Vuol dire che [...] ben sistemata per durare. Per ciò, la Divina Commedia [...] invecchia più già da qualche secolo, come [...] o il Don [...] come [...] Furioso o [...] o [...] Re, opere vive tutte [...] se di età diverse, ecco che a [...] contemporanee: se è vero, [...] vero, che chiamiamo nostri [...] che, bambini o vecchi, respirano la vita [...] che la respiriamo noi. E cosi [...] che fosse nata oggi [...] impresso quel misterioso sigillo delle cose create [...] nostro « sempre » umano, [...] sarebbe di già entrata [...] contemporanea del [...]. Guerra e Pace di [...] lo è di sicuro. Insomma, siamo noi, che [...] nostri registri, a pretendere che [...] sia anteriore a [...] ma per me è [...] nei misteriosi colloqui che debbono avvenire fra [...] cieli dove sono assunte, con molta naturalezza [...] se avessero tutte la stessa età. E del resto, può [...] noi, di scambiare le loro date di [...]. Ho notato altra volta [...] lettori, i quali badano più agli avvertimenti [...] estetica che alle date, può facilmente accadere, [...] Sacre [...] da cui nasce il Teatro [...] per opere del nostro Trecento, [...] senza ragione, per quel senso del romanzesco, [...] in esse rivive dalla novella del Boccaccio, [...] spontaneità e la suggestiva purezza [...] le stesse del nostro [...]. A verificare sul registro, [...] che sono opere perfino del tardo Cinquecento: [...] che nella nostra letteratura ci si rappresenta [...] di matura opulenza, di fronte a quelli [...] Trecento, [...] grande estate fruttuosa e [...]. ///
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Ma è evidente per [...] questi casi sbagliano i registri. Uno sbalzo di due [...]. Di tre, se non [...] cinque secoli, sono le differenze fra gli [...] per determinare la data di nascita [...] e [...]. E che contano per [...] Niente. Il solo fatto che [...] e [...] sono sempre di oggi: [...] se oggi, io, nella quiete del mio [...] fra i miei libri, ne riapro le [...] lettura ne vedo [...] fuori vivi e spiranti [...] e spiranti come me, coi loro sentimenti [...] miei stessi, con le loro parole [...] intendo e sento quasi [...] voce qua davanti a me. Io, tolto dal mio [...] nel loro, e non essi che mi [...] loro e trasportati in questo; io, sì, [...] alla loro presenza, invisibile e attento, senza [...] hanno bene i loro corpi grandi e [...] muovono in presenza [...] liberi e sicuri. ///
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Io, tolto dal mio [...] nel loro, e non essi che mi [...] loro e trasportati in questo; io, sì, [...] alla loro presenza, invisibile e attento, senza [...] hanno bene i loro corpi grandi e [...] muovono in presenza [...] liberi e sicuri.