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Una grande mostra a Vienna [...] dello «spazialismo» e delle neoavanguardie Lucio Fontana E [...] gesto [...] quasi dalla [...] scomparsa (1968), e approssi-mandosi [...] centenario della nascita (a Rosario di Santa Fé, [...] Argentina, nel 1899), certa-mente Lucio Fontana appare uno [...] esponenti [...] del nostro tempo, e [...] la cui opera è maggiormente documentata in [...] in Italia, a Milano, Roma, e Torino), [...] giapponesi. In particolare per la [...] dopo [...] ha dato vita, fra [...] Cinquanta [...] Sessanta, alle [...] «neoavanguardie», il lavo-ro intimamente [...] Fonta-na ha rappresentato un saliente punto di riferimento [...]. Come del resto era [...] prima per la nuova situazione di ricerca [...] anche in Italia. E ciò in ragione anche [...] una ca-ratteriale generosità [...] per quanto di nuovo si [...] proponendo, in arte quanto altro-ve, nel pensiero scientifico e [...] tecnologica, esattamen-te in una [...] prospetti-va [...] profondamente fidu-ciosa in una trasformazione [...] sostanzialmente «moderna», attualistica, della sensibilità e del modo stesso [...] concepire in imma-gine nuove ipotesi di realtà. Realiz-zando infatti lungo oltre un [...] avventura creativa quello che [...] di Edoardo Persico, uno dei [...] cri-tici attenti al suo lavoro, scrivendo nel 1935 per [...] piccola monografia edita postuma [...] seguente a Milano da Campo Grafico, indicava già come il maggiore, e raggiunto, traguardo [...] «la vita [...] cioè «la capacità [...] viva ed immediata». Ed era [...] del vitalismo inventivo di Fontana, [...] esplicito in un percorso pur ancora breve, [...] configurato in formulazioni assai liberamente differenti quanto [...] lin-guaggio, fra gli estremi poli [...] fi-guratività corsiva concettualmente più [...] sul vivo, [...] del rapporto fra materia [...] invece [...] estrema essenzialità della struttura [...] astrazione del segno nello spazio (come nelle [...] proposi-zioni [...] del 1934). Ma certo [...] di Persico a di-stanza [...] suo insieme [...] comples-sa (vissuta sopratutto a Milano) [...] plasticismo iniziale, nei se-condi anni Venti, in [...] martiniano, tuttavia nel gi-ro di pochissimi anni, [...] i modelli plastici del «Novecen-to», messo in [...] ap-punto di segno, di colore, e di [...] materia plastica (inizialmente sopratutto la terracotta), corre, [...] (gli anni dei «buchi», [...] delle «pietre»), fino [...] essenzia-lità del «taglio» su [...] analogica mec-canica delle «ellissi», [...] e sempre monocrome sculture [...] tren-ta, [...] dopo. E in questo senso [...] che Fontana sia stato un erede, del [...] del Futurismo italia-no: e di fatto esattamente [...] creazionismo immaginativo di un Balla, che non [...] di conflittualità della realtà urbana e sociale [...] di Boccioni (ri-cordato già nel [...] Blanco, da Fontana sollecitato [...] 1946, a Buenos Aires, e premes-sa dello Spazialismo [...] teorizzato, al ritorno in Italia, a Mila-no, [...] 1947). Nella [...] lunga vicenda creativa, dagli [...] Venti [...] buona parte dun-que dei Sessanta, e nel [...] formulazioni sempre tese nel senso del rischio [...] tutto radicalmente avven-turato in modi innovativi, ma [...] cul-turalmente quanto umanamente, Fontana quindi rappresenta quasi [...] artistica del nostro tempo. Per la propria smaliziata [...] anche su una tradizione paterna di solido [...] (ma ben presto mes-so in gioco, altrettanto [...] le prime stimolanti influenze formati-ve, da [...] e [...] ad Arturo Martini) capace [...] anche il rispetto di quanti, ap-poggiandosi soprattutto [...] offerte dalla tradizione, non risultassero altrettanto avven-turati [...]. Del suo lavoro, di [...] due guerre, e poi di pittore e [...] ma da sempre anche di operatore plastico [...] i conti con lo spazio am-bientale, sia [...] sia creando propri «ambienti», una grande antologica [...] il 25 settembre a Vienna, fino al [...] Museum [...] Ludwig, ricca di ol-tre [...] metà degli anni Venti a metà dei Sessan-ta [...] in ceramica, di-pinti, disegni). E che, come quasi [...] di sintesi esposi-tiva, pur se pone soprattutto [...] qualità della misura «opera», accenna co-munque anche [...] maggio-re complessità e articolazione del suo operare, [...] ap-punto con lo spazio ambiente. Ospitando infatti due significative [...] grande, liberissimo arabesco di neon posto sopra [...] Triennale milanese del 1951, dialogando con [...] degli architetti Lucia-no [...] e Marcello Grisotti; e [...] labirinto radicalmente bianco, realizzato da Fontana [...] 1968 (dunque appena qualche [...] scomparsa) in «Documenta 4», [...] con la collaborazione [...] Aldo [...]. E per comprendere la [...] di Fontana occor-re riferirsi appunto alla misura [...] una pratica del rapporto spaziale, instaurata nel [...] fin dal 1930 [...] progetto di una fontana [...] Giuseppe Grandi, per Milano; e sviluppato lungo gli [...] Trenta [...] importanti collabo-razioni con architetti [...] da [...] ai [...] ad Albi-ni, Gardella, Minoletti, Palanti, Ro-mano [...] ricostruite nel re-cente volume di Paolo Campiglio, Lucio Fontana. /// [...] /// La scul-tura architettonica negli [...] Tren-ta, [...] Nuoro, 1995). Ma ambito [...] che dopo il secondo [...] 1947, acquista ancor maggiore consistenza, colla-borando con [...] e [...] nuovamente in più occasioni [...] come con Parisi, con [...] Castiglioni, [...] con i Monti. Tuttavia Fontana in più [...] dal 1949, propone anche appun-to propri «ambienti [...] pongono storicamente [...] della tipologia [...] ambien-te», così largamente praticata [...] degli ultimi de-cenni. La [...] proiezione immaginativa «spaziale» aspirava concettualmen-te [...] infatti costantemente le proprie opere «concetto spazia-le») ad una [...] dimensione cosmica. E le sue operazioni [...] «tagli», di «squarci», praticati sulla superficie pittorica, [...] rappresentazione emblematica: quasi come di un liberatorio [...] attraverso un diret-to esercizio di manualità, di [...]. E Fontana era naturalmente [...] spaziali. A propo-sito della prima uscita [...] dalla navicella spaziale mi scriveva, [...] 1964: [...] il faggio rosso è stupendo! Aperta a Vienna al Museum [...] Lu-dwig, una grande esposizione [...] dei caposti-piti delle neoavanguardie. Dalle esperienze plastiche e [...] Venti, alle movenze spazialiste. Un erede [...] del futurismo, che incarnava, come [...] Per-sico sin dagli anni Trenta, una vitalità asseverativa e [...]. Racchiusa in gesti di [...] ed espressiva. /// [...] /// Muore a [...] de «Il silenzio» e [...] «Il [...] Endo, anima cattolica del Giappone È morto [...] di 73 anni, [...] Endo, uno dei maggiori [...] de «Il Samurai» e «Il silenzio». Nella [...] vita e nella [...] opera è stata determi-nante [...] al cattolicesimo, che fu per lui ragione [...] di luce, anche se visse arti-sticamente e [...] sofferto il distacco dal-la religione dei suoi [...]. [...] , che a volte [...] sembrava il suo tratto stilistico. /// [...] /// Virtuoso [...] Endo, uno dei più noti [...] giapponesi è morto ieri a [...] di [...] anni. Fu autore di numerosi [...] di ambientazione storica. Nato a [...] era cresciuto al di [...] paese natale, in Cina. Ma aveva vissuto a [...] Europa, soggiorno che influenzò profondamente la [...] personalità di scrittore, segnata [...] legame con le radici [...]. Nella [...] vita e nella [...] opera era stata decisiva la [...] conver-sione al cattolicesimo. Elemento che si ripercuote con [...] nella [...] narrativa. E i suoi lavori, [...] una marcata ispirazione morale gli erano valsi [...] e [...]. Quattro sono i romanzi [...] Endo: Silenzio del 1959; Vulcano [...] Il samu-rai del 1980; Scandalo del 1986. La scioltezza dei titoli [...] della scioltezza stilistica, per come e quanto [...] occidentali sulla scorta delle traduzioni (i romanzi [...] Endo sono pubblicati da Rusconi). [...] parte, questa asciuttezza che [...] la bruschezza, lo sgarbo, il nessun desiderio [...] ben essere inteso come il li-mite culturale [...]. Endo, nella storia del [...] contributi formali di ri-lievo. [...] considerazione in cui va tenuta [...] opera dipende da un vistoso [...] contenu-tistico: Endo come [...] accennato, era cattolico e non [...] sottrasse mai a questo destino, a questa [...] fede. In Vulcano lo scenario [...] di [...] la città più a [...] isola di [...] ovvero quella la parte [...] Giappone [...] Endo amava in un modo tutto speciale [...] a Nagasaki, altra città [...] il romanzo Silenzio). Ma se lo scenario [...] il fuoco immaginativo e [...] che opera in senso profondo, simbolico, nel [...] vulcanologo Suda e il prete spretato Durand. Suda ha stabilito con [...] rap-porto di pura intensità, di pura passione: [...] lui il cosmo intero, il ciclo naturale, [...]. [...] si è spin-ta fino al [...] va-le a dire [...] individuale. Per Durand, il fallimento consiste [...] peccato, [...] di individualismo, nella man-canza di [...]. Egli non ha cre-duto [...] stesso, ovvero nel-la [...] apocalittica visione del mondo. In [...] del 1985 rilasciata a Renata Pisu, [...] do-manda: «Qual è per voi giappo-nesi la [...] Endo rispose: «essere soli, cioè isolati. Essere dei [...] terribile insulto, come per [...] senza-dio». Renata Pisu replicò: «Siete [...]. In Scandalo torna il [...] costante in tutta [...] a noi nota. Ma il vecchio scrittore [...] è [...] visitato da un personaggio [...] che ha la consistenza di una autentica [...] come se il reali-smo, o il realismo [...] precedenti fossero ormai consu-mati. Il doppio che affligge [...] è uno sviluppo del [...] Endo: [...] che il cat-tolicesimo nasconde [...] il senso della colpa, il senso del [...]. Questo sentimento, così profondamente [...] di-venta alla fine [...] che mette a repentaglio [...] giappone (di cui [...] è, anco-ra una volta un [...]. Come per Mishima, che [...] alla [...] stessa generazione, mae-stri furono gli [...] Oscar Wil-de e Gabriele [...] per [...] Endo, che studiò a Lio-ne, [...] maestri gli scrittori cat-tolici Mauriac e Bernanos. Il cattolicesimo fu per [...] affrancamento e di luce. Ma sentiva di essersi allontanato [...] religione dei suoi padri, dalla [...] sottigliezza, dalla [...] morbi-dezza, dal suo sentimento di [...] vita più grande in questo mondo, in questa vita. /// [...] /// Ma sentiva di essersi allontanato [...] religione dei suoi padri, dalla [...] sottigliezza, dalla [...] morbi-dezza, dal suo sentimento di [...] vita più grande in questo mondo, in questa vita. (0) (0) ![]()
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