a [...] degli altri: semplicemente si [...] allo stesso contesto. Secondo me [...] a un consenso, per fare [...] modo che [...]. Questa è in un [...] democrazia rappresentativa classica. Credo in-vece che ognuno può, [...] sviluppando [...] assolutamente singolare. Si potran-no formare anche [...] maggioranze per quanti sono i problemi. E questo farà sì che [...] individuo [...] su [...] problema una certa posizione e [...] un altro problema [...] posizio-ne, e non essere semplicemente [...] che [...]. Al contrario si può arrivare [...]. La [...] collettiva non comporta però dei [...] «Pericoli certo ve ne sono. Questa prospettiva [...] collet-tiva, che permette alle persone [...] unire le loro forze intellettuali, si potrebbe [...] è il risultato di un [...] movimento sociale. Non [...] nessuna grande so-cietà, nessun [...] deci-so di costruire Internet: è un feno-meno [...] è il mo-vimento sociale di [...] co-smopolita di diplomati, che [...] fenomeni [...] collettiva. Oggi però il ciberspa-zio, [...] movimento so-ciale di gente che condivideva questa [...] dai go-verni che ne vogliono fare una [...] collettivo, di grande televisione, e che spesso [...] la televisione interattiva è una contraddizione in [...]. La televisione [...] altrimenti non è più televisione; [...] ha una interattività estremamen-te limitata. Oppure è recuperata dai [...] impre-se, che vedono [...] di sviluppare un immenso [...] spazio di vendite. Non credo affatto che [...] pu-ramente negativo il fatto che il ci-berspazio [...] mercato capitalistico. Ma sarebbe veramen-te un [...] aspetto commerciale sopprimesse o si sosti-tuisse completamente [...]. Può essere positivo svi-luppare [...] condizio-ne che il mercato [...] passare in secondo piano [...] cioè [...] di ricchezze umane e [...]. /// [...] /// [...] un [...] di con-trollo. Non sono molto sensibile [...] sebbene il [...] accaduto a tutti i [...] -da questo punto di vista non [...] nessuna novità qualitativa. /// [...] /// Nelle reti si trovano miliardi [...] informazioni: ma [...] un insieme di informazioni. Non crede che sia [...] pro-blema gestire queste [...] «Certo [...] è qualcosa di costruito, [...] da un certo spirito. Oggi si ha [...] massa di informazioni, anzi, [...] mio amico, stiamo vi-vendo un secondo diluvio [...]. Il problema è di [...] si de-ve salvare, che cosa si deve [...] come dovremo navigare: il problema della navigazione [...] presenta come navi-gazione [...] nel [...]. /// [...] /// Non potremo usare validamente [...] se non avremo degli strumenti per orientarci [...]. Ma ce ne sono [...] e questo è molto im-portante. In secondo luogo credo [...] cambiato: viviamo in [...] in cui una persona, o [...] piccolo gruppo, non può più con-trollare [...] delle conoscenze e farne un [...] organico. È divenu-to impossibile anche [...] umano importante. Dobbiamo [...] conoscenza completamente nuo-vo. In [...] senso nonè [...] dà molta più libertà [...] o al piccolo gruppo, ma [...] è molto più difficile. Bisogna però [...] prendere partito: se si resta [...] la nostalgia di una cultura ben costi-tuita, di una [...] culturale, non [...]. [...] è qualcosa che si sta [...]. Si dice che si [...] a tutte le informa-zioni, ma è proprio [...] sappiamo che non avremo mai accesso alla [...]. Bisogna cioè imparare a [...]. /// [...] /// Nasce la necessità di [...] i messaggi che hanno [...] ciberspazio sono quelli che vi aiutano a [...] a orientarvi; quelli che hanno meno valore [...] aumentano la massa senza dare visibilità o [...] disponi-bili. Se mettete un documento [...] Web, fate due cose [...] disponibile; ma fate anche [...] cosa: con i nessi [...] il vostro documento e [...] degli altri, voi offrite [...] ar-riverà su quel documento il vostro punto [...]. [...] di vista [...] massa di [...]. Potrebbe darsi che in [...] combattere, invece del «Grande Fratello» di Orwell, [...] Tutte [...] contro-versie appianate e niente più [...] «Io trovo molto positivo [...] siano più padroni del pensiero. [...] questo fenomeno di appiatti-mento, ma [...] soltanto mettendosi dal punto di vista di Dio che [...] pro-priamente un appiattimento, per-ché non [...] più centro, non [...] più controllo, non [...] più istanza di controllo. Viceversa da ciascun punto [...] bisogna ricostituire un paesaggio differen-ziato con superfici [...]. È una forma di dualismo. Ma per ogni individuo o [...] ogni [...]. Ma gli uomini non troveranno [...] a orientarsi in uno spa-zio in cui non [...] più il prima o il [...] «Lo spazio [...] sarà uno spazio ameboide, in [...] passa [...] e [...]. Ma non soltanto perché lo [...] spazio fisico. È molto più profon-do. /// [...] /// Per questo deve essere [...] la carta e il territorio. Ma oggi il territorio [...] delle carte e dunque il passaggio [...] e viceversa, non avviene [...] spa-zio fisico, avviene nello spazio on-tologico, per [...] realtà della rappresentazione. La realtà passa continuamente [...] la rappresentazione diventa continuamente la realtà stessa. È piuttosto in ciò la [...] con cui ci dobbiamo confrontare. In un certo senso [...] co-sì, perché non [...] realtà al di fuori [...] cultura che la pone. Oggi è diventato [...]. [...] di [...] della percezione, in questo ciberspazio [...] cui i sensi [...] «Non è vero che i [...] più. In primo luogo perché [...] sia [...] sviluppo della vista, con [...] di comunicazione, che permettono di vedere cose [...] non ve-devano. Voi vedete con i [...] infrarossi, con gli scanner. Anche il [...] con la [...] si [...] enormemente. Così [...] con il telefono, le nuove [...] e simili. [...] perciò [...] sensi, ma piuttosto di una [...] e di uno sviluppo dei sensi. Grazie a tutti questi [...] e di virtualità, assistiamo a una virtualizzazione [...] loro estensione, alla loro tra-sformazione e, in [...] al-la loro messa in comune. La loro messa in [...] di vedere lontano, ma [...] visione comune; così per il telefono: tutti, [...] lo stesso sistema uditivo. /// [...] /// A [...] nel [...] ha conseguito [...] a dirigere delle ricerche in [...] informazione e della comunicazione. È [...] con Michel [...] degli [...] de [...] un sistema di rete [...] la valutazione e lo scambio dei saperi [...]. È cofondatore di [...] la società che sviluppa [...] software [...] per la gestione degli [...] de [...]. Attualmente insegna al Dipartimento Ipermedia [...] di [...]. Lévy ha messo al centro [...] ricerca il progetto [...] collettiva: [...] collettiva è [...] distribuita ovunque, valorizzata in maniera [...] coordinata e mobilitata in tempo reale; è caratterizzata da [...] in tempo reale, inventiva estetica ed economia di qualità [...] è multidimensionale e [...] legata al corpo e alla [...] tratta di [...] e non di smaterializzazione». Tra le sue opere: «Le [...] ES [...] 1992; «La macchina universo», 1992; [...] collettiva», Feltrinelli, 1996. Le nuove tecnologie di comunicazione [...] posto le premesse [...] collettiva. /// [...] /// Le nuove tecnologie di comunicazione [...] posto le premesse [...] collettiva. (0) (0) ![]()
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