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Lunedì 29 aprile [...] COSTANZO [...] DELITTI PERFETTI Assassini di gloria Nel romanzi polizieschi il personaggio che dì avvio [...] è anche di regola quello [...] più rimane in ombra. Non [...] la [...] Identità ci è ignota (la [...] del «Tenente Colombo» Insegna). Sempre però per sfuggire [...] nascondersi, camuffarsi, occultare le tracce. Il suo delitto sarà [...] avrà saputo fare in modo che nessuno [...] lui. Ma aveva visto bene [...] Vincenzi (il celebre protagonista dei romanzi gialli [...] Augusto De Angeli»): [...] a suo modo è [...]. E può un artista [...] opera circoli anonima o [...] nome di altri? No, non può. Lo testimonia il terzo [...] Giuseppe Di Costanzo, «Lo sciacallo». Un romanzo originale e [...] che si apre con una telefonata minacciosa: [...] bene, devi sapere che [...] se non ti dirò come e quando. Ma ho già previsto [...]. Poi uno stacco netto, [...]. Ma è passato del [...] a chiamare è ancora la medesima persona, [...] Invece cambiato: ò questa volta II figlio [...]. Fra le due scene, [...] il primo dal secondo capitolo, il delitto [...] in un torrido pomeriggio [...] Daniele Grande, titolare dello [...] «Grande, Soci [...] Associati» è stato trovato [...] suo studio. [...] è [...] cauto, davvero eccezionale. Se non è un [...] ha però la stoffa del maestro. Niente indizi, niente errori, [...] far passare [...] di violenza come un [...]. CI sono cascati tutti, [...] familiari. Paradossalmente però per [...] II successo si è [...] insopportabile insuccesso. La perfezione del piano felicemente [...] gli ha tolto la soddisfazione di [...] le sue geniali qualità di [...]. E gli ha tolto [...] di vedere chiarite le ragioni che hanno [...] Il movente, Insomma. Si capisce allora che [...] prendere [...] per spiegare come realmente [...] cose. Ma che cosa spera [...] allo [...] gloria; niente meno che [...]. Del suo operato sarà Infatti [...] ricordo. E a lungo, addirittura In [...] annuali giudiziari. P Giuseppe Golfo GIUSEPPE DI COSTANZO LO [...]. Non sono un filosofo, [...] in termini appropriati, tuttavìa [...] testo suscita nel lettore [...] grande, ed è questo a permettere qualche [...] non del tutto marginale. Vattimo deriva dalla tradizione [...] la preparazione a quella sorta di «ritorno [...] Dio» [...] sembra di assistere nel mondo occidentale e [...] «cattolico non militante», non va in chiesa [...] non rispetta i dogmi, che considera perlopiù Inadatti [...] tempo, attardati, autoritari. Vattimo dice giustamente di [...] di ascoltare di nuovo la parola evangelica [...] questo condividere le vere e proprie superstizioni, [...] filosofia e di morale, che ancora la [...] ufficiale della Chiesa». E rifiuta «il Dio [...] religiosità tragica nutrita di pensiero esistenzialistico», mentre [...] «autenticamente cristiano, e cioè lontano dalla divinità [...] delle religioni naturali, il Dio fondamento supremo [...] cui parlava la metafisica [...]. Il filosofo torinese ha [...] visione piuttosto conciliante della realtà, si duole [...] Dio [...] e [...] ecclesiale che lo gestisce [...] chiesa, come dire?, più democratica e libertaria, [...] le esigenze del tempo presente, o di [...] ritiene essere tali. Si può da questo [...] che egli cerchi un [...] un Vangelo senza colpa e senza riscatto, [...] Cristo [...] e buono pronto a benedire la nostra [...] col [...] un aneddoto corrente un [...] di sinistra avrebbe commissionato a [...] che produce sondaggi una [...] che gli italiani amerebbero avere, al di [...] meglio di quelli già ci sono. La risposta sarebbe stata: [...] Famiglia [...] più illustrato e più tollerante, con un [...] e di [...] affermati senza la mania [...] e della colpa. Si può considerare Vattimo [...] questi italiani? lo credo di si, e [...] in me leggendo nelle conclusioni del pamphlet [...] Vattimo [...] considera «anarchico e non violento». Cosa significa per lui [...] violento» è facile da capire: uno che [...] il prossimo e che difende bene il [...] libertà e i suoi diritti. Non sono cattolico, e [...] non credere» (mi riconosco semmai [...] quacchero «crediamo nella luce [...] insieme»), ma ho molto rispetto per i [...] assiduamente e condivido con loro la visione [...] di un mondo [...] molto tempo, chi ha [...] lo ha fatto In vista di una [...]. Una lotta molto difficile; [...] Nietzsche, [...] pure dichiara la morte di Dio, riesce [...] leggerezza. A una celta distanza [...] fede, Gianni Vattimo ha aiutato a leggere [...] della contemporaneità (Nietzsche appunto, ma anche [...] come esperienze di pensiero [...] verso un affrancamento dai valori forti, [...]. E oggi, in un [...] «Credere di credere» (Garzanti, p. Proviamo a [...] nel suo carattere per [...] la proposta di un «pensiero debole» ( [...] Vattimo significa II venire meno, un declino insomma [...] delle pretese [...] -conoscitive, etiche -della filosofia) [...] anche sul plano del rapporto con I [...]. [...] tutto ruota Intorno al [...] «un nocciolo d sacro da cui ci [...] e che tuttavia rimane attivo anche nella [...] ridotta a termini puramente mondani eccetera» (p. Emblematica In tal senso [...] incarnazione, che annuncia II carattere amichevole del [...] per contro il peso della giustizia trascendente, [...] di là che Incombe. È questo II motivo [...] guida le argomentazioni di Vattimo. Ma [...] soltanto a una (serie [...] senz'altro II significato, perché [...] di un discorso filosofico [...] religione (né viceversa): è In [...] possibilità di accogliere [...] del religioso. Che non vuol dire [...] dimensione della fede dalla sudditanza nel confronti [...] Illuminata ragione, ma anche -e forse più [...] II pensiero dal suoi stessi presupposti (o [...]. Avvertire come la questione Intorno [...] significa pensare, oggi, non solo non può [...] del religioso», ma deve [...] esperienze e alle suggestioni che possono [...]. E propone, come contrappeso [...] criterio di verità, un atteggiamento di «carità». Vattimo guarda Beati i deboli [...] pensiero» [...]. Sopra, un francescano nel Giardino [...] Getsemani [...] Smith In direzione di [...] Introducendo dunque quella che si potrebbe chiamare una [...] già udibile nel titolo, ma che non [...] il disimpegno. Anzi, è semmai la [...] e di assumere la propria appartenenza (filosofica, [...] un esercizio di alleggerimento nei confronti dei [...] fondano. Non credo che i [...] debbano trovare ragione nel sesso, se non [...] nessuno, ma nella propria collocazione nel mondo [...] di cui si gode rispetto agli altri. Ora i termini «anarchia» [...] (Vattimo scrive così e non, come fanno [...] tutto attaccato) implicano in modo intrinseco e [...] della rivolta e la dimensione dell [...] il fare per cambiare, [...]. La parola «non violenza» [...] traduzione di [...] che è parola attiva, [...]. La visione del [...] ha Vattimo è molto [...] pace è peraltro nella tradizione del pensiero [...] sue posizioni di appena ieri (anni Ottanta). Ma possiamo dire che Vattimo [...] esempio, la Fiat, le guerre, la morte, [...] (anche se credo di [...] capito il «limite» di Vattimo [...] una [...] stroncatura, tempo fa, di Anders) [...] come molti, che bisogna adattarsi al mondo [...] pretendere di [...] meglio, senza sensi di [...] Vattimo è una persona [...] un buon educatore. Ma definirsi anarchico e [...] pare davvero troppo, e troppo facile. E si, in Vattimo [...] contatto (molto democratici) con [...] una chiesa più tollerante [...] e dei loro [...] che bello [...] fare quel che ci [...] secondo la morale corrente del mondo (e [...] della pubblicità) e sentirsi però la coscienza [...] della benedizione del Papa! Vattimo parla di un [...] fede cristiana e afferma che questo ritorno [...] e [...] una decisiva affinità culturale [...] lungo studio di Nietzsche e di [...]. Spiega inoltre che una [...] cultura si avvicinano tanto più a Cristo [...] quanto più si allontanano dal mito e [...]. Tutte questioni che non [...] né in un breve libro come quello [...] Vattimo [...] tantomeno in un breve articolo come questo. Se però fosse vero [...] Vattimo [...] i nostri anni sarebbero ì più adatti [...] e il «pensiero debole» sarebbe la migliore [...]. Non una vera fede, del [...] cioè una fede piena e intera, una fede forte [...] fondata. Quella che Vattimo dice di [...] trovato (ma [...] bisogno di [...] è una fede a metà, [...] debole, poco fondata sia sul piano logico che su [...] ontologico e morale. La fede di Vattimo è [...] una preferenza, un piacevole [...]. È questo che lascia [...] e piacevolezza con cui Vattimo [...] Cristo senza modificare [...] di quello che ha [...] quando era meno cristiano o non cristiano. Ma allora che cosa [...] ritrovata fede in Gesù Cristo? Ce [...] bisogno? Che cos'è questa [...] È [...] di cui si può notare la presenza [...] di una serie di riflessioni molto flessibili, [...] intonate ad una cortese, liberale bonomia, Vattimo [...] pensiero religioso che insiste [...] «salto» nella fede, su Cristo [...] radicale, come inconciliabilità con la dimensione mondana [...] società moderna e borghese lo r. /// [...] /// La [...] preferenza va ad un Cristo [...] un Dio vicino e amico, non "tragico». Un Dio che ci [...] non ci strappa a noi stessi e [...]. Nelle ultime righe del suo [...] Vattimo parla della [...] «preferenza per una concezione "amichevole" [...] Dio». /// [...] /// E insieme non capisco. Certo un Dio amico [...] preferibile ad un Dio nemico e incomprensibile, [...] come le persone piacevoli piacciono di più [...] e scontrose. Ma allora? Dov'è la [...] della riscoperta di Vattimo? Possibile [...] fede ritrovata sia soltanto una confortante [...] noioso del libro è [...] discorso religioso, il pensare teologico come pensare [...] se stesso, senza vincoli né logici né [...] A [...] vacuità, che mi sembra sempre di più [...] della teologia odierna, si aggiunge poi la [...] filosofia accademica a mescolare tutto senza chiarezza [...] che è peggio, senza gusto, (Non sarà [...] un po' kitsch. Un Cristo post moderno [...] Nietzsche e [...]. Stranamente, non so se [...] mi sembra che Vattimo ragioni ancora in [...] fra razionalismo o fede. La [...] antipatia per [...] autoritaria [...]. Brutta e vecchia alternativa. In realtà da [...] la cultura [...] sa che i miti [...] (da quella greca e latina a quella [...] ma vanno creduti e [...] miti, cioè per la loro capacità di [...] verità e [...] significati (verità e significati [...] hanno niente a che fare con quelli [...]. In questo senso il [...] è finita, perché i suoi miti non [...] in alternativa ad altri miti, al di [...] che riguardano per esempio Dionisio, [...] o [...]. Ed è finito perché [...] «ornamentale», inoperante e socialmente superfluo non tanto [...] quanto dalla rivoluzione industriale. Niente del mondo materiale [...] tutti viviamo è stato prodotto dal cristianesimo [...] dal punto di vista cristiano. I cristiani di oggi [...] più nella fantasticheria e nella retorica, sono [...] reale del proprio tempo e non riescono [...] culturale anche nel caso che siano disposti [...] la propria fede. Decisivo non è tanto [...] morire per una fede, ma [...] vivere di essa, E vivere di cristianesimo oggi in Occidente è [...]. Vattimo non drammatizza e [...] Gesù sia amico non solo del genere [...] (è il Dio incarnato), ma amico particolare [...] e del mondo attuale in quanto frutto [...] tecnologia e del capitalismo moderno. Io non vedo perché Gesù [...] particolare con tutto questo [...] cose che Vattimo ha studiato e filosoficamente [...]. Il Cristo di Vattimo [...] benevolo. È amico suo, suo [...] suo più che di altri, suo più [...] e dei vescovi. Questa mi sembra una bella [...]. E una vecchia storia. Arruolare Dio nelle proprie [...] guida del proprio esercito, fame un membro [...] e del proprio partito culturale è un [...] umano. Che però rende Dio [...] superfluo, che rende Dio perfino un po' [...] sarebbe amico mio e delle [...] convinzioni e dei miei [...] dei tuoi e dì quelli degli altri. [...] di Dio nei miei [...] lo sappiamo, inimicizia di Dio nei confronti [...]. Un Dio disponibile, vicino [...] interpretazioni ed esigenze è [...] un Dio distante, poco comprensibile e chiuso. Perché il Dio amico [...] alla fine un Dio al mio servizio. Ne posso fare quello [...] consola, mi conferma, mi sta vicino. È il mio amuleto, [...] la mia bandiera, il mio letto, la [...]. Dio, credo, preferirebbe piuttosto [...] esistere così, E difatti per noi non [...]. /// [...] /// Dio, credo, preferirebbe piuttosto [...] esistere così, E difatti per noi non [...]. (0) (0) ![]()
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