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Quando fummo sulla stradetta [...]. Dalla valle di Nizza si [...] improvvisamente una violenta sparatoria. Durò una diecina di minuti, [...] tornò il silenzio. Stringevo il calcio del [...] coraggio. Al limitare della stradetta [...] tana, trovammo il contadino in attesa, confuso [...]. /// [...] /// Ero nel cortile e [...]. Solo dopo, dalle voci, ho [...] che erano ragazzi di [...] ma non potevo più [...] uscire. Nello stesso momento ripresero [...] più vicine. Non [...] tempo da perdere. [...] uno a uno nella tana. Entrai per ultimo. Aiutai il contadino a [...] per [...] di terriccio misto a [...] foglie e quando mi calai dentro sentii [...]. Poi con voce brutale Sergio [...]. Accesi un altro cerino [...]. Erano nove, tutti ragazzi [...] inferiore ai sedici anni. Nessuno deve sapere che [...]. Nessuno si muova, nessuno [...]. Accesi un altro cerino [...] Sergio di collocare ì ragazzi sul [...] do e che si [...] loro. /// [...] /// Sentii nove tonfi sordi [...]. Poi Sergio stese una coperta, [...] Costa a sdraiarsi s Io coprì con la [...] giacca. La febbre gli faceva [...]. Farò il mio turno [...] domani. Dissi a Sergio che [...] lui. Non si sentiva più [...]. Solo il battito leggero [...] fascine sopra la tana. Il buco era tagliato [...] anche se avesse piovuto più forte l'acqua [...]. Quante perdite avevamo avuto? Cosa [...] alle popolazioni? Pensai alla [...] mia bambina spaurita tra [...]. II cuore sobbalzava e [...] la pipa fino a [...] entrare nel legno del [...]. Quella era la prova [...]. Da partigiani a talpe. Una guerra senza occhi [...]. /// [...] /// Non vidi spuntare [...] nè ti " [...] Ci scosse il rombare [...] si fermò sulla strada proprio di fronte [...]. Due urli in tedesco [...]. Poi sentimmo battere colpi [...]. Era certamente quella della [...]. Dopo pochi istanti scoppiò [...] di un bambino. Dissi a Sergio [...] ogni movimento ai ragazzi, [...] fino alla apertura per tentare di vedere [...]. [...] una voce che parlava italiano [...] I banditi [...] questa zona. /// [...] /// Non possono essere andati [...]. /// [...] /// Tornò il silenzio per [...]. Poi sentii una voce di [...] implorante: [...] Noi siamo stati sempre tappati [...] casa per paura degli spari. Non abbiamo visto nessuno. Riconobbi anche la voce [...] stava nella casa dirimpetto alla tana. Assieme a quello che ; [...] aveva [...] era [...] conoscesse [...] tana dove stavamo rinchiusi. Una voce secca [...] conoscete [...] rispose il contadino. La donna levò strida [...]. [...] dov'è nascosto e se non [...] le frustate facciamo fuoco. Mi sentii perduto. Macchinalmente avevo afferrato il [...]. Il contadino continuò a [...]. Una voce urlò ancora [...]. Non Disegni di Aldo [...] più piangere nè urlare. Partirono le moto e [...]. Dalla fessura intravvedevo soltanto [...] mezzo alla strada. Non [...] che da aspettare. Costa ogni tanto mi [...] mano che bruciava per [...]. Quanto avremmo dovuto stare [...] Costa avrebbe resistito? E quei ragazzi? Sergio [...] a lungo a [...] tacere e a [...] immobilizzati? r. Dopo tre giorni e [...] ancora là dentro sotto Ì battiti concitati [...]. Nel buio quasi completo di [...] giorno come di notte ; ognuno seguiva [...] come uno spettro. Eravamo allucinati dalla tensione, [...] sete. Non si muoveva quasi [...] lo divorava. Sergio gli aveva legato [...] un fazzoletto perchè non : si sentissero [...] di tosse. SÌ stava quasi sempre [...] e Sergio costretti ai turni di guardia [...]. Le parole che ci [...] il timbro opaco dei moribondi. I ragazzi stremati dal [...] fame, [...] della tana, giacevano sul [...] tanto accendevo un cerino per sincerarmi che Costa [...] vivo. Bisognava davvero avere dentro [...] che non fosse il coraggio. Uno dei ragazzi si [...] fondo e mi cadde addosso come un [...]. Gli alzai la testa, Io [...] fai? Cosa vuoi? [...] sete, non resisto più. [...] uscire o [...]. Aveva la voce rantolante. Accesi un cerino e [...]. [...] pallido come fosse di cera, [...] occhi spenti. Lo accarezzai con [...] che si ha per [...]. Sentii la [...] mano che si stringeva alla [...] e il suo viso bagnato di [...] . Era riuscito a reagire. AI mattino del quarto [...] dal torpore un grido: « Arriva la Muti! Anche Costa aveva alzato [...]. Con un filo di voce [...] a [...] Stai calmo, non lasciarti prendere [...]. Non avevo più paura [...] solo di morire asfissiato. Mi sentivo morire senza [...] fare un gesto, senza [...] chiedere aiuto. Fui riscosso da quella [...] voce rabbiosa che urlava: [...] Ora li scoveremo tutti. Finalmente sono arrivati i [...] staneranno questi banditi anche dalle [...] dove si sono cacciati. Dalla feritoia riuscivo ad intravvedere [...] pezzo di [...] sgombra. Ero ancora aggrappato alla [...] distintamente frusciare un passo tra [...] e le foglie secche [...]. Udimmo una voce di donna [...] I soldati sono andati tutti [...] Noche per attendere i cani che devono arrivare da Nizza. Mio papà mi ha [...] sopra la tana un po', di ammoniaca [...] non ; sentiranno più odori. Dopo poche ore, cani e [...] . Alla quarta notte non [...] rumori, nè urla tedesche, nè il passo [...]. Forse avevano spostato altrove [...] il posto di blocco. Decidemmo di uscire dalla [...]. Sergio avrebbe dovuto saltare [...] che io avessi fatto la strada e [...]. Appena uscii [...] fredda della notte e staccai [...] mani [...] . Non avevo più [...] la forza di rialzarmi come [...] avessi : avuto le gambe tagliate da una raffica. Ero caduto accanto ad una [...]. Immersi le mani in [...] e mi bagnai il viso. /// [...] /// Soltanto bagnando con l'acqua [...] ognuno, riuscii a [...]. Non riusciva a stare [...] a riprendersi neppure quando gli bagnai il [...]. Scottava ancora per la [...]. [...] da una parte e [...] Sergio ed [...] io, riuscimmo a : salire [...] alle prime case del paese. /// [...] /// Nel gran silenzio della [...] il nostro ansimare. Unico segno di vita, [...] colline di Vinchio, il rauco abbaiare di [...] -v-, Ci fermammo esausti contro il muro [...] immette [...] strada della, frazione. Costa si lasciò cadere [...] muro. Prendemmo un po' di [...] Sergio si aggiustò Costa sulle spalle [...] davanti per cercare un [...] dal freddo. Sotto il porticato della [...] un po' di paglia. Ci buttammo sopra come [...] chilometri. Venne [...] più lenta che avessi mai [...]. Battemmo alla prima casa, [...] e poi ancora ad [...]. Nessuno voleva aprirci. Con i volti sofferenti, [...] la porta in faccia. Sergio aveva ritrovato la [...] baldanza: [...] o con le buone o [...] le cattive -troverò qualche cosa da mangiare. Se hanno paura dei [...]. Aveva trovato pane e [...] Costa, mezza bottiglia di latte. Intanto la luce del [...]. Bisognava trovare un nascondiglio. /// [...] /// Allora trascinammo Costa in [...] e ci acquattammo accanto a lui. Sergio trovò anche una coperta [...]. Il freddo ci mordeva [...]. Col giorno [...] pure la coltre di [...] unico alleato. Poi si sentirono colpi [...] muggiti di buoi. Sentimmo un ragazzetto tornare [...] strada e gridare sulla porta di casa: [...] Tornano [...] tedeschi! Si tratta di un [...] che ripercorre [...] drammatica, pratica e ideale, [...] e insieme di una generazione, passati attraverso [...] fascismo e la presa di coscienza della Resistenza. Nel libro Davide Lajòlo narra [...] una storia personale [...] con quella. L'autore, che non abbiamo [...] -ai [...] nostri lettori -per la [...] giornalista e di dirigente politico, ha riscosso [...] di Cesare Pavese, « Il vizio assurdo [...]. /// [...] /// L'autore, che non abbiamo [...] -ai [...] nostri lettori -per la [...] giornalista e di dirigente politico, ha riscosso [...] di Cesare Pavese, « Il vizio assurdo [...]. (0) (0) ![]()
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