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La scuola unica, centralizzata [...] entrata in crisi proprio perché ha fallito [...] e due gli obiettivi: non è di [...] viene valutata e non è stimolata a [...] così [...] opera in regime di [...] equa, dal momento che gli abbandonanti, molto [...] ancora quasi venti su cento nel primo [...] vengono quasi tutti dalle famiglie meno agiate. Da un altro punto [...] molto si sia fatto, la di-sparità tra [...] paese resta alta: tutte le pluriclassi nella [...] esem-pio, sono al Sud e nelle isole. Ma [...] più preoccupante di questo [...] il suo costo elevato: benché sia diffusa [...] una gratuità apparente, scuola e università sono [...] cittadino che lavora, nel 1995, oltre due [...] a testa di sola spesa statale, più [...] locali. Un mesa di un [...]. In questa situazione, sostenere [...] recentemente il ministro della pubblica istruzione [...] che si potrà parlare [...] scuola privata solo quando si sarà adeguatamente [...] sta-tale è un controsenso: è il modello [...] organizzate le risorse che non funziona, e [...] equivale a dare a un mala-to una [...] una medicina che si è dimostrata inutile. La vera soluzione (logicamente [...] è quella di costruire [...] di scuole responsabili, di fronte allo Stato [...] dalle cui tasche in ultima analisi escono [...] finanziare, direttamente o indirettamente. Tutte le scuole che [...] re-gole fissate dallo Stato (e questo già [...] e le scuole ispirate a ideologie in [...] Costituzione), vengono con-trollate centralmente, dimostrano di [...] rag-giungere gli obiettivi proposti [...] -risultano gradite ai clienti, accedono al finan-ziamento [...]. Il modo in cui [...] sembra secondario, rispetto [...] che il sistema scolastico, [...] e periferica, deve rende-re conto del suo [...] in un continuo miglioramento per raggiungere obiettivi [...]. Solo questo, e non il [...] di gestione, o [...] laica o «con-fessionale» segna il [...] pubblico di una scuola. [...] DA SPERARE che [...] quanto oppor-tuno tavolo [...] attivato presso il ministero [...] Lavoro [...] il tema delle cooperative sociali con una [...] risulta assente da gran parte degli in-terventi [...] a partire da quello di Sergio [...]. Va intanto sottolineato che [...] sono un pezzo fondamentale del [...] e non è forse [...] differenza fra le cooperative sociali di tipo A, [...] alle fasce deboli (anziani, han-dicappati, [...] e quelle di tipo B [...] produzione e lavoro che, con alcune facilitazio-ni, [...] del lavoro soggetti deboli al-trimenti esclusi. Questo è il terreno [...]. Al di là delle [...] mi chiedo se tutti gli attori della [...] consapevolezza piena che a quel tavolo siederanno, [...] disagio e la sofferenza e la malattia, [...] loro altri protagoni-sti, virtù laiche che ultimamente [...] un [...] messo da parte: la [...] di una società che [...] promozione di tutti. Mi chie-do cioè se [...] si parlerà davvero, come neces-sario, degli ultimi, [...] non hanno diritti né op-portunità: allo stato [...] da [...] e allora pongo due [...]. La prima riguarda le [...] A, [...] il problema di verifiche e controlli sul [...] gli utenti. Utenti spesso «inattendibili»: e però [...] difficoltà di [...] e [...] non può assolvere la parte [...] e il sin-dacato [...] ad una valutazione della qualità [...] non solo della spesa) delle prestazioni attivate, attual-mente inesistenti [...] quasi. Così come le difficoltà [...] cooperative incontrano non possono can-cellare un [...] di formazione e supervisione [...] operatori avvertono, per il lavoro comples-so e [...] questi svolgono. [...] di cui non mi [...] fin [...] parlato ed è uno [...] formazione è parola che ricorre quasi ossessivamente [...] ma, forse, sotto sotto si pensa che [...] gli ultimi sia un [...] una lavoro senza qualità, [...] condizio-ni salariali è garantire tutto. Spero di sbagliare, mi [...] contraddetta. La seconda questione riguarda [...] B, certo foriere di possibili turbative di mercato [...] strumento non solo di integrazione sociale ma [...] per la collettività, se è vero come [...] più sofisticato di un [...] costa comunque meno caro della peggiore assi-stenza: [...] dei costi economici, tralascian-do quelli umani. Come garanzia contro lo [...] ora di unificare i trattamenti salariali dei [...] a dire che un malato di mente [...] lavora-re poche ore al giorno, e con [...] spendibili sul mercato, percepirà [...] uno stipendio pari a [...] lavora accanto a lui, impegnato ad [...] a lavorare e insieme [...] un obiettivo di produzione. Il che equivale a [...] qualunque impresa, condannando insieme i più deboli [...] mercato: significa, per gli ultimi, ad avere [...] un sussidio ma mai a una paga, [...] gua-dagnati che anche [...] degli ultimi sa riconoscere, [...] fattore di dignità. Diritti del lavoro contro [...] Non posso credere che sia questa la [...] è la scelta così come appare. Si tratta di due [...] se ne potrebbero porre) che impongono comunque [...] dei temi in discussione: [...] del giorno i diritti [...] ma anche i diritti di cittadinanza di [...] non sono, per nascita o per scel-ta [...]. Se il sindacato sta [...] evidente per porsi in modo nuovo di [...] di una società in profonda trasformazione, è [...] -determinante per una riforma del [...] capace o no di [...] non esclusivamen-te [...] -che deve essere detta [...] e coraggiosa: dal sindacato ma magari anche [...] sarà possibile riportare questi temi, come sa-rebbe [...] complessivo del fu-turo che vogliamo [...]. /// [...] /// Un operaio sta finendo [...] enorme leone in polistirolo plastico ed elastico [...] esposto nella Fonde-ria [...] americana a [...] in Arizona. [...] che è alta circa 15 [...] è stata realizzata con circa un quintale di polistirolo. Diventerà la più grande statua [...] bronzo degli Usa e sarà esposta [...] Hotel di Las Vegas. LA DISPUTA sulla forma [...] cui la Bicame-rale ha offerto un punto [...] un ogget-to [...] deve con-sistere e in [...] esprimersi la sovranità popola-re. È una disputa che domina [...] le società contempora-nee. /// [...] /// Da noi [...] stata la singolare coincidenza tra Tan-gentopoli e la fine della guerra fredda che ha creato [...] situa-zione a due facce: da un lato la cancellazione [...] classe dirigente accom-pagnata da una forte domanda di innovazio-ne [...] sistema, [...] la sostanziale conti-nuità [...] democratico. Questa se-conda circostanza, tuttavia, [...] promessa [...]. La Bicame-rale ha offerto [...] compromes-so che può essere definito [...] pun-to di osservazione) come [...] come parlamentarismo de-potenziato. Due debolezze dovrebbero incarnare una [...] forte. Soluzione originale, ardita, non [...]. Ma abbiamo un problema: [...] lo strumento, la forma, il metodo che [...] pilastri depotenziati del sistema? Sono in campo [...] carismatica e quella partitica (o, se volete, [...] quella di mediazione; quella della delega forte [...] selezio-ne organizzata della classe dirigente). Ridotta [...] il [...] ex machina della democrazia [...] Il tema è stato riproposto [...] Ciriaco De Mi-ta in [...] caratterizzata da un giudi-zio positivo [...] lavoro della Bicamerale. La [...] democratica, egli [...] affidata al «recupero», alla «reinven-zione» dei partiti [...] di garanzie». Contrapporre [...] ai «diritti dei cittadini» porterebbe [...] «una categoria di cittadini privilegiati, pronti a dire [...]. [...] conservatrici o nostalgiche? [...] tali è sciocco quanto [...] concezioni di Berlusconi. In verità, questo del partito [...] democrazia [...] e del [...] il [...] transizione italiana. Certi [...] se la cava-no [...] troppo [...] non democrazia dei partiti ma [...] con i partiti. Se si vuol dire [...] del partito deve essere depurato da certe [...] corruttive del recente passato, questo è sacrosanto. Ma non dimen-tichiamo la [...] solo vigilare (anche con norme [...] perchè mai più si torni a regimi chiusi, senza [...] dominati da oligarchie spar-titorie. Del resto De Mita [...] preoc-cupazione del maggior sociologo moderno della politica, Max Weber [...] pure non fu particolarmente tenero con le [...] il quale nella [...] critica del potere ca-rismatico, [...] critica gramsciana del cesarismo, ebbe a scrivere: «Eliminare [...] di partito non è possibile, se non [...] la possibilità stessa di [...]. Non sembra, dunque, che [...] De Mita in favore di un potere [...] partiti si presti a serie obiezioni. Semmai è da lamentare [...] così, resta solo enunciato. La teoria classica consolidata [...] materiali e visioni ideali, struttura e storia, [...]. Domanda: quanti dei partiti [...] rispondono davvero a questa connotazione? Vogliamo esse-re [...] Diciamo: [...] o quattro su quattordici. Il secon-do [...] partito di questo Paese [...] si veda il vaudeville del suo ultimo Consiglio [...]. De Mita, in particolare, sarà [...] alla diaspora [...]. [...] e [...] si stanno unificando ma [...] se met-tersi o no sotto la bandiera [...] Berlusconi. Cosa vuol dire? Vuol [...] più neppure il possente riferimento «cat-tolico» [...]. /// [...] /// [...] vasta [...] non basta più il riferimento [...] tanto è vero che si parla della Cosa 2 [...] partito pluralista e federato. Il cosiddet-to bipolarismo di [...] pro-dotto frazionamenti di identità deboli; il ne-cessario [...] e idealità non riesce a prevalere sulle [...] mercato politico; la virtualità la fa da [...] riconoscibilità [...] e si ammanta di [...] e furbesche (moderatismo, centro, antagoni-smo). TUTTO QUESTO è in parte [...] alla incongruenza soggettiva delle forze in campo, ma in [...] ben maggiore è dovuto ai cambianti profondi, e finora [...] indagati, della struttura sociale [...] finito [...] massa»; dovè finito il ceto [...] proprietarie [...] distinzione tra lavoro manuale e [...] intellettuale, tra produzione materiale e [...]. E i cambiamenti dello spirito [...] la crisi [...] di nazione, [...] di nuove metafisiche [...] e perfino della tra-sgressione. La guerra tra una risposta [...] e una risposta autoritaria ai dilemmi della [...]. DEMOCRAZIA BIPOLARE Quali partiti? È [...] nodo della transizione italiana ENZO ROGGI ERRATA CORRIGE Per [...] errore di composizione [...] pubblicato ieri nella pagina [...] firma Marta [...] sono saltate alcune ri-ghe. Riproponiamo interamente il paragra-fo. In questo caso la [...] appare molto più complicata, come indica [...] delle proposte ini-ziali di Washington [...] allargamento secco a due; e non appare [...] finale (resta comunque da guadagnare, per esempio, [...] di Pechi-no)». /// [...] /// In questo caso la [...] appare molto più complicata, come indica [...] delle proposte ini-ziali di Washington [...] allargamento secco a due; e non appare [...] finale (resta comunque da guadagnare, per esempio, [...] di Pechi-no)». (0) (0) ![]()
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