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I racconti [...] cura di (trio Paolucci Oretta [...] gentile concessione delle [...] Lavoro Traduzione di: Edgardo [...]. Non sto sbagliando, dico [...]. /// [...] /// E tutti questi si [...] unica vita. Avremo le nostre moni. Ma il parto fu [...]. /// [...] /// Per questo quando racconto [...] mulatto non di razze ma di esistenze. Uccisi mia moglie, dicono. Nella vita reale, uccisi una [...] non esisteva. /// [...] /// La liberai dai lacci, [...] non aveva voce, che moriva senza un [...]. Che animale usci, muto, [...] una fessura del [...] dottore delle leggi, mi [...] scrivere la mia storia. Poco alla volta, un [...]. Questo, che lo racconterò, [...] lo userà In tribunale, per difendermi. E neppure mi conosce. La mia sofferenza le [...] A me non Importa, neppure un po'. Sto qua a parlare, [...] ma non voglio proprio nulla, non voglio [...] restare? Sei anni che sono [...] pre-so. Ora, dottore, desidero solo [...]. Morire è troppo, vivere [...]. Resto a mezza via, Moribonda Sta [...] di me?" Spiego; ai moribondi tutto è [...]. Nessuno ride di loto, [...]. Il moribondo ci insulta? Sicuramente [...]. Cacano nelle lenzuola, spulano [...] Puliamo e basta. Lo trovi un modo, [...]. Escogiti un po' perché [...]. Alla fin fine, sono [...] perché mi destinai io alla prigionia. Niente, non fu nessuno [...]. Stanco di me, mi [...] lo stesso mi consegnai, Forse a causa [...] incompiuta. Posso aspettare ma non ottengo [...] nulla. Il futuro quando arriva [...]. E allora, alla Un [...] io? 11 luogo della mia vita non [...] le elucubrazioni, vado dritto [...]. Comincio con mio cognato [...]. Fu quella notte che [...] cercare, allora fu che cominciarono le disgrazie. Restava solo un bicchiere [...]. In casa di mio [...] si preparava la fine [...]. Percorse la capanna con [...] moglie, indaffarata, si muoveva tra le ultime [...]. Poi la donna si [...] era inquieto. Il sonno tardò a [...]. La fuori, un gufo [...]. La moglie non [...] annunciatore di morte, dormiva [...] totale abbandono. [...] sì [...] farò un té: forse mi [...] a trovare il modo di dormire». Dalla legna, prese un [...] soffiò sopra. Allontanò di scatto la [...] faville che gli erano balzate davanti agli [...] In [...] momento di confusione, lasciò che il legno [...] schiena della moglie. Nessuno aveva mai udito [...] quello che la donna lanciò. Non era un suono umano, [...] un grido da [...] male. La voce di una iena, [...]. /// [...] /// Un fulmine è caduto [...] pensò [...]. E fuggi di casa. Attraversò il villaggio, svelto, per [...] a raccontare. Giunse alla mia casa, [...] agitarono. Entrò [...] bussare, senza chiedere «con permesso». Mi raccontò [...] cosi come lo sto [...]. Al principio, io non [...]. Ubriaco, probabilmente [...] stava confondendo i ricordi. Odorai [...] della [...] lamentazione. Non sapeva di bevande. Era vero, allora! E se io, senza [...] una [...] Se [...] amata, allora avevo [...] i miei baci con [...] perdonare questi scambi? Forse che qualche volta [...] gli esseri umani, passano la giornata sulla [...] No, le bestie vivono solo e sempre [...] il 11) di ferro. Se questa donna, porca [...] ingannato, ero diventato io un animale! Era [...] di sorpresa con una sofferenza, [...] un dolore acuto. Guardai Intorno e vidi [...] l'acqua a bollire. La presi, le inondai [...] quel bollore. Aspettai il grido ma [...]. Non venne, proprio. Restò cosi, muta, piangendo [...] rumore. [...] un silenzio raggrumato, li [...] Per tutto il giorno seguente non si Disegno [...] Miguel [...]. Cariota, poverina, era solo [...]. Un nome senza persona: [...] rimasto nel corpo. Le scossi le [...] perché non ti [...] Se soffri, perché non gridi?». Ma la morte è una [...] di inganni. Le vittorie sono solo [...]. La vita tiene insieme [...] che c'è volontà di vivere. E di questo Cariota aveva [...] di una parvenza di volontà. Giocai come un bambino per [...] ridere. Saltai come una cavalletta tutto [...] alla stuoia. Sbattei delle pentole, mi [...]. /// [...] /// I suoi occhi erano [...] guardare lontano, per distinguere il lato cieco [...]. Solo io ridevo, sbatacchiando [...] le pignatte. Mi alzai, soffocato dagli [...] uscii per dare la stura, là fuori, [...]. Sghignazzai fino a spossarmi. Poi, un po' per [...] dalla tristezza e da antichi rimorsi. Tornai dentro e pensai [...] fatto piacere vedere il giorno e sgranchirsi [...]. La portai fuori. Era cosi leggera che [...] doveva essere [...] polvere rossa. Misi a sedere Cariota, [...] Lasciai che il fresco le rimarginasse il [...] LI, [...] nei cortile, mori Cariota [...] mia moglie. Non riconobbi subito quella [...]. La capii solo per [...] le si era fermata negli occhi. Quella lacrima era già [...]. Rimasi a guardare mia [...] proprio corpo. Guardai i piedi, graffiati [...] della terra. Tanto erano andati per [...] fratelli del terriccio. I piedi dei morti [...] dopo il decesso. E, mentre contemplavo la [...] Cariota, ero assalito dai dubbi: che malattia era [...] gonfiori né lamenti? L'acqua calda può [...] modo [...] di una persona? Ed [...] conclusi dai miei ragionamenti: Cariota [...] era un uccello, di [...] la voce quando volano controvento. I sogni [...] mi svegliarono dal corpo La [...]. Lei stava ne) cortile, [...]. Pestava, sa che cosa? Acqua. /// [...] /// [...] di [...]. /// [...] /// Lei, cantava una canzone triste, [...] che stesse cantando una ninnananna a se stessa. Le chiesi perché stesse [...]. Fu allora: vidi che [...] mortaio, era [...] della mia sofferenza. Le chiesi [...] ma la voce non si [...] più. La mia ugola restò [...]. Solo quel [...] del mortaio che batteva, [...] Dopo un po' mi accorsi che il rumore [...] petto, era il cuore che mi castigava. Invento? Tutti possono inventare. Ma io da qua, [...] solo le pareti della vita. Posso sentire un sogno, [...]. Non posso [...]. Ormai ho scambiato la mia [...] i sogni. Non è stato soltanto [...] mi sono sognato di lei. La notte scorsa, dottore, [...] piangere. Perché ho assistito alla [...]. Guardai nel corridoio e [...]. Un fiume di sangue. Era sangue orfano. Senza il padre, che [...]. Sangue detenuto come il [...]. /// [...] /// Non mi ricordo come [...]. Ho la memoria oscurata [...] queste CARIOTA GEN TI NA. /// [...] /// No, non era grano, [...]. Acqua, chicchi di cielo. Le chiesi perché stesse [...]. Domani: Le balene del [...] notti che ho inghiottito. E lo sa chi, [...] sógno, salvò il mio sangue [...] FU lei. Prese il sangue con le [...] vecchie mani. Putì quel [...] tolse la polvere, affettuosamente. Riunì [...] rivoli e insegnò loro [...] rientrare nel mio corpo. Poi mi chiamò, con [...] porto ma che ho [...] visto che nessuno mi [...]. Solo una cifra, fatta di [...] e non di lettere. Lei mi ha chiesto [...] verità. È certo: [...] uccisa. Fu un delitto? Forse, [...]. Ma questo dubbio mi [...]. Sono un védovo, non [...] che. La morte non Ha [...] questa Cariota. Adesso lo so: i [...] nello stesso giorno. [...] vivi hanno date separate. Quelli che piangevano, durante [...] ciechi. /// [...] /// E vero, [...]. Perché dentro la bara su [...] piangevano non [...] nulla. Lei era fuggita, salvata [...]. Mi videro ridere cosi, [...]. /// [...] /// Pensarono che quelle ghignate [...] della tristezza. Forse erano singhiozzi incompresi, [...]. /// [...] /// Alla fin fine, non [...] defunta quella che stava 11. Più che altro, era [...] forma di animale. Voglio Imparare a essere [...] A [...] di scrivere mi sono stancato di tutte [...]. /// [...] /// Non c'è bisogno che [...]. /// [...] /// In fin dei conti [...]. Voglio essere punito, non [...]. Non per un crimine [...] mio errore. Spiegherò alla fine qual [...]. Sei anni fa mi [...] da solo. Ora io stesso mi [...]. La ringrazio di lutto, [...]. Le ho preso del [...]. Lei mi darà de) [...] Lo [...] lo accetto. Ma, se permette, scusi: [...] sa della mia persona? Non sono come [...] quel che mi viene in testa, non [...] ho bisogno. E non dipende da [...] mi manca. Il difetto è di Dio. Perché Dìo non ci [...] belli e finiti? Completi, come è nato [...] basta solo crescere. Se Dio ci ha [...] non ci ha lasciati essere padroni della [...] se bianchi, siamo neri. Glielo dico con rispetto. E nero anche lei. Un difetto di razza [...] nostra razza di tutti. La nostra voce, cieca [...] è (alta per comandare. Diamo ordini [...] ai deboli: alle donne e [...] bambini. E anche toro cominciano [...]. Il potere di un [...] rendere gli altri più piccoli, schiacciare gli [...] stesso è schiacciato dai maggiori. Il ruolo delle anime [...]. Abituati al suolo, com'è [...] nel [...] incompleti e finiamo sepolti. Meglio essere una pianta, signor [...]. [...] imparare a essere albero. Perché le [...] le streghe, non cercano [...] piante verdi e tranquille? Fosse [...] cosi, non avrei avuto [...] Cariota. [...] solo strappata, senza delitto, [...]. Ho paura soltanto di una [...] del freddo. Tutta la vita ho [...]. Ho una malaria non del [...] ma [...]. Il caldo può essere [...] sempre I brividi. [...] mio cognato. Fuori di casa (a [...]. /// [...] /// Ma io, dottore, che casa [...] mai avuto? Nessuna. Tetra nuda, [...] o un dove. In un porto del genere, [...] arrivo né partenza, [...] di abilità. Non le cose che [...]. Abilità assolute, abilità da [...] che non ha contatti con nessuno. In [...] lettera lei mi vede cosi, [...]. Perché sono cosi? Perché [...] visitato [...] e mi [...] raccontato tutto, come accadde. Al termine, ho capito [...]. [...] concluse cosi: alla fin fine, [...] moglie, mia cognata, non era una nati. Ne ebbe la contenne [...] numero dì notti. Vegliava e spiava, per [...] moglie avesse o no [...] occupazione notturna. Niente, non [...]. Non andava a quattro [...] un uccello. Cosi [...] provò che la [...] sposa aveva proprio natura [...]. /// [...] /// Se la sorella di mia [...] non era una [...] neanche mia moglie lo era. La stregoneria è un male [...] sorelle, malattia congenita. Ma io da solo come [...] Non potevo, dottore. Sono figlio del mio [...]. Voglio essere giudicato secondo [...] alla mia tradizione. Il mio errore non [...] uccidere Cariota, Fu quello di consegnare la [...] questo suo mondo, dottore, che non ha [...] vedere con il mio. Là, dalle [...] parti, mi conoscono. Là possono decidere [...] qualità. /// [...] /// Come posso essere difeso [...] che gli altri mi capiscano? Scusi, signor [...] può essere latta soltanto nel luogo a [...]. Solo loro sanno che, [...] io non sapevo che Cariota [...] non avesse ali per [...]. Ora è troppo tardi. Colgo il momento [...] ora che é già passato. Sono un cieco che [...]. Apro quella che è [...]. Non scelgo; è la [...] il chiavistello. La mia vita non è [...] strada. Piano piano entrerò nei [...]. Quando vorranno [...] lo sarò già lena. Poiché non ho avuto [...] questo sarà il privilegio della mìa morte. [...] -Nelle lingue [...] significa [...]. /// [...] /// [...] -Nelle lingue [...] significa [...]. (0) (0) ![]()
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