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I maschi, come al [...] i più svelti a ren-dersi conto della [...]. Se non altro perché [...] la loro «storia» come padri, è una [...] sociale. Si sentono «padri» soltanto [...] so-cialmente, quando lo «riconosco-no», quando investono nei [...] i propri ideali, i propri beni, la [...] sopravvivenza al di là della morte. I figli non voluti [...] Abbandonati in schiere in-numerevoli attraverso i secoli, non [...] turbati, e continuano a non [...] se nessun padre etichet-ta [...] nome i 150. An-zi, i maschi hanno [...] di libertà delle donne [...] con il femminismo per [...] dalle responsabi-lità della procreazione. In Italia pare ormai [...] felici [...] di [...] è la candida spuma [...] feconda le donne. Quale vantaggio concreto proviene [...] adesso? Persa [...] perso il prestigio, perso [...] lavoro filiale, persa la cura dovuta alla [...] la sopravviven-za attraverso la successione dei beni, [...] memoria nei posteri, i figli tornino a [...] «per natura». Non meraviglia che tale [...] in mente a un giurista: sono i [...] più mentalmente «antiche». Il futuro del-la specie [...] consapevo-lezza e alla razionalità, non alla na-tura. E in questa consapevolezza [...] incluso un modo nuovo di essere padri [...] la tenerezza per il [...]. È, questo, un princi-pio [...] le società uma-ne. Corollario di tale principio [...] che proprio nel nome sia custodita la [...] delle persone e delle cose. Al pun-to che, per [...] australiani -i quali credevano che il mondo [...] dal canto degli antenati che nominando [...] gli esseri e le [...] venire al mondo -quando uno di loro [...] sempre di dare ad altri il nome [...] che il semplice fatto di [...] avrebbe avuto [...] di [...] lo spettro. Questa musicale concezione del Verbo [...] solo uno dei mille esempi storici e [...] e della potente eco simbolica che la [...] nome suscita nelle di-verse culture umane. Non a caso la [...] cioè di defi-nire [...] degli individui e di [...] relazioni, quindi in ultima analisi, di [...] il de-stino, è sempre [...] potere, nelle sue varie for-me: potere sacro, [...] familiare. È dunque una questione [...] «chi da il nome a chi»: in [...] chi spetta «nominare» gli altri, per esempio [...] di conse-guenza determinare [...] socia-le di chi riceve [...]. In tale oriz-zonte problematico [...] diverse società, la scelta del nome dei [...] conseguenza, la loro ap-partenenza che, in tempi [...] ha dato luogo alle soluzioni più varie [...] forme di pa-rentela, di bisogni, di organizzazioni [...] di sistemi di valori e di credenze [...]. È in-nanzitutto in base [...] discen-denza che si decide il nome di [...] beninteso, il nome indi-viduale, come il nostro [...] bensì il nome sociale, quello che riflette [...] grup-po di discendenza o [...] ad un gruppo familiare [...] altro, come da noi il cognome. Se dunque il nostro [...] di parentela patrilineare, tanto che ciascuno di [...] nome di fa-miglia del proprio padre, non [...] soluzioni opposte. Nelle [...] società matrilineari, infatti, i [...] nome del gruppo materno e sono a [...] membri di [...]. Fra gli innumerevoli esempi [...] più sorprendenti per un oc-cidentale sono forse [...] e quello [...]. Gli abitan-ti delle Isole [...] -che si trova-no nel Pacifico [...] Nord-Est della Nuova Guinea -resi celebri dalle [...] antropologo Bronislaw [...] sembrano non attribuire alcun [...] paternità. Addirittura, nella lin-gua [...] il termine padre è [...] e viene sostituito con una espressione indigena [...] «marito di mia madre». Con questo termine il [...] a quello che noi chia-meremmo suo padre. Per lui, il «ma-rito [...] non è neppure un parente ma solo [...]. La vera figura maschile [...] i figli [...] è invece lo zio [...] alla so-rella, ha il compito di [...] tra-smette loro i beni [...] fonda-mentali ed esercita su di essi un [...] ciò che noi chiamerem-mo «patria potestà». La teoria [...] del concepimento svaluta del [...] contributo maschi-le affermando che il figlio è [...]. I [...] che abitano in In-dia, [...] sono for-se un caso [...] più estremo. Il maggior antropologo di questo [...] Claude [...] considera quella [...] minimale della famiglia: costituita, [...] da madre e figlio o, [...] dal gruppo delle donne e dalla rispettiva prole. Gli uomini [...] sono infatti troppo saltuaria-mente presenti [...] lasciare un segno stabile sul [...] di parente-la e di discendenza. Essi sono infatti guerrieri [...] sono lontani dal luogo di residenza la [...] tempo. La società [...] risponde a que-sta assenza [...] degli uomini con un singolare [...] over» dei maschi. Ne è nata [...] familiare [...]. Ogni donna ha cioè più [...] ma non [...] bensì secon-do una sorta di [...] ciclica dei mariti. [...] chiama «marito visitante» questa [...] che si affaccia periodicamente alla porta della [...] entra solo se nessun altro «marito» lo [...]. Le donne che, a [...] Marturano», trasmetto-no ai figli [...] la terra, usano gli uomini presenti come [...] fecondatori. Nel nome della madre, [...] il motto dei [...]. Accanto alle società rigida-mente [...] che sono di solito società di dimensioni [...] vasta gamma di culture a discendenza doppia [...] più rispondono a maggiori li-velli di complessità [...]. In molte di queste [...] che alla nascita appartengono a lignaggio paterno [...] se-conda del tipo di discendenza «do-minante», possono, [...] grado di [...] scegliere nome e gruppo, [...] identità so-ciale, e decidere di appartenere al [...] consente le mi-gliori [...] di promozione socia-le. In tale sistema di [...] sociale degli indivi-dui, [...] conta alla fine più [...] la strategia prevale sulla genealogia. Come dire che il [...] decisione individuali fanno da [...] alla forza della tradizione [...]. Spesso è proprio da [...] scelte e alle opzioni dei [...] che vengono le spinte [...] base delle grandi trasformazioni fa-miliari che, è [...] sempre anche trasformazioni sociali. Nel senso che le [...] e della famiglia non sono per lo [...] en-dogeno ma rispondo ad una serie di [...] culturali di natura più ampia che poi [...] registrano e traducono nel loro lin-guaggio specifico: [...] senti-menti, i diritti e i doveri e [...]. Variabili che mutano da [...] e che, persino nella stessa cultura, mutano [...]. In que-sto senso sembra piuttosto [...] vedere in una proposta come quella [...] Pisapia una minaccia per la [...] una minaccia per la [...]. Intanto perché nè [...] né [...] possono essere riduttivamen-te identificate con [...] dei conte-nuti storici che esse hanno assunto in una [...] epoca. La famiglia italia-na, per [...] di fatto ab-bondantemente mutata per dimen-sioni e [...] relazioni du-rante questo secolo. E proposte co-me quella Pisapia [...] più il sintomo che non [...] possibile causa. Certo le conseguenze di [...] di quella che è una trasformazione del [...] atto -e di cui non è dato [...] che ne nasceranno -non sono da sottovalutare [...] legge esercite-rebbe a [...] volta un ulteriore in-fluenza [...]. Per questo, oltre che [...] delle variabili sociali, religiose, giuri-diche, psicologiche e [...] questione la cau-tela è [...]. Di certo però non [...] disegno di legge che si ar-resterà quella [...] esso, sia pur in maniera contraddit-toria, prende [...]. È innegabile infat-ti che [...] una condi-zione e di un sentire metropolitani, [...] del-le relazioni familiari, [...] delle madri [...] le numerose modalità di [...] for-marsi e riformarsi di [...] nuclei an-che [...] prefigu-rano un «vai e vieni» della figura [...] ruolo paterno che in molti contesti metropolitani [...] realtà. Si pensi, per esempio, al-le [...] etniche [...] dove la relazione [...] sembra es-sere [...] legame stabile e duratu-ro in [...] di relazioni e si-tuazioni in [...] cambiamen-to. È di queste trasformazioni, della [...] di [...] le ra-gioni, di [...] per [...] negativo che bisogna far questione: [...] lontani dagli entusiasmi «nuovisti» come dalle de-monizzazioni ottuse. Se poi siamo destinati [...] altrettanti [...] metropolitani è impossibile [...]. Ma è altrettanto impossibile [...] o a forza di proclami. Si può solo cercare [...] e come [...] non arroc-candosi a difesa [...] e dei propri valori come di una [...] ascoltando con umiltà anche la testimonianza di [...] di altre culture. Una [...] N I OLA INTERVISTA A VASSALLI «E ora [...] Sebastiano Falaschi» [...] 1. Se poi si potesse [...] cognomi, il caos sarebbe totale. Ma se si po-tesse [...] madre io sarei contento, cambierei subito il [...]. Spiazzante, Sebastiano Vassalli sposa [...] proposta del presidente della Commissione giustizia della Camera Giuliano Pisapia. Ma come, rinuncerebbe al [...] ha firmato i suoi romanzi? Non mi [...]. Per carità, non vo-glio [...] ai pochi che lo por-tano. Vassalli è un cognome [...] Canton Ticino: [...] e paesi vi-cini. Mia madre invece è [...] nuovo cognome sarebbe Falaschi, che è un [...] Valle [...]. Nel corso della vita ho [...] crescere dentro di me questa metà toscana; e [...] mi sento più toscano che [...]. Curioso, come romanziere lei [...] culturale dei paesi della [...] Po. Non rinnego niente. Ma penso che [...] patria di uno scrittore è [...] lingua: e an-che questo mi [...] con le origini tosca-ne. In altri paesi [...] del cognome di uno [...] scelta, di quello di entrambi o di [...] è abbastanza tranquilla-mente accettato, in Italia fa [...]. Perchè questa impronta patriarcale [...] paese della mamma? Non saprei, ma è [...]. Quanto a me, la [...] da oggi. Tanto è vero che [...] recente, che raccoglie inter-viste a dodici scrittori [...] scrive un romanzo, quasi tutti si mettono [...] petto indicando nelle note biografiche i premi [...] in altre lingue. Io non ho fatto [...] ma ho messo il co-gnome di mia [...]. /// [...] /// Niente di più del [...] molto le radici toscane. Forse è una fisima, ma [...] vera. Il nome del padre [...] alla continuità e alla conservazione [...] del patrimonio. Forse oggi una riforma [...] il carisma è possibile perchè il legame [...] patrimonio è meno for-te. Non so, se sia [...]. In fondo siamo sem-pre [...] di poveracci, di patrimo-ni ce [...] pochi: ed erano quelli [...] dei tripli cognomi. Ma il nome è [...]. È un fatto di orgoglio, [...] specie di bandiera: qualcu-no ha il blasone, chi non [...] possiede un cognome. Io sono molto attento [...]. [...] un modo di dire per [...] aulico, che dopo [...] guerra [...] perso: sono un Fer-rari, un Mariani. Anche [...] sciocchino poteva [...] per significare la [...] appartenenza a un gruppo, a [...] clan. Il clan del padre [...] madre? Que-sta questione una valenza simbolica ce [...]. Mah, io credo che [...] ter-rebbero quasi tutti il cognome che hanno. Personalmente cambierei, anche perchè [...] vivere -sia pure negli ul-timi anni -una [...]. Con [...] identità? Invece di fuggire come Tolstoj, io cambierei cognome. Precisazione Per uno spiacevole errore [...] intitolato «Stasera mi but-to», comparso [...] del 15 agosto non portava [...] firma di Sandro Veronesi. Ce ne scu-siamo con [...] e coi lettori. /// [...] /// Ce ne scu-siamo con [...] e coi lettori. (0) (0) ![]()
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