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SABATO 29 AGOSTO [...] 17 [...] Le città [...] Enrico Palandri e, sotto al titolo. Venezia in una foto [...] Gabriella [...] vecchio aveva annuito, nella [...] affidato le valigie in portineria e non [...] in camera: "Andiamo a cercare questo ponte?" [...] delle metropoli raccontata dai [...] Un violinista a Venezia BEI Enrico Palandri è [...] Venezia nel 1956. Il suo primo romanzo. Boccalone, è la cronaca [...] sullo sfondo delle vicende del Movimenti del [...] edizione è di Feltrinelli, 1989). I suol libri [...] sono Le pietre e [...] (Garzanti, 1986) e La via del ritorno (Bompiani, [...]. Dal 1980 Palandri vive [...] Londra, [...] è [...] in residence al dipartimento [...] «University College London». [...] violinista [...] chiese preoccupato e appoggiandosi [...] tra loro che era sorta da chissà [...] faccio a [...] Non ha senso che [...] Venezia se non posso ritrovare questo ponte». La diplomatica italiana non [...] a spiegare che un anziano violinista, che [...] lasciato la Russia, aveva [...] del governo italiano, ma rispondendo alla richiesta [...] lui aveva lanciato tra [...] parlando del ponte [...] lasciata sfuggire dalle labbra [...] io a [...] come una carezza; il [...] violinista si era [...] in un sorriso che [...] tempo prima da chissà dove c arrivava, [...] come un uccello, a [...]. Anche lei aveva sorriso, assaporando [...] piacere che negli ultimi, tempi le era mancato: il [...] del fare [...] insieme a [...] che un altro era felice [...] suo esserci. Poche settimane dopo, mentre [...] la diplomatica, ripensava alle poche battute scambiate [...] musicista ed era irritata con [...] ospite prima ancora di [...]. Non aveva nessuna voglia [...] ore con un vecchio in cerca di [...] pietra con le ringhiere in ferro battuto, [...] chissà cosa mentre il proprio matrimonio andava [...]. Falliti i tentativi di [...] ormai il marito non lo avrebbe più [...]. Certo, non era colpa [...] se invece di andare in Russia avesse [...] casa, forse. E se anche questa [...] dovuta partire per Venezia. Del resto sapeva che [...] solo un rito solitario, una penitenza privata; [...] più il matrimonio, ne soffriva ma aveva [...] diplomatica chiede del tempo e dello spazio, [...] a spostarsi. Ogni volta che partiva [...] e anche se non [...] lei ora sembrava che in ogni viaggio [...]. Era troppo doloroso, e [...]. /// [...] /// ENRICO PALANDRI Vedendo il [...] scaletta [...] gli sorrise cercando di [...] pensiero e si sorprese, nel corso dei [...] le era facile. Lei stessa non sapeva più [...] la preoccupava, [...] solo le frasi fatte, i [...] misurati, [...] formale anche [...] come fosse quello che [...] le apparivano gli altri. Sedettero entrambi all'aperto nel [...] portava in albergo; era una giornata afosa [...] della corsa era [...] fresco che avrebbero trovato [...] giornata. Aveva già tentato due [...] al maestro il programma elle avevano preparato [...] vecchio aveva annuito, nella hall [...] aveva affidato le valigie [...] non era neppure salito in camera: «andiamo [...] ponte»? le aveva chiesto subito, ed erano [...] soli. Il vecchio violinista aveva [...] camminarono qualche ora: di tanto in tanto [...] ammirava una pietra scolpita o un capitello [...] un turista, cercava qualcosa e alla [...] accompagnatrice fu chiaro, se [...] avere un dubbio, che non fosse stato [...] non avrebbe mai accettato [...] in russo; lui [...] volentieri di sé, aveva [...] di mogli, [...] diversi figli, tutti ormai [...] per una ragione o per [...] l-e faceva domande e [...] volentieri di sé, del proprio lavoro, del [...]. Raccontò molto bene, [...] dalla lingua straniera e [...] non avrebbe mai più rivisto quel signore, [...] da Venezia, dove anni prima aveva studiato [...] aveva iniziato quella vita che un po' [...] era mangiata il resto. Non [...] più che Venezia, le [...] modo di essere da soli, con i [...] proprie aspirazioni e i propri limiti, cui [...] matrimonio aveva frapposto una gentile pausa sentimentale. Raccontò al violinista la [...] la laguna, che aveva dato il la [...] della [...] vita, dominato [...] per le cose belle, [...] il garbo simpatico e arguto dei mercanti [...] intrighi goldoniani, la domesticità di una cultura [...] amica del vino e della compagnia. Dalle [...] quando si inoltravano nelle [...] di Castello o Dorsoduro, arrivavano di tanto [...] solfeggi di un musicista al flauto o [...] il maestro si fermava ad aspettare che [...] con qualche brano. La diplomatica dovette condurre [...] un ricevimento e a una cena; quando [...] ospiti, il violinista le chiese quando avrebbero [...] ricerca del loro ponte. Cosi, [...] vestito di tutto punto [...] mentre sorseggiava il cappuccino gli aveva chiesto [...] importante quel ponte. Lui non aveva risposto [...] le loro ricerche lei aveva recepito con [...] in cui lui teneva [...] ricordi. Anche con il violinista [...] finalmente trovarono il ponte e lei elevò [...] agli dei perché le gambe non le [...] qualche minuto a [...]. Neppure allora lui raccontò [...] quel luogo, e questo le faceva più [...]. Le fece sentire [...] desolazione, una solitudine amara, come [...] lui non volesse [...] assaggiare nulla di sé. La sera, a teatro, [...] il concerto con una sonata di Bach. Non era accompagnato da [...] che si creò attorno alla [...] esecuzione fu cosi tesa [...] diplomatica, seduta nelle prime file della platea, [...] a tutti che uomo straordinario era [...] violinista e come [...] che gli era stata [...] realtà [...]. Pensava che non fosse [...] buone gambe di una diploma-tica a Venezia [...] sarebbe venuto, e che questa era la [...] quella serata. La mattina dopo [...] violinista sarebbe partito e [...] quelle due giornate erano state splendide. [...] invitata a parlare e [...] chiarita le idee in quelle conversazioni, si [...] propria vita. Parlando con lui le [...] sarebbe più stato come prima, forse non [...] il marito o forse avrebbe trascorso il [...] insieme a lui, avrebbe cambiato carriera o [...] ma certo nulla in futuro sarebbe stato [...] che era stato in passato. Lui [...] portata attraverso un guado [...] grata, per quanto involontario potesse essere stato [...]. La [...] calma, la vita appassionata [...] lottato,, da quanto diceva il programma della [...] attraverso guerre e persecuzioni, le sue infelicità [...] uno sguardo sereno, paziente, con cui [...] ascoltata raccontare e forse [...]. Le dispiaceva non [...] avuto il coraggio di [...] in fondo non conosceva nulla di lui, [...] ponte di cui non sapeva nulla. Forse 11 aveva perso [...] padre o la madre, una sorella, una [...] moglie? Si erano detti addio, o erano [...] da una folla ad agosto, magari per [...] che non si era più ricomposto? O [...] luogo di un appuntamento d'amore? Quale magnifica [...] altrettanto turbinoso, aveva avuto la sfortuna di [...] O forse era un amico, o un amore [...] o forse aveva perduto una parte di [...] dei guadi tra le età che era [...] attraversare? Continuava a rileggere le note biografiche [...] di [...] tra le righe ciò [...] curiosa, ma le parole scritte non possono [...] e le facevano sentire la propria solitudine [...] più pungente. Sembrava una lettera d'addio e [...] la rigirava tra le dita e nella mente nel [...] di [...] più eloquente. Dalla serata spirava del [...] strana felicità, un venticello benigno che rinfrescava [...] risposta che lei teneva chiuse in sé [...] altri spettatori ascoltava il concerto. [...] particolare di quei due [...] musica sembrava raccon-tasse solo a lei e [...] il senso di quanto era accaduto nella [...]. A giudicare dalla coda [...] dal camerino non sembrava davvero fosse la [...] musica aveva dato tanto, e si rimproverò [...]. Lo scortò ancora, com'era [...] a un rinfresco e quindi in albergo. Faceva fatica ormai a [...] e ruppe un paio di volte in [...] propria vita. Parlò del proprio rapporto [...] e il nonno, della musica, ma con [...] inadeguata, sebbene lui con grande cortesia parve [...] il possibile per sottolineare quel poco di [...] le usciva di bocca. Si salutarono davanti al [...] disse che sperava dì [...] cosa su cui lui [...] leggerezza dicendo che a novantuno anni non [...] su) futuro. Grano stati giorni magnifici [...] davvero, le augurava ogni bene ed era [...] trovato il suo ponte. Ma [...] gradita [...] e Venezia, che come [...] lei ha tante qualità, mi hanno aiutato [...] luogo come non lo avessi mai lasciato [...] sa, forse è davvero cosi. Ma come posso [...] la mia vita cosi, [...] Le direi di [...] a trovare a Mosca, [...] a fare? Comunque non voglio essere evasivo: [...] era il luogo di certi appuntamenti con [...] molto, [...] di tanti anni fa. Era un altro mondo [...] sapevo che sarei stato destinato a non [...] Venezia [...] tanto tempo. Guardò di nuovo la [...] ritrasse quella complicità che era nata qualche [...] proprio appartamento moscovita. Forse vide nella curiosità [...] che nonÈ questo il titolo [...] libro di Franco Rella. Un affascinante romanzo in [...] D filosofo racconta «La disattenzione»« La disattenzione» [...] libro di Franco Rella, [...] Ponte [...] Grazie. Il filosofo, fine interprete [...] Walter Benjamin, si cimenta col romanzo giallo. Un racconto affascinante di [...] di assassinio, ma anche una raffinata descrizione [...] un uomo e una donna. Incontri in cui il protagonista [...] lo sguardo: la [...] fissità, la [...] disattenzione. OTTAVIO CICCHI Un disegno [...] Roland [...] A un primo sguardo [...] o una storia di spie, oppure un [...]. Un celebre scrittore compromesso [...] in vista delle elezioni presidenziali (Thomas [...] incontra al-I aereoporto di [...] cui non si conosce il nome (lo [...] un [...] (Morris) e una fotografa (Anna). L'incontro dà il via a [...] storia a tre con tanto di assassinio (un tale [...] me Andres) e con la [...] scrittore. Ma il romanzo che [...] La disattenzione (Ponte alle [...] Lire 18. Come [...] primo sguardo non basta [...] caso in questione. /// [...] /// La citazione è obbligata: «Troppe [...] aveva perduto nella [...] vita, per la [...] disattenzione. E questa volta nulla doveva [...]. La citazione viene dalla [...]. Il lettore ha già [...] romanzo é costruito sul vuoto e [...] un vuoto e [...] pieni di immagini e [...]. [...] e la fine raccontano [...] primo in treno e il secondo sulla [...] uomo e una donna. Protagonista è lo sguardo, anzi [...] dello sguardo, che esclude tutto [...] che è fuori dal suo campo. [...] nel primo incontro guarda [...] la donna non guarda lui: quale [...] e quanti misteri nascon-e? Forse [...] di [...] dì Morris e di Anna. E forse le storie [...] sta scrivendo e che Morris [...]. Tra [...] e la fine, Morris [...] Anna [...] di conseguire un appren-distato [...] al vedere: a vincere [...] esclude cose reali, immagini, [...] e spazi inesplorati. Rella non è nuovo [...] cosi dire, delle lìnee di confine tra [...] tra tempo e tempo. Egli va alla ricerca [...] la fissità, il luogo comune, la convenzione [...]. Che cosa ci nasconde, per [...] il crepuscolo tra sonno e veglia? Quanta conoscenza perdiamo [...] alla cieca fissità? I rimandi [...] del risveglio, [...] della conoscibilità [...] o [...] di [...] sonni e improvvisi risvegli. Altro motivo della ricerca di Rella, strettamente connesso ali fissità e alla disattenzione (contrariamente a [...] si crede è proprio un eccesso di fissità che [...] alla disattenzione e quindi alla perdita di immagini e [...] e del-l emergenza. Un dattiloscritto (quelle di [...] è «pieno di Immagini [...] come I ombra, che è piena di [...] spazi, che nascondono nuova e diversa conoscenza. Più volte Rella pone [...] fronte al computer: lo [...] è carico di emergenze, [...] di immagini che premono. E la nostra mente? E [...] uno schermo dove le immagini invece spariscono. Ma [...] non appare spesso, con I [...] occhiali impenetrabili, come un [...] che dice: «Facendo il vuoto [...] nostra mente é possibile percepire [...] una folla di immagini, che [...] né [...] né profilo, ai margini del [...] pronte a [...] in esso, a confondersi [...] in una vertigine. É [...] che esaltava il cristiano Dionigi, [...] il pagano Damasco: ma, per entrambi, la [...] pensiero. Come il dattilografo di [...] il libro di Rella [...] sul vedere: sulla visione. E anche un racconto [...] modo di raccontare, di narrare Immagini e [...] sguardo e la ricerca letteraria solitamente escludono. O chissà, magari proprio da [...] ponte tornò una voce o un getto di qualcuno, [...] di tacere. Sciogliendosi, con un po' [...] propria affabilità, iniziò a indietreggiare col capo [...]. Perdoni la mia reticenza, [...] più ma la persona che amavo tanto [...] probabilmente sono [...] a [...] un ricordo,. Mi perdoni, era il [...] appuntamento e poi di un addio». La giovane diplomatica lo salutò [...] la mano. Il violinista dovette quasi [...] e cercò di sparire [...] possibile mentre lei lo guardava rendendosi conto [...] in qualche difficolta. [...] verso la stazione di Santa Lucia, dove aveva una cuccetta prenotata per essere la mattina [...] in una città lontana da Venezia, aveva [...] il sapore di un addio [...]. Aveva esagerato il senso [...] accaduto, cosa del resto comune di fronte [...] simile. Un uomo magnifico, probabilmente [...] più ricco dei propri interlocutori. [...] nel desiderio di sbarazzarsi di [...] e poi di [...] e [...] scusa e [...] ancora qualcosa, aveva dirottato le [...] delle sue vere crisi sentimentali, ma forse si era [...] po' innamorata di lui. Il languore solitario di [...] passeggiata per Venezia aveva tutto [...] sapore di [...] addio tra innamorati. Cosi fu senza sorprendersi [...] la strada, si ritrovò ad un tratto [...] a lui cosi caro, di cui chissà [...] aveva mandato a memoria i dettagli per [...] e la propria eccitazione aspettando qualcuno. Lasciò scivolare il palmo [...]. [...] sulla Bosnia: «errata [...] Per un errore tipografico sono [...] alcune righe [...] di Gianni [...] pubblicato ieri su queste pagine. Parlando dei rischi di [...] conflitto [...] scriveva: «Tutto questo pone [...] problema di una riorganizzazione delle istituzioni internazionali, [...] anche una sorta di polizia mondiale che [...] evitare o arrestare i molti possibili massacri [...] da guerra o fame. Tuttavia, sappiamo che la [...] molto diversa, che [...] attraversa una crisi profonda [...]. /// [...] /// Tuttavia, sappiamo che la [...] molto diversa, che [...] attraversa una crisi profonda [...]. (0) (0) ![]()
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