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Non è semplice pensa-re [...]. Ma anche lui forse [...]. In questa festa gay. La più grande e [...] settimana romano. [...] un «butta-fuori», sulla porta. Collegato, via radio, con [...]. Sono tipi addestrati, con [...] e muscoli scolpiti. Va bene: è tutto [...]. Ma non abbastanza. [...] un omosessuale qualunque. Un uomo qualunque. Li guardi che stanno [...] entrare. Anche lui, [...] fatto entrare con un sorriso. [...] sono tutti gen-tili, disponibili, vecchi [...]. La paura però è [...] cosa. Te la tieni dentro, e [...] come una tigna. Li hanno trovati sgozzati, [...] foulard, un laccio, un filo elettrico. Certi avevano il cranio [...] martello, un posacenere, un bastone. Undi-ci omosessuali ammazzati in [...]. /// [...] /// Un regista, un funzionario [...] operaio, un mago, un professore universi-tario, un [...]. Poteva capitare a chiunque. È una discoteca grande, con [...] come quello di un su-permercato. Il viale si allarga e [...] restringe come una fisarmonica. Prima a due corsie, poi [...] tre, poi a una, poi ritorna a due, poi [...] infila in una piazza per ridiventare an-cora una volta [...]. /// [...] /// Periferia Est della città. Le traverse sono tutte [...]. I palazzi sono tutti [...]. Le saracinesche sono tutte [...]. /// [...] /// Sei arrivato quando vedi, [...] riverbero blu del lampeg-giante che sta sul [...] dei carabinieri. I carabinieri sono venuti [...]. Gli agenti della Mobile, [...]. Investi-gatori giovani, vestiti alla [...]. Con i jeans e gli [...] rasati alla nuca. Anche loro in fila. Magari dietro [...]. Certe situazioni piacciono al [...]. La festa ha un [...]. [...] da anni, il circolo di [...] omosessuale Mario Mieli. Carlo sorveglia tenendo in [...] degli invitati. Ha la barba cu-rata e [...] faccia simpatica, qua-si rilassata. /// [...] /// Ci si può divertire [...] «Noi ci proviamo, anche [...]. Dentro [...] fumo, il puzzo for-te [...] quasi familiare di tutte le discoteche. Di sudore e alcol. E anche il rumore: [...] deve. La dance è commerciale. /// [...] /// Il palco è sulla [...]. Sopra ci ballano, con [...] magri, bel-lissimi, stretti nelle loro tutine color [...]. In testa tengono degli [...] forma di torta, con le candeline e [...] zucchero. La paura La festa [...] nessuno, neppure il peggior incubo, sa-prebbe [...]. Ma è dentro, nei [...] guardarsi, nelle smorfie, in quel prendersi per [...] piacersi, naturale e clandestino, che avverti il [...]. Dice Marco: «Vedi, quasi [...] han trovato morti erano nudi. E questo vuol dire una [...] semplicissima e tremenda: [...] fidati. Tra loro e [...] non [...] sospetti, dubbi. Ecco, è questa la [...]. [...] o gli assassi-ni, sono persone [...] cui puoi anche innamorarti. Marco beve gin e [...]. /// [...] /// Sergio gli mette una mano [...] spalla. Anche Sergio, che ha [...] paura. /// [...] /// Inve-ce? «Beh, che vuoi? [...] la pista dei [...] pare improbabile. Ne puoi trovare uno [...]. Tu ci credi al [...] «Io [...] che davanti a questi undici omicidi è [...] un-dici assassini diversi. Come? Persone come? «Io [...] persone tutto sommato normali, almeno [...]. Magari neppure in contatto [...]. Gente che uccide forse [...] un raptus. /// [...] /// Gli investigatori sono [...]. Colpisce proprio que-sto: trovano [...] ancora il Rolex addosso. Li trovano in ca-mera [...]. Se [...] un armadio aperto, un [...] ci vuole poco per capire che è [...]. Colpisce anche altro: su [...] casi insoluti sono nove. E su questi nove [...] non hanno neppure una traccia. /// [...] /// Nemmeno un sospetto, uno [...] tor-chio, da interrogare per ore. Infatti continuano a vagare [...] romane con le foto dei morti. Entrano [...] o [...] azzurro», e chiedono: [...] mai visto?». /// [...] /// Certo che no. Certo che [...] nessuno ha mai visto, o [...] o immaginato niente. Le indagini sono rallentate [...] clima cu-po, carbonaro, in cui si è [...] la propria omosessualità. È [...] che costringe a sedare, [...] di più sentimenti ed emozioni. Francesco ha 29 anni, [...] racconta di essersi ap-pena lasciato con Luca, [...] detto. Per esem-pio: se stasera [...] mi piace e decido di farmi una [...] un mio amico di chiamarmi sul telefonino [...]. E poi? «Poi, se [...] evita di andare subito in ca-sa. Aperta? «Se chiedi aiuto, [...] magari ti sente. /// [...] /// Eviti di andare con [...]. Non ci vai per [...] mondo. Luoghi pasoliniani I marchettari [...] Termini o a Valle Giulia. Luoghi sempre piuttosto pasoliniani. E anche a [...] questi marchet-tari: mica cambiati. Girellano oziosi, solidali, nella [...]. Facce magre di gatti [...] calzoni troppo stretti, tacchi alti, un orecchino. Camminano nella penombra e [...] di parlare. Ti confondono con un [...]. /// [...] /// Che ne pensate di questa [...] di omicidi? «Noi [...]. A noi basta che [...]. Ma può essere stato [...] ad uccidere? Avete mai avuto qualche sospetto? «No. Si può uccidere uno [...] «Sì, cioè no. La poli-zia e i [...] interro-gato? «A me no, ad un mio [...]. Chi viene [...] da voi? [...]. Gente con i soldi [...]. Arriva una pattuglia del 113. /// [...] /// Loro indietreggiano, si lasciano [...]. [...] «Se sanno qualcosa, non ti [...] niente. Sotto il Campidoglio, grande [...]. [...] gli omosessuali si in-contrano gratuitamente. Ci si pia-ce, un [...] che si apre. Ma stanotte tutto è [...]. [...] un tipo biondo, con [...] dice: «Vatti a fare un giro [...]. Sotto il Monte dei Cocci, [...] Te-staccio. Un locale storico per [...]. Ma dovreste vedere che [...]. La pista da bal-lo, [...]. Due che si bacia-no, [...]. Un signore con la [...] cravatta e il fazzolet-tino bianco nel taschino [...] sigaro e parla con un ragazzo. Sono le tre di [...]. Chissà cosa fa, a [...] un assassino. Muoiono i gay, a Roma. /// [...] /// Diciassette delitti dal 1990 [...]. Undici, negli ultimi tre [...]. Se [...] un [...] gli investigatori non lo dicono. Ma hanno smesso di investigare [...] dei «marchettari». Adesso si indaga anche [...] che vanno a fe-ste, cercando di divertirsi. /// [...] /// Brutto clima, negli ambienti [...]. Questo è il racconto di [...] notte. Un viaggio nella paura. /// [...] /// Un viaggio nella paura. (0) (0) ![]()
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