In terzo luogo, tanto [...] A quanto nella zona B continua [...] militare straniera, da un [...] dei jugoslavi. Saranno assunti nella amministrazione [...] A, in alcuni posti di importanza non decisiva, [...] non sarà fatto nessun passo, nè nella [...] A, [...] nella zona B, che consenta alle popolazioni [...] largo di autogoverno. Di questo sembra che [...] Londra non si sia nemmeno parlato, certamente [...] negoziatori italiani se ne sono completamente dimenticati. Ora, a parte tutti [...] aspetti della questione, a noi pare che [...] il punto su cùi si sarebbe dovuto [...] perchè agli abitanti del Territorio libero bisogna [...] restituire il diritto di governarsi da sè, [...] più gli abitanti privi di diritti di [...] militarmente. Riassumendo, [...] di Londra rappresenta per [...] alcune delle posizioni del trattato di pace. Rispetto al trattato di [...] un evidente passo indietro sia per la [...] sia per le condizioni che crea per [...] trattative, o con la Jugoslavia, o di [...]. Si capisce quindi benissimo [...] Tito [...] e faccia rumore. Egli ottiene di fatto, [...] di Londra, la zona B, [...] del resto gli angloamericani già gli avevano riconosciuta [...] di ciò che in essa [...]. Ma Tito protesta e [...] sa che in questo modo, dopo essersi [...] la zona B, ottiene di preparare una [...] quale il tema dibattuto saranno i suoi [...] zona A, sulla città e sui traffici [...] Trieste [...] qualunque sia il risultato del dibattito, egli [...] passo [...] analogo a quello, importantissimo, che [...] e nella stessa direzione. Ci si trova in [...] fronte, ancora una volta, a una applicazione [...] diplomatica a rovescio che ha portato i [...] i loro satelliti a mettersi nella impossibilità [...] posizioni [...]. È evidente per tutti che [...] responsabilità del fatto che le frontiere d'Italia sono state [...] guerra ancora una volta discusse [...] grandi potenze, risale a Mussolini, alla [...] criminale politica di aggressione armata [...] alla [...] stupida soggezione [...] tedesco. Però, caduto il fascismo, [...] la guerra ai tedeschi e riconosciuta dagli Alleati [...] italiana, quello delle frontiere era un tema [...] massimo di accortezza e nel quale, da [...] vero che tutto fosse pregiudicato. Trieste era stata bensì [...] al re della Jugoslavia, ma in Jugoslavia [...] cambiando e subito apparve che la questione [...] era [...] elementi di una situazione [...] maturavano molte novità. Tra gli alleati, che [...] contro il fascismo, già erano vivaci i [...]. Lo si vide a [...] del governo cobelligerante italiano. Questo governo potè ristabilire [...] rapporto diplomatico con i governi alleati perchè [...] e in essa seppe [...] con una certa abilità, [...] nessuno, anzi appunto dimostrando di non [...] legare a nessuno. Così ottenne il riconoscimento [...] Unione Sovietica e quindi quello degli altri. La possibilità di [...] diplomatica di questo tipo, [...] al tema delle frontiere del Paese, venne [...] la direzione della politica estera venne subordinata [...] politica interna reazionaria e i dirigenti di [...] il loro compito consistesse soltanto più nel [...]. Ma [...] sin [...] al campo angloamericano non [...] si dice [...] il mezzo migliore per [...] Trieste, [...] Venezia Giulia e tutto il resto, a [...] governanti italiani avessero saputo [...] meglio quella loro adesione [...] No, [...] possibilità non esisteva, prima di tutto per [...] di scrupoli dei governi imperialistici, che si [...] proposito di Briga e Tenda, e poi [...] il punto di partenza dei governanti reazionari [...] politica interna, gli imperialisti angloamericani erano sicuri [...] al loro servizio. Quello che [...] avrebbe dovuto fare, non [...] chi le offrisse un prezzo più alto [...] per la propria adesione a uno dei [...] opposti, chè in una controversia di questo [...] il rischio di rimanere stritolati. Bisognava invece capire a [...] presenza nel Mediterraneo di uno Stato italiano [...] di sopra di tutto della propria esclusiva [...] era cosa che a tutte le potenze [...] apparire, in un certo momento, utile, desiderabile, [...]. E questo sarebbe stato [...] di tutti, di una trattativa favorevole per [...]. Ma che cosa potevano [...] un Bonomi o un De Gasperi, che [...] dopo la liberazione di Roma si presentavano [...] e per giunta vassalli dal potere incerto [...] Così [...] che essi non riuscirono nè a discutere [...] di nulla, e resero [...] e sè stessi zimbello [...] non furono assolutamente più in grado di [...]. Ogni volta che, in [...] di una questione, la conclusione inevitabile era [...] ritirata gratuita, cioè abbandonare [...] in cambio di niente. Nelle recenti trattative di Londra [...] hanno continuato ad andare [...] in questo [...] così, purtroppo. ///
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Nelle recenti trattative di Londra [...] hanno continuato ad andare [...] in questo [...] così, purtroppo.