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Marioli 9 aprili ! Bernardo Bertolucci, Franco [...] Giuseppe Bertolucci Fotografia: (Technicolor): Vittoria Starato Scenografia: Ezio Frigerio Costumi: [...] Magrini Montaggio: Franco [...] Musica: Ennio Moricone Interpreti: Robert De Niro (Alfredo), Gérard Dépar-dieu (Olmo), Sterling Hay-den (Leo), [...] Lancaster (Alfredo nonno), [...] (Attila), Dominique Sanda (Ada), Stefania Sandrelli (Anita), Laura Betti (Regina), Alida Valli ( signora Pioppi), Francesca Bertini (suor Desolata), Ro-molo Valli (Giovanni), Anna Maria Gherardi (Eleonora), Ellen Schwiers (Amelia), Werner Bruhns (Ottavio), Maria Monti [...] Rosina), Antonio Piovanelli (Turo), Stefania Casini (Neve), Liù Bosisio (Nella) Produzione: Pea di Alberto Grimaldi (Roma) Distribuzione: [...] Fox Anno: 1976 Durata: [...]. La sceneggiatura di «Novecento» [...] I [...] atto II) è disponibile in libreria per [...] nella collana [...] coralli» TRAMA: In un [...] nascono in un paesino della Bassa Padana, Alfredo, [...] possidente Giovanni, e Olmo, nipote bastardo del [...] Leo. Alfredo sposerà [...] Ada e Olmo la [...] Anita. Resteranno entrambi soli. Assisteranno alle lotte di classe, [...] fascisti, alla Liberazione. Da vecchi si ritroveranno [...] amici e nemici come sempre sono stati. Novecento (Atto [...]. /// [...] /// Un viaggio in Italia [...] dei grandi alberghi. È un tragitto [...] verso il basso. A ogni piano un [...] dentro, a agni plano, Ada e Alfredo [...] pose diversi, in atteggiamenti mutevoli, ma sempre [...] una carezza, un bacio). /// [...] /// Ho una gran voglia di [...] tornare più a casa. /// [...] /// Giura che non torneremo [...]. /// [...] /// Giura che non diventerai mai [...] agrario grosso e volgare. /// [...] /// Giura che mi amerai [...] mi sposerai mai. Alfredo resta in silenzio. /// [...] /// Giuro che ti sposo! [...] si ferma: i due [...]. /// [...] /// Corrono verso il mare, [...] e restando in costume da bagno. /// [...] /// [...] un maniaco, aiuto! /// [...] /// Ciao Ottavio! Sta parlando con un [...] sorriso viscido del galoppino, seminascosto dietro le [...] una palma. /// [...] /// E niente fregature. Pura, purissima la voglio. /// [...] /// Che dite? Professò, io fregature [...] ne diedi mai a nessuno. /// [...] /// A più tardi, nella [...]. Cosi dicendo Ottavio toglie [...] cranio pelato del galoppino e si curva [...] macchina [...]. Ada e Alfredo corrono [...]. La loro corsa è [...]. Si trovano di colpo [...] completamente nudi. Hanno in capo delle corone [...] e posano in atteggiamenti buffamente [...] c Alfredo li osservano esterrefatti. Si sente una voce. /// [...] /// [...] lavorare che queste sono foto [...]. Sta trafficando con la [...] ritrarre i due Fidia in carne ed [...]. /// [...] /// Non [...] signori, sono loto artistiche. /// [...] /// Non si vede? Siamo [...]. /// [...] /// Rispondono trattenendo il fiato, [...] quella posa innaturale. [...] spinge Alfredo e Ada [...]. È un tramonto dorato. La hall è piena di [...] folla di fascisti in divisa. In un attimo i [...] trovano in mezzo ad almeno una quarantina [...]. /// [...] /// Si aggrappa al braccio [...] Alfredo. Ottavio cerca invano il [...] aveva appuntamento. /// [...] /// Ottavio diventa implorante. /// [...] /// Mi lasciate solo! Ottavia è rimasto solo. Ma ecco subito. /// [...] /// Ottavio lo raggiunge dietro una [...]. /// [...] /// [...] si fa [...] professò, lo sono un [...] non do fregature. Si toglie il fez e [...] infila una mano. È il nascondiglio per [...]. Si scambiano soldi e [...]. /// [...] /// Quando Ottavio entra nella [...] cui abitano tutti e tre, gli presenta [...] da letto: Alfredo e Ada appaiono e [...] rapidi davanti alle porte spalancate delle loro [...]. Stanno facendo le valige. Ottavio stringe in mano [...] di cocaina e chiede con indifferenza. /// [...] /// Partiamo? 1 due alzano [...] farsi sentire. /// [...] /// Dove si va? ADA A Taormina? OTTAVIO Perché? ADA. /// [...] /// A sud a sud. /// [...] /// Il più lontano possibile [...] in divisa. /// [...] /// Con questa si va [...] ancora più a sud. E annusa la prima [...]. Alfredo e Ada si [...] soglie delle loro stanze, mollano tutto e [...] Ottavio. ADA (cantando). Sul dorso della tua [...]. Voglio [...] voglio [...] anch'io! /// [...] /// Uno per volta. Insegna ai due giovani [...] polverina bianca. Tirano due o tre [...] silenzio. ALFREDO, lo non sento [...]. /// [...] /// OTTAVIO (sorridendo) . /// [...] /// Dal giardino [...] arriva un canto fascista, ma [...]. Il sole sia [...] e indora i muri, [...] i visi dei tre. Annusano ancora, in silenzio, [...] Ada si alza e incomincia a spogliarsi, con [...]. /// [...] /// Cosa lai? ADA. Voglio una loto nuda, coinè [...] divinità boschereccia. Ottavio scrolla la testa [...]. /// [...] /// Non c'è abbastanza luce. /// [...] /// Te la trovo io [...]. Anche lui velocissimo incomincia [...] gli [...] della stanza vicino al [...]. Bussano alla porta. /// [...] /// Chi è? ,VOCE (fuori [...]. [...] sotto la porta. Tutti e tre guardano [...] giallo sulla moquette. Lo prende Ottavio. /// [...] /// È per le Alfredo. Alfredo, che sta trafficando [...] luci verso il divano, prende il telegramma [...]. Ottavio intanto prepara la [...] cavalletto. /// [...] /// Entra nella vasca da [...] posizioni statuarie. Alfredo le sputa il [...]. /// [...] /// E continua il suo [...]. Ada sbianca improvvisamente. Si alza con il [...] in mano e si avvicina ad Alfredo. Lo abbraccia stretto stretto [...]. Devi partire subito. Tuo padre sta male. Ottavio, che non ha [...]. /// [...] /// [...] fissati per sempre, più [...] Ada assurdamente nuda, Alfredo assurdamente vestito. Stradone e Villa [...]. /// [...] /// Alfredo avanza rapido: ancora pochi [...] e sarà a casa. I campi ai lati [...] deserti. Alfredo fruga con lo [...] casa Dalcò: nes-suno. Deve [...] viaggiato tutta la notte. Non ha nulla con [...] bagagli torneranno con Ada e Ottavio. Il suo vestito di [...] fuori luogo. È partito da! Aumentando [...] Alfredo si solleva 11 [...] con un brivido Eccolo davanti alla villa [...]. È solidamente posata, quasi [...] inespressivo di quel tardo autunno. Perché questo senso immediato [...] ostilità? Perché tutte le finestre e le [...] sono chiuse, sbarrate. Alfredo prova a forzare [...] senza speranza: è chiuso a chiave, e Alfredo [...]. Lo spiazzo davanti a [...] di orme ancora fresche. Deve esserci stata molta [...] da tanto tempo, forse meno di [...] fa. /// [...] /// È esattamente al centro [...] paralleli: una carrozza, torse? Fa un passo, [...] poi un terzo, al centro di quella [...]. Si muove con la [...] segue un funerale che si è appena [...]. Alfredo non ho nessuna [...]. Esce fuori dai solchi [...] un piccolo salto, e si dirige verso [...] villa. Finalmente trova il modo [...]. Le persiane della cucina [...]. Fa per arrampicarsi, ma [...] trattiene, un canto dolce, primitivo. Alfredo va a spiare [...] della villa: sul lato che [...] contadina, c'è una figura di [...] in nero. È Rosina, la madre [...] Olmo. Avrà ormai quai sessant'anni. Ha tra le braccia [...] si capisce dal suo canto, ma potrebbe [...] mucchietto di stracci. Rosina cammina [...] e [...] nenia non si interrompe neppure quando lancia [...] primo piano della villa, alle persiane sbarrate [...] letto. Senza farsi vedere Alfredo [...] della cucina e si infila dentro senza [...]. Proprio come un ladro. /// [...] /// La cucina come luogo [...] la morte del padrone di casa è [...]. Sulla stufa un bollito [...] cuoche e serve in [...]. Alfredo visita le stanze [...]. Sì muove senza sapere [...] dove fermarsi. Sarebbe impossibile per uno [...] per caso, a un ladro per esempio, [...] della morte tra quegli oggetti, quei mobili [...] sempre, in quelle stanze, le stesse di [...]. A parte i telegrammi [...] su un tavolo del tinello, carta straccia, [...] padroni, costernati per la tragica perdita. Alfredo ha ancora un [...]. [...] nel corridoio ci sono alcuni [...] un tabarro, ombrelli. C'è anche la pelliccia [...]. Alfredo la infila e [...] dentro. Incomincia a salire le [...] di piedi, senza ragione, soffiando fiato caldo [...]. Un rumore metallico lo [...] scatto. Viene dalla porta dello [...] padre. C'è una figura [...] sta armeggiando attorno allo scrittoio. Al rumore della porta [...] di scatto, la prima cosa che Alfredo [...] pistola puntata su di lui. Poi vede il volto [...] Olmo. /// [...] /// Non sparare, sono Alfredo, [...]. Quanto tempo sei stato [...]. Olmo abbassa l'arma. /// [...] /// Come è morto? OLMO. Era nella stalla, ha [...] «Ho [...] gambe stanche come se sognassi». Non ha mica sofferto. /// [...] /// Nella stalla? È un [...]. /// [...] /// Manda via Attila, [...] subito, oggi stesso! Pensa, anche mio padre [...] mio nonno. /// [...] /// Adesso sei tu il [...]. Farà impressione! /// [...] /// Tu non hai visto [...]. Comandi tu adesso, per Dio! /// [...] /// Dove [...] presa? OLMO. È la pistola di [...]. Gli passa l'arma. Dalla finestra viene la [...] Rosina. ROSINA (fuori campo) . Olmo, vieni via, stanno [...]. /// [...] /// Quel bambino è il [...] OLMO. /// [...] /// E Anita? OLMO. È morta di parto. La voce di Rosina [...] campo). /// [...] /// Se no che ladro [...]. Olmo si [...] per raccogliere l'arma. I due volti [...] si guardano. Alfredo, di scatto, lo bacia [...] una guancia, a lungo. /// [...] /// Passa dalla cucina, non [...]. Olmo corre via. /// [...] /// [...] gruppo è [...] da Eleonora, [...] sorella Amelia, Regina, tre serve [...] Attila Bergonzi. È Eleonora la prima [...] quanto accade. È lei a fermarsi, [...]. Tutti gli occhi si [...] le finestre delle camere da letto vengono [...] , una dopo [...]. C'è uno scambio di [...] sorprese e ferite, quasi tutto quello sbattere [...] fare entrare la luce, [...] luogo in un giorno di lutto. II gruppetto riprende a [...] verso la villa. [...] a spalancarsi è la [...]. Ormai le donne e Attila [...] pochi metri. /// [...] /// In qualche occhio riappaiono [...] si erano placate, Eleonora si aggrappa [...] del figlio. /// [...] /// Ho pregato tanto perché [...]. Alfredo ha lasciato che [...] sommergesse di parole, fiati e odore d [...]. Si inserisce in una pausa [...] Eleonora, e sottovoce [...] come un [...]. Non piangete, mamma, mi [...]. Mi sposo prestissimo. Poi passa ad abbracciare [...] Amelia. Anche a lei mormora: ALFREDO. Sto per sposarmi, zia. Amelia è rimasta pietrificata. Non piange più. Non sospira più. Tutti guardano Alfredo come [...] riconoscessero. Lui si muove con [...]. /// [...] /// [...] i miei vestiti di [...] tirati fuori? Vengono spinti tutti dentro casa [...] il tempo di reagire, 8 Villa [...]. /// [...] /// Già le serve corrono [...] in [...] e i vestiti invernali, [...] Alfredo [...] dirige verso io studio del padre. Lo ferma la voce [...] Amelia: AMELIA. Ti sembra il momento [...]. Che fretta! Come sì chiama? ALFREDO. Si chiama Ada. /// [...] /// È mezza francese. /// [...] /// È bella? È seria? Faremo [...] che ii faremo morire tutti [...]. Eleonora sorride, sorride. Alfredo entra nello studio. Attila sta [...]. /// [...] /// Ti chiamerò io se [...]. Attila si siede a [...] con la faccia da cane bastonato. Regina segue il cugino, [...] porta. ALFREDO, Ricordati, gira alla [...] Ada. /// [...] /// Credi che ci starà [...] in mezzo ai porci, alla merda, ai Dalcò. /// [...] /// È [...] e punta i suoi [...] di Alfredo, cercando di escludere Regina. /// [...] /// Fai qualcosa di utile. Alza la gamba sinistra, [...]. Regina ferma Attila con [...]. /// [...] /// [...] lì, il cugino, prima tutto [...] buono, affettuoso . Aspettavi soltanto [...] eh? di diventare il padrone. Chissà da quanto [...] aspettavi! Un colpo secco e [...]. /// [...] /// Per esempio questo cremonese [...]. [...] va allo scrittoio che Olino [...] per impadronirsi della pistola. Indica la serratura scardinata. /// [...] /// Dov'eri cane da guardia [...] il cassetto? Eh? Dov'è finita la pistola [...] gli è subito accanto. Dice tra i demi. /// [...] /// Dice tra i demi. (0) (0) ![]()
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