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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 827702207.

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Il fenomeno si diffuse in [...] altre [...] fino alla [...] Congresso federale degli Usa stabilì [...] uno dei requisiti per far parte [...] era che le costituzioni dei [...] stati [...] dei cittadini. In Svizzera fu Napoleone Bonaparte [...] nel 1802 la [...] referendaria «naziona-le» della Svizzera [...] il suo progetto di [...]. Tutte le urne [...] In Svizzera, dal comune [...] confederazione, partiti, uomini politici e isti-tuzioni hanno [...] -facendo di neces-sità virtù -con i [...]. Lo stesso vale per [...] le istituzioni di gran parte degli Stati Usa. Nelle altre demo-crazie in [...] al voto referendario è prestabili-to da norme [...] Costituzio-ne, [...] è ad esempio in Au-stralia (44 quesiti [...] quesiti) e in Irlanda (18 quesiti), per [...] esperienze numericamente più significative. [...] esperienza molto significati-va e controversa [...] del fenomeno referendario risalgono alla Rivoluzione. Ma ci sono significative [...] in assenza di qualsiasi norma costituzionale, come [...]. In alcune democrazie il [...] tutto assente: è il caso della Germania [...] così come [...] del Giappone o [...] se pensiamo a democrazie [...] non occi-dentali. Le «materie» oggetto del [...] Ci [...] materie che si presta-no meglio di altre [...] al voto referenda-rio? Sicuramente non do-vrebbero mai [...] questo tipo di votazione decisioni lesive dei [...] religiose così come delle minoranze etni-che, linguistiche [...]. Per il resto la [...] votate è amplissima. In [...] ci sono volute tre consulta-zioni [...] imporre il cambio della legge elettorale (da una formula [...] una proporzionale). Negli anni [...] un tema ricorrente fu quello [...] legislazione [...] contro [...] di [...]. I numeri dei referendum [...] Nella maggior parte delle [...] sporadico se non ra-ro. In Svizzera e in [...] Usa il fenomeno è estrema-mente intenso: solo a [...] Svizzera i quesiti sottoposti al voto [...] sono stati 437 (dal [...]. In Svizzera si vota an-che [...] volte [...] su uno o più quesiti: [...] quesiti nel 1990; 4 nel [...] 16 nel 1993 e così [...]. Negli stati Usa si vota [...] per elezioni e [...] per il Presidente degli [...] Stato della California e per [...]. [...] diritto civile [...] di Roma, è un referendario [...] eppure nutre molte riserve, anzi e critiche, sulle raffiche [...] referen-dum sparate da Pannella e compa-gni negli [...]. Professor [...] partiamo dal principio. [...] referendum abrogativo è andato a [...] nella Costituzione italia-na? [...] andato perché si riteneva che [...] esserci degli spazi per quella che si usa chiamare [...] demo-crazia diretta, cioè [...] dei cittadini. [...] costruito in modo da non [...] uno strumento plebiscitario. A dif-ferenza che in [...] Paesi [...] è il go-verno o il capo dello Stato [...] chiedere il referendum, come in Francia, ma [...] regionali». Ci sono voluti ben [...] fosse fatta la legge sul referen-dum previsto [...] Costituzione. Perché? [...] proprio il timore del voto [...]. La legge sul referendum [...] in vista del divor-zio. La [...] sapeva che il Parlamento [...] avrebbe approvato il di-vorzio, perciò attivò il [...] di cancellare quella legge. [...] italiana in questo modo. Fino a quel momento la [...] non [...] concesso, come non aveva concesso [...] una serie di altri isti-tuti di articolazione del potere, [...] esempio le Regioni [...] ordina-rio. Non è un caso [...] è an-che [...] in cui vengono istituite [...]. Il referendum è un [...] fuori in un mo-mento di grande liberazione [...]. Il divorzio, le regioni [...] sia pure introdotto con quel secondo fine [...] rivelerà un boomerang per la stessa [...]. Il [...] divorzio, più volte rinviato sarà [...] che determinerà la prima [...] libera uscita [...]. Forse è bene ricordare [...] Re-pubblica italiana nasce con un re-ferendum, quello del [...]. Però fino ad un [...] sono state delle difficoltà, non si voleva [...] ma si voleva che fosse [...] a votare monarchia o Repubblica. Alla fine [...] di [...] i cittadini. In quegli an-ni ci [...] anche da parte degli alleati. [...] che il timore del salto [...] buio avrebbe consentito di mantenere la monarchia. Insomma, [...] e [...] è sempre la speranza che [...] referen-dum serva come strumento di con-servazione. [...] costituente vi furono prudenze da [...] della sinistra. Lo stesso To-gliatti, se [...] ritene-va che fosse basso il numero delle [...]. Einaudi era [...] sarebbero stati chiamati a [...] grande que-stioni. [...] una grande prudenza, insieme alla [...] che il [...]. Il primo referendum è [...] quello sul divorzio. Lo vollero i [...] per abrogare la legge [...] dal parla-mento. Ma ne uscirono sconfitti. Il voto popolare confermò [...]. A questo punto comincia la [...] di cui oggi viviamo non [...] ma sicuramente un forte [...]. ///
[...] ///
Non si vota con le [...] di partito, soprattutto di schieramen-to ma diventava una scelta [...] una questione concreta. ///
[...] ///
Quel referendum apre un [...] civile del paese. Un anno dopo viene [...] diritto di famiglia. Quindi è una legge che [...]. Quel referendum fu seguito, prima [...] poi nel [...] da una grande avanzata elettorale [...] Pci. I referendum poi proseguono. Nel [...] ci sono due referendum [...] respinti: quello sul finanziamento dei partiti e [...] reale (ordine pubblico, [...]. Si votò [...] e il 12 giugno. Questa lamentela di oggi [...] sono stati collocati troppo [...] abbiamo votato tantissime vol-te a giugno, anche [...] senza problemi. E in quei due referendum [...] si è votato con una [...] per cento. Perciò la data non [...]. Se oggi [...] la preoccupazione che la gente [...] vada a votare dobbiamo [...]. Ci arriveremo, ma diamo [...] referendum degli anni ottanta. Si inizia [...] con [...]. Anche [...] il risul-tato [...] quello del mantenimen-to delle conquiste [...]. Quindi i cittadini italiani, [...] un te-ma difficile, si schierano di nuovo [...] libertà. Però già al-lora si avverte [...] scricchiolio [...] referendario. Quella volta si votò [...] fra cui il porto [...] e [...]. In [...] per la pri-ma volta, si [...] quello che si può chiamare [...] traino del re-ferendum più importante, [...]. Per evitare di creare [...] indicarono di votare tutti [...]. E que-sto, per esempio, [...] di consenso anche ad un refe-rendum come [...]. Dopo [...] ci sono i referendum sulla [...] mobile, sul nucleare, ma poi arrivano quelli del [...] quelli sulla caccia e i [...] quorum per [...] validi. Una certa somiglianza con [...] teme oggi. Qual è la [...] «È necessario aprire una parente-si. Da una parte la strategia [...]. [...] quella dei radicali è [...] tipicamente referendaria clas-sica, cioè sì [...] no. Poi, dal 76, diventa [...] a chiedere più referendum e alcune di [...] modifiche importanti della legislazione. Per esempio, per evitare [...] legge dei manicomi, il parlamento approva [...]. [...] quella di provocare referendum per [...] il Parlamento a rifor-mare. Cioè introdurre degli [...] i parlamentari a cambiare. Naturalmente accade che la [...] referenda-rie comincia a produrre effetti di ri-getto [...]. Il caso più clamoroso [...] quando i cittadini non [...] per la caccia e i pesticidi. Già allora dissi che [...] il pericolo di mettere a [...] del referendum. È in [...] che comincia una fase nella [...] referenda-rio comincia a non essere [...] perce-pito come quel grande strumento che avrebbe dovuto essere. Chia-mare al voto su questioni [...] non avessero la grande forza evocativa che potevano avere [...] divorzio o [...] immediatamente provocava un disinteresse, una [...]. Ed è [...] che nascono le polemi-che [...] sul non voto. [...] «Io queste cose le vedo [...] ma non da referendario cie-co. La stessa Costituzione, a diffe-renza [...] altri tipi di voti, per il refe-rendum prevede un [...] mini-mo e la logica è evidente: non può essere [...] minoranza a eliminare una legge [...] parlamentare [...] suppone cor-rispondere ad una maggioranza [...] paese. Allora è evidente che [...] solo non ha nessun dove-re di voto, [...] la [...] scelta anche attraverso il [...]. [...] naturalmente quando i temi sono [...] da suscitare una spontanea at-tenzione dei cittadini questo ri-schio [...] minore o nullo. Quando i te-mi invece hanno [...] minore rile-vanza immediata per i cittadini la tentazione o [...] propensione a non [...]. [...] anche la questione del gran [...] dei referendum che [...]. [...] segna-lo i pericoli per i [...] peri-coli legati [...] che se ne fa. In queste condizioni si [...] reazioni che io [...]. [...] dalle attuali [...] un referendum; questo natural-mente restringe [...] di uso dello strumento referendario. [...] aspetto [...] ri-fiuto dei cittadini che io [...] sotto-valuterei come fanno i radicali [...] solo alla scarsa informa-zione. Perciò dico che siamo [...]. [...] formali del referendum , ma [...] si vada ad un suo uso più [...]. Raffaele Capitani Da strumento [...] scatola vuota? Una manifestazione del «No» al [...] Augusto Barbera, Ettore Gallo, Gianfranco Pasquino, Luigi Ferraioli. Quattro tesi con «ricette» [...] «Istituto [...] difendere. Ma il vero nemico è [...] Tutti, meno uno, [...] nel considerare i referendum troppi [...] troppo frequenti. ///
[...] ///
Chi [...] Chi ne promuove ogni [...] chi dice che non andrà a votare [...] respingere un abuso? Il dilemma [...]. [...] di Franco Cazzola [...] ha aper-to la discussione e [...] suscitato la prevedibile, e prevista, polemica. Da parte di chi [...] dan-do [...] del non voto si [...] referendum, ma anche da parte di chi [...] di massa si affossi [...] grazie al quale questo paese è molto [...] meglio. E così, inevitabilmente, ai [...] di Pannella se ne è aggiunto uno [...] importante: un re-ferendum sui referendum, sulla legittimità [...] che oggi appare abusato. Basta ricordare quello su [...] o quello sul divorzio». Barbera polemizza con Giorgio Bocca [...] il suo articolo nel quale il giornalista [...] italiani troppo disinformati e ignoranti per [...] decidere su questioni tanto [...] solitamente posti dai refe-rendum. E tuttavia [...] qualcuno che sta distruggendo [...] se-condo Barbera, ed è proprio Mar-co Pannella [...] tanti e in modo indiscriminato. E allo-ra che fare? Ecco [...] del costituzionalista: si vada a vo-tare e [...] scheda che si in-tende usare lasciando le [...]. In questo modo -dice [...] il proprio diritto alla scelta, ma si [...] uno strumento legislativo così impor-tante come quello [...]. ///
[...] ///
Su questo pun-to [...] accordo fra molti giuristi e [...]. [...] abuso per-ché i referendum [...] i quesiti non sono chiari, perché non [...] abrogativi come prevede la Costi-tuzione, perché raramente [...] generale. Il giurista Luigi Ferraioli [...] motivi [...] e aggiun-ge: «In questo [...] si sta squalificando, sta perdendo il suo [...] sul parlamento. La soluzio-ne è la [...]. Un riforma che preveda [...] quesito , che limiti le materie che [...] in considerazione, che confermi il carattere abroga-tivo. Insomma di modi ce [...]. Ma ormai non è [...] Non si corre il rischio di essere se-polti [...] di quesiti pri-ma che si riesca legiferare? Il [...]. Per Gallo si può [...] e la può fare proprio quella Corte [...] volta in volta decide [...] o meno dei quesiti [...]. In poche parole tutto [...] «con un [...] di buona volontà», con [...] parte della Corte che proprio in nome [...] non dovrebbe [...] tanti, ma solo alcuni [...]. Fra le tante voci che [...] che chiedono riforme e correzioni [...] una che invece è di [...] contrario. È quella di un [...] Gianfran-co Pasquino. Se si dice che [...] ricordo che gli ultimi sono stati votati [...] dieci referendum ogni due anni non sono [...]. Se [...] è lega-to alle materie [...] è di chi promuove i referen-dum, ma [...] Parlamento [...] legi-fera male, lentamente e in ritar-do». Ed ecco la soluzione [...] Pa-squino, [...] da quelle fin [...] elencate. Non si tratta di [...] , ma di riformare il Parlamento anzi [...] la forma di governo». In poche parole affrettiamo [...] riforma costituzionale , affidiamoci alla bicamerale. ///
[...] ///
In poche parole affrettiamo [...] riforma costituzionale , affidiamoci alla bicamerale.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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