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Parla Renato [...] la Storia Einaudi del [...] Quando [...] nazione degli oppressi disse: «Facciamo un partito! Edita per la Biblioteca [...] di Einaudi (619 [...]. In questo secondo libro, [...] ultimi due decenni dello scorso secolo, sono [...] lotte degli operai a Milano, dei braccianti [...] nella Valle Padana, le vicende del partito [...] Romagna e del partito operaio italiano, fino [...] e tragicamente represso, dei Fasci siciliani. Il terzo volume di [...] lungo il periodo giolittiano, fino allo scoppio [...]. Renato [...] ha insegnato Storia economica [...] dottrine politiche nelle Università di Trieste e [...] Bologna. Con-siste in questo il [...] al secondo volume della Storia del socialismo [...] e avvincente che Renato [...] sta scrivendo da qual-che [...]. Il nuovo tomo, in [...] ha come sottoti-tolo Dalle prime lotte nella Valle Padana [...] Fasci siciliani (Einaudi, [...]. È lo svilup-po del [...] negli ultimi due decenni [...] anni contrasse-gnati dalle prime [...] nascita delle Camere del lavoro e dei [...] dagli scioperi che prendono il posto delle [...] sviluppo della stampa so-cialista, dal farsi partito [...]. Un ciclo di eventi [...]. Che abbiamo ricapi-tolato con [...] del volume. [...] dove cresce, il movi-mento [...] come mette radici? Avviene in Romagna, con [...] di Andrea Costa e dei suoi amici, [...] politi-ca insurrezionale e iniziano a lavo-rare tra [...]. Nei primi anni ot-tanta [...] in mol-te città il Partito socialista rivoluzio-nario [...] primo [...]. I maestri e altri [...] propaganda tra le popolazioni rurali. Sorgono presto altri gruppi: [...] Mantova, [...] agiscono, fra i muratori e fra i [...] uomini che vengono dal garibaldinismo, [...] dal radicali-smo. In molte zone del Veneto, [...] Lombardia, [...] prende piede [...]. A Milano si co-stituisce [...] Partito [...] italiano. A Reggio Emilia ha [...] Camillo [...] che ravviva [...] del «Gesù socia-lista», un Gesù [...] i preti insensibili alle miserie. Questa molteplicità di esperienze [...] creazione di un partito nazionale, ma è [...] di radicamento tra le masse. Siamo ai primi anni [...] na-zionale. Come vi si rapporta [...] Contribuisce a creare un senso comune naziona-le [...] più che compren-sibile sfiducia delle masse prole-tarie [...] Stato unitario? La sfiducia prevale. La critica viene del [...] esponenti delle classi dirigenti, da [...] a Sonnino. La loro preoccupazione è [...] rurali, influenzate da un clero [...] si pongano definitiva-mente fuori [...] Stato: [...] sono la grande maggioranza degli abitanti del Regno, [...] dal-la pellagra e dalla malaria, privi -di-remmo [...] di cittadinan-za. Alla polemica democratica, mazziniana, [...] Stato monar-chico, si affianca la polemica dei socialisti, [...] di sfi-ducia, di delegittimazione delle isti-tuzioni nazionali. Ma [...] anche un rovescio della medaglia: [...] movi-mento socialista porta un ordine dove [...] tumulti, incoraggia e promuove [...] susci-ta una speranza, rende consapevo-li [...] braccianti mantovani, gli operai di Torino, i contadini siciliani [...] una sorte comune, li fa partecipare alla vita pubblica, [...] lotte eletto-rali e politiche. Anche le feste, so-prattutto il [...] maggio, che si inco-mincia a celebrare nel 1890, costi-tuiscono [...] appuntamento, [...] di una nuova socialità. I gior-nali socialisti sono [...] nelle campagne. Ma i cantasto-rie girano [...] le novità. Giovani intellettuali abban-donano gli [...] a pro-pagandare il socialismo. Perché non avviene in Italia [...] di «nazionalizzazione delle masse» che avviene, ad [...] Francia? In Francia [...] una borghesia demo-cratica, repubblicana, [...] Italia è debole, dispersa. In Italia spetta ai [...] comunità nazionale le masse diseredate, e vi [...] certa misura, seb-bene contrastati e perseguitati. Cri-spi prima si definisce [...] poi finisce per re-primere duramente i lavoratori [...] partito. Non punta a «nazionalizzare» [...] con-tribuisce a [...] fuori e con-tro lo Stato. Solo alla fine del [...] Giolitti e Zanardelli, e grazie anche a un [...] si faranno [...] settori di borghe-sia più [...]. Cosa comporta il fatto [...] socialista abbia, nel nostro paese, un iniziale [...] Una maggiore capacità di espan-sione in ceti non [...]. [...] del-la popolazione italiana viveva nelle [...]. La conquista delle campagne [...] evento na-zionale. Anche sul piano ideologi-co [...] rilevanti di questo socialismo rurale: una ripre-sa [...] di antichi miti, di una attesa quasi [...]. Il so-cialismo italiano si [...] questa visione, la qualcosa comporta anche una [...] delle mentalità. Se i contadini mettevano [...] nel Sud) Gari-baldi, Marx e la Madonna, [...] scelte superficiali o solo per la debolezza [...] so-cialisti. Corrispondeva a risonanze culturali [...]. Qual è il ruolo [...] operaia industriale in questo periodo? E quali [...] ca-tegorie a organizzarsi e a essere conquistate [...] La classe operaia è poco concen-trata, la [...] ancora prevalente. Gli orari di lavoro [...] ore, i salari sono molto bassi, insufficienti [...] due chili di pane al gior-no. [...] del lavoro muta in questi [...] ad esempio a Milano, ma limitatamente a una quota [...] degli operai mec-canici e metallurgici. Entra in crisi il [...] nuova professio-nalità degli specializzati, aumenta-no gli operai [...]. Gli scioperi si intensificano, [...] Lombardia, Piemonte, Emilia, [...] nel tessile e nei [...]. Più tardi si al-largano [...]. Muratori e tipografi sono [...] più organizzate. Molti tipografi aderiscono al Partito [...]. Ma i voti che [...] socialisti nelle elezioni legislative sono ancora scarsi. I primi deputati (Costa, Ba-daloni, [...] vengono da zone rurali. Che rappresentatività ter-ritoriale possiede? Alle [...] settentrionale e [...] si aggiungono la Tosca-na e [...] Sicilia. Garibaldi Bosco, lea-der dei Fasci [...] chiamato alla presidenza del Congresso di Genova. [...] in questo momento che il [...] socialista oltrepassa veramente [...] regionale. E rompe con anarchici da [...] lato e repubblicani e radicali [...] affermando così nettamente una nuova [...]. [...] con i partiti «affini» [...] pochi anni dopo, sotto i colpi della [...] le libertà democratiche. Ma la leadership era [...] Costa a Turati. Tu parli di una [...] agli albori del movimento operaio italiano. Qual è [...] sociale e culturale di [...] Un gran numero di donne erano nella produzione [...] manifatture di tabacchi, moltissi-me nelle campagne. Nelle manife-stazioni sono spesso [...] prima fila, e cadono per prime. [...] anche una forte tendenza [...] giornaliste): so-no socialiste e femministe, come Anna Maria Mozzoni, [...] non dire di Anna Kuliscioff. Si divideranno purtroppo tra [...] necessarie speciali misure di prote-zione per le [...] quelle che invece pensano a una assoluta [...]. Sarà una divisione grave, non [...] valuta-ta dalla storiografia socialista. Quale è il rapporto [...] movimento socialista con la Chiesa e la [...] La Chiesa si comporta in modo di-verso davanti [...] macinato (1869), che non condanna, e nei [...] moti agrari nella Valle Padana, quindici anni [...] deprecati aper-tamente dalle autorità ecclesiasti-che. Il conflitto sociale è [...] punto come un pericolo mag-giore del contrasto [...] Stato unitario. Nei momenti di scontro, [...] ec-clesiastica dei contadini viene me-no. Questo segna una differenza [...] al socialismo di altri paesi, assai più [...] campagne. Di lì a poco, [...] Re-rum [...] la Chiesa si pone [...] rivendicazioni so-ciali, forse per la pressione [...] non italiano, specie nordamericano. Che ruolo hanno, in [...] espansiva, i miti e i simboli, nel [...] italiano? Ho compiuto uno spoglio dei ne-crologi [...] socia-lista: le virtù esaltate, gli ideali che [...] scomparsi, il compianto di chi resta, aiutano [...] della storia e della mentalità dei militanti, [...] dei più semplici. [...] il com-battente del Risorgimento, deluso, [...] si è volto a nuove idee; il mazzi-niano in [...] e socialista in eco-nomia; [...] che respinge il prete e, [...] spesso, il credente che il prete accoglie in chiesa [...] al-la [...] bandiera; gli orfani, [...] ad [...] nella vita; la donna che [...] combattuto portando una nota di gentilezza. Quale la ricorrenza più [...] Quella [...] Comune di Parigi, il 18 marzo, che [...] più ricordata fino [...] del 10 maggio. Per sfuggire ai divieti, [...] rosse sui campanili, sugli alberi, persino su [...]. Le beffe sono frequenti. Si irrido-no gli avversari, [...] carne-valesco. Si inscenano [...] teatrali di strada e [...]. Tutta una cultura popolare è [...] mo-vimento. Come nasce il socialismo [...] paese? Prima di Anto-nio Labriola esso è [...] impronta positivistica? Marx è conosciuto male in Italia [...] Labriola, di seconda ma-no, attraverso le deformazioni [...] i fraintendimenti dei se-guaci, anche se la [...] in quanto fondatore [...] ed esaltatore della Co-mune. Achille Loria ne ha dato [...] interpretazione banale, che farà in-furiare Engels. Il clima positivistico attira il [...] di Marx in [...] fatalistica. Ma il fatalismo corri-sponde [...] intuito Gramsci) a una debolezza e arre-tratezza [...] a un bisogno di certezze, al di [...] del presente. Il positivismo ha del [...] non tutte deteriori. E sarebbe sbagliato [...] a compilare un elenco [...]. [...] che i lavoratori, le [...] deboli possono reagire [...] ed elevarsi è una [...] il cui sen-so non è esaurito, al [...] erro-ri e dei fallimenti. Vi è dunque, da questa [...] an-che una lezione per [...] Quello che il socialismo sarà [...] è compito dello storico stabilire, an-che se è compito [...] ur-gente riprendere le fila di una ricer-ca a questo [...] uscendo dal quotidiano. Allo storico spetta di [...] fuori dalle con-venzioni e dalle leggende di [...] denigrazioni interessate, per capire quale mutamento il [...] nella cultura delle donne e degli uomini [...]. Per discernere ciò che resta [...] duraturo e ciò che è caduco. Una salvaguardia della memoria, [...] preparazione senza pregiudizi ai compiti del presente [...]. La Romagna fine Ottocento [...] Andrea Costa, [...] della politica insurrezionale e [...] tra le masse. Sono i passaggi storici [...] volu-me Einaudi della Storia del socialismo italiano, [...] sottotitolo «Dalle prime lotte nella valle Padana [...] Fa-sci [...]. Ne abbiamo parlato con Renato [...] che da qualche anno [...] av-vincente ed imponente. GUIDO LIGUORI La copertina [...] «Illustrazione italiana» del 1894. A sinistra Anna Kuliscioff [...] Filippo Turati In Italia si vendono pochi libri e [...] spesso nelle tavole rotonde di opere che [...] Quel critico annusa testi, e non li legge [...] volume di De Felice [...] Mussolini Ecco [...] amici di Marte, oggi [...] mondo delle letture e dei let-tori del Bel Paese. Un mondo piccolo piccolo. Ciononostante diviso in quattro [...]. La nazione più va-sta, [...] spiriti prati-ci», è quella di coloro che [...] posseduto (e meno che mai let-to) un [...] loro. O che, se ne hanno [...] uno per sbaglio, hanno giurato di non [...] mai più. Con es-sa confinante è [...] coloro che un [...] di libri li hanno, [...] tengono morti nelle loro case: le pa-gine [...] passano la vita senza [...] visto la lu-ce. È la «terra dei [...]. Più in là, separata [...] di monti, [...] la nazione di chi [...] dei papiri». Infine, come una enclave dentro [...] essa, [...] la quarta nazione: quella di [...] vive di libri ma fa solo finta di [...] detta «terra dei cri-tici della [...] rotonda». Gli abitanti della «terra [...] pallide creature del sogno, congiurati che si [...] la luna in luoghi (da chi vi [...] che si chia-mano: giardini dei ciliegi, strade [...] Swann, [...] degli [...]. Essi pas-sano il loro [...] con strambi individui detti «roman-zieri», «pensatori», «poeti». Per lo più morti. O, se non morti, [...] a niente, addirittura dannosi per fare (come [...] nella vita». I «critici della tavola [...] spesso hanno più libri degli abitanti della [...] non li leggono né li amano. Si li-mitano a [...] in mano, a [...] il titolo e il prezzo. Talora, per sbaglio, scorrono [...] due pagine tra il titolo e il [...] disgu-stano subito. In compenso, però, parlano [...] libri. Qualche volta con la [...]. Più spesso con la [...] Tv. O della radio (una Tv [...] solo la vo-ce). O con la voce [...] gazzette. Fanno sapere che amano tantissimo [...] libri mai letti. Che soffrono molto per [...] il «deserto dei pratici» non leg-ge. Qualche volta piangono. Tali creature sono così [...] che ho voluto [...] di più. Così ho consultato quanto [...] un famoso esperto, il grande bibliotecario [...]. Una volta, scrive il [...] i libri venivano letti [...]. I volumi pubblicati erano [...] molti di meno, e non esi-stevano le [...]. Tra i cri-tici [...] nobili stirpi, chiamate Debenedetti, Contini, Praz. Ma poi, prosegue [...] quando i volumi pubblicati [...] riferisce a un noto episodio della Bibbia, [...] noto, benché [...] poco letto) i critici [...] non serviva più a niente. Che il mero atto [...] diluvio solo al-cuni morituri, procacciava, senza fatica [...] sotto-missione da autori ed editori. Che, anzi, più tale atto [...] arbitrario, capriccioso (per [...] per [...] più ne procac-ciava. I critici non lessero [...]. E, non sapendo come [...] tempo, inventarono le tavole rotonde. In tal modo nacquero [...] tavola rotonda». [...] forma di potere di [...] leggenti (potere rela-tivo, fatto pur sempre di [...] inchiostri) fu quello sui lettori leg-genti, o [...] dei pa-piri». Cui sempre più, dalle [...] diedero ordini su co-sa leggere o non [...]. Svilup-pando anzi, col tempo, un [...] genere a sé stante: la «critica ase-mantica», arte consistente [...] te-nersi sempre sul generico, nel mai dare giudizi, nel [...] dire «bello» né «brutto». Aiutati in ciò da [...] fanno i riassunti-ni, e che si chiamano [...]. Tra i «critici della [...] sono però degli eretici. Ri-belli che mantengono ancora [...] «terra dei papiri». Sacrileghi che si ostinano [...] anche i critici devono leggere i libri. Questi eretici si chiamano Mariotti, Bellocchi, Giuliani, [...]. E pochi altri. E tutti sono molto [...]. Un fatto assai strano [...] è che nella «terra [...] nessuno vi nasce, ma vi emigra proprio [...] papiri», acquistando quindi la cittadinanza in due [...] fol-lia [...] per i libri, [...] di odio. La prima inizia allorché [...] dei papiri», co-mincia a mostrare evidenti segni [...]. Prende cioè a leggere otto, [...] dodici ore al giorno. Trascura i doveri coniugali, [...] essere umano correla-to, di padrone di cane. Privilegia, al dialogo coi [...] quello coi morti e lontani. Soprattutto (questo e il [...] si preoccupa di tramandare al mondo ogni [...] e pensieruzzo circa la pagina appena letta. Cerca infine di entra-re, [...] nella feroce cerchia dei «critici del-la tavola [...]. Nella seconda fase egli [...] sempre di meno. Ad andare alle tavole [...] più. A gonfiare il suo [...] smisurato. Finché un giorno non [...] di essere stato un abitante della «terra [...]. Non rammenterà come si [...]. E a che serve. E non gliene importerà [...] al-tro. Così un altro «critico della [...] rotonda» sarà nato. Tramanda [...] che un grande, antico [...] dei pa-piri», certo Samuel Beckett [...] durante una gara di [...] Didi e Gogo, disputata con scambio di [...] «topo di fogna», «aborto» e simili, riuscì [...] annichilire e azzit-tire gli avversari. Facendosi venire [...] di dare loro del «critico! FRANCESCO DRAGO SEI Apparirà [...] o modifica, così come è stata lasciata [...] di Mussolini a cui stava lavorando lo [...] Renzo De Felice e che è rimasta incompiuta. Così hanno deciso di [...] e la moglie dello storico, la signora Livia De Felice. Il volume sarà pubblicato nella Biblioteca di cultura storica e sarà suddiviso in quattro capitoli: [...]. La cura della pubblicazione [...] a Emilio Gentile, Luigi Goglia e Mario Missori, [...] dei quali è limitato alla collazione del [...] con il manoscritto originale: per verificare eventuali [...] di trascrizione, e per controllare e completare [...] ed archivistici. /// [...] /// La cura della pubblicazione [...] a Emilio Gentile, Luigi Goglia e Mario Missori, [...] dei quali è limitato alla collazione del [...] con il manoscritto originale: per verificare eventuali [...] di trascrizione, e per controllare e completare [...] ed archivistici. (0) (0) ![]()
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