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E dipenderà anche dalla [...] un adeguato appoggio parlamenta-re». La parola chiave -e [...] dolente -è «coerenza». Perché la giornata di [...] che da due anni e mezzo siede [...] Palazzo [...] è in qual-che modo [...] confusa e se vogliamo contrad-dittoria di questa [...]. È il giorno in [...] dal no alla candidatura per un reincarico, [...] del centrosinistra, alla [...] accettazione, pur circondata da [...] distinguo. Il cam-biamento avviene in [...] passa almeno attraverso due tappe chiave: la [...] sera con [...] e il pranzo consumato [...] gover-no con Veltroni, Micheli, Parisi ed Enrico Letta. Sì, perché ieri a [...] collaboratori di Prodi e di Veltroni stavano [...] scatoloni: scrivanie da svuotare, uffici da lasciare, [...] in piena regola. Poi, pian piano [...] di non chiudere la porta [...] dei reincarico (del [...] come [...] chiamato [...] ha preso piede ed è [...] certezza [...] di pran-zo. Prodi a chi gli [...] rimando attaccato alla formula: «Non ho cambiato [...] in modo forma-le, non solo sostanziale, le [...] che avevo detto sabato scorso, cioè la [...] al programma pre-sentato agli elettori e la [...] praticabilità parlamenta-re. Sono le stesse parole [...] allora e che ho usato stase-ra». A dire il vero [...] detto nei giorni scorsi [...] un qualcosa in meno, [...] «maggioranza del 21 apri-le», che è solo [...] citazione del «programma presentato [...]. È il passo, stretto, [...] Prodi [...] deciso di compiere in [...] allargamento della maggioranza. Ma ai microfoni del Quirinale, [...] corazzieri in alta uniforme, non fa riferimen-ti [...] di quella mag-gioranza elettorale e neppure fa [...] che hanno approvato il [...] i due passag-gi che [...] nel-le dichiarazioni dei leader del centrosinistra ormai [...]. Prodi per tutta la [...] lambiccato attorno ad un in-terrogativo: cambiare posizione [...] detto nel co-mizio di domenica sera a Bolo-gna [...] percepito co-me un «tradimento», una smen-tita troppo [...] rimet-terci la faccia? Ma [...] «tirarsi fuori» non avrebbe [...] scompari-re [...] Prodi», che se non [...] aveva irritato almeno i [...] Quercia che [...] avevano parlato di «astrattezza», [...] so-stanzialmente di «impoliticità», dalla scena politica? Era [...] dei dubbi di prodi. Era-no [...] le incertezze che veniva-no fuori [...] telefonate e negli incontri a raffica: [...] lo scam-bio continuo con Veltroni, [...] le telefonate del [...] e di Marini, [...] le chiamate dei sindaci [...] in te-sta. E poi il pressing [...] Palazzo [...] -arrivava forte anche dal Quiri-nale. [...] una frase di [...] che bruciava: «Ti ricordi Roma-no, [...] Mariotto Segni sem-brava [...] diventato [...] più importante [...]. In-somma chi si ritira [...]. Tanto più che Prodi [...] Bologna aveva detto tre volte no, ma aveva [...] passare il Rubicone delle elezioni anticipate. E il pressing arrivava [...] popolari: i [...] che gli consigliavano di [...] e Marini che insisteva. Tanto più mentre a [...] Gesù [...] di arrivare alle europee [...] unica con «tutti gli aderenti al [...] (ovvero con Cossiga, visto [...] insistono a far notare [...] di Forza Italia sono sta-ti ammessi solo [...]. Tra gli amici [...] chi gli metteva davanti la [...] che lo sosteneva co-me non [...] mai fatto con nessun governante europeo. E a spingere perché [...] idea sul no al reincarico [...] anche Veltroni, che aveva [...] sorte personale a quella di Romano, per [...] e due dentro o tutti e due [...]. Poi a Palazzo [...] emissari e telefonate portavano [...] e novità: [...] chi parlava di un [...] una pattuglia di [...] «indipendenti», che potrebbero assicurare [...] nuovo tentativo di Prodi. Ot-to voti, dieci voti. Ma la scon-fitta di [...] troppo per giocare coi numeri. Poi la svolta, costruita [...] spostamenti, arriva [...] di pranzo, davanti a [...] e molto die-tetica (per i soliti curiosi [...] fatto di riso in bianco, di fi-letto [...] e cavolfio-re, niente dolce ma una patriot-tica [...] di kiwi, fragole e banana) quando Prodi [...] passo [...] con Veltroni, coi suoi [...] e con Let-ta il quale commenta, scherzo-samente, [...]. Poi par-tono le telefonate [...] centrosinistra, per dire che sì, lui accetterà [...] non tutte almeno mol-te delle «condizioni» che [...] ore prima gli consigliava-no di rinunciare. Il cambio prende un [...] sprovvi-sta: per tutta la mattina le voci [...] già guardavano al formarsi del governo Ciampi, [...] ma-gari con qualche cambiamento [...]. E invece macchine indietro. È un sì che [...] sospetto: una «mela avvelenata» dice [...] che paventa un cambio [...] più radicale di quel-lo che si profilava. Ma è eviden-te che [...] consu-mata un bel [...] della fiducia tra Prodi [...] del centrosini-stra e il ripensamento può essere [...] un ri-schio aggiuntivo sulla strada di un [...] profilo poli-tico più limitato e con un [...] alto per il quale, evi-dentemente, la possibilità [...] della maggioranza era più alta. Ora che ha detto [...] su Prodi continuano, perché lanci segnali di [...] trasformi il tentativo in un capitombolo che [...] i tessitori di questi giorni e non [...] premier uscente. Ci sono le consultazio-ni, [...] del centrosini-stra di un incarico a Prodi. [...] alla fine convoca Romano e [...] tiene dentro per una [...] buona. Alla fine ci sono [...] cui parlavamo [...]. E [...] che il se-gretario generale del Quirinale [...] aveva annunciato, di-venta per bocca [...] una «sorta di [...]. Quasi a mettere le mani [...] per [...] di un fallimento. Il 30 per cento dei [...] non sa che [...] la crisi [...]. /// [...] /// [...] governo Prodi. /// [...] /// Romano Prodi e Walter Veltroni [...] a Bologna; in basso Enrico Letta [...] RISOLUTORE Il premier con Veltroni, Micheli, Parisi e Enrico Letta decidono a tavola la [...] IL FATTO Fax dalle fabbriche «La crisi contro di [...] MILANO Pirelli Bicocca, [...] Ansaldo, Norton. E poi ancora Galbani, [...] Banca di Roma, [...] Coop [...] Assicurazioni, Ferrovie Nord, Ferrovie [...] Sta-to, [...] Mondadori e tanti al-tri [...] di luoghi di lavo-ro. [...] di Milano è una pioggia [...]. /// [...] /// Far conoscere al presidente [...] Re-pubblica [...] preoccupazione di quella parte di società da [...] fronte alla crisi di governo in atto. E chiedere una soluzione rapida. In grado di far [...] del ri-sanamento economico e dello sviluppo. I testi sono espliciti. /// [...] /// I lavoratori guardano con preoccupazione [...] che la crisi [...] sui rin-novi contrattuali -quello del [...] e [...] metalmeccanici su tutti -e sul [...] delle politi-che per [...] tanto fati-cosamente messe in cantiere [...] questi anni. Nella convinzione che, come [...] sia venuto il «mo-mento che anche il [...] esprima con forza le pro-prie opinioni». E non resti [...]. Ma un appello particolare [...] stessa [...]. Queste aziende stanno attraversando [...] ben sanno quanto sia importante avere, nel [...] sensi-bile. I lavoratori [...] ne sanno qualcosa: la [...] lotte, gli scio-peri, a volte anche la [...] del loro posto di la-voro non potevano [...] ad impedire la chiusu-ra dello stabilimento. Decisivi sono stati i [...] col governo». E la richiesta, alla [...]. /// [...] /// Ma evitare, anche, il ritorno [...]. I cinque giorni di passione [...] Professore Un tour de force tra pedalate, bagni di [...] e pranzi di lavoro STEFANO DI MICHELE ROMA Venerdì [...] mentre il suo [...] Romano Prodi mostrava [...] di Montecitorio uno di quei [...] furie gli avversari e che [...] irritano anche gli al-leati. Ieri sera, [...] dallo studio di [...] aveva [...] seria, certo, come si conviene [...] cir-costanza, ma anche [...] perplessa e un [...] stupita di chi ancora bene [...] capiva come era [...]. [...] comunque, tra pedalate e mangiate, Pendolino e conforto degli [...]. Ed ecco, a sorpresa, [...]. /// [...] /// È un giorno che [...] a Romano. Esattamente un anno fa, si [...] dimettere per una bizza [...]. Esattamente un anno dopo, [...] di Fausto va a fondo. È una giornata carica [...] a che ora prende la poppata la [...] Liotta con chi sta? La Val-piana [...] ha deciso? Per ogni mistero svelato, un [...]. Finisce 313 a 312, cioè [...] male, malissimo. È in quel momento, [...] si scatena in cori da stadio, e Veltroni [...] faccia plumbea neanche [...] visto la [...] perdere lo scudetto col Campobasso, [...] sorriso si allarga sulla faccia del Professore. Abbraccia Walter e tut-ti [...] gli capitano a tiro. /// [...] /// [...] sul Pendolino e torna a Bologna, tra i suoi cari. Livia [...] «È la fine di [...]. Il Polo, in piazza, [...] banda di Sgurgola (Frosinone), un bastione [...]. /// [...] /// Per due giorni, casa Prodi [...] in una specie di osteria. Passa a pranzo [...] bussa per il vitto Veltroni. Per fortuna che la [...] Flavia, [...] prudente, ha il frigorifero [...]. /// [...] /// [...] il segretario [...]. Tagliatelle e pesce spada. Stando alle ricostruzioni dei [...] so-no di questo tipo: 1) «Romano, non [...] re-mi in barca», [...] Cossiga in barca»; 2) «Nel [...]. Insomma, per farla breve niente Prodi bis. [...] dato alla causa «La canzone [...] «Un altro mondo, [...] storia, un altro tempo». Incorag-giano Patrizio Roversi e [...] pure reduci dal [...] «Sei meglio tu di Fausto». Confida il sottosegretario Ar-turo Parisi: «Niente [...] pensare alla sconfitta». /// [...] /// Ovazioni in [...] per Prodi, Veltroni e [...]. È il famoso discorso [...]. [...] al microfono: «. Beniamino Andreatta consola: «In Italia [...] tanti pul-lman. La [...] frigorifero, ché oggi mangia [...] Walter: [...] orecchiette al pomodoro e cotolette [...]. Dini è incorsa, Ciampi [...] fatti suoi, Bossi torna a Roma. Saggiamente, nel [...]. /// [...] /// Si registra, sui giornali, anche [...] presa di posizione sulla crisi di Valeria Marini. È la giornata di Ciampi, [...] danno per favorito. [...] Di Pietro borbotta. [...] per carità di patria, tace. /// [...] /// Poi, di nuovo a [...]. Stavolta da [...] a [...] anche perché la signora Fla-via [...] esaurire le scorte. Riso in bianco e [...]. Vino poco, ma rosso. È [...] quella apparecchiata per convincere Roma-no [...] dal suo «manco morto» rispetto [...]. /// [...] /// Pare la giornata [...] generale, poi in [...] ore tutto comincia a sciogliersi. [...] fa [...] quelli del Polo si attruppano [...] Berlusconi per la-mentarsi del mondo circostante, a cominciare da Cossiga, che trotterellando da una parte [...] ha fatto capire poco, ma [...] concluso parec-chio. Alle otto e mezza [...] per i tigì, [...]. Siccome è persona seria [...] mandare di traverso il «Mortadella Day» polista [...] tutta. Ma niente sorrisi, [...] spaesata. /// [...] /// Anche perché, come diceva un [...] «la politica [...]. /// [...] /// Anche perché, come diceva un [...] «la politica [...]. (0) (0) ![]()
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