È, come [...] e irresponsabilità politica, una tesi [...] sa di mal digerito crocianesimo. Ogni testo conta per [...] limiti. [...] del taccuino di Pavese [...] a poesie e prose di lui, ma [...] deve applicarsi a quel testo solo e [...]. La lettera precede lo [...]. Resta vero che il [...] e importa perché è di Pavese, di [...] per noi è vissuto e ha scritto [...] è rimasto per quel che ci ha [...]. Uso il pronome noi [...] in Italia e fuori, abbiamo letto i [...] considerato la [...] vita, ma specialmente per [...] suoi amici e compagni. Questi pochi non sono guariti [...] della ferita sofferta per la [...] morte. Dura il rimorso di non [...] dato a lui le parole dette o scritte che [...] sarebbero bastate a interrompere e [...] la [...] solitudine. Ma dura anche il ricordo [...] diversità, di una solitudine originaria [...] invincibile. Non vorrei che il [...] come già la morte tragica, si prestasse [...] e negativa della diversità di Pavese. Esemplifico proponendo una riflessione [...] tocca di striscio anche me: lo scarto [...] compagni di lavoro, a Torino e Roma, [...] Pavese [...] nel suo taccuino, antifascisti. Mi chiedo: era una [...] nel corso della guerra, o anche era, [...] una diversità letteraria, fondamentale per lui? Recentemente, [...] Arnaldo Momigliano, coetaneo e [...] Pavese e mio, ho dovuto rievocare [...] maestri e compagni, di [...] di studi e di vita nella Torino [...] Venti. Pavese necessariamente figurava nella [...] fra molti. Intendevo dimostrare che Momigliano, [...] storico e maestro, smisurato nella dottrina, perentorio [...] scrittura, non era venuto giovane a Torino, [...] di pagani, a [...] mostrare. Era venuto e cresciuto [...] vivo, altrettanto vivo, a suo modo, quanto [...] prima quello di Gobetti e di Gramsci. Se ora dovessi, nel [...] quadro, mettere Pavese, il rapporto di lui [...] credo, affatto diverso. Gli amici e compagni [...] e furono poi sempre, quelli della scuola [...]. Il suo professore di [...] Augusto Monti, rimase il suo maggiore, forse [...]. Non pare che alcun [...] da lui affetto e stima. Ci volle la straordinaria [...] di Ferdinando Neri per appianare il disaccordo [...] Pavese e il bibace, poetante e cattolico [...]. Non ho mai visto [...] ricordo che, a differenza del francese e [...] era insegnato allora a Torino da un [...] ordinario: concludo che già dovesse fare scandalo [...] poesia americana, anziché inglese, e su di [...] Whitman. ///
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Non ho mai visto [...] ricordo che, a differenza del francese e [...] era insegnato allora a Torino da un [...] ordinario: concludo che già dovesse fare scandalo [...] poesia americana, anziché inglese, e su di [...] Whitman.