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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 895067003.

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Impossibile la concertazione in Francia: [...] e sindacati sono deboli» «Lavoro e fisco [...] non [...] «Se guardo [...] di oggi vedo un Paese [...] ha recuperato grande credibilità internazionale. In 18 mesi il [...] Prodi [...] riuscito a far capire agli ita-liani che [...] la posta europea». Per il politologo francese Yves [...] direttore del Centro Robert [...] Europea che ha sede [...] Firenze, [...] però, qualcosa in più: «Per la prima [...] governi, bensì [...] pubblica ita-liana è in [...]. Per me questo è [...] dalla prima alla seconda repubblica. Per questo la Francia [...] vissuto la crisi italiana con sorpresa e [...]. E con delusione. Ognuno pensava che, ormai, [...] stabilità politica». Il giorno delle dimissioni [...] Prodi Yves [...] era a Parigi per [...] Eugenio Scalfari, una conferenza nel grande auditorium [...]. [...] ero in Germa-nia e anche [...] ho raccolto preoccupazione per [...] di una crisi che poteva [...] ad elezioni anticipate con i rischi prevedibili per [...] in Europa. E [...] è la condizione più temuta [...] politica e [...]. Per fortuna la crisi [...]. Pensare che appena qualche mese [...] si dubitava che [...] potesse far parte del primo [...] di [...]. ///
[...] ///
Ma il governo Prodi [...] sforzo grandissimo per rimettere in ordine i [...] col trattato di [...]. Da quel momen-to i [...] dovuto spiegare che avere [...] in Europa era divenuto [...]. Rimettere in discussione il [...] dalla classe politica europea era una preoc-cupazione [...]. Ed è emersa la [...] fino ad [...]. La crisi del governo Prodi [...] problema immediato da affrontare. In realtà i governi [...] sono preoccupati del fatto che le riforme [...] stesso va-lore delle riforme economiche nel garantire [...] con gli altri partner sarà rispettato anche [...] più stabile e responsabile del go-verno. Ma questo è un [...] lungo termi-ne. In politica si affronta [...] volta e quello di domani lo si [...]. [...] di Rifondazione comunista nel [...] «Diciamo subito che la credibilità [...] è au-mentata moltissimo negli ultimi 18 mesi. Il gover-no Prodi ha [...] difficili, con-certati con le parti sociali ma [...] che hanno pesato sui cittadini. Quello che mi ha [...] anche coloro che non sono di sinistra [...] il governo o chi, come le piccole [...] artigiani è critico per il carico fiscale, [...] preoccupazione i problemi che si sarebbero aperti [...] fosse caduto. Nessu-no è contento di [...] ma la gente ha compreso un messaggio [...] il governo Prodi non era di parte, [...] generale del Paese. È questo che, probabil-mente, [...] conclusione positiva della crisi. Anche i sostenitori di Rifondazione [...] stati scontenti di quella crisi e, di [...] destra non è sembrata desiderare moltissimo che [...] consumasse fino alle estreme conse-guenze e, soprattutto [...] grande vo-glia di andare alle elezioni». In questa crisi [...] stato un continuo confronto con [...] Francia. Quali sono le consonanze [...] «Le differenze sono grandi [...]. [...] ha avuto bisogno del [...] per costituire il go-verno, [...] trovato in una situazio-ne come quella di Prodi [...] Rifondazione, ma in una condizione di assetto istituzionale [...]. Do-veva dare stabilità al suo [...]. Questo, però, ha anche [...]. La mancata privatizzazione, almeno [...] France è una concessione, così come nel [...] dove il [...] e la [...] sono forti. Una delle maggiori differenze [...] dalla [...] mol-to debole in Francia. [...] sapeva che la Confin-dustria francese [...] avrebbe accettato le 35 ore. Anche se è stato [...]. Eppure ha forzato la [...]. Il presidente della Confindustria [...] ma [...]. Perché? «Perché in Francia [...] sono molto de-boli. ///
[...] ///
Quando [...] sono state nazionalizzate, le [...] avrebbero dovuto lasciare la Confin-dustria, invece sono [...] senza i loro contributi non sarebbe sopravvissuta. Lo stesso si può [...] sindacati francesi, i più deboli di tutta [...]. Deboli, frammentati e litigiosi [...]. Sono parti sociali troppo [...] la concertazione, che chiede forza per assumere [...] forti. Constato, ad esempio, che [...] i sindacati italiani sono molto più re-sponsabili [...] spesso solo prote-statari o sostenitori del tutto [...]. ///
[...] ///
Probabilmente, in questo caso, [...] gioca sul fatto che [...] sono contro le 35 ore. Diciamo, però, che [...] per il momento ha solo [...] una legge che, per ora, fissa [...] del Duemila. Ma nel 1999 è prevista [...] legge che, sulla base [...] aggiusterà [...]. [...] quindi cautela». Non è una contraddizione che [...] fase della mondializzazione [...] della finanza e della produzione, [...] agisca ancora con strumenti na-zionali per affrontare questioni come [...] sta-te, il fisco, il dramma [...]. O, forse, hanno capito [...] non hanno ancora saputo elaborare proposte e [...]. Per il mo-mento a livello [...] non [...] quasi nulla. È un [...] strano che la necessità [...] costo del lavoro sia più avvertita fra [...] fra i sindacati. Credo che anche i sindacati [...] per [...]. Certamente non toccando la [...] ci sono altre strade». [...] «Quello di cui abbiamo bisogno [...] una riforma fi-scale che sposti il sovraccarico dal costo [...] lavoro ad altri campi. Abbiamo la prova che [...] capitalistici europei sopportano sistemi di [...] state molto diversi fra [...]. Da quelli molto sviluppati [...] Svezia [...] Danimarca, un [...] meno quelli di Francia [...] Germania, ma anche sistemi nei quali il [...] state è, possiamo [...] sottosvi-luppato, come in Inghilterra [...] Stati Uniti». ///
[...] ///
Ma, ragionando in termini [...] diversità di questi sistemi, siamo riusciti a [...]. La Germania è il [...] del mondo dopo il Giappone, [...] e la Francia sono [...] che vuol dire che i si-stemi economici [...] competiti-vi. Il problema vero è [...] capaci di crea-re posti di lavoro. Una via [...] è trasformare il [...] State spostando le risorse [...] costo del lavoro in altre direzioni. Sarebbe concepi-bile, ad esempio, avere [...] livello europeo una tassa [...] per affrontare anche il problema [...]. Ma per il momento [...] degli Stati Uniti. A livello europeo si [...] più i redditi da capitale. Ma Italia e Francia [...] se, per esempio, il Lus-semburgo o altri [...] condizioni di evasione fiscale». [...] «Si hanno già dei segnali [...] positivo. Cinque an-ni fa i [...] qualunque armo-nizzazione fiscale, oggi hanno almeno accettato [...] commissario europeo Monti per un codice di [...] varia-zioni troppo forti. Ma questo av-verrà se [...] andranno in ordine sparso. Con una più forte [...] per chiunque in qualsiasi paese non investire [...] e più ricco mercato del mondo. La ricetta è nel [...] cooperazione degli stati europei. Pen-so che la soluzione [...] unica. Le ten-sioni create [...] daranno una spinta molto forte [...] questa direzione». ///
[...] ///
Le ten-sioni create [...] daranno una spinta molto forte [...] questa direzione».

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

(216)


(273)

Interstampa [1981-1984*]

(270)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(265)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(255)

L'Orto [1937]

(229)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(266)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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