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[...] / MARTEDÌ 10 MAGGIO [...] che viviamo in [...] di decadenza degli intellettuali? [...] neoromanticismo: tutte le ultime [...] certo il fallimento di un sapere troppo [...] Ecco [...] la scienza può tornare a [...] e sui suoi fondamenti [...] secolo di crisi Macché «modernità», torniamo a Diogene Tra [...] ricordi del lieto, molti di noi certo [...] Zenone di Elea che spiega a Diogene [...] freccia, dimostrando [...] del movimento. Diogene ascolta e per [...] alza (uscendo, o così ce lo raffiguriamo, [...] e si mette a [...] intorno. [...] è molto più serio [...] portati a credere: non per nulla il [...] Zenone ha continuato a essere discusso per secoli, [...] e matematici sino ai nostri giorni. [...] parte, il gesto di Diogene [...] tanto a confutare il ragionamento di Zenone, [...] un altro tipo [...]. Zenone segue la catena [...] come se fosse un calcolo impersonale, che [...] propria, in [...] autonomia. Eppure anche lui cammina, [...] raggiunge tartarughe, e lo sa benissimo. Questa scissione, tra ciò che [...] o dice e ciò che fa o sa, può [...] una cosa sola: egli parla, ma non si assume [...] responsabilità delle sue parole; pensa, ma non si assume [...] responsabilità del suo pensiero. Non per questo Zenone [...]. E anzi un momento [...] attività conoscitiva quello in cui [...] viene, per così dire, [...] se stessa, affinché possano [...] tutte le sue Implicazioni. Non noi, bensì il [...] responsabile di tale processo. E il sapere intuitivo [...] Diogene, [...] questo punto di vista, non cambia per [...] del problema: semmai, non ha altro effetto [...] sensibile il paradosso medesimo. Ma il suo gesto [...] a rovesciare il punto di vista. Sarebbe infatti an-che troppo [...] nessun giudice [...] più che tanto se [...] «dimostrasse» che la [...] pallottola è rimasta ferma [...]. Ebbene, non si tratta [...]. Il punto è che [...] o consideriamo ammirati un [...] che [...] è solo [...] e che un paradosso, [...] una verità. II pensiero insomma, in [...] da qualcuno, implica una dimensione etica. Si potrebbe allora chiamare [...] intellettuale di chi dimentica [...] di Diogene? Non vorrei [...] di quanti teorizzano con grande fervore la [...] dei valori, la dissoluzione [...] il tramonto della ragione [...] insinuando che dopotutto loro [...] hanno [...] di [...] benissimo, forse anche perché [...] affatto se non come un buon affare. Ma il problema realmente [...] culturale non meno che civile: ancora una [...] Giovanni Giudici ha colto nel segno, sollevando (credo) una [...] suo articolo del 17 aprile. Spero di non [...] intenzioni non sue: mi sembra [...] che Giudici abbia «anche» voluto chiarire, spostando la riflessione [...] un orizzonte che un tempo si sarebbe detto [...] le ragioni [...] con cui egli stesso aveva [...] sulle pagine di questo giornale, il dibattito [...] alia semiologia. Anche ora, del resto, Giudici [...] sulla «totalità», chiamando al [...] ossessione specialistica che caratterizza [...] contemporanee. Si tratta, beninteso, di [...] (tanto più se c'è [...] non capire). Per sgombrare gli equivoci più [...] sarà allora utile qualche precisazione. Anzitutto, nessuno intende più collocare [...] una parte la scienza, neutrale, [...] freddamente razionale, [...] una qualche immaginaria cultura umanistica, [...] dei significati, dei valori, [...]. Quanti pessimi maestri di [...] opere potremmo annoverare tra filosofi e letterati [...] Per converso, la scienza è un luogo [...] qualsiasi altro: che cosa mai sono, se [...] ricerca della verità e il piacere intellettuale [...] Non è forse un nobile ideale etico quello [...] ad abbandonare pregiudizi e interessi di parte, [...] un pubblico confronto ogni nostra idea, a [...] esame ogni obiezione, a fare anzi noi [...] le obiezioni e l controlli più severi? Qualsiasi [...] questo genere andrebbe incontro a smentite ormai [...]. Ma proprio per ciò [...] da Giudici acquista semmai maggior urgenza. C'è e non può [...] scienza il momento di Zenone. Quando un algoritmo logico [...] per noi, o quando ci affidiamo alle [...] scientìfico», non siamo responsabili più di quanto [...] Io [...] un computer. Pure, chi ci ha [...] quel caso valeva la pena di applicare [...] un algoritmo o un [...] ci consentano di [...] O addirittura (domanda ancor [...] un metodo per costruire buone [...] spiega Hilary [...] (Verità e etica, il Saggiatore, [...] conoscenza teorica, anche nel [...] fisica, non sempre noi u-siamo strumenti di [...] volta compresi e spiegati dalla teoria: spesso [...] strumenti di misura, noi stessi. La fisica stessa non [...] soltanto il "metodo scientifico"». Se la moderna filosofia [...] sempre più apertamente i rigidi schemi del [...] significa affatto che rinunci ad ogni razionalità: [...] pone questa esigenza proprio perché, come diceva [...] è talora «più conforme [...] minor rigore». In nome di questa [...] chiamati a usare noi stessi come strumenti [...] dominio della razionalità», contrapposto [...] della certezza razionale», di cui parla [...] è il luogo dei [...] del gusto se si vuole, dove ci [...] con gli altri, come direbbe [...] per mezzo di argomentazioni [...] dimostrazioni; è [...] orizzonte, infine della responsabilità. Questo strumento, che siamo [...] appare immerso nella contingenza, [...] nel relativo. Le sue risposte sono [...] che ci mette a disposizione per leggere [...] è, dopotutto, [...] alfabeto che possediamo e [...] dal dovere di [...]. Curiosamente, proprio sotto questo [...] umane oggi si trovano in ritardo. Un marxismo che continuava a [...] volgare anche nelle sue versioni «moderna-mente» [...] una psicoanalisi che continuava a [...] anche nelle sue versioni più [...] ci hanno abituato a considerare ogni nostro gesto come [...] che un sintomo della Struttura o [...]. Le «nuove scienze» non [...] meglio. Dopo [...] puntato per anni a una [...] del sapere intorno a un ideale di oggettivismo descrittivo, [...] di [...] ben poco da dire oggi, [...] dalla scienza stessa viene loro una domanda di cooperazione [...] che di imitazione. Non c'è da stupirsi, [...] spazio lasciato vuoto viene baldanzosamente occu-pato da [...]. Ha ragione chi ci [...] contro i pericoli di un siffatto revival. Sareb-be semplicemente [...] forma di nichilismo etico, [...] volta spoglia il soggetto di ogni responsabilità: [...] non interroga il mondo e se stesso, [...] la risonanza di una Verità, o di [...] Mistero, [...] chissà per quali vie privilegiate e insondabili, [...] lui rivelarsi [...] evidenza di [...] incondizionata. Appunto per questo, tuttavia, [...] nulla come un cattivo razionalismo produce irrazionalità. Ognuno è libero di [...] competenze come meglio crede: peccato che a [...] occuparci di questo perché non è suscettibile [...] o di [...] perché «di ciò di [...] può parlare si deve tacere», abbiamo finito [...] problemi che veramente ci interessavano. E allora, ripeto, non c'è [...] stupirsi se la gente si rivolge ai cultori [...] ispirato, [...] sistematico, del «vissuto» immediato e [...] ben felici [...] rimasti i soli a [...] fuori di ogni controllo. Da anni, ormai, se [...] di nuovo e interessante sulla letteratura o [...] rivolgerci, più che ai teorici della letteratura [...] a epistemologi, storici, filosofi [...]. Riscopriamo [...] e la filosofia del [...] mito della formalizzazione ci appare sempre meno [...] discutibile [...] dal punto di vista [...]. Ma la questione non [...] letteratura o [...]. Sappiamo tutti che nessun [...] valore [...] verità, piacere, moralità [...] possiedono un fondamento ontologico, [...] che 11 garantisca. Se è questa la [...] parlano i nichilisti dei nostri giorni, che [...] imparare che non abbiamo già appreso da [...] passato? In realtà, essa ci insegna qualcosa [...]. Se il senso e il [...] non sono dati, ciò non implica che non ci [...] senso e alcun valore. Vuol dire solo che spetta [...] noi [...] creare teorie per [...] discutere, fissare scopi per [...] confrontare; cercare, come Diogene, [...] per conservarci umani. Diversamente non saremo né [...] più «liberi». Lasceremo solo agli altri [...] noi il senso e il valore di [...] a far nostra. Franco Brioschi« La più [...] un libro cerca le radici della rivoluzione [...] la lunga, silenziosa guerra che ha opposto [...] al clero sciita La vera storia di [...] il «barbaro» Il periodico [...] dimenticata» fra [...] e Iran e soprattutto [...] di petrolio che dilaga nel Golfo Persico [...] attuale, dopo anni di [...] la rivoluzione khomeinista. Si riaffaccia la domanda: [...] millenario è stato rovesciato da un vecchio [...] risposta aggiornata tenta di [...] Roberto Giamman-co con un libro [...] più lunga frontiera [...] De Donato editore, pagine [...] L. DÌ Giammanco, nel gennaio [...] visto un documentario televisivo, il cui tema [...] rapporto fra il potere sovietico e le [...] cultura musulmana. Nel volume, invece. [...] del trionfo khomeinista è [...] tesi [...] con la storia [...]. Non con i fatti [...] la realtà sotterranea. Da sempre, il potere [...] in Iran il volto bieco [...] del capriccio, della crudeltà. Facendo torturare e fucilare [...] dalla famigerata polizia politica [...] scià non ha fatto [...] le gesta dei suoi predecessori. [...] I non lasciò uno [...] eredi senza qualche mutilazione. Nadir Scià accecò suo [...]. Tutti i funzionari statali, [...] nostri», potevano essere frustati in pubblico mentre [...] carica: tutti, dal più umile guardiano al Gran [...]. II carattere arbitrario del [...] funzionale» o «o-rientale», le formule contano poco) [...] tutte le sfere. Terre demaniali, cariche, onori, [...] potevano essere assegnati o tolti a un [...]. [...] era la norma. Nessuno aveva la certezza [...] domani, né di [...] disporre dei propri beni. In questo clima di [...] sovrano era temuto, non rispettato. Gli si tributavano omaggi [...]. Nessuno versava [...] (ma neanche si rallegrava) quando [...] pretendente più astuto e risoluto lo ammazzava e ne [...] il posto. Tutti sapevano che le [...] come prima. Eppure, nonostante tutto, [...] Iran lavorava i campi e [...] metalli, produceva beni materiali e opere letterarie, insomma viveva [...] un precario, instabile e-quilibrio fra Stato [...] e società civile (»melli»). Una fitta rete di [...] familiari, tribali, collegava città e villaggi, contadini [...]. Perno della vita, non [...] il bazar, il mercato. Mediatore, custode, protettore, direttore [...] del [...] era il clero sciita. La scia (una delle due [...] «confessioni» [...] è in i-ran, da secoli, [...] di Stato. Eppure questa definizione ufficiale [...] per difetto, aia per eccesso. La scia ha permesso [...] affermare e difendere con successo la propria [...] Iran. A sinistra [...] linguistica, nazionale, contro arabi e [...]. Ha a-vuto perciò una funzione [...] a quella del cattolicesimo in Spagna, Irlanda, Polonia, e [...] in Grecia. Ma non si è [...] potere «laico». /// [...] /// Il clero iranico non ha [...] riconosciuto come [...] legittimi [...] che si sono succeduti sul Trono del Pavone, neanche quelli che (come i [...] pretendevano di [...] da Ali [...] il [...] di Dio,, cugino e genero [...] Profeta, «martire» della vera fede e fondatore (suo malgrado [...] a [...] insaputa) della scia stessa. [...] del clero sciita al [...] aperta, ora dissimulata, ma sempre irriducibile e [...] teologica. Da più di mille [...] attendono il ritorno sulla terra [...] I-mam giusto e legittimo, [...] Dodicesimo. Fino a quel giorno [...] nelle nebbie di un futuro favoloso e [...] nessun capo politico può essere veramente tale. Con un re, un [...] n possono raggiungere compromessi. Ma non gli si [...]. Il potere temporale è [...]. Lo Stato è solo [...] vive la comunità dei fedeli. [...] genuino della legge non [...] essere una magistratura laica, ma [...] il clero, rappresentante [...] scomparso misteriosamente [...] (260 [...]. È vero proprio il [...] Nel [...] con lo Stato, il clero, con il [...] invece di indebolirsi, ti i rafforzato. Il clero sciita ha [...] per sé [...] compito inderogabile di imporre [...] rispetto di due dei principi islamici fondamentali: [...] il bene e il prevenire e impedire [...]. /// [...] /// Un principio [...] sunnita) è invece indiscusso, anzi [...] sciita: il [...] di ribellarsi [...] ingiusta e tirannica. Il musulmano sciita [...] con le parole e con [...] atti» [...] politica [...] viola il patto con Dio». Se non si rivolta, [...] sarà benedetto con la vita [...]. Tutto ciò avrebbe avuto [...] pratica se i [...] (mullah, ulama, ayatollah) avessero [...] mantenere ed estendere i rapporti con le [...]. Ma non è stato [...]. Il paradosso iraniano consiste [...] gli uomini di religione hanno dimostrato una [...] una capacità di adattamento al mondo contemporaneo [...] problemi assolutamente straordinarie e impreviste; maggiori, comunque, [...] laici, di destra o di sinistra. Le riforme agrarie e [...] industrializzazione dello scià, varati con [...] (interessata) delle più famose [...] falliti riducendo alla fame e alla disperazione [...] contadini, creando più disoccupazione che [...] posti [...] divorando e distruggendo ricchezze. Si è creato cosi [...] e mentisti non sono [...]. È il clero che si [...] fatto paladino dei diseredati, che li ha sfamati e [...] una speranza e una prospettiva [...] e-mancipazione. Dietro le prediche più o [...] retoriche, [...] una capillare diffusione di potere [...] base alternativo. In cambio di [...] non sempre trasparenti, ma [...] industriali pagavano al clero le tasse prescritte [...] il clero se ne serviva da un [...] sussidi, [...] per costruire centri concreti [...] aggregazione popolare: ospedali, ambulatori, scuole. Il sistema del piccolo [...] artigiani, controllato dal clero, si dimostrava più [...] più «umano», delle banche moderne. Le confraternite religiose, il [...] è, da sempre, [...] delle sacre [...] sono state il vero [...] comunità povere e analfabete che popolavano le [...] Teheran e delle altre città iraniane. Protetti dalla fede, sorretti [...] hanno resistito meglio dei [...] della forsennata [...]. Invece di disgregarsi e [...] droga, si sono raccolti intorno al clero, [...] al Palazzo. A questo punto, a [...] (il [...] del clero sciita) è [...] manica del suo caffettano perché il trono [...]. Ma nella manica [...] un asso: il solido, [...] rapporto con le masse. [...] del secolo, la lotta [...] scià era stata condotta da tante forze [...] «impedire la riaffermazione di un potere completamente [...] del dispotismo tradizionale». Ma il messaggio politico recepito [...] masse è stato quasi soltanto quello [...] dal sistema di comunicazione [...]. Ascoltati o letti in [...] gli avvenimenti [...] risultavano incredibili (una sorta [...] di fanatismo, oscurantismo, barbarie). Studiati un [...] a fondo ci appaiono chiari, [...] perfino logia. Ciò non significa che [...] della rivoluzione iraniana cosi [...]. [...] che [...] ha fatto dello straordinario [...] masse è tutto da discutere. [...] e [...] è più che lecito. Non però [...] da un punto di vista [...] bensì accettando [...] a [...] dentro le cose», a scoprire [...] la [...] grandiosa e densa di [...] di questa [...] frontiera» più culturale e politica [...] geografica, di questo crocevia e laboratorio della storia. [...] serve forse a capire [...] se non a prevedere il futuro. /// [...] /// [...] serve forse a capire [...] se non a prevedere il futuro. (0) (0) ![]()
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