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Il futu-ro di Roma [...] altro». Parola di Ermete Realacci, [...]. Realacci, quale tipo di [...] le Olimpiadi del [...] «Non credo certo che [...] un inferno. [...] sarà, se Roma vince, [...] più basso di quello che [...] il Giubileo. Prima di tutto perché [...] an-no e le Olimpiadi, invece, dura-no un [...] poi si svolgono in estate, quando la [...] vuota. Il rischio vero era, [...] i giochi olimpici di-ventino [...] per [...] scempi, edilizi [...] è avvenuto in passato per eventi sportivi [...]. Per evi-tare questo pericolo [...] un Osservatorio in-sieme alle altre associazioni am-bientaliste, [...] al progetto olimpico, fa-cendo [...] ridotte le cubature, che venisse migliorata la [...] e im-pianti. Finora, almeno sulla car-ta, [...] ottenere che non si preveda nulla che [...] città». Quali sono i «paletti» perché [...] «La parola [...] per noi, è manutenzione. Il fatto centrale che [...] impianti sportivi non vengano realizzati ex novo, [...] recu-perati quelli esistenti, è una ga-ranzia. Perché, da una parte, non [...] gettato nuovo cemento su una città che non ne [...] bisogno; [...] anche la speranza che Roma, [...] le Olimpiadi, possa avere un sistema di im-piantistica sportiva [...]. Bi-sogna ricorrere il più [...]. E questo vale anche [...] che molto spesso sono anche brutte, dal [...] architettonico e estetico. [...] un problema, molto dibattu-to [...] cioè della possibilità di sostituire un edificio [...] altro più bello. Infatti, le nostre perplessi-tà [...] opere nuo-ve. Per esempio, il Villaggio [...] essere co-struito alla Magliana, e che poi [...] Terza Uni-versità di Roma: ecco, vogliamo vedere [...] verrà realizzato, per evitare il ri-schio che [...] possano trovare spazio inte-ressi speculativi». La vostra è una funzione [...] con-trollo. Se le Olimpiadi verranno, [...]. Infatti quello che rimproveriamo [...] Co-mitato [...] No è di avere impo-stato tutta la [...] le Olimpiadi e, se queste ci saran-no, [...] sarà esaurito. E invece no, il [...] se il 5 settembre Roma do-vesse essere [...] sarà il momento di vigilare. Fare attenzione che il [...] stravolto come è successo in passato». [...] «Non credo. Devo dire che ab-biamo [...] più: non [...] dubbio che la qualità, [...] la correttezza di que-sta amministrazione sia decisa-mente [...] delle precedenti. E anche che ha go-vernato [...] della ma-nutenzione urbana e della [...] ambientale [...] maggiore. Non dimentichiamo che i Mondiali [...] e le [...] sono stati il [...] di [...] di Tangentopoli, il sim-bolo di [...] nei quali [...] ha speso più di ogni [...] paese eu-ropeo per le opere pubbliche, cir-ca quaranta miliardi [...] senza però [...] di una rete di infrastrutture [...] decente. Un fallimento storico. E le Olim-piadi del [...] hanno avuto degli effetti negativi [...] urba-nistico della città. Ora i rischi so-no [...]. Tra [...] non penso che gli [...] impronta genetica, non siano in grado di [...] evento sportivo in condizioni di qualità ambientale. O noi deci-diamo che [...] Olimpiadi [...] un fatto negativo di per sé, e [...] oppure dobbiamo pensare che possano esserci eventi [...]. Cosa potrebbe rimproverare al [...] «Di essere stato un [...] troppo timido sul piano del [...] ur-bano. Per esempio, quella che [...] forza di que-sti quattro anni, il parco [...] Fori, non è emersa co-me fondamentale. Sono state privilegiati eventi [...] Olim-piadi, più tradizionali, che pos-sono essere fatte a Roma [...] Atlanta. Avrei preferito, inve-ce, che [...] ponesse più atten-zione verso [...] an-che più moderna, perché il parco dei Fori [...] a Roma». Atlanta è stata [...] del massimo utilizzo della [...]. Come immagina [...] «Potrebbe essere [...] per presentare il valore [...] Roma: il patrimonio inimita-bile di storia e di [...]. Se il 2004 trovasse Roma [...] il suo parco dei Fori, con via [...] Fori Imperiali pedonalizzata, con questo gigantesco polmone di archeologia [...] cuore della città, potrebbe dare il segno [...] diame-tralmente opposta a quella di Atlanta. Certo, nei prossimi anni [...] la drastica riduzione del traffico privato, [...] delle aree pedonali migliorando [...]. È una prospettiva da immagi-nare [...] ogni caso». E la tecnologia, può [...] «Perché no? Le tecnologie più avanzate della comunicazione [...] di materie prime e di energia. Quindi van-no in quel senso [...] che per noi è una [...] promet-tente. Le autostrade informati-che, lo [...] otti-che sono cose positive: più i dati [...] di supporti materiali tanto più [...] ambientale è basso. Poi ci sarà anche [...] sicu-rezza, che va affrontato senza pe-nalizzare i [...]. Comunque, anche se si [...] mancano sette anni. Natalia Lombardo ERMETE REALACCI «Sì [...] Olimpiadi purché siano [...] ROMA. Dacia Maraini è stata [...] persone che hanno espresso preoccupazione di fronte [...] di Ro-ma alle Olimpiadi del 2004. Adesso, nonostante [...] del Co-mitato per il No, [...] quale la scrit-trice ha firmato [...] rivolto a intellettuali, politici [...] alla [...]. [...] è [...] mo-mento il clima di [...] scal-dando sempre di più, nonostante la pausa [...]. Signora Maraini, fra quindici [...] la città che ospiterà le Olimpiadi del [...]. /// [...] /// Io non sono contro le Olimpiadi di per sé, [...]. [...] è [...] gente che la abita, figuriamoci [...] dovesse arrivare il doppio delle per-sone, così come qualcuno [...]. Ec-co, ho paura delle [...] portare un evento simile. Comun-que, se da una parte [...] sento di dire no, [...] capisco le ragioni del sì». Nel caso Roma vincesse [...] la cosa la spaventerebbe molto? «Mano. /// [...] /// [...] rimettere a posto le [...] rete di metropolitane. E da-re anche una ripulita [...] strutture pubbliche più fatiscenti. Bisogna sempre essere [...] poiché in Italia [...] troppo. Ec-co, [...] così: sarebbe meglio non [...] le Olimpiadi, ma se viene [...] Roma, non farò certo [...]. Crede che si possa [...] di abusi edilizi, di specu-lazioni, di appalti [...] era la conseguenza inevitabile di eventi simili, [...] Olimpiadi [...] «Assolutamente no. Oggi [...] una maggiore trasparenza nelle scelte [...]. La gestione degli appalti [...] è più ambigua e celata ma è [...]. Senza dubbio [...]. Quali sono, secondo lei, [...] che potrebbero mi-nacciare Roma? «La congestione di [...] esiste. La valanga di sporcizia [...] riversare sulla città. Già ora non sappiamo [...] nostri rifiu-ti. Ci vorrebbe una maggiore [...] esempio, non si fan-no mai delle multe [...] i giardini? Con delle forti sanzioni la [...] rovinare i giardi-ni e le strade, di [...] Lungotevere, come ho visto fare. Ci vuole più cultura [...] con-trollo. Sul piano delle opere, [...] si tratti soprattutto di recupera-re quello che [...] di creare nuove edificazioni, quindi il rischio [...]. Dal suo punto di [...] come giudica la corsa alle scadenze, che [...] trasfor-mare la città sempre in occasione [...] «Le scadenze fanno parte [...]. [...] sono le discussioni inutili, [...] che vengono fatte alla prima occasione. Si fanno lotte fini [...] allungando nevroti-camente i tempi. Il nostro paese ha [...] a concretizzare, ad arrivare a un fine [...]. È un vizio della politica [...] fare prevalere [...] privato su [...]. Crede, o ha notato, che [...] al-tri paesi occidentali questo non avvenga? «Non voglio dire [...] gli [...] ha le sue magagne politiche. Però esiste [...] diffusa, [...] per la quale [...] pubblico è preva-lente su quello [...]. Poi, insom-ma, in una [...] inte-ressi pubblici, la minoranza non può impedire [...]. [...] si discute, sì, ma poi [...] andare [...]. Pensa che Roma abbia buone [...] «Ma sì, Roma è più elastica. Certo, si tratterebbe di rendere [...] le strutture che già possiede. E an-che di inventare [...]. Per esempio, rivitalizzare il percorso [...] fiume per trasferirsi da una parte [...] della città, come è già [...]. Credo che Roma ce [...] ma è la pratica che voglio vedere. Se il bizantinismo tipico [...] italiana non ferma tutto. In ogni caso Roma [...]. [...] sono pieni di iniziative culturali, [...] ognuno di loro è un [...] di cultura, di gioco, di ci-bo. È un cambiamento che hanno [...]. Galli Della Loggia ha [...] un membro della Stasi che si infiltrò [...] Comitato Olimpico [...]. [...] ci sia ancora un terreno [...] per [...] «Ma non credo proprio. Certo, dove ci sono [...] i rischi. [...] è che tutto sia chiaro, [...] la mafia, per [...] natura, ha bisogno di coperture, [...] terreni oscuri. Quando [...] la trasparenza [...]. Fra le città candidate, [...] «Città del Capo è [...] essere organizzata molto bene. Scegliere Buenos Aires, invece, [...] per andare incontro ai problemi [...] Latina. In-somma, non saprei, tanto non [...]. /// [...] /// Sì, mi piacciono i [...] la sfida del tempo. Lo sport preferisco [...] però, anziché [...]. È qualcosa che ti [...] con la terra, [...]. E poi, mi piace [...] ma [...]. /// [...] /// E poi, mi piace [...] ma [...]. (0) (0) ![]()
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