Mi limito a qualche [...] del triplice punto di vista, storico, etico, [...] si può considerare [...]. Storicamente, il contrasto tra egualitari [...] si confronta con la rivoluzione [...] esaltata dagli [...] esecrata dagli altri. Nietzsche: «La nostra ostilità alla [...] non si riferisce alla farsa [...] alla immoralità con cui si svolse; ma alla [...] moralità di branco, alle verità [...] cui sempre e ancora continua ad operare, alla [...] immagine contagiosa di [...] giustizia, libertà [...] con cui accalappia tutte le [...] mediocri, al rovesciamento [...] delle classi superiori, lì fatto [...] in connessione con essa siano avvenute cose tanto terribili [...] sanguinose, ha dato a [...] della mediocrità una parvenza di [...] sicché essa, come spettacolo, ha sedotto anche gli spiriti [...] fieri »11. Eticamente, [...] è per Nietzsche la [...] dei poveri di spirito, dei « mal [...] rassegnati, che si contrappongono ai forti, agli [...] dominatori, e rappresenta il rovesciamento di tutti [...] hanno fatto grande [...] mercantile al posto della [...] spirito guerriero, la fiducia posta nella quantità [...] e il livellamento contro [...] gerarchia. Testualmente: « Si ha [...] [il riferimento è ancora una volta alla [...] specie di predominio del numero, e quindi [...] bassa [...] sugli eletti è rari, [...] democratico in tutte le valutazioni, per cui [...] fede nei grandi uomini e nelle grandi [...] in diffidenza, dazione, non testo; e potrebbe [...] con [...] e [...] interpretativa diametralmente opposta sapesse [...] della stessa natura e in relazione agli [...] dispoticamente spregiudicata e spietata, [...] potenza, un interprete che vi mettesse sotto [...] perentorietà e [...] insite in ogni volontà [...]. In una conferenza su Lo [...] greco del 1872, Nietzsche scrive: « Perché esista un [...] vasto, profondo e fertile per lo sviluppo [...] la stragrande maggioranza degli uomini [...] al servizio di una minoranza, [...] sottomessa [. A spese di questa [...] il suo lavoro supplementare quella classe privilegiata [...] lotta per [...] per produrre un nuovo [...] e per soddisfare questi. Conformemente a ciò dobbiamo [...] nel considerare come verità -che [...] crudele [...] che la schiavitù rientra [...] di una cultura [. Poco più oltre: «La [...] presente è sorta dal [...] non già da una véra e profonda [...] sventura; e se dovesse essere vero che [...] Greci [...] andati in rovina a causa della loro [...] ogni caso assai più certa [...] cosa, ossia che noi [...] a causa della mancanza della schiavitù » [...]. Nietzsche, Frammenti postumi 1887-1888, [...]. ///
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Nietzsche, Frammenti postumi 1887-1888, [...].