E queste precarietà astiose [...] di vizi segreti, si intrecciano in amori [...] avviluppano in sessualità che durano lo spazio [...] si interrogano con domande inespresse, si consolano [...] occhi aperti, si riscattano in evocazioni impossibili, [...] in [...] in un implodere inesorabile [...] e ragioni, sono altrettanti sintomi di un [...] in cui la parola o lo sguardo, [...] e caricati di pura [...] non hanno più né [...]. È insomma, quasi senza [...] e del disagio che [...] proprie forme [...] di un discorso in [...] certezze, la esilità di una voce in [...] per il troppo chiasso, sta assuefacendosi al [...]. Spesso, questi film balbettano, non [...] rado cercano di fare [...] allo spettatore, talora sfiorano troppo [...] il tragico per poi sfociare ambiguamente nello sberleffo, quasi [...] raccontano quella che si suole definire una « storia [...] quasi sempre si limitano a fornire gli elementi di [...] « situazione » che non ha una « conclusione [...] e, tanto meno, una « morale ». In effetti, contrariamente a [...] anni del neorealismo, è difficile raccontare « [...] si vive un presente senza passato e [...] futuro, cioè una realtà senza Storia. Cosi come è difficile [...] non si colgono più certezze; e non [...] nella oggettività delle cose, è proprio [...] la qualità essenziale del [...]. Giacomo Debenedetti -la cui [...] non cessa mai di [...] e di stupirci -aveva [...] fin dalla metà degli anni [...] quando percependo, nella letteratura [...] tendenze che erano da qualche tempo [...] e che si sarebbero [...] fine di quel decennio e nel decennio [...] memorabili sulla « metamorfosi del [...] nel [...] ». Oggi, però, siamo molto [...] mondo abbandonato anche dal demonio », su [...] studioso nella [...] Commemorazione provvisoria: e molto [...] cinema [...] », che lo aveva [...] (giustamente) Michelangelo Antonioni il più moderno fra [...]. Alla parcellizzazione del « [...] alla [...] schizofrenica « disumanizzazione », [...] del giovane cinema italiano [...] (ovvero del « reale »), che rende [...] perfettamente omologhi: con una macchina da presa [...] « disponibile a captare tutte le immagini [...] proposte, ma quelle soltanto », e a [...] nudi di ogni aggettivazione che non sia [...] sottolinea, in una quasi totale assenza di [...] consonanza fra il personaggio (dissolto) e la [...]. ///
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Alla parcellizzazione del « [...] alla [...] schizofrenica « disumanizzazione », [...] del giovane cinema italiano [...] (ovvero del « reale »), che rende [...] perfettamente omologhi: con una macchina da presa [...] « disponibile a captare tutte le immagini [...] proposte, ma quelle soltanto », e a [...] nudi di ogni aggettivazione che non sia [...] sottolinea, in una quasi totale assenza di [...] consonanza fra il personaggio (dissolto) e la [...].