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Giulio Andreotti, co-me al [...] mostrarsi di-stante, indifferente. Prima di entra-re [...] bunker, dove viene processato [...] guarda i giornalisti, fissa [...] con un mezzo sorriso di-ce: [...] Non lo temo. Una frase e via. Si siede, secondo «tra-dizione», [...]. A pochi metri dal [...]. Ma non lo guar-derà [...]. [...] parla, raccon-ta, precisa e lui, [...] senatore impu-tato di omicidio, sta chino sul [...] del suo nuovo libro: [...] di storia repubbli-cana. Anche questo è un [...]. [...] presidente del Consiglio sembra [...] dire: i processi pas-sano, io [...]. /// [...] /// La corte si ritira, [...] avvicinano al senatore e ot-tengono, come commento [...] questa rarefatta risposta: «Sono [...] letto e sentito cinquanta vol-te. E la fotografia portata [...] di [...] e Badalamenti che tengono [...] le zampe? «È un pic-colo colpo di [...]. Ma io seguo spesso [...] Perry Mason e i colpi di scena, [...] sembrano migliori. [...] so-stiene che un mafioso [...] a un altro mafioso. Insom-ma: Badalamenti, quando gli par-lò [...] non mentì. Io penso che una [...] non si possa applicare nemmeno alle suore [...]. [...] continua a parlare: i [...] Salvo [...] An-dreotti, me lo dissero loro. Che co-sa risponde, senatore? «Va [...] dice così. Ma io so che [...]. Se Badalamenti tor-nasse in Italia? Lui [...] con-fermare le dichiarazioni del penti-to. Il caso Moro. Prima si tentò di [...] mafia, poi si cambiò strategia: Aldo Moro [...]. Questo lo scenario emerso [...] pentiti [...] e [...]. Lei che cosa dice, [...] «Abbiamo [...] di tutto per salvare Moro. È una delle vicende più [...]. Certo, si cercarono infor-mazioni [...] carce-rario, si fece di tutto per individua-re [...] Moro. Però non chiedemmo favori [...]. Quanto al memoria-le di Moro, [...] esistenza di altre carte, «un modo per [...] altre carte ci sarebbe: si potrebbe chiedere [...] ha fatto gli interrogatori di Moro, a Mario Moretti». Lei, secondo [...] avrebbe detto negli anni [...] Badalamenti: ci vorrebbe uno come lei in [...]. Il solito Andreotti. La parola [...] è sempre la stessa: sorri-dere, [...]. Un finale drammatico con [...] Andreotti che mi-traglia [...] di domande alla fine [...] del [...] durato già quasi otto [...] grande pentito che accusa a [...] volta Coppi di usa-re [...]. E questo mentre [...] del super carcere di Capanne, [...] ieri si svolgeva una delle udien-ze più importanti del [...] montava il «giallo» -poi abortito [...] avvenuto nei giorni scorsi tra il [...] Fausto Cardella e il grande [...] di Cosa nostra. [...] per tutta la giornata, [...] per punto, luci-damente, le accuse rivolte ad An-dreotti [...] domande dei magistrati [...] e, appunto, Cardella. [...] però era andata [...] lo [...] e la parola era passata subito [...] Coppi che ha sempre sostenuto [...] don Masino formula le sue accu-se perché «imbeccato». Signor [...] si è parlato di [...] tra lei e il dottor Cardella? Si [...] questo processo ed è stato messo a [...]. [...] era sta-to sentito a [...] trattativa offerta a [...] dal boss di Cinisi [...] America per non [...]. Tutto regolare, quin-di? La Corte [...] fine serata ragio-ne a Cardella. Ma Coppi non si [...] di fronte ad un [...] in evidente affanno per [...]. E così ha continuato [...] di fila delle domande chie-dendo al «boss [...] per-ché tentò il suicidio nel 1984, prima [...] se «aveva intenzione di morire veramente». Insomma un as-saggio delle [...] domande prepa-rate per oggi. Poi: di fronte ai [...] «non ricordo», e ad un [...] spazientito e sempre più [...] di essere vi-sitato da un medico per [...] ab-bassamento di pressione, Coppi ha chiesto al [...] stanchezza lo coglie quando si tratta di [...] di Andreotti e non quando si tratta [...] sena-tore a vita. Alla fine di un [...] Corte si è ritirata in Camera di [...]. Tutto rinviato ad oggi, [...] da [...] a Cardella e sul [...] riguarda i giudici hanno giudicato legittimo il [...] di Perugia. Nessun «giallo», quindi. Oggi si ri-prenderà con Coppi. Il difensore del senatore [...] provare a smontare la deposizione resa in [...] rispondendo alle do-mande dei [...] tra An-dreotti e Badalamenti, tra Andreotti e Bontade, [...] Andreotti e i Salvo, tra lo stesso [...] e Salvo Lima, e, [...] di An-dreotti [...] di Mino [...]. Lui ne sarebbe stato [...]. E poi fino al [...] Andreotti [...] ancora potente, era candidato alla presidenza della Repubblica. E io penso che [...] oggi». Ma il clou della [...] avuto quando si è parlato delle confidenze [...] state fatte in Brasile, [...] del 1982, da Gaetano Ba-dalamenti. Don Tano era stato [...] da Cosa nostra della quale era addirittura [...]. E questo dopo che [...] dato la scalata alla commissione e Pippo Calò [...] schierato con lo-ro passando dalla parte dei [...] -Badalamenti [...] Bontade -a quella dei vincenti di Riina. Ognuno dei due tiene una [...] di un daino appena ucciso. Signor [...] cosa le disse esat-tamente Badalamenti [...] del delitto [...] Appresi che [...] me lo aveva detto [...] Bontade, [...] stato fatto per richiesta dei cugini Salvo [...] per interesse del senatore Andreotti. Io quando Bada-lamenti pronunciò quel [...] scambiato per Pecorel-la. Pensavo che parlava di [...] durante la guerra di mafia a Palermo. Ma lui si mise [...] mi disse: che hai capito? [...] il giornalista che faceva [...] Andreotti, quello che attentava alla vita politica di Andreotti [...] aveva parlato di documenti che non si [...] caso Moro. Ricorda le parole esatte? [...] (lo abbiamo fatto noi [...]. Badalamenti le parlò anche [...] Dal-la Chiesa? Era quello che aveva i documenti se-greti. Secondo Badalamenti avrebbe potuto [...] a [...]. Il generale, secondo lui, [...] stato ucciso per quello che aveva fatto [...] Palermo [...] quel poco tempo. Dopo i successi con [...] Ba-dalamenti, [...] mandato in Si-cilia per [...]. Ma [...] ha toccato poi anche [...] trattative per la li-berazione di Moro, [...] che don Masino ricevette [...] Ugo Bossi, uomo di [...] e dai suoi amici (Badalamenti [...] Bontade), per pren-dere contatti con i terroristi e [...] del leader [...]. Ma poi su Pippo Calò [...] tiro. Forse in virtù della [...] nuova posizione di testimone. Nega di [...] saputo diret-tamente (dice di [...] appreso leg-gendo la deposizione di Marino [...] che il boss faceva parte [...] un partito che [...] della mafia voleva la morte [...] Moro. Quando poi viene il [...] parte civile Alfredo Galasso, si torna a [...] Badalamenti e del famoso incontro tra [...] il suo legale Li Gotti [...] difensore ame-ricano di don Tano [...] re-gistrato di nascosto. E questo per fa-re [...] Badalamenti potrebbe pentirsi. Come lei sa ha [...]. Ma nella vita tutto [...]. Mai dire mai. Una frase che io [...] se si volesse pentire». Tensione in aula a Perugia «Badalamenti mi disse: [...] io e Stefano Bontade, per [...] dei cugini Salvo su interessamento di Andreotti». [...] sentito come testi-mone a Perugia [...] e afferma: «Secondo me don Tano potrebbe [...]. Momenti drammatici dopo le prime [...] Coppi. Il «giallo» poi abortito [...] che ha preceduto [...]. DA UNO DEI NOSTRI INVIATI NINNI AND RIOLO Tommaso [...] sopra [...] mafioso [...] durante [...] deposizione [...]. [...] Giulio Andreotti [...] Don Masino costretto da [...] (An) ad adottare un [...] Il pentito cambia identità [...]. Da dodici anni, Tom-maso [...] non può sbagliare. Non può, non deve [...] sempre qualcuno pronto ad approfittare di un [...] un suo cedimento emotivo, di un suo [...] della [...] stanchezza. [...] scena [...] di ieri a Perugia resterà [...] memoria per la [...] drammaticità. [...] Coppi, il legale di Andreotti, [...] in-calza il pentito, e lo fa con un gusto, [...] un accanimento impressionan-ti. [...] ci dica, lei [...] tentò il suicidio? Fu [...] di sui-cidio, [...] Lei voleva davvero morire, [...] E per quale moti-vo? E [...] domenica ha incontrato qualcuno? Ha [...] giudice? E quale giudice? Non vuole rispondere? Non [...] Ci di-ca. Lui, il collaboratore di [...] chiesto per tre volte al presidente della [...]. È stanco, ha un problema [...] spina dorsale, non può stare seduto più di due, [...] ore, la voce gli [...] «ho quasi [...]. La prima richiesta è [...] ad [...] di Mino [...] e sul presunto mandante (Giulio Andreotti, [...] era il pubblico ministero Fausto Cardella. Eppure, la difesa del [...] «cedimento» di Tom-maso [...] per una vittoria. Che non [...] stata: perché il pentito ha [...] nei dettagli e nello sce-nario, le sue accuse: «Stefano Bonta-de e Gaetano Badalamenti mi disse-ro che [...] fu fatto da loro su [...] dei cugini Salvo e [...] di Andreotti». Un favo-re [...] presidente del Consiglio, che [...] custoditi dal giornalista sul memoriale di Aldo Moro. Non ha perso, [...]. È stato lu-cido, preciso, [...] tutti i paletti necessari per evitare che [...] trasformasse in una battaglia campale, in una [...] totale. Ha sfoderato un solo [...] tirando fuori dalla ta-sca della giacca una [...] lui, il boss Badalamenti e un daino, [...] siamo [...] in Brasile, i due [...] Sicilia infuria la guerra di mafia. Quella foto serve a [...] del pentimento avvenuto [...] il lega-me tra [...] e Badalamenti era solido, [...] e qualche incomprensione: quindi, don Tano non [...] per mentire quando gli raccontò di [...]. Ma, evidentemente, il contenuto [...] conta poco. La di-fesa ha un [...] Tommaso [...] distruggere la [...] immagine, [...] per allu-sioni e interpretazioni, [...] di teoremi, un pentito co-struito a tavolino, [...] sug-geriscono le risposte. Perciò, fa in-tendere Coppi, [...] incontrato con il giudice (il [...] Cardella) prima [...]. Perciò, fa intendere anco-ra Coppi, [...] in una pausa della deposizione il suo [...] Li Gotti. È un attacco violento, [...] di Andreotti. Duro, per certi aspetti [...]. Ma [...] sapeva che sarebbe arrivato. /// [...] /// Del resto, quello di [...] Tommaso [...] è diventato ora-mai uno [...]. Coppi de-ve difendere Andreotti, [...] come può. Ma Domenico [...] esponente di Alleanza Nazionale? Che [...] con il pentito? Perché [...] non piace al mem-bro [...] che pure, ufficial-mente, non attacca il fenomeno [...] qualche gior-no fa, ha [...] ministri [...] e della Giustizia. Chiedeva, il buon [...] deluci-dazione sul viaggio fatto [...] giustizia per venire a depor-re nel processo [...]. Perché un volo di [...] Non [...] mette a rischio, così, la sicurezza di [...] pas-seggeri? Perché [...] viaggia in prima classe, [...] Chi paga quel biglietto? Lo Stato italiano? La [...] è stata catastrofica: [...] ora dovrà cambiare identità. Bruciato il nome di [...] ha viag-giato dagli Stati Uniti [...]. [...] documenti, rischi seri per [...] in-columità; insomma, devono [...] vita. Tutto questo grazie a Domenico [...]. /// [...] /// È il pentito più [...] negli anni, in-finiti esami giudiziari. Anche Giovan-ni Falcone era convinto [...] credibilità. [...] fa paura, oltre che per [...] memoria, anche per la [...] capacità di leggere le vicende [...] Cosa Nostra, di interpretare [...] dei rapporti [...]. Quando ha saputo del [...] Giovanni Brusca, ha detto: «Non sono stupito. /// [...] /// Ma questo pentimento non [...]. Cosa Nostra sta soffrendo [...] dello Stato». Brusca si è pentito, [...]. An-che Badalamenti? «Mai dire mai», [...] detto ieri [...] citando [...] di don Tano. Bruciata [...] di copertura, Tommaso [...] dovrà ora avere un nuovo [...]. Il «merito» è di Domenico [...] An, che in [...] ha parlato del viaggio [...] pentito nei giorni scorsi. Brutti segnali, per il [...]. Vogliono demolire la [...] immagine, distruggere la [...] credibilità. Gli agguati non sono [...]. Lui, intanto, così commenta [...] Brusca: «Cosa Nostra pati-sce [...] dello Stato». /// [...] /// Lui, intanto, così commenta [...] Brusca: «Cosa Nostra pati-sce [...] dello Stato». (0) (0) ![]()
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