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Le ragioni della nuova [...] nel suo primo manifesto: «Questo manifesto si Indirizza [...] I [...] della stampa: fotografi, direttori [...] tutti quanti, interessati ad mia comunicazione visiva [...] battono perché alla fotografia venga riconosciuto lo [...] compete. Vogliamo denunciare una situazione [...] la fotografia [...] la rappresentazione oggettiva della realtà, [...] ne propongono una Interpretazione. Esse suppongono una andata e [...] esteriore e [...] del fotografo. Noi lavoriamo per la [...] coscienza di dover rispettare le condizioni Astate In [...]. Ma, [...] della parte visiva. G II aderenti [...] attribuiranno un premio annuale, In [...] Festival di fotografia che al [...] ogni anno In luglio [...] al responsabile della fotografia [...] artistico della testata che avrà dimostrato maggior [...] e nel rispetto del lavoro fotografico. I premiati [...] scelti da una [...] composta dal [...] più [...]. Il premio [...] In un [...] composto di fotografie Amale offerte [...] premiata, commentata, maè alla (Ine [...] che ne propone la [...] periodica. Le sue foto [...] nostro lavoro e della nostra Arma, vogliamo [...] la nostra opera [...] fino, se è possibile, alla [...]. Intorno a questi problemi [...] del fotografi organizzerà un Incontro Internazionale per [...] di novembre a Parigi. La fotografia è [...] messa ed effimera. Eppure te le ritrovi [...]. Non possiedi anche tu, [...] un cassetto , in un luogo riposto [...] album di famiglia? Sparse qua e là [...] delle stampe a colori o in bianco [...] fratelli, figli, genitori, cani e gatti? [...] è pesante, dai fogli [...]. È una scatola cinese. Ogni pagina è un [...] ma chi è quello, che bella la [...]. La prima candelina sulla [...] passi: tutti Intorno per il compleanno, coi [...] vestiti, il sorriso aperto, e le pupille [...]. Lo guardi di rado:; [...] quando la famiglia aumenta di. /// [...] /// E nei momenti di [...]. Quando nome e cognome [...] come il vestito del [...] maggiore e li scrivi [...] foglio per [...] e [...] quello sono io. Allora tiri fuori [...] dal cassetto. Lo apri ed è come [...] un braccio [...] limpida. La rifrazione lo spacca [...] e il resto del [...] scar-to. Sei tutto intero, eppure una [...] di te pare [...] via. Poi, tiri fuori il [...] ti ritrovi come prima, o quasi. C'è stata una leggera [...] sulla superficie del tuo specchio interiore. Altri direbbero una [...] inconsueta del tuo corpo. Una frattura istantanea dello [...] preso forma di interrogativo, una domanda velocissima, [...]. Nello stesso modo la [...] flusso del tempo e provoca quella illusione [...] di vedere oggi ciò che eri ieri, [...] nel continuum della percezione temporale come l'acqua [...] quella [...]. La fotografia causa la [...]. Sei tu, in quella [...] e [...] della testa è la [...] eppure sei un altro. E cosi via, di [...] fino [...] sei tu e sei [...] foto in foto lo scarto si crea [...]. Ogni loto è una molla [...] cattura qualcosa di te. Cosa, non lo sai mai [...]. E un disagio, un [...]. /// [...] /// Benjamin usava la [...] choc per definire una [...] del cittadino, di Baudelaire tra gli altri, [...] II 1850 si [...] spaurito alla folla e [...] nuova metropoli. Colori, suoni, visi che [...] per un istante e [...]. Baudelaire, il poeta, coglieva [...] versi dolorosi «Un lampo. La fotografia lenta di [...] di vita che si concentra a volte [...] delle cose attorno ad un punto, in [...]. La fotografia cerca, ripete [...] choc. E uno choc impercettibile [...] continuità [...]. Per questo, forse, Baudelaire [...] fotografia e la voleva simile alla pittura, [...] segni sulla pelle, che togliesse a) volto [...] precarietà, [...] li in «quel [...] in quei brevi istanti [...] fotografie [...]. La pittura non provoca alcuna [...] dei tempo, non c'è scarto [...] la durata suggerita è indefinita: di un tuo ritratto [...] potrai mai [...] eri cosi in [...] e nemmeno in «quel [...] potrai dire solo che il [...] ti ha rappresentato cosi. Tu non sei là [...] tuo ritratto. C'è, al tuo posto, [...] altro si è tatto di te. Nella foto sei presente, [...]. /// [...] /// Hai un bel dire [...] così, che non sei fotogenico. Che sei cambiato. Quella non è solo [...] altro si fa di te, sei tu. In qualsiasi modo tu [...]. Sei tu, ma non sei [...] tutto intera. /// [...] /// Per questo la fotografia [...] del nostro tempo. Dei nostri tentativi fallimentari di [...] una totalità. Della consapevolezza di questa [...]. Poi, chiudi [...] già dimentichi. Ma la sospensione, che [...] sa leggera e [...] come una bolla iridescente [...] ha promesso altre mutazioni a venire. Quelle immagini che stanno [...] o sparse nei cassetti, [...] il futuro, più che il [...]. Per questo, per questa [...] tempo nuovo, [...] innamorati a volte si [...] immagini della propria infanzia. Per la ragione opposta, simile [...] quella che impediva a Dorian Gray di [...] il suo ritratto, ricordi solo [...] cose delle immagini appena viste: una mano, [...] una [...]. Per questo ti dimentichi [...] un album [...]. In famiglia chi si attarda [...] più [...] sono i giovani, stupiti, alle [...] e i vecchi, quando sono [...]. La fotografia fa parte [...] casalinghi che non si esibiscono, ma senza [...] sai di possedere casa. Non c'è casa senza lenzuola [...] o senza cacciavite, senza ferro da stiro o senza [...] pentola. Sono le cose invisibili, [...] nutrono una casa e la rendono diversa [...] di passaggio qualsiasi, un albergo, una residenza [...]. Sono le stratificazioni degli [...] che ti legano ad un luogo e [...] ti accorgi solo quando li cerchi senza [...]. Nello stesso modo, non [...] foto di famiglia. È un oggetto privato, [...] in mostra, è la radice [...] durata familiare che si [...]. Spesso è più sincero [...] stessa: guardare un album fotografico equivale a [...] intermittente nel [...] di qualcuno. Le loto raccontano di [...] amori, di fasti passati e di miserie [...]. Di gesti e di [...] nel tempo e diventano là cifra genealogica [...]. [...] fotografico non è la [...]. E un insieme di [...] foto è un prelievo illusorio del tempo [...] scena il fantasma della totalità e la [...]. Eppure, nello stesso tempo [...] evento. Ogni foto i un [...]. Per questo 4 oggi [...] della narrazione autobiografica. Il tuo passato è [...] reperti archeologici che invitano alla ricerca: la [...] continuità al fluite del tempo, costruisce de) [...] frammento e un altro. La storia della tua [...] alle pagine [...]. È un oggetto dimesso, [...]. Tra non molti anni [...] reperti più ricchi di scoperte per lo [...] mentalità. Salvarsi dal [...] molto in Italia, negli ultimi [...] tre anni, di ritorno del [...] fotografico, più genericamente di quello [...] viene definito fotoreportage. Da noi, credo, soprattutto [...] creazione, buoni ultimi, di supplementi illustrati dei [...]. Ma il fenomeno, altrove, [...] da prima: il [...] di [...] al grande saggio su [...] costume, società, il consolidamento, sia pure tra [...] di Sterri in Germania, certe novità come [...] in Francia dove è [...] anche [...] della fotografia su un [...]. [...] è probabilmente proprio l'informazione televisiva [...] la [...] particolare, come dire, digestione, che [...] provocato questo [...] di voglia di immagine fissa, [...] magari più [...] consumata. Ma parliamo [...]. Si usa la parola [...] ma niente mai veramente [...] o [...]. Ancora dieci anni fa, [...] ne [...] (Panorama, Europeo) mi diceva [...] che il giornalismo fotografico era stato condannato [...] mondo intero, proprio nel momento in cui [...] mondo intero, ma anche le esigenze dei [...] sempre conoscono e usano [...] informativo e di comunicazione [...] una nuova, clamorosa espansione. Ma [...] che si ha è [...] fatto a malincuore (basta ricordare le dichiarazioni [...] SCIANNA Scalfari al momento [...] di Venerdì dì Repubblica, [...] al mercato, non certo per maturata e [...]. E quelli che invece [...] scelta convinta avevano piuttosto un retroterra pubblicitario [...] dei consumi con intenti e ideologia di [...]. [...] Italia è oggi uno [...] importanti mercati editoriali del mondo per le [...] destinate alla stampa, ma pochissimi tra quelli [...] gestiscono questo mercato, oserei dire quasi nessuno, [...] le competenze tecniche e [...] sintattica e qualche volta persino grammaticale per [...]. Nessun redattore capo appena [...] su un fatto che non abbia un [...] narrativa: attacco, informazione centrale, gerarchizzazione dei vari [...] di vista generale [...] o sul problema, eccetera. Con te immagini questo [...] che nessuno ne abbia la minima consapevolezza. Nessun giornale di viaggi [...] in cui di un paese si dice [...] due tre volte, che ci sono le [...] colore indaco, un mercato pittoresco e una [...] albergo dove si ci abbronza benissimo. Ma le immagini che [...] di viaggio sono spesso usate a questo [...] e sintattico. Illustrazioni esornative il più [...] non c'è di peggio; vecchi servizi che [...] tè, didascalie che distorcono [...] senso delle im-magini, spregio costante per il [...] stilistico [...] delle immagini. Autore? Fornitore, soltanto questo [...] sempre il fotografo: prenda i suoi bravi [...]. Non che questa sia [...] italiana, ma in Italia è peggiore, e [...]. Si aggiunga che in Italia [...] del molo e [...] no della presenza dei [...] giornali illustrati (gli staff interni dei fotografi [...] ha provocato una desertificazione che di fatto [...] di immagini, che ripeto è òggi [...] più importanti consumatrici al [...] Interamente dipendente dal mercato e dalla produzione di [...] fotografi stranieri. I pochi [...] grafi italiani che sfuggono [...] già da anni si erano collegati a [...] a queste agenzie. Il giornalismo fotografico italiano [...] e non vende quasi a nessuno. E questo significa dipendenza non [...] ma, ciò che è peggio, [...]. [...] disastroso dunque? Diciamo che il [...] io credo. Tuttavia le cose non [...]. Questo grande risveglio di [...] tomo e con le immagini provoca confronti, [...]. La [...] za del ruolo di [...] proprio lavoro è cresciuta in questi anni [...] italiani, fra i quali si contano alcune [...]. Questa consapevolezza è certo. Se non ci sono [...] essere ottimisti, altri ce ne sono, e [...] spingere a non arrendersi. Le manovre [...] scena è quella di una [...] estiva, in una be"a casa [...] in una se-rata finalmente fresca [...] una giornata affannosa di questo principio di estate afoso. Il punto di vista [...] potrebbe essere il mio, quello di un [...] una «favola piccola» di quelle che consentono [...] conversazione, E [...] stringe sulla bella faccia [...] signora bionda nel suo camicione nero, colta [...] con la bocca imbronciata sopra gli occhi [...]. La didascalia di questa [...] potrebbe dire: [...] lamenta, energicamente, degli interventi [...] sopra il suo saggio fotografico dedicato alla [...] Stati Uniti, [...] postmoderna deriva [...]. Con tutte le conseguenze [...] anche etiche del caso. Scelta e impaginazione [...] sminuito, diceva Nini [...]. E certo, quando questo sminuire [...] significa una diretta censura, mi pare che gli stili [...] attualmente vigenti [...] della fotografia e [...] si muovano fra una mentalità [...]. Sfruttando il carattere proiettivo, e [...] a piacimento: del mezzo fotografico, [...] fa dipendere il dimensionamento, il (ormato e il Vaglio [...] immagini esclusivamente dalia superficie rimasta scoperta una volta fatto [...] conto [...] del testo tipografico, [...] far si -si dice nelle [...] -che la pagina dia una gradevole sensazione di pienezza [...] quindi di ricchezza. A questa opulenza un [...] tutto pieno, si contrappone il lusso elitario [...] che isola giudiziosamente le fotografie e le [...] far si -si dice [...] -che la pagina dia una gradevole sensazione [...] quindi di ricchezza. Oppure c'è la mentalità [...] non dire del «chi più ne ha [...] che considera il risultato fotografico sempre troppo [...] da arricchire con interventi che lo trattano [...]. Cioè aggrediscono la fotografia, [...] virano nei colori più improbabili, e ieri [...] strappi alla Mimmo [...] oggi la cospargono di [...] cer-chiolini, vestigia [...] sbudellamento di [...] o [...]. E le aprono [...] nella povera foto, infinite [...] di mise en [...] o più modestamente le [...] in modo da accompagnare il profilo delle [...] contrastanti e vivaci. A [...] ideologia formale un poco sbrodolona [...] contrappone il polo [...] (peraltro un po' passe) del [...] filologo, o [...] una sola foto per pagina, [...] centrata, testo poco o niente, in corpo minimo e [...] dalle foto, una [...] con ampi margini per ottenere [...] liturgico dei passe par tout. Basata, la gabbia rigorosamente sopra [...] proporzione [...]. [...] se quel bordino nero, [...] segno, non fosse falsificabile, e così tutti [...] formati estremi allungati, verticali o orizzontali, muniti [...] bordino nero, regolarmente. La materializzazione tecnica del [...] come «livello» che come «progetto») [...] fra testo e immagini [...] gabbia, questa scacchiera dove si gioca ogni [...] del senso e della guida [...] del [...]. Più o meno consapevoli [...] delle posizioni, delle mosse e delle regole, [...] ai due lati delia [...] un lato il fotografo, tutto concentrato sul [...] «rappresentato» e la «rappresentazione» che [...] ne ha dato; per [...] è già giocato, per così dire, al [...] e tutta la strategia consisterebbe nel favorire [...]. E [...] il [...] a [...] volta esclusivamente concentrato sulla [...] fra più elementi: oltre le foto, le [...] testo con i titoli, la scansione in [...] ecc. Concentrato dunque su una [...] e sulla loro gerarchizzazione, ancor più che [...]. In fondo, queste che [...] produttive, vedono la fotogra-fia in due modi [...]. La prima la vede come [...] semplicemente da moltiplicare. [...] riproducibile, con «dietro la [...] di andare in galleria o al museo. La seconda posizione, quella [...] vede invece come «prodotto [...] quasi co-me «semilavorato» della [...]. E sul suo tavolo [...] compare come oggetto materiale (stampa o diapositiva), [...] proprio montare assieme ad altri pezzi [...] (le strisciate di fotocomposizione, [...] i filetti, i riquadri [...]. Mi viene voglia dì [...] punto, accanto [...] fotografico, che piano piano [...] essere riconosciuto, la presenza di [...] figura auto-riale: il grafico [...] risultato composito [...]. Come tale andrebbe direttamente responsabilizzato, [...] da [...] essere individuato quando manipola [...] fotografia è un fatto di [...] e di ostensione, (colgo [...] per [...] vedere oppure costruisco la scena [...] e [...] di enunciazione. Nella cattura lo sguardo e [...] piacere di vedere del fotografo promulgano ciò che dentro [...] farà scattare il loro coincidere con lo sguardo dello [...]. Mentre nel fatto che [...] qualcosa è contenuta al contrario tutta la [...] catena comunicativa separa una destinatore da un [...]. Si può parlare di [...] e complesso ai generazione della fotografia, nel [...] macchina per [...] e la produzione di [...] che è ogni redazione. E ogni segmento di [...] essere affidato a un diverso operatore. C'è insomma un versante [...] in cui si parla di una fabula [...] versante preture cioè la tabula come la [...] Calabrese [...] la pittura (che [...] è invece il risultato [...] luce). Fotografare consiste [...] una messa in scena nel [...] e [...] una ripresa di esso. I pittori dicevano che [...] ritrarre per poi rendere. Sul versante [...] scegliere proprio quegli attori [...] e [...] e [...] in posa, e focalizzare [...] certi attori durante un evento sono due [...] laboriosa cattura, che precisa la propria retorica [...] del punto di vista vantaggioso, e nel [...]. Eia cosa sì ripete [...] si seleziona, cioè si [...] si elimina, si esclude, rispetto al cosiddetto [...] fra gli scatti disponibili), secondo criteri di [...] pregnanza. Cioè si enfatizza ciò [...] resta. Sì perde per guadagnare. E si taglia vìa [...] neW editing, con le operazioni di [...]. E questa potatura può [...] forzare il senso (e viene chiamata creative [...] per cosi dire, va oltre l'informazione data, [...]. Fra [...] e [...] ci può essere la [...] fra [...] a dire e il [...]. Ma nello sforzo ellittico, nella [...] del [...] sineddochi, talvolta 11 rischio è [...] di [...] fuori [...]. E stiamo parlando [...] non tanto di quegli [...] banali, che lasciano fuori [...] informativo: c'è un caso [...] lunga e stretta che mostra [...] fra una donna e [...] solo se qualcuno è in grado di [...] intera che fa vedere, un passo indietro, [...] una stampella, solo allora il tuo sguardo [...] fra le figure e si pone delle [...] delle gambe intrecciate. Stiamo invece parlando dì [...] asportano quei particolari marginali che ranno il [...]. Dì essi parla [...] nella Camera chiara [...] di un ventre, il [...] due cavi, un piede girato eccessivamente [...]. /// [...] /// Altrettanto biasimevoli come i grafici [...] sono [...] che non pensano alla mise [...]. Un grande fotografo degli [...] Peter [...] (pioniere in Germania della [...] su carta), sottolineava sempre [...] dì pensare il proprio [...] su una sequenza di doppie pagine. Un grande grafico (e [...] uno dei pochi sperimentatori fotografici italiani degli [...] dello studio [...] diceva al grafici che [...] che erano anche suol pupilli, che un [...] Impaginato [...] deve essere un lavoro diligente, non basta [...]. Le pagine sfogliate devono essere [...] sequenza dì [...] de [...]. /// [...] /// Le pagine sfogliate devono essere [...] sequenza dì [...] de [...]. (0) (0) ![]()
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