Con questa impostazione Ferroni si [...] sia una uscita morale dagli aspetti narcisistici dello scrivere, [...] una conferma tragica insita nella scelta propria del vivere [...] letteratura, che abdica da risultati concreti [...] individuale, finita, per saggiare un [...] verso [...] di cui sembrano fare le [...] le due individualità storiche che si confrontano attorno [...] letterario, [...] e il lettore: «Allo scrittore [...] sottratta ogni identificazione tra la vita e [...] ogni riconoscimento della propria vita [...] della propria opera: la [...] sola felicità si riconosce nella [...] nel rapporto con ciò che è stato nel passato [...] nello sforzo mai concluso di uscire dalla situazione presente, [...] del rumore della vita» (66). In luogo della [...] testuale si pone un continuum [...] «il rifiuto della chiusura del testo dovrà suscitare una [...] risoluta attenzione ai dati individuali della realtà fisica e [...] degli eventi [...] e alla casualità del [...] ai modi e ai luoghi [...] cui i testi tracciano la coscienza e [...] di tutto ciò» [...]. Uno dei paradossi della [...] nel porsi come limite e decostruzione delle [...] quando essa sembra contribuire a [...] di nuove; e viceversa. Per questa via si [...] del limite di ogni attività umana, della [...] opera, del legame tra il [...] e la morte [che] [...] con [...] che ogni progetto ha [...] approdo nel fallimento, che ogni impresa è [...] la costruzione di un futuro crollo» (24). In queste parole cogliamo [...] della letteratura di Ferroni [...] una delle parti più caduche del libro, [...] uno sforzo volontaristico e, forse, di nuovo [...] la tragicità di cui sopra); sia il [...] della debolezza del pensiero [...] ambiente nel quale tutti, magari controvoglia, siamo [...]. Come qualcuno ha con [...] (Ceserani), [...] in questo libro e [...] coeva il segno di una sensibile elaborazione [...] forse traumatica da un [...] e collettivistico, che aveva dettato la meccanica [...]. [...] di Ferroni (indecisa su un [...] che porta a due esiti diversi) gli consente comunque [...] rileggere e gettare uno sguardo [...] come pochi oggi sono in grado di fare, sui [...] fenomeni letterari, [...] appunto la parzialità e la [...] di [...] verso un più completo orizzonte, [...] «ecologia» globale della letteratura, come egli [...] definita (e si vedano allora [...] che sono da serbare alla memoria, come quelle sul [...] sulla nozione di classico, sugli incipit e gli explicit [...] opere, sulla tradizione, nata [...] e sviluppata [...] di una catastrofe», quella della [...] antica). ///
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[...] di Ferroni (indecisa su un [...] che porta a due esiti diversi) gli consente comunque [...] rileggere e gettare uno sguardo [...] come pochi oggi sono in grado di fare, sui [...] fenomeni letterari, [...] appunto la parzialità e la [...] di [...] verso un più completo orizzonte, [...] «ecologia» globale della letteratura, come egli [...] definita (e si vedano allora [...] che sono da serbare alla memoria, come quelle sul [...] sulla nozione di classico, sugli incipit e gli explicit [...] opere, sulla tradizione, nata [...] e sviluppata [...] di una catastrofe», quella della [...] antica).