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Vogliono avere vo-ce, essere [...]. Così come [...] Germania o negli altri paesi [...]. [...] comunitario che vie-ne interpellato per [...] politiche giovanili, [...] scranno ancora vuoto è quello [...] rappresentante italiano. Ma non per molto. /// [...] /// [...] noi un «Consiglio nazionale [...] soprattutto un «Piano nazionale» che indicherà gli [...] governo per la realizzazione «di politiche e [...] delle giovani ge-nerazioni» e, infine, un «Centro [...] queste poli-tiche. Il progetto di legge [...]. La ministra della Solidarietà, Livia Turco [...] ha predisposto dopo una lunga gestazione. Circa un anno di confronto [...] non soltanto con le istituzioni, i movimenti giovanili [...] rappresentati del [...] gli [...] le associazioni giovanili presenti sul [...] comprese quelle le-gate [...] dei centri so-ciali come il Leoncavallo di Mila-no. [...] dovrebbe essere arrivata alla stesura [...]. /// [...] /// Le scelte strategiche e [...] con le relative verifiche sono contenuti nel «Piano [...] 2) che il governo predisporrà ogni tre [...]. Nello stesso documento sono indicati [...] settori [...]. Si va dai «programmi [...] il tempo libero, la socializzazione e la [...] per i quali è forte [...] delle associa-zioni giovanili) allo [...] e strutture informative», da «azioni [...] di sostegno al-lo sviluppo [...] professionale dei giova-ni» [...] culturale e am-bientale, alle [...] al «volontariato», ai «programmi [...] interculturale e di lotta [...]. Infine sono previsti inter-venti [...] pari opportu-nità». Questa è la cornice [...] si decidono le politiche, ma le scelte [...] promozione e consulenza e supporto tecnico per [...] sono affidate al «Centro nazionale [...] delle politiche giovanili», il [...]. Il provvedi-mento punta molto [...] si costruiscono sul territo-rio a livello regionale [...]. Una scelta ribadita dai [...] delle attività. Le ri-sorse del Fondo nazionale [...] i giovani, se non vi saranno cam-biamenti, dovrebbero essere [...] assegnando alle Regioni e quindi agli enti locali, una [...] pari al [...] mentre una quota pa-ri al [...] sarà riservata al finanzia-mento del «Consiglio nazionale dei giovani», [...] il restante [...] è destinato alle attività del «Centro per lo sviluppo». La dota-zione del [...] per il 1999 e [...] a [...]. [...] del «Consiglio nazionale dei giovani». [...] le scelte che riguardano il [...] giovanile. Formulerà pareri e osservazioni [...] «Piano», [...] a «fori internazionali», so-sterrà la formazione e [...] promuoverà indagini e ricer-che sulla condizione e [...]. Esprimerà pareri sulle nomine [...] «Centro nazionale» e sui provve-dimenti legislativi. Nominerà i suoi rappresentanti [...] e internazionali. Il Consiglio non è [...] «Parlamenti-no» [...] giovani, ma avrà una forte rappresentatività. [...] «rappresentanti eletti delle as-sociazioni [...] ad un apposito Albo, «rap-presentanti delle organizzazioni [...] e dei [...]. Nascerà così un nuovo [...]. Un punto di riferi-mento istituzionale [...] una gene-razione che ha diritti ed esigenze da far [...] con il quale la [...]. I [...] ESSENZIALI DEL DISEGNO DI LEGGE I DIRITTI RICONOSCIUTI La legge riconosce il ruolo speci-fico [...] processi di svi-luppo del paese e promuove [...] sostegno e allo svi-luppo della loro individualità [...] sociale e [...] economica e professio-nale, promuove [...] alle istituzioni democra-tiche. Interessati alle [...] UN PIANO NAZIONALE Ogni [...] Governo predi-spone il [...]. È la cornice entro [...] la legge ed è regolamenta-to [...] 2. Il primo è adot-tato [...] in vi-gore della legge. Il piano indivi-dua gli obiettivi [...] la [...] a [...] criteri relativi alla loro [...]. RISORSE E STRUMENTI [...] che per il 1999 è [...] 2000. Una quota pari al [...] Fondo è riservata a Regioni e province autonome, [...] Centro per lo svilup-po delle politiche giovanili [...]. LA VOCE DEI GIOVANI È [...] Consiglio Nazionale dei giovani (art. Il Consiglio esprime pareri e [...] sui contenuti del Piano nazionale. Designa propri rappresentanti negli [...] internazio-nali. /// [...] /// Livia Turco e in [...] Laura Pennacchi INTERVISTA Livia Turco: «Con il sociale la [...] in cattedra» [...] FERNANDA ALVARO ORVIETO Livia Turco [...] due giorni della fondazione [...] dove si parla di «Riformisti [...]. Ministro degli Affari sociali [...] Prodi, ministro degli Affari sociali nel governo [...]. [...] che risponde alle provoca-zioni di Amato su giovani e don-ne. Con opinioni e leggi. Sui gio-vani sta per presentare [...] disegno di legge per [...]. Cosa fa, va a raggiungere [...] è [...] Paese in Europa in cui [...] esistono strumenti isti-tuzionali di rappresentanza e di contrattazione dei [...] nei confronti delle istituzioni. Ho co-minciato [...] porterò presto in consiglio dei [...] giovanili che ho fatto con le loro associazioni. Dobbiamo consentire ai giovani [...] loro autonomia di vita, mettendo a loro [...] casa, la scuola, il lavoro, il tempo [...]. Da questo può nascere [...] deve essere di cultura, di valori, di [...]. I giovani chiedono questo [...]. E la politica deve [...] il loro linguaggio, mettendosi alla pari, sedendosi [...]. [...] i talenti, sollecitare la crea-tività». Il governo varerà un [...] giovani, i giovani entrano [...] politica. E le donne [...] «La sinistra riformista deve avva-lersi [...] competenza femminile [...] di gover-no. Non bisogna co-struire [...] po-litica delle donne, ma far [...] che le donne in-cidano [...] politica. Questo con-viene alla sinistra [...] le donne riescono a in-fluire [...] po-litica, il governo sarà [...] sintonia con il paese reale. So-no loro a misurarsi [...] la famiglia, la scuola, il costo dei [...] dei servizi. Questi temi so-no cruciali [...] ogni gior-no, temi cruciali della società. Si dà il caso [...] se ne [...]. [...] abbiamo avuto delle agende [...] politico, del-le scelte che hanno poco avuto [...] non vuole smet-tere di lavorare. Se io dico in una [...] poli-tica che bisogna fare la riforma degli asili [...] con sufficienza. Se dico in una fami-glia [...] gli asili cam-bieranno che saran-no più accessibili, meno costosi [...] più qualificati [...]. Ci sono sei donne ministro [...] gover-no [...] Giuliano Amato in-voca una presidente [...] Repub-blica. [...] «I riformisti devono consentire [...] scegliere che ci siano donne [...] luoghi di decisione. Le quote da sole [...] vuo-le [...] femminile, ma questa autorità [...] per sfidare logiche di potere a volte [...]. [...] «Le donne devono imparare [...] è rapporti di forza, potere, conflitti. De-vono decidere di [...] costruire la strate-gia di [...] femminile. [...] famiglia? «Sul tema della conci-liazione [...] vita lavo-rativa e vita familiare io mi sono fatta [...] molto chiara. La legge sui congedi parentali [...] tempi di lavoro e di vita per cui ho [...] presto, sarà sicuramente im-portante però [...] legge può es-sere vanificata se le piattaforme contrattuali non [...] amica dei tempi della vita [...] familiare. Se questo non diventerà [...] patto tra imprese e lavoratori io non [...]. Io chiamo in causa [...] certo ha dei ritardi, ma anche le [...]. Il nodo vero è [...] Italia una cultura delle imprese che intende [...] modo assolutamente unidire-zionale, monotono: flessibilità per realizzare [...]. /// [...] /// Amato, nelle sue conclusioni, ha [...] una provocazione [...] di cui fa parte. Ha chie-sto che i [...] una piazza meridionale a capire per-ché le [...] i figli [...]. [...] «Sono assolutamente [...] per quanto mi riguarda sarà [...] la peculiarità del mio ministero che è un ministero [...] strada, ma non ho fatto altro. Tutte le leggi che [...] nate dal contatto diret-to. La 285 (la legge [...]. La legge 162 [...] è scaturita dopo numerosi incontri [...] le associa-zioni delle famiglie e che quella sui giovani [...] la luce dopo molte riunioni con le loro associa-zioni. Il metodo funziona. È im-portante raccogliere questa [...] la metafora di una questione che considero [...] sinistra. Ovvero di una politica che [...] ricostruisce forti legami sociali, che [...]. /// [...] /// [...] MORENA PI VETTI ORVIETO Mai [...] tempi, pur se inconsapevole, fu più az-zeccata. Quale momento mi-gliore per una [...] a tutto tondo sul futuro del riformismo e sui [...] al governo [...] che [...] alla presidenza del Con-siglio del [...] dei Democratici di sinistra e appena prima [...] del nuovo segretario? Per i [...] inizi» di Massimo [...] e Walter Veltroni, è [...] forte quella ve-nuta dal seminario [...] Fonda-zione [...] tanti gli spunti e i [...]. Eppure i riformisti, al gover-no [...] 13 paesi europei su 15, [...] storica di disegnare il futuro [...] davvero nelle loro mani. Impre-sa impossibile, come pensa Mi-chele Salvati? No, risponde Giu-liano Amato, perché «Iddio ha inventato [...] rende-re possibili anche i compiti im-mani». E immane è [...] di trovare risposte innovative [...] conservazione e protezione indotte [...] dalla paura del futuro [...] continente scos-so dalle sfide della globalizzazio-ne. I riformisti devono dimo-strare [...] può, che il futuro è possibile. I rischi sono elevatissimi, [...]. E guai a illudersi [...]. O si ricomincia dalle [...] fallisce. Torna la politica con [...] «la bella politica» direbbe Veltroni. Cosa, se non la poli-tica, [...] cogliere [...] indicato da [...] che vuole giocare un ruolo [...] mondo, essere il [...] competitivo degli Stati Uniti, dando [...] a istituzioni co-muni e ritrovando il bandolo della cre-scita [...] dello svilup-po. Senza rinunciare alla civiltà innata [...] suo [...] e dei suoi diritti umani, [...] la consapevo-lezza, però, che per [...] dalla distruzione, per evitare che [...] trasformino in una catena al collo, deve [...] ai tempi [...]. Non facile, nè indolore. E cosa, se non la [...] può smuovere le coscienze e [...] al cambiamento possibi-le? Non sarà [...] caso che Giuliano Amato lancia [...] con-tro [...] reazionaria» (anche a sinistra) «per [...] so-cietà civile virtuosa che sa già quale strada prendere, [...] solo non si fa infettare dalla politi-ca». Un vi-rus che ha [...] usano i referendum in que-sta chiave, «da [...]. E, invece, come scri-ve Biagio De Giovan-ni, «la società civile è uno spazio politico». Tre i casi esemplari [...] dibat-tito su i «soggetti» del riformismo. Le donne, [...] di Chiara Saraceno «in-visibili e [...]. Così è più facile [...] per i servizi sociali piuttosto che per [...] la legge [...] piuttosto che rompere sulle [...]. Amato porta [...] della figlia, tren-tenne con tre [...] e un lavoro: «Qualunque cosa facciano nella loro giornata [...] e Berlu-sconi non entrano mai [...] giornata -spiega -perché ha troppo [...] fare. Mi chiedo: pos-sono fare [...] Berlusconi [...] per ridurre il carico [...] alle quali questo paese impedisce di vivere [...] cui hanno sa-crosanto diritto, essere madre e [...] nella società?». Amato rilancia [...] di una donna al Quirinale [...] anche dai [...] complici collusivi e vilmente si-lenziosi»), [...] come «provoca-zione» («non ho proposto un coleottero») ma come [...] di «cambiare [...] poli-tica, con [...] ricono-sciuta solo a questa figura. Un presidente donna potrebbe [...] alle parti sociali, agli enti locali». I sinda-cati, responsabili di [...] al femminile le piatta-forme contrattuali. Secondo ca-so esemplare: i [...] Andrea Ranieri, Sicilia-no, Giovanni Berlinguer) che vi-vono [...]. Terzo caso esemplare: il Mezzo-giorno. Se non si raggiungono [...] peri-feria di Napoli che abbandona-no la scuola («Perché [...] di ministri non va in piazza, a [...] famiglie, e torna ogni tre mesi per [...] cambiato qualcosa?»), o quegli adolescenti pugliesi immersi [...] di «mafiosità senza mafia», non si ricostruisce [...] indispensabile per far decollare il Sud. Giuliano Amato chiude con [...] «Ho visto partiti es-siccarsi con rapidità stando al [...] tirante [...] di un consenso che [...] più. Evitiamo che questa esperienza [...]. Non basta sapere che [...] ha vinto, perché poi [...] non sempre vince». Non bastano i leader, [...] uomini e donne in carne ed ossa. /// [...] /// Non bastano i leader, [...] uomini e donne in carne ed ossa. (0) (0) ![]()
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