Il sapere letterario, [...] composizione [...] che rimane tale [...] del suo intrigo, è un [...] che ama il dissidio, ma che, come abbiamo visto, [...] tenta di risolvere questo dissidio in un potere di [...] elemento su di un altro elemento. Novalis ha sintetizzato questo [...] straordinario frammento, in cui afferma che ogni [...] e per ciò stesso erotica. ///
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[...] è tale solo se è [...] della differenza, se rifiuta il dominio, perché solo nel [...] nel dissidio [...] esprime se stesso, compiutamente il [...] essere altro: la [...] irriducibilità e dunque la [...] identità. La narrazione è [...] rispetto ai codici conoscitivi filosofici [...] scientifici. È una « cosa [...] dire, come abbiamo visto più sopra, il [...] paradossale, erotica e conoscitiva al tempo stesso. Tanto paradossale è questa « [...] », che una volta iniziata una narrazione questa può [...] sfuggire al suo autore, che produce dei personaggi che [...] alla [...] stessa decifrazione. Come dice [...] «Li ho inventati ma [...] a [...]. I miei personaggi si [...] loro realtà, che hanno strappato alla mia [...] mia realtà (. Cosi sono diventati anche [...] la nostra realtà, e quindi una delle [...] storia del mondo ». È mia convinzione, per [...] oltre i limiti segnati da questo discorso, [...] la realtà della narrazione, ma che questa, [...] volta nella storia, si presenti come una [...] pensiero umano. Nel grande paradosso del presente, [...] cui il massimo dispiegamento delle possibilità cognitive e operative [...] si accompagna alla possibilità, mai cosi prossima, di un [...] annientamento [...] del pensiero narrativo come di [...] pensiero etico e non soltanto estetico (non per [...] contenuta in questa o in [...] ma per il movimento stesso di questo pensiero), scopra [...] chance nuova [...] nel nostro tempo: la « [...] » del mondo al di fuori della dialettica del [...]. È come se, presi [...] intrigo fatto [...] delle infinite storie del mondo, [...] un certo punto, [...] delle volute del labirinto, si [...] a scorgere il crepuscolo del mattino. [...] dai Diari di [...] che vorrei ricordare a conclusione [...] riflessioni: « Nel leggere le Mille e una notte lo sfondo orientale si dispiega davanti [...] noi anche [...] ingegnoso in cui i diversi [...] fra di loro come piante [...] al suolo voluttuosamente le [...] con le altre. Sopra [...] incombe il cielo plumbeo di [...] pesante angoscia: è Sheherazade che si salva la vita [...] storie ». Le storie possono salvare [...] la mortale tenaglia del dominio violento della [...]. Il cielo è plumbeo [...] abituale fra luce e buio, [...] è stata sempre letta [...] annuncio della notte. È proprio Kafka invece, scambiato [...] un profeta [...] che nel Castello, al culmine [...] esperienza erotica, intravvede in questa [...] il crepuscolo del mattino, [...] dalle tenebre, un nuovo inizio. ///
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È proprio Kafka invece, scambiato [...] un profeta [...] che nel Castello, al culmine [...] esperienza erotica, intravvede in questa [...] il crepuscolo del mattino, [...] dalle tenebre, un nuovo inizio.