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È morto a 102 [...] ultraconservatore che, alla fine, ha affascinato anche [...] Le tempeste di [...] tra nazismo e anarchia [...] E [...]. Barbara Spinelli è [...] editoriali-sta. Con la voglia di [...]. Il che la trascina [...] comica-mente iniziatiche, da Sibilla. È come se parlasse [...]. E ce [...] davanti allo specchio ad im-postare [...] voce. /// [...] /// A volte le capita [...] suoi editoriali di prologhi filosofici asso-lutamente inutili [...]. Del tut-to incongrui. Ad esempio, per parla-re di [...] domenica scorsa sco-modava [...] della decisione», [...] del nulla». Ma davvero un bel [...] soltanto queste citazio-ni! Al contrario, serve a [...] il «nulla» appunto, che, in quanto inseparabi-le [...] dal linguaggio, prelude alla riscoperta fi-losofica [...]. È uno scritto questo, [...] (mal) citato dalla Spinelli («Introduzione alla Metafisica») [...] da certi vaghi accenti decisionistici tipi-ci del [...] «Essere [...] tempo», dove, ad ogni buon conto, il [...] trova luogo. Insomma [...] e [...] non [...] un acca. Mentre alla Spinelli, consiglia-mo [...] articolo, il «Chi siamo e dove andiamo» [...] Pazzaglia. E il suo ragio-namento [...]. /// [...] /// Non li perde punto [...] Marcello Ve-neziani, che sul «Giornale» asserisce: «La [...] non può essere considerata [...] radicalizzazione tota-litaria del fascismo, perché fu il [...] regime partecipativo, aperto ai partiti e proiettato [...] diretta. E con questi [...] Veneziani [...] dal Novecento, come va scrivendo? Davvero lui crede ancora [...] «sociale» e «de-mocratica»? Non sa che il [...] questa democrazia to-talitaria, partecipativa, «plebiscita-ria»? [...] una volta due «novatori». Il primo era un [...] Tycoon [...] che tuonava in nome del bipolarismo contro [...] i monopoli. Adesso [...] ridotto a mendicare di nuovo [...] di proporzionale. [...] impavido il privilegio delle li-cenze [...] commercianti e ai tassisti. Si chiamava Berlusconi e [...] Cavaliere inesistente. [...] «nova-tore» voleva mettera la briglia [...] par-titi, picconare il regime. Si ridusse a [...] un [...]. E a teorizzare il [...]. Finì col picconare Casini. E col fare la [...] politico campano, di nome Mastella da Cep-paloni. /// [...] /// E, malgrado i tentativi di [...] il «centro» prima [...] fu [...] tempesta in un Buttiglione. La celebre battuta di [...] di «Tempeste [...] rievocata dieci anni fa [...] me-desimo, in occasione del [...] in fondo la dice lunga su prossimità [...] grande scrittore di [...] rispetto alla realtà della [...] in Germa-nia sulle ceneri della repubblica di Weimar. Agli occhi del giovane svevo [...] anni nella legione straniera, poi [...] nella [...] e autore [...] nei [...] (decisi a farla finita con [...] società democratica nella Germania [...] ai suoi occhi dunque il [...] regime di [...] e invoca-to, non poteva che [...] di contaminazioni borghesi, burocratico e [...] troppo «umanistico». Incapace di [...] stato nazionale tedesco, e di [...] forma pla-netaria al vero nuovo ordine dei «produttori -lavoratori [...]. Ben per questo lo [...] amato da Hitler [...] di diventare un dignitario [...] Reich. Declinando [...] di entrare uffi-cialmente nel pantheon [...] autori [...]. Eppure, oggi che [...] scompare, alla straordinaria età di [...] anni [...] sveva (dove si era ritirato [...] 1950) è impossibile rimuovere, nel giudizio storico [...] tanto [...] «inattuale» [...] intellettuale [...] quanto la [...] contiguità «umana, troppo umana», [...] dei totalitarismi e delle guerre [...] sterminio. Ed è quella della «contiguità [...] col tempo la cate-goria che meglio permette di fissare [...] cifra esistenziale, concettuale e stilistica di [...] nato [...] sempre in bilico tra [...] della tec-nica da lui celebrata [...] figura [...] costruttore», e il rifiuto della [...] di cui diventerà emblema [...] il soli-tario individualista in fuga [...] la natura, tardo protagonista [...] riflessione iniziatica [...] (quella dei recenti de-cenni). Ma qual era il problema [...] dominante che [...] suo pensiero per immagini, non [...] caso definito [...] stesso «realismo magico»? [...] stesso problema di [...] quello appunto [...] devastante della tecnica. Molto meno quello della [...] de-cisione politica enfatizzato [...] Carl Schmitt. La tecnica, per lo [...] la dimensione totalizzante del «mo-derno». [...] straniata e vitale delle forze [...] dalla scienza e [...]. [...] i soggetti da cui promana, [...] guerra, [...] della scienza. Detto diversamente, una sorta di Moloch espres-sionista che abbatte gerarchie e ne forma di nuove, [...] di una furia del dileguare inarrestabile e prometeica. Ma senza prome-tei e [...]. Mentre [...] affiderà la salvezza della [...] indefinibile rivela-zione e riemersione [...] (della [...] greca») alle spalle della [...] suoi orrori, [...] lo [...] anteguerra cor-re incontro alla [...]. Romantizzando, proprio come i [...] destino della tecnica. [...] una profezia da vi-vere [...] con [...] fati» di chi è convinto [...] cavalcare il destino per conferire ad esso un senso. Entrambi, comunque, [...] quanto [...] credettero per un buon [...] tra le due guerre, che alla Ger-mania [...] un ruolo cru-ciale nella storia della civiltà. /// [...] /// Quella di [...] forma [...] della [...]. Per [...] espressione nel caso di [...] vivificando così il nichilismo grazie [...] una genia di [...]. Per [...] e [...] con le radici, con [...] romanti-co e con la «Grecia», [...] caso di [...]. Curiosamente, proprio alla vigilia [...] accade qualcosa di paradossa-le. [...] e [...] «tradiscono» il nazi-smo, assumendo ciascuno [...] distacco, la [...]. /// [...] /// Come espressione compiuta della [...] al tentativo comunista, quindi incapace di esprimere [...] tra modernità e tradizione. [...] viceversa accentua gli ele-menti speculativi [...] aristocratici della [...] vi-sione, puntando in direzione individualisti-ca [...] abbandonando [...] della società di massa. Sono gli anni del soggiorno [...] da ufficiale della Wehrmacht, anni di [...] lo scrittore, divenuto amico di Cocteau e [...] si avvicinerà pericolosamente [...] di [...] il protagonista [...] personalmente e [...] a [...]. Ma [...] un altro [...] ovvero quello del dopoguerra, [...] «entomologo», disil-luso e ormai [...] primor-diali e iniziatici, da [...] crosta della vita quotidiana, dominata e capillar-mente [...] della tecni-ca. È lo [...] compiutamente individuali-sta. Incerto tra i vaticini di [...] tecnica [...] e [...] il mondo) e la fuga [...] una dimensione na-scosta, primigenia, dove il fluire della vita [...] rivela in forme [...] a chi sa [...] dello stile. È [...] che a differenza [...] non compie «gesti» né favoleggia [...] utopie. Ma ricarica [...] con gli «dei» le sue [...] per un futuro indefinito, dove [...] energia dei «rivoluzionari conserva-tori», signori [...] tecnica, possa forse di nuovo balenare. Amato da [...] per il suo cosmopolitismo [...] Sartre per il suo «nichilismo eroico», idealizzato [...] Helmut Kohl sul filo della ri-scoperta «revisionista» di una Germania [...] non hitleriana, [...] ha di-viso anche la [...]. Odiato come «distrut-tore della [...] Lukàcs a Colletti), ri-dimensionato come «pensatore debole» da Magris, [...] invece rivalutato in Italia da [...] preservare uno spazio di [...] pensiero [...]. In realtà [...] non andrebbe né demoniz-zato, [...]. Soltanto collocato in [...] galleria delle catastrofi. La catastrofe del secolo [...] del pensiero come prassi [...]. /// [...] /// Era uomo di questo [...] dubbio, e come il secolo che incarnava [...] inafferrabile. Incontrammo la [...] opera in un tempo [...] nella Medusa di Mon-dadori, uscì quel libro [...] «Sulle scogliere di marmo», secondo alcuni il [...]. Era [...] il fine dei suoi [...] aveva cercato anche in «Cuore avventuroso», un [...] volte, nel 1929 e poi, riscritto, nel [...]. Perfino nella guerra cercò [...] armonia. Mentre il mondo cercava [...] tra gli umani, egli la perseguiva nella [...]. La guerra era alle [...] nel 1939), tutta [...] e il mondo intero [...] scontro, [...] scrutava il mondo delle [...] insetti, trasformandosi in botanico, entomologo, studioso di [...]. [...] che gli uomini non [...] rapporti tra loro, egli la trovava nel [...]. In un bel saggio, [...] anni dalla [...] morte, Fer-ruccio Masini penetrò [...] personalità di [...] cer-cando in quei «Diari» [...] parere, sono la [...] opera maggiore. Parigi era occupata dai [...] è nella capitale fran-cese [...] di ufficiale della Wehrmacht. Masini lo segue nei [...]. Come chia-mare le sue [...] alle ricche abitazioni dei [...] agli appartamenti delle belle [...] sono la-sciate scegliere dagli occupanti? Il suo [...] da intendi-tore raffinato, in buona dose sprezzante, [...] tempo come nessun altro. Visita gallerie e musei, stringe [...] amicizie con una società parigina che non ha sentito [...] dovere di combattere [...] nazista. Il quadro, perfetto, che Masini [...] è il seguente. Parigi, la Parigi antinazista [...] rivol-ta, le truppe tedesche stanno per fare [...] ormai, la guerra è perduta, e lui, [...] Ernst [...] siede al suo tavolo [...] un fiore in ma-no. Oggetto della [...] osservazione è lo stelo di [...] fiore. La Francia, [...] il mondo intero sono alle [...] battaglia, ma [...] cerca armonia nello stelo di [...] fiore. Egli non è uno [...] non è un «operaio» come gli altri. Sarà operaio, ma non [...] bensì nel significato di «combattente». Era stato que-sto, del resto, [...] tema che aveva già attraversato libri come «Der [...] che è del 1932, e «Nelle tempeste [...] che aveva pubblicato [...] delle rivoluzioni, negli anni Venti. Dopo la seconda guerra [...] pubblicò [...] ma, come si è [...] grande libro venne con i «Dia-ri», dove [...] il solo momento di commossa [...] di [...] aveva cercato di dominare il proprio tempo [...] era stato dominato. La [...] lunghissima vita si era do-vuta [...] in una sperduta Ger-mania, dove lo aveva raggiunto, per [...] compagnia, il ricordo del figlio, morto in Italia sulla Linea Gotica. Si ricordano, tra gli [...] «Le api di vetro» (1957), «Il problema [...] Aladi-no» [...] «Due volte la come-ta» (1987), «Le forbici» [...]. /// [...] /// Ebbe simpatie na-ziste negli anni [...] di Hitler. Poi tra i due [...] più o meno tacito patto di convi-venza. /// [...] /// Poi tra i due [...] più o meno tacito patto di convi-venza. (0) (0) ![]()
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