[...] di [...] passati due anni da quando, [...] la prima volta, ricercammo nella vallata di Castelnuovo al Volturno la salma di mio fratello [...] ucciso a 24 anni nella [...] del [...] dicembre 1943 da una mina [...] mentre tentava di passare il fronte e di raggiungere [...] banda partigiana da poco [...] nel Lazio. Ritrovammo allora la salma di [...] sepolta [...] campagna, al margine di una [...] incolta. Nel gennaio scorso, a [...] distanza, sono ritornato nel paese di [...] ancora nelle stesse condizioni [...] di totale abbandono in cui la guerra [...] per esumare la salma di [...] dal tumulo improvvisato e [...] a Roma. Per [...] popolazione contadina ha sospeso [...] è [...] a noi ed è scesa [...] vallata. Sono stati i contadini [...] terra e a caricare la bara sulle [...] silenzioso funerale di [...] ha di nuovo traversato [...] al cimitero del paese, anch'esso stravolto dalla [...] famiglie contadine come se si fosse trattato [...] loro morti. Nelle ore di questa [...] me e credo per chiunque altro vi [...] ho ripensato istintivamente ai molti [...] di intellettuali e rappresentanti [...] in memoria di mio fratello, anch'egli intellettuale [...] cultura fra i più ricchi e i [...] giovani intellettuali italiani. In questi scritti e [...] ricordare [...] Pintor come tale, come [...] eccezione. Ma in questi scritti [...] visto lamentare, da parte di uomini simili [...] per tradizione, per origine [...] questa [...] partenza da Napoli centro [...] psicologica », come [...] la definì [...] ho visto cioè mostrare [...] alla [...] azione così come è [...] è svolta, perfino [...] vana, ed esprimere un [...] di un uomo di cultura ad abbandonare [...] normale e la [...] vita così largamente affermata [...] lotta accanto agli operai, alle masse popolari, [...] quali invece spetta il combattimento e il [...]. Anche da parte di chi [...] è giunto a dire questo o a [...] non ho però [...] di avere udito pronunciare una [...] così chiara e definitiva come [...] stesso [...] detta con la [...] morte. Ho ricordato, al contrario, [...] di questi uomini, eredi attuali della vecchia [...] militi in schieramenti politici avversi a quello [...] ha militato. Ora scrivo per dire [...] visto, convivendo coi contadini in quelle ore [...] difficile occasione, questi contadini di Castel-nuovo comprendere [...] e [...] partecipi con noi. Essi erano lontani dal conoscere [...] sue opere e i suoi scritti; se li avessero [...] non avrebbero probabilmente potuto [...] per quello [...] significavano in realtà. Eppure, privi di [...] ricordi o di affinità, hanno compreso come [...] loro esperienza quotidiana, i motivi e il [...] solo del gesto di [...] ma della [...] figura complessa di [...] hanno infatti trovato uguale [...] ai loro morti nella loro campagna, partecipe [...] loro stessa battaglia. In quei momenti la [...] ha raggiunto la [...] completezza, e solo ad [...] ora la [...] eredità di intellettuale italiano. Non è rimasta solo [...] Castelnuovo [...] ai contadini che [...] sepolto, questa eredità storica [...] ma a tutti i [...] gli operai italiani ai quali basta ora [...] per spiegarsi e far propria la figura [...]. Ritrovando a Castelnuovo i [...] fratello intellettuale comunista accanto alle tracce vive [...] guerra e della oppressione politica, mi sono [...] alla mente tutte quelle parole dietro cui [...] spirito di regresso allignano nella nostra vita [...] dei privilegi della cultura; le formule di [...] dignità, civiltà e costume, delle distinzioni di [...] derivano, della preservazione dei diritti culturali. Cosa pensarci Niente vi [...] questo che abbia a che fare con [...]. E niente vi è [...] che fare, in questo che pure resta [...] atteggiamento di una corrente culturale italiana, con [...] che [...] ha dato con la [...] propria funzione di intellettuale. Tra i contadini di Castelnuovo\ [...] che qualcosa di nuovo è avvenuto in Italia, [...] è penetrato inevitabilmente nella storia del nostro [...] dei lavoratori e del [...] in lotta [...] e per cui la storia italiana è [...]. Al di fuori, estraneo [...] e [...] della nazione, vi è [...] che era già condannata quando, nello stesso [...] la vita di [...] si spezzava in un [...] liberamente scelto al prezzo del proprio sacrificio, [...] comprendere quanto gli accadeva intorno, come tuttora [...]. Forse è per questi [...] è sembrata una cosa naturale e giusta [...] il funerale di [...] Pintor svolgersi in un [...] quasi distrutto, e vedere deporre so pra [...] una corona di metallo con la dedica [...] I [...] a [...] Pintor »». ///
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Forse è per questi [...] è sembrata una cosa naturale e giusta [...] il funerale di [...] Pintor svolgersi in un [...] quasi distrutto, e vedere deporre so pra [...] una corona di metallo con la dedica [...] I [...] a [...] Pintor »».