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Cultura Michelangelo Antonioni ripreso [...] in una toto di alcuni anni fa. A sinistra [...] più recente del [...] grande cineasta compie ottant'anni Li [...] con un libro e una prova [...] per [...]. A Parigi era al convegno [...] alla [...] opera così [...] di [...] PARIGI, [...] onorato e riverito. [...] a Parigi per i [...] ricevuto un omaggio grande e sincero, come [...] culturale della capitale avesse voluto colmare un [...] posto tra i lumi [...] dagli occhi [...] e attenti, che gira [...] Enrica e si «lodo [...] (ila In alto nel [...] Auditorium [...] accolto da un applauso [...]. Giovani, tantissimi [...] a [...] Alain [...] immobilizzato sulla sedia da [...] ma Indetta lombaggine. Ma non ò [...] che si celebrano gli [...]. [...] fatto lo [...] annunciando di volò fare [...] Antonioni protagonista, ielle vesti di un ufficiale [...] perchè custode di un segreto. Esiste (là il titolo: La [...] Il cartello della traduzione e II cast degli [...] ancora completati. Nil [...] convinto a fare un film [...] storia scritta da me. Quando ci vedemmo gli [...] prima scoria vedevo questo e quello. Ah, noi, mi disse. Tu scrivi la storia [...] lo faccio lo». [...] Paolo Fabbri, direttore [...] di cultura italiana a Parigi, [...] I suo libro A volle si fissa [...]. Ma [...] più bella e viva [...] quel pubblico giovane che venerdì e sabato [...] le poltrone [...] bevendosi con appassionata ingordigia [...] che si susseguivano tra una proiezione e [...]. [...] ci ha messi tutti [...] Antonioni è enigmatico, o quantomeno problematico. Perchè i suoi film [...] senso, ma mille, e non per caso Roland [...] se ne invaghì perdutamente, I [...] nostro sono mille porte aperte, e se [...] dello stesso film è come se ne [...] diversi, E guai ai [...]. Il creatore -diceva Roland [...] -non è qualcuno che [...] qualcuno che pone domande, È Antonioni, [...] della [...] lunga vita. Di Antonioni moderno, della [...] parlato Alain [...] cineasta egli stesso e [...] Lione. Al centro della [...] ricerca non è in [...] Antonioni [...] ma proprio questo gli [...] cogliere una diversità essenziale, [...] dice che tra i [...] sono che sei anni di differenza, ma [...] che corrispondono esattamente alla durata della guerra. Rossellini comincia a far cinema [...] sotto le bombe e tra [...] e sangue. Antonioni aspetterà il [...] per il suo primo [...] avesse voluto che trascorresse e decantasse Il [...]. È un po' il [...] è per questo che [...] cinema come se Roma città aperta non [...]. Non è il neorealismo [...]. Cronaca di [...] più [...] Kane, più Orson Welles, di Rossellini. Antonioni si guarda dentro, [...] di dimenticare, facoltà tutta nuova in [...] di anni Cinquanta. Ma di Antonioni hanno [...] Alberto [...] critico e saggista, [...] docente di estetica a [...] Carlo di Carlo, critico [...] Jacques Aumont, docente alla [...] Gianni [...] critico e regista, André S. [...] regista, Joelie [...] psicanalista, Vittorio [...] Fabbri, [...] e direttore [...] culturale italiano, Lorenzo Cuccu, docente [...] Storia [...] a Pisa. Hanno indagato sul rifiuto [...] sulla scrittura poetica degli enigmi in [...] o in Ritorno a Lisca Bianca, [...] del colore a partire da Deserto rosso [...] di pittore di cui ha dato prova Antonioni, [...] come «scienza degli effetti» (Edgar A. Poe) di cui hanno [...] Antonioni e Welles cotone nessun altro, [...] della macchina da presa [...] personaggi come se li seguisse distrattamente, dilato, [...] ai minimi dettagli. Come dicevamo, Antonioni regista [...] sul tavolo [...] che alla fine ce [...] intero e ben vivo. Il maestro, ieri mattina, [...] salutava [...] fila con un allegro [...] sinistra [...] che sul palco continuava [...]. Avevano passato qualche giorno [...] Taormina e [...] ci teneva a rassicurare [...] stati ogni giorno al cinema fino [...] di notte, non ha [...] presenza e vivacità, altroché malato. Cento, mille di questi [...]. Le dico subito: la [...] e la più [...] la fragilità. /// [...] /// Proprio perché tu sei [...] tua opera è aperta al Moderno. Molti prendono il Moderno [...] di combattimento levata contro il vecchio mondo, [...] compromessi; ma per te, non è il [...] una facile opposizione; anzi, al contrario, Il Moderno [...] difficoltà attiva di seguire il mutare del Tempo, [...] solamente a livello delia grande Storia, ma [...] piccola Storia di cui è misura [...] di ciascuno di noi. Cominciata [...] guerra, la tua opera si [...] cosi rivolta, di [...] In momento, seconda un doppio [...] di vigilanza, al mondo contemporaneo e a te [...] ognuno dei tuoi film è [...] a livello personale, [...] storica, [...] cioè di un problema vecchio [...] la formulazione di una [...] il che significa che tu [...] vissuto e trattato la storia di questi ultimi [...] con [...] non come la materia di [...] riflesso artistico o di un impegno Ideologico, ma come [...] sostanza [...] tu dovevi captare, di opera [...] opera, il magnetismo. Per te, il contenuto [...] sono storici allo stesso modo; i drammi, [...] detto, sono [...] psicologici e plastici. Il sociale, il narrativo, [...] sono che. Per essere precisi, contrariamente [...] non evolve; come uno [...] molto sensibile, egli percorre [...] Nuovo che la propria storia gli presenta: [...] non è un riflesso fisso, ma una [...] passano, secondo [...] dello sguardo e le [...] le figure del Sociale o del Passionale, [...] Innovazioni formali, dal modulo narrativo [...] del Colore. La tua Inquietudine per [...] non è quella dello storico, [...] politico o de) moralista, ma piuttosto quella [...] che cerca di [...] punti precisi II mondo nuovo, [...] ha voglia di quel mondo e vuole [...] parte. La vigilanza [...] che è la tua, è [...] vigilanza amorosa, una vigilanza del desiderio. Chiamo saggezza [...] non una virtù antica, ancor [...] un discorso mediocre, ma, ai contrario, quel sapere morale, [...] di discernimento che gli permette di non confondere mai [...] senso e la verità. Quanti crimini [...] non na commesso in [...] Verità! Quante guerre, repressioni. Non tutti gli artisti, [...] saggezza: alcuni ipostatizzano il senso. Tale operazione terroristica generalmente [...]. Cosi, quando dichiari (in [...] Godard): «. Provo il bisogno di [...] in termini che non siano affatto realistici», [...] corretta , [...] del senso: non lo [...] lo abolisci. Tale dialettica conferisce ai tuoi [...] (uso ancora lo stesso [...] una grande sotti-gliezza. E proprio in questo [...] il compito [...] di cui il nostro [...] né dogmatico, né insignificante. Cosi, nei tuoi primi [...] romani o sulla fabbricazione del rayon a Torviscosa, [...] critica di [...] sociale vacilla, senza [...] meno, a vantaggio di [...] patetico, più immediato, dei corpi al lavoro. /// [...] /// Infine -per non farla troppo [...] -i tuoi ultimi film portano [...] crisi del senso nel cuore [...] degli avvenimenti [...] up) o delle persone (Professione; [...]. In fondo, nel corso [...] c'è una critica costante, dolorosa ed esigente [...] di quella traccia profonda del senso che [...]. Questo vacillare -preferirei dire [...] questa sincope del senso -segue vie tecniche, [...] piani, montaggio) che non spetta a me [...] ne ho la competenza; sono [...] mi sembra, per dire [...] la tua opera, al di là del [...] gli artisti del mondo contemporaneo: tu lavori [...] il senso di ciò che [...] dice, racconta, vede o [...] sottigliezza del senso, questa convinzione che il [...] ferma grossolanamente alla cosa detta, ma si [...] lontano, ammaliato dal [...] è quella, credo, di [...] il cui oggetto non è questa o [...] quello strano fenomeno che è la vibrazione. [...] rappresentato vibra, a scapito [...]. Penso alle parole del [...] «Il quadro è finito [...]. Penso a Matisse che [...] dal suo letto, e si mette a [...] po', i vuoti tra i rami, e [...]. Matisse scopriva cosi il [...] che vuole sempre dipingere il vuoto, o [...] raffigurabile in quel raro [...] il pieno della [...] identità cade bruscamente in [...]. In un cerio modo [...] è an-ch'essa [...] (dì questo [...] potrebbe essere la stupefacente [...] dunque, in un certo modo, la tua [...] qualche rapporto con [...]. Proprio ti tuo film [...] Cina [...] ha fatto venire la voglia di fare [...] e se questo film è stato [...] respinto da coloro che [...] come la [...] forza d'amore superiore a [...] perché è stato giudicato secondo un riflesso [...] non secondo [...] di verità. [...] è senza potere, ma ha [...] qualche rapporto con la verità; la [...] opera, sempre allegorica se è [...] grande opera, la coglie di striscio; il suo mondo [...] una verità tangenziale [...] de la ver [...]. Perché questa sottigliezza del [...] Precisamente perché il senso, non appena viene [...] non appena cessa di essere sottile, diviene [...] posta nel gioco dei potere. Assottigliare il senso fino [...] dunque [...] politica seconda, come lo [...] che tende a sbriciolare, a turbare, a [...] del senso. Il che non è [...]. Cosi la terza virtù [...] parola «virtù» nel senso latino;, è la [...] non è mai sicuro di vivere, di [...] ma seria: può essere spazzato via. La prima fragilità [...] è questa: egli fa [...] mondo che cambia, ma anche lui cambia; [...] per [...] è vertiginoso; poiché non [...] I opera che propone è prodotta dal [...] o dal cambiamento [...] propria soggettività. Tu sei sempre stato [...] relatività del Tempo, quando dichiaravi, per [...] in [...] «Se le cose [...] parliamo oggi non sono [...] parlava-mo subito dopo la guerra, significa in [...] mondo [...] a noi è cambiato, [...] noi siamo cambiati. Le nostre esigenze, i nostri [...] i nostri temi, sono [...]. La fragilità [...] è quella di un [...] afferra [...] a mano a mano [...] suo cammino e nella [...] opera; è un dubbio [...] perché [...] non sa mai se [...] dire è una testimonianza veritiera sul mondo [...] cambiato, oppure il semplice riflesso egoistico della [...] del proprio desiderio: viaggiatore einsteiniano, non sa [...] il treno che si muove o lo [...] testimone o uomo di desiderio. Un altro motivo di [...] per [...] la fermezza e [...] dello sguardo. Il potere, qualunque esso [...] violenza, non può guardare; se guardasse un [...] (un minuto di troppo), perderebbe la [...] essenza ai potere. /// [...] /// Quello che tu aggiungi [...] comune a tutti i cineasti, è il [...] guardare le cose, radicale fino al loro [...]. Da una parte tu [...] ciò che, dalla convenzione polìtica (ì contadini [...] convenzione narrativa (i tempi morti dì [...] non ti era stato [...] parte il tuo eroe [...] che guarda (fotografo o reporter), fiche è [...] più a lungo del richiesto (insisto su [...] disturba gli ordini stabiliti, quali che siano, [...] cui, dì solito, il tem-po stesso dello [...] dalla società; da cui, quando l'opera sfugge [...] la natura scandalosa di certe fotografie e [...] non i più indecenti o i più [...] «posati». [...] è dunque minacciato, non [...] costituito -il martirologio degli artisti censurati dallo Stato, [...] il corso della Storia, sarebbe di una [...] anche dal sentimento collettivo, sempre latente, che [...] benissimo fare a meno [...] è sospetta perché disturba [...] sicurezza dei sensi stabiliti, perché è nello [...] e gratuita, perché la società nuova che [...] attraverso regimi molto diversi, non ha ancora [...] pensare, cosa dovrà pensare del lusso. Caro Antonioni, ho cercato [...] mio linguaggio intellettuale le ragioni [...] di te, al di [...] uno degli artisti del nostro tempo. Non si tratta di [...] tu lo sai; poiché quella di essere [...] una situazione non più sostenuta dalla bella [...] grande funzione sacra o sociale; essa non [...] serenamente posto net Pantheon borghese dei Fari [...] opera, dover affrontare in se stessi quegli [...] moderna (dal momento che non siamo più [...] la stanchezza ideologica, la cattiva coscienza sociale, [...] disgusto [...] facile, il tremito della [...] che lacera [...] tra solitudine e [...]. Bisogna dunque che tu [...] questo momento tranquillo, armonioso, riconciliato, in cui [...] è [...] per riconoscere, ammirare, amare [...] Poiché domani ricomincerà il duro lavoro. Dallo «Sceicco bianco» alla «Ciurma» [...] i progetti mai realizzati E se avesse girato quegli [...] film nel [...] «Un film non impresso sulla [...] non esiste. Con queste parole, nel [...] Michelangelo Antonioni conclude la prefazione «in negativo» a [...] sceneggiatura pubblicata da Einaudi. Ma se i copioni [...] lo saranno anche i soggetti mai realizzati? Tutt'altro: [...] filmografia parallela, quella delle opere rimaste forzatamente [...] illuminante di quella effettiva. Si potrebbe anzi pensare a [...] sorta di realta vir-tuale, una realtà capace comunque di [...] sognare. Che poi al sogno [...] meschinità di produttori, immaturità del pubblico o [...] di varia natura, questo è un altro [...]. Avviamo allora il «come [...] a immaginarci che cosa sarebbe stato non [...] regista bensì anche di un certo cinema [...] i vari progetti accantonati avessero preso vita. Il suo primo film [...] al 1949 o [...] Lo sceicco bianco. Avete letto giusto: non [...] di [...]. Già autore del documentario [...] menzogna, dedicato al mondo [...] Antonioni elabora sul tema una «struttura piuttosto libera» [...] dalla realtà. Poi, mentre attende il [...] Carlo Ponti, gli capita dì ammalarsi e [...] il soggetto per due lire. Di mano In mano [...] che [...] storia differisca molto, arriva [...] un bozzetto di caratteri, [...] allegra ora amara, anziché uno spaccato sociale [...] accusa lo sfruttamento delle illusioni sul duplice [...] e del pubblico (qualcosa che poi, trasposto [...] Cinecittà, emergerà da La signora senza camelie). Che ne sarebbe stato [...] Avremmo avuto I vitelloni [...] La stradai Che ne sarebbe stato di Antonioni? Avrebbe [...] volo in anticipo o sarebbe stato fagocitato [...] degli anni 50, tra storie dal vero, [...] un po' di folklore romanesco? Forse questi [...] fugati da Stanotte hanno sparato, un soggetto [...] ferrarese scrive nello stesso 1949 (verrà pubblicato [...] «Cinema Nuovo» nel 1953) e che viene subito «sconsigliato» [...]. Giulia assiste a un [...] poi casualmente conosce un giovane testimone dello [...] un gioco di mezze ventà e di [...] ambiguità e tradimenti (il mondo, trattato con [...] degli omosessuali: di [...] presumibilmente, le [...] censorie), sinché un nuovo [...] -questa volta «preparato» da Giulia, questa volta [...] fine alla vita del giovane. Il «se», in tale occasione, [...] più che la [...] regista (ma nel soggetto [...] possono leggere [...] ben più lar-della società italiana: [...] quale, almeno per il cinema, i «diversi» erano disegnati [...] ben altri toni. Nei primi anni 50 [...] de le allegre ragazze del [...]. II soggetto (pubblicato nel [...] «Cinema Nuovo») Introduce nella filmografia di Antonioni [...] non gli è insolita (il sensibile, palpabile [...] e un tema che gli è caro [...] gruppo tra «donne sole», quasi ascendenti de Le [...] risolti però in toni di commedia, come [...] è capitato. Concepito a colori («delicati [...] ma rotti ogni tanto [...] e si pensa a [...] de il deserto rosso), Le [...] del [...] è definito dallo stesso [...] fresco, ridente, un po' romantico, con quel [...] e di malinconia che suscitano oggi le [...]. Non sapremo mai perché [...] voluto: [...] dei riferimenti al fasci-smo [...] è il delitto Matteotti) in [...] che già vuole dimenticare [...] annacquamento [...] (la vita vi ha [...] politica) in [...] che ancora si impone [...] (scritto in collaborazione con [...] Tonino Guerra e pubblicato nel 1963) non ha [...]. Figurarsi: parla dei campi [...] della odissea del [...] a casa dei prigionieri [...] sorta di Grande illusione. Siamo [...] del boom, non nella Francia [...] Pronte popolare. Allora che resti nel [...] è un nostalgico romanzo [...]. Occorre attendere il 1975 [...] Professione: [...] per imbattersi finalmente in una specie di [...] rivisitato. E però a [...] opera, quel [...] (1966) cosi «tecnicamente aspro» (almeno [...] gli spettatori del tempo), che segue -nella filmografia ideale -Tecnicamente dolce, progetto talmente sentito (vi si parla di una [...] «fuga dalla civiltà» verso la foresta amazzonica) da subire [...] serie di [...] da diventare una sorta di [...] (o di [...] e da [...] una pubblicazione in volume a [...] sempre presso Einaudi, nel 1? Accorre a [...] o ad aprire strade [...] italiano? [...] vale il discorso alla [...]. Più o meno nello [...] metà degli anni 70 -Antonioni si imbatte [...] Italo Calvino, Il racconto è II viaggiatore notturno [...] uomo che litiga al [...] propria amante e poi però decide di [...] di persona in una lontana città, sul [...] triplice viaggio: realistico, della [...] e immaginario, quasi una [...] Avventura). Come sempre, [...] scrittore (già, tenace avversario [...] Le [...] non collabora o sì nega, tanto che [...] fra cinema e letteratura -cosi raro nel [...]. Quel bowling sul Tevere [...] fieri, [...] più «chiacchierato» [...] Tre uomini in mare, Quattro [...] mare, The [...] La ciurma. Se ne parla, appunto, [...] anni; dieci anni fa, come cinque, come [...] dà per imminente [...] delle [...]. [...] degli uomini e del [...] ogni avvio. Ma da allora Antonioni, [...] si esibisce In proposte. In quella stessa seconda [...] 70 un quotidiano milanese non lascia passare [...] qualche progetto dei nostro regista: si chiamano, [...] po' ingarbugliato, Cronache di amori ferraresi, [...] aereo, // mondo è [...] Mentre le facce parlano. Sono, soprattutto, segnali lanciati a [...] mondo che cambia [...] e al quale il regista [...] II [...] o di [...] spossessato [...] mai) rivolge un appello. /// [...] /// [...] film di Antonioni non è Identificazione di [...] donna (1982) ma un [...] Sotto il vestito niente. Lo sappiamo: lo ha [...] Vanzina che non è Steno, ha avuto persino [...] i poveri dì spirito [...] cui è pieno II [...]. Ma come (o come) [...] soggetto dì eleganze e turpitudini, di parvenze [...] vecchio regista che con [...] aveva già «denudato» il [...] moda? Non lo sapremo mai. Sappiamo solo che il [...] In [...] avrebbe forse da lui [...] per essere tramandato ai posteri. /// [...] /// Sappiamo solo che il [...] In [...] avrebbe forse da lui [...] per essere tramandato ai posteri. (0) (0) ![]()
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