È presto, ancora non [...]. Intorno al bancone ci sono [...] ven-tina di ragazzi. [...] a Salem [...] il Sud degli Stati Uniti [...] è molto socievole, gentile e chiacchie-rona. La came-riera mi chiede [...] do-ve vengo e vuol sapere tutto di [...]. Allora le chiedo a [...] secondo lei posso interro-gare quei venti ragazzi, [...] che sono un giornalista [...] di opinioni. Lei va a porre [...] loro. Torna, e dice che [...] felici di parlare con me, se offro [...] ciascuno, ma di po-litica no: la odiano. Preferiscono par-lare [...]. Propongo due birre. ///
[...] ///
Si alzano dal bancone [...] sedie intorno al mio tavolo. Con lieve fastidio degli [...]. Sono ventidue ma non [...] dono della parola. Tutti, però, dicono almeno [...]. Chiedo a ognuno: voterai [...] Ventidue [...]. La risposta è una sola, [...] no. Sono 13 maschi e [...] bianchi e tre neri, la metà di [...] Dio e frequenta le Chiese, gli altri [...] infedeli, e fedeli non praticanti. I bianchi hanno in [...] i tre neri, ovviamente, hanno genitori democratici. Solo uno ha genitori [...] ( la mam-ma è democratica). Prima domanda: perché non [...] Le [...] rispo-ste più convin-centi sono quel-le di Kristin, [...] e minutina, stu-dentessa di me-dicina; Mark, 22, [...] David, 19 anni, cameriere. Kri-stin: «Non ho niente [...] ma non riesco a [...]. I politici si divi-dono [...] i ma-scalzoni e quelli che cercano di [...]. I secon-di, i migliori, [...] esclusivamente di tasse e di pensioni. Io ho 20 anni, [...] capisco niente, e per ora il tema [...] vedo troppo lontano e noioso. Se la politica è tut-ta [...] capisci, non fa per me: ci penserò tra una [...]. Mark: [...] cosa che ho decifra-to, nel [...] politico, [...] furibonda sul tabacco. I conservatori vogliono abbassare [...] ta-bacco, i liberal no. Io non voglio le [...] perché fumo, però i conservatori sono fascisti [...] piacciono. Allora resto fuori». David: [...] stato un momento che [...] davvero alla politica, un mesetto fa: quando [...] battaglia per alzare il salario minimo. Io guadagno il sa-lario minimo: [...] dollari [...] da fa-me. Bene, tu in campagna [...] nessuno parlare di salario minimo? No. E allora si fottano». Seconda domanda: Clinton. Non piace quasi a [...]. Solo i neri [...] come presidente. Però nessuno -né bianchi [...] figli di democratici né figli di repubblica-ni, [...] atei -si sogna di [...] per il caso [...]. Del caso [...] non interessa as-solutamente niente [...] lo-ro. Dwight, che non ha [...] il più giovane del gruppo, dice che [...] questa sceneggia-ta lo ha disgustato. Lo ha disgustato il [...] repubbli-cani e lo ha disgustato quella specie [...] il presidente ha reso [...] Tv. E di Monica, cosa pensate? «Vedi -dice Sarah, con un sorriso [...] -noi generalmente non pen-siamo a Monica. Usiamo pensare [...] ci troviamo bene così». ///
[...] ///
Bene, Sarah, dimmi a [...]. Cioè: cosa vorreste dalla [...] Sarah [...] gli amici ad [...] a fare un elen-co». Eccolo: «La scuola che [...] e in modo sensato, la possibilità di [...] un patrimonio -sport, musica, danze, posti dove [...] più basse per i telefoni e per [...] i giovani e per i po-veri sulla [...] musicali, sui dischi, sugli apparta-menti in affitto, [...] sugli aerei, sui cinema, sui teatri, sui [...]. E poi aggiunge Sara [...] grandi temi. Per esempio [...]. Allora le mostro una [...] quotidiano «USA [...] pagina 5, che è [...] paga-mento firmato dal «Black leadership Forum». Dice così: «È fondamentale [...] martedì tre novembre vadano a votare». Le chie-do che ne [...]. Lei prende in mano [...] guarda un [...] e poi legge a [...] righe piccole che io non ho letto: «Vadano [...] per chi ha fatto di più per [...] sanitaria, il lavoro, le azioni affermative a [...] la parità delle razze di fronte alla [...] politica urbana e rurale». Poi mi guarda e [...] «Nessuno [...] fatto queste cose, capisci?» Vuoi dire che [...] i democratici sono uguali? le chiedo. Risponde: «No, non sono [...]. Infatti i miei genitori, [...] amici voteranno contro i repub-blicani. A me non va [...]. Vorrei votare per qualcuno [...] meriti: non lo trovo». Le birre son finite [...] banco-ne iniziano a ballare. Il giorno dopo vado [...] vicino, Marion, ad un «rally», cioè a [...] il candidato democratico alla Came-ra. Un certo Michael Webster. Dopo il discorso Webster [...] dei presenti. Gli dico che sono [...] e gli chiedo cosa propone per la [...] po-litica del tempo libero, per le tariffe [...] di Internet e per i prezzi troppo [...]. Mi guarda come si [...] e mi ri-sponde che sono problemi italiani. Dice che in America, [...] fondamentali sono due: le pensio-ni e le [...]. ///
[...] ///
Christopher Bond [...]. ///
[...] ///
[...]. Il [...]. Un [...] del Minnesota. Jessi Ventura, [...]. ///
[...] ///
[...]. ///
[...] ///
[...].