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Una delle prime invenzioni [...] Mario Marenco. I suoi versi surreali [...] oggetti e persone di ogni ti-po: [...] il semaforo, la poltrona, [...] Zar o uno sconosciuto Peppino. Poesie dalla struttura fissa [...] finivano con [...] verso: «Tu sei un. Ogni decla-mazione finiva con [...] del poeta. /// [...] /// Creazione di [...] scimmiottava un giornali-sta in [...] parrocchiale (sotto tutela di un im-probabile Monsignor Babette). Alla continua ricerca dello [...] in guai e risse di cui riferiva [...] linguaggio da mattinale della polizia. Rimane nella storia del [...] pezzo dal titolo «Femmi-nista, dove vai?» [...]. Di nuovo [...]. Il più surreale e [...] di «Alto Gradimento». Bestia dalle non me-glio [...] caratteristiche fisiche, non parlava ma, forse, squittiva. Una sorta di [...]. Il professor [...] e [...]. Due «chicche» firmate Ma-renco. Due archetipi scolastici [...] il vecchio profes-sore [...] barese, bigotto e reazionario che [...] i «suoi [...] di insegnamento in mezzo a [...] mura scolastiche», e il giovane studente un [...] ignorante e contestatore, impegnato in [...] e collettivi, dal lin-guaggio [...] e sinistrese. Il colonnello Buttiglione. /// [...] /// Apostrofava fanti e fantaccini, [...] centrale del cortile cen-trale della caserma centrale Zanzibar. Il personaggio fu «uc-ciso» [...] colonnello Buttiglione che si ritenne offe-so. Resuscitò, promosso, come generale [...]. /// [...] /// È il progenitore di tutti [...] solo che lui manda [...] chiunque gli capitasse a tiro. Uomini di governo compresi. /// [...] /// Di nuovo [...] questa volta nei panni di [...] ge-rarchetto fascista che ricordava i bei tempi di «quando [...] lui». Sanguigno, violento romagnolo, disprezzava [...] «tutti piccoli, [...] e stortignaccoli» e si [...] «groppo alla gola» solo al sentire la [...] Duce. /// [...] /// [...] creatura di [...]. Come dimenti-care la celebre [...] alla testa, dei dolo-ri. /// [...] /// Telefonava nei momenti più [...] voce cavernosamente sexy, lamentando [...] sentimentali, stuzzicando con sospiri. /// [...] /// Chi ce lo fa fà, [...] fati-cà?». [...] Marenco, Arbore [...] Boncompagni, la banda di Alto Gra-dimento di nuovo insieme [...] dopo, arriva come un piccolo [...] di camiciole [...] gambe rotte e stampelle [...] causa incidente), «uno con il [...] con la protesi, perché gli [...] hanno lasciato il segno», ironizza Arbore. E parte subito il [...] «Perché non sei venuta? Sembrava di essere entrati [...] tempo, ieri po-meriggio nella grande sala degli [...] via Asiago, e di essere sbucati in [...] 1970 quando dalle frequenze di [...] Alto Gradimento fece il [...]. Quella di ieri doveva [...] con-ferenza stampa per il ritorno «a fu-ror [...] mitico program-ma della premiata ditta Arbore [...] Boncompagni, e si è [...] un happening di battute e goliardia, con Maren-co [...] decisamen-te in vena, quasi [...] ri-scaldamento per i quattro eroi pri-ma di [...] a re-gistrare il nuovo materiale. Non manca nessuno [...] Navarro [...] che [...] quassù, manco un tele-gramma, manco [...] pezzo di car-ta. Alto Gradimento tornerà, su [...] a settembre: quindici pun-tate, [...] dalle 9. Dopo invece tutti li [...] «In molti hanno seguito le nostre orme, ma [...] riconosciuto, ad esem-pio la [...]. Non stiamo ri-proponendo il [...] rivendicare la primogenitura, diciamo che è un [...] più giovani. E poi la fortuna di Alto Gradimento è che non avendo mai fatto satira diretta, [...] non è mai invecchia-to». Comunque la radio è proprio [...] cosa, [...] non si vedono le rughe! Sono [...] che lui e Boncompagni [...] «Ma ci siamo incontrati tante volte. Ti ri-cordi Gianni, era [...] Bandiera gialla e ci siamo visti al supermercato, [...] carrello. E in futuro? Arbore [...] di un ritorno in tv con [...] domenica; Bon-compagni invece annuncia [...] su [...] in ot-tobre. Alba Solaro [...] A settembre su [...] la storica trasmissione condotta [...] Arbore [...] Boncompagni Quando la radio è. Chi è cresciuto con Alto Gradimento [...] se lo può dimen-ticare. Fa ormai parte del [...]. Marco Presta, che con Anto-nello Dose [...] la voce del varietà radiofonico di [...] Il ruggito del coniglio, [...] bene: «Avevo dodi-ci, tredici anni, e tor-navo [...] do-po la scuola, proprio per [...] sentire Alto Gradimento, perché [...] niente che gli somi-gliasse, [...] mezzo di pura follia. Insomma, io faccio parte [...] che si può dire sia cresciuta a [...] Alto Gradi-mento. A volte me lo [...] scuola, mi portavo la radio con quei [...] gi-ravano allora, sembravano degli [...] acustici, ma finiva sempre [...] perché mi veniva da ridere! Tutti avevano il loro [...] «Il mio era quello di Chef Leon, del [...] Le [...] che preparava dei menù [...] sempre con questa enorme palla di cacao! Personaggi che, spiega Presta, [...] maschere, come Pulcinella, e per questo non [...] di moda». In tanti han-no imparato [...] e a fare radio sulle loro tracce. Non si con-tano i «figli», [...] di Alto Gradimento. In molti hanno cercato di [...]. Ma [...] anche [...] «Il loro merito è di [...] lanciato [...] crean-do una struttura straordinaria, che [...] il loro modo di palleggiarsi le battute; anche il [...] di spalla è cambiato con loro, perché Arbo-re e Boncompagni erano qualcosa di molto diverso dalla tradizionale spalla per [...] comici. Anche noi oggi puntiamo moltissimo [...] con la differenza che la-voriamo con [...] del pubbli-co invece che dei [...]. Riportare Alto Gradimento alla [...] è [...] di nostalgia e basta? «No [...] hanno trovato la chiave giu-sta, quella di [...] puntate. [...] nuovo, Alto Gradi-mento, quella sì [...] stata una follia, così invece fai riscoprire un programma [...] non era solo sati-ra, erano storie del paese, pochi [...] programmi riflettono così bene che [...] di quegli anni. Per questo è bello [...] riscoprire anche ai giovanissimi. Se prendi un nastro [...] Alto Gradimento e lo fai ascoltare a un ragazzo [...] è come se gli facessi ascoltare i Beatles, Eleanor [...] o [...] it [...]. Ti dirà subito: bello, che [...]. Se Alto Gradimento riuscì [...] barriera della radio paluda-ta di allora con [...] è la barriera da rompere nella radio [...] «La televisione -è la risposta di Marco Presta [...] stato un tentato omici-dio [...] radio, da parte della tv, ma non [...]. Anzi, la tv oggi [...] non felicissimo, mentre la radio attra-versa un [...] vitalità: sembra essersi fatta il lifting! Dopo in molti hanno [...] orme». Vietato alla stampa lo [...] Baglioni a San Vittore MILANO. [...] momento Claudio Baglioni ha detto [...]. Niente giornalisti al suo [...] pomeriggio per i detenuti di San Vittore. E così è stato. Per non avere i [...] San Vittore Claudio Baglioni ha minacciato di annullare [...]. [...] di Baglioni, sottolineando che [...] ha scopo promozionale, ha chiesto con un [...] far presenziare allo spettacolo alcun fotografo, giornalista [...]. Il direttore del carcere Luigi Pagano [...] «per non deludere le detenute che si [...] giorni [...] e soprattutto perché da [...] «agenti e detenuti stanno lavorando [...] del concerto con notevole [...] personale». Nessun effetto speciale, nessun ballerino, [...] base musicale, nessun musicista ad [...] solo la [...] voce, la [...] chitarra e un piccolo palco. Così Baglioni si è [...] nel campetto sportivo del carcere di San Vittore. Ad [...] un centinaio di detenuti: [...] di donne e una ventina [...] uomini. [...] ha interpretato brani famosi [...] «La [...] è adesso», «Avrai», «Anima Mia», «Strada facendo», «Signora Lia» [...] a richiesta, «Ragazza di campagna». Poetici e malinconici gli [...] detenute. In alcuni si leggevano [...] «La nostra solitudine si riempie di te», «La [...] innamorare, le [...] canzoni ci fanno sognare». /// [...] /// Ci sono occasioni in [...] nella danza è fondamenta-le: basta dire [...] per esempio, e ti [...] botteghino una fila chilometrica. È successo anche [...] sera a Villa Massimo [...] a pochi giorni di di-stanza dalla performance [...] Spoleto, è arrivato il [...] il gruppo scelto di [...] il coreografo francese «alleva» in Svizzera: era-no [...] persone in li-sta [...] che alla fine hanno [...] per evitare parapi-glia. Più di mille spettatori, [...] per il [...] del-la danza, mai particolarmente [...] pronto a ti-rarsi i capelli per entrare. Il che spinge a [...] cosa mai ci sarà nel [...]. La storia, certo, [...] e passa di storia della [...] nei [...] coreografo figura tra i protagonisti. Ma è soprattutto la storia [...] una passione profonda, [...]. [...] sempre, di far convivere la [...] at-trazione fatale per la danza con tutte le altre [...] artistiche, [...]. Su questa idea dionisiaca [...] suoi «sforzi» più riusciti: la [...] di una compagnia, Les [...] du XX [...] e una scuola, il [...] a Bruxelles negli anni Sessanta [...] mirava a mettere in scena bal-lerini polivalenti e ha [...] ge-nerazioni di artisti «segnati» dai suoi insegnamenti. Su questa idea è tornato [...] lavora ancora oggi, [...] dopo, con [...] Ate-lier [...] di Losanna. Eccolo [...] il suo plotone di giovani [...] riscuotere [...] delle loro performance. Se [...] ta-lento in un ragazzo o [...] ragazza, [...] fuori da qualche parte, vuoi [...] la sbarra della danza classica, vuoi coni cori [...] Théodorakis, oppure rullando tamburi a [...] spiano. Danza, tutto [...]. [...] anche: spettatore, tutto si fa [...] te. Dalle danze spiegate della Suite [...] lo spettacolo si modula [...] un ver-sante quasi ideologico. In altre parole, [...] sembra interessato più ai [...] che alla ricerca coreografica. In un certo senso, [...] inventare, se [...] già inventato tanti anni [...] delle grandi masse moderne dei danzatori, dei [...] ragazzi e delle ragazze, [...] mistico dei passi a [...] del gruppo. Tutti ingredienti che si [...] in un gioco a incastri, come in [...] Lego infinito della danza. Ciò che preme a [...] è il senso na-scosto, [...] il ballerino (o il coreografo) rilancia di [...] immancabile con-troparte, lo spettatore. È per questo che [...] Le [...] -dedicato a Fellini -, [...] si cimentano in numeri da circo, non [...] in sé ma come meta-fora di vita, [...] gettare il cuore oltre [...]. I giovani di [...] fan-no di tutto, anche [...]. Si preparano a fare [...] noi. E quando si tratta [...] dal comune -ha già detto e coreografato [...] -allora, co-me [...] faranno i clown di Dio. Rossella Battisti [...] 2. /// [...] /// Rossella Battisti [...] 2. (0) (0) ![]()
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