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La «carta» si presenta [...] scritte a macchina, con correzioni a mano, [...] svi-luppa in dieci punti. Massi-mo [...] e Mario Carra-ro hanno [...] idee con molto entusia-smo e sentimenti appas-sionati. Sono stati ascoltati con [...] un pubblico di politici, in-dustriali, professori, intel-lettuali [...] applaudito. Francamente tanta simpatia lascia [...] buone intenzioni del federalismo alimentino [...] pratica del trasformismo. [...] sul carro al momento giusto [...] questo potrebbe essere il momento giusto: [...] e Carraro offrono una ri-sposta [...] crisi della politi-ca, [...] dello slogan leghista, alle scorciatoie [...] dalle fan-tasie secessioni-ste (anche se, al contrario di quanto [...] il procura-tore generale di Venezia, duran-te [...] giudiziario, non mi pare esista [...] un ri-schio di seces-sione e che [...] ap-partenga a un sentire comune), [...] pro-babile sofferenza delle sini-stre. Che cosa attira? La [...] è [...] ma è qualche cosa [...] di più [...] che non è un [...] non porre limiti, che accoglie, che si [...] la società civi-le lasciata alle spalle dai [...] rovescia-re il rapporto tra centro e periferia, [...] par-ticolarità, le radici, le storie comuni, che [...] cultura del «fai-da-te» economico contro la disattenzione [...] del Palazzo. Del movimento si può [...] la bandiera del federali-smo sventola sul Nord Est. Prevedendo un altro risul-tato facile: [...] la protesta leghista seces-sionista (o [...] dentro le regole (e le [...] di una riforma. Quietare le acque agitate [...] le acque quie-te, magari sottraendo qualche consenso [...] dalla parte riformista, progressi-sta, [...]. Ma queste mi sembrano [...] una lettura affrettata, superficiale, molto televisiva della [...] movimento e della [...] «carta». Ma la proposta di Carraro [...] mi pare contenga qualche [...] di-verso rispetto a un maquil-lage istituzionale, qualche [...] in discus-sione la cultura e [...] politiche di oggi. Non a caso [...] parlando a Mestre, aveva [...] lui il federalismo è un mezzo e [...] per arrivare ad altro, [...] che potrebbe significa-re in sintesi la restituzione [...] poli-tica, la costruzione o la ri-costruzione di [...] della politica, che rimedi alla crisi auten-tica [...]. Non credo che [...] pensi al movimento del Nord Est [...] rifare meglio un partito o per fiancheg-giare [...] partito dei sindaci. [...] lo spiega: «Il nostro federali-smo [...] come fine una cul-tura della persona autono-ma e responsabile [...] della globalizzazione». Re-sponsabilità e solidarietà sono [...] un per-corso democratico alla po-litica, che riporti [...] società, cancel-lando tentazioni egoisti-che e [...] individua-lista. Il fonda-mento dunque sta [...] cui intelli-genza come si realizza nel la-voro [...] anche nella politica. La condizione è difficile: [...] credibile e i suoi strumenti, ma anche [...] della politica, ri-creando quelle relazioni che si [...]. Fa-re in modo in-somma [...] ripensi a una poli-tica partecipata come la [...] i problemi della società e quindi i [...] via oltre la delega e oltre la [...]. Si disegna un proget-to [...] dalla base la società ita-liana, che non [...] ricca ma turbolenta isola veneta, come più [...] invo-cando con insistenza voci [...] Sud. Ma se è così, [...] fronte ad un operazione elettora-le, ma a [...] pro-fondità, a un lavoro cultu-rale che chiede [...] disponibili, mentre sembra, visto [...] che proprio gli interlocutori [...]. Potrebbe risulta-re velleitario il progetto [...] movimento per [...] o la disattenzione di chi [...] stato chiamato a partecipare, perché se la rivoluzione [...] (il documento si apre pro-prio [...] una riflessione su-gli effetti della globalizza-zione) e la rivoluzione [...] Mani pulite hanno dimo-strato da una parte [...] e [...] del sistema dei partiti tradizionali [...] nella loro dimensione na-zionale, questo ha genera-to disaffezione, qualunqui-smo, [...] individuali-smo. La «carta» di [...] e di Carraro vuole [...]. Ma forse parla un [...] troppo «nobile» e troppo seriamente e moralmente [...] maggio-ranza lo voglia compren-dere. Pochi in un paese [...] amano le re-sponsabilità e accettano ormai un [...] e dei doveri. ALBERTO LEI SS [...] che con par-ticolare passione -quasi [...] -ha incalzato gli eredi della [...] co-munista perché rompessero [...] silenzio» attorno al dibattito sugli [...] spingendosi a chiedere che non solo ci fosse un [...] di co-scienza [...] accompagnato da un riconoscimen-to del [...] democratico [...]. Almeno di quello che [...] anche «antifascista». Ora che Massimo [...] si è pronun-ciato, valuta [...] segretario della Quercia come un fatto «molto [...]. E non [...] con [...] che, comun-que, non può riguardare [...] comunisti italiani e i loro eredi perché il Pci [...] da [...] parte rispetto al bolscevi-smo e [...] che ha prodotto. Direi anzi che in questo [...] la società politica, così spesso deprecata rispetto [...] civile, ha saputo produrre uno [...] maggiore e più coraggioso di quello messo in campo [...] diversi intellet-tuali [...]. Tuttavia anche [...] pre-mette che la questione è [...] agi-tata non senza una «sgradevole» strumentalità, quasi si volesse [...] una pregiudiziale ideologica in Italia basata sulla coppia [...] e senza vedere che ci [...] pu-re una ragione se è toccato a una forza [...] come il Pds di svol-gere un ruolo centrale [...] ai parametri economici e democratici [...]. Galli della Loggia non [...] «Si dice che mettere in relazione troppo [...] con la politica è [...]. Lo ha argomentato Mario Pirani, [...] mi ha convinto. [...] alla fine si occupa di [...] e non [...] nulla che abbia a che [...] con una strumentalizzazione, o un cedi-mento a essa. Il [...] politica i nessi esistono, e [...] an-che molto forti. La politica non può [...] il [...] perché la sistemazione del [...]. [...] ci si è lecitamente [...] politico del quarantennio successivo alla Liberazione, di [...] fascismo e antifascismo? Perché oggi, dopo il [...] dovremmo [...] a lun-go sulla coppia [...] Io apprezzo le parole di [...] ma gli rivolgo ancora [...] si deve ri-pensare oggi [...] al ruolo di personalità [...]. [...] ha riconosciuto a tradi-zioni diverse [...] sinistra, da quella [...] di [...] detto prima e meglio che [...] le bandiere comuniste cre-scevano forme terribili di oppres-sione. Ma, insisto, mi sembrerebbe [...] anche di altri soggetti della demo-crazia italiana [...] impegnare nella [...]. Credo che il senso [...] e anticomunista sia determinante per connotare la [...] bene [...] stata in questo secolo [...]. Non la considero quindi una [...] ossessione, ma [...] di sistemazione storiografica, con [...]. Questa insistenza sul male [...] non rischia la pretesa di azzerare [...] e instaurando una discu-tibile [...] e co-munismo -una discussione, per [...] così, che dura da [...] da Platone e Ari-stotele, e che non [...] nemmeno dopo [...] visto che re-sta alla [...] politica la tensione tra individui e comuni-tà? Con [...] tutte le idee prodotte dentro [...] «Non sono un filosofo, [...] mi riguarda, mi riferisco al comunismo storico, [...] Lenin [...] Sta-lin, a quel che è seguito [...] sulpiano mondiale. Per [...] comunità resta e resterà. Così come, credo, il [...] suoi sviluppi teorici avranno sempre qualcosa da [...] privata dei mezzi di produzione. Del resto ci è rimasta [...] parola utilizzabile per questi [...]. Vedo comunque due rischi [...]. Concentrare la polemica e [...] solo sugli «or-rori» del comunismo, non finisce [...] più generale e ra-dicale domanda sul rapporto [...] violenza? In fondo an-che la democrazia ha, [...] origine violenta. E il 900 ha [...] molti «orrori», non solo quelli co-munisti e [...] nazisti. [...] rischio è [...] strumentale che il dibattito co-nosce [...] Italia: ha davvero senso che alla fine la domanda [...] -era [...] del «Corriere della Sera» di [...] -se [...] di Berlinguer? Sono davvero com-mensurabili [...] tragedie della rivo-luzione del secolo, e le tangenti o [...] «Partiamo da [...]. Su questo posso concordare. Anche se è sem-pre [...] i piani diversi della politica e della [...] identità politiche en-trano insieme le grandezze, più [...] e le miserie, sarei [...] per mantenere la discussione [...] livello. [...] parte se [...] ha avuto il destino [...] perché al finanziamento illecito del partito ha [...] arricchimenti per-sonali. Questo ha provocato lo [...]. /// [...] /// Ma ciò non toglie [...] possa e debba [...] verità la ricostruzione di [...] stata la prima repubblica. Vedo in-somma delle buone [...] sollevate oggi da un [...]. E sul rapporto tra [...] «Non tutte le violenze hanno le stesse [...]. /// [...] /// Tuttavia resta una vio-lenza con [...] violenza generata dal comunismo. E dicendo questo non voglio [...] sullo stesso piano. È vero che anche [...] violenta, però ha dimostrato [...] ha fatto propri i [...] tutela degli indi-vidui e delle loro libertà. Il comuni-smo no. Questo, direi, è il [...] di questo secolo. Un regime fatto di [...] di doppie vite. Ci sono state vite [...] a [...]. Ma in quelle ideologie [...] il crimine. Ecco allora la rimo-zione [...] stato -oppure la depressione: [...]. Io capisco la reazione [...] co-me Natta: non potete accusarci di cose [...]. Però [...] del secolo non [...]. Dunque resta solo il [...] le carte in regola? La de-mocrazia liberale [...] sé [...] «Non penso nemmeno questo. Vedo soprattutto in Europa una [...] ancora essere una passione vera [...] forte. [...] terminata la Grande [...] accorgerci del mondo, ma restiamo [...] per quel [...] di reddito in più e [...] stato sociale che ci resta. /// [...] /// Ma oggi la vera sfida [...] la democra-zia viene [...] non [...] meno pacificati. È una sfida che si [...] Cina, Algeria, Turchia, im-migrazione. Parlavamo [...] violenta della democrazia. È vero, i giacobini [...]. Lo so-no stati gli [...]. In questa vo-glia di [...] per difendere i [...] dai [...] dovunque fos-se necessario certo [...] è rego-larmente verificato, il rischio di sba-gliare. Ma una democrazia che non [...] essere interpretazione e im-pegno nel mondo non ha le [...]. /// [...] /// Ma una democrazia che non [...] essere interpretazione e im-pegno nel mondo non ha le [...]. (0) (0) ![]()
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