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Era il 1971 e [...] diversa ma oggi, quel che Kubrick ha [...] a far parte della quotidianità: non solo [...] di cronaca ne-ra, anche in virtù di [...] e letterarie legate [...] della violenza e del-la [...]. In Italia, i figli [...] Kubrick, [...] qualche modo, sono anche i cosiddetti «cannibali», [...] di successo che arruolano sempre [...] adepti [...]. È diventato uno stile, [...] assai se-guito, stando non solo al richiamo [...] cosid-detti «cannibali» (di norma più celebrati sulle [...] che nelle librerie), ma stando anche al [...] ha ottenuto la riedizione del film di Kubrick. Di tutto questo discutiamo [...] Emilio Garro-ni, illustre docente di Estetica, presentando anche i [...] del «cannibali-smo» al femminile: il più recente [...] Isabella Santacroce («Luminal», pubblicato da Feltrinelli) e quello [...] Elena Stancanelli («Benzina», pubblicato da Einau-di in Stile Libero). Isabella Santacroce Parole aggressive [...] romanzo degli eccessi Di Isabella Santacroce avevo [...] stimolato dagli appassionati giudizi [...] Baricco [...] di Guglielmi. Non ne rimasi folgorato. Le sue indubbie qualità stilistiche [...] pare che si smarrissero dentro [...] narrativa piuttosto schematica, ripetitiva, che [...] felice processo di accumulo linguistico non riusciva a riscattare [...]. Qualcosa di analogo ho [...] Luminal (Fel-trinelli). Il romanzo racconta (si [...] perché in questo libro non [...] orgogliosamente, neppure uno straccio [...] esperienze estreme -di droga, di sesso -di [...] Zurigo, Berli-no, Amburgo. In una lunga intervista recentemente [...] la giovane scrittrice dice, a [...] di certe provocatorie frasi [...] il culo bastardi») che vengono [...] fra un brano e [...] «Queste frasi esprimono il bisogno [...]. Mi di-spiace deludere la Santacroce. Io non ho provato [...]. Al contrario, via via [...] lettura, sono stato preso da una sazietà [...]. Alla fine del romanzo [...]. Lo scandalo, tirato troppo [...] soltanto noia e assuefazione. E sono proprio questi [...] indotti non solo dalle provocazio-ni al lettore, [...] iterate scorribande ses-suali delle protagoniste, sul tipo [...] «Con un [...] di gomma in culo [...] sperma bagnato dalla nostra urina con il [...] erezione sotto imbrattato nel succhiare il c. La martellante ripetitività si [...] fun-zionare se perturbata da qualcosa di esterno, [...] invece clamorosa-mente assente. [...] parte la mia sazie-tà [...] deve trarre in inganno sulla buona te-nuta [...]. Non si può non [...] lirismo di alcune descrizioni di locali notturni, [...] immancabilmente stravolte da una [...] è al contempo legata a una sensibilità [...] uno stato oggettivo di alterazione delle percezio-ni [...] e [...]. Oppure certe im-mersioni [...] del monologo inte-riore, sebbene [...] parec-chio, è tuttavia adoperato con abilità e [...] esso [...] di tono data soprattutto [...] della scrittura: ora spezzata, ipotattica, ora dilatata [...] punteggiatu-ra, essa riesce spesso a evocare quel [...] ansia e inquietudine che domina le due [...]. Ma torniamo [...] in cui la Santacroce [...] anche con la trama (che novità! Dice che sapere cosa [...] tizio o a un altro è solo [...]. Che a lei interessano [...]. [...] però occorre fare i conti [...] i personag-gi, che, come suggeriva Stefano [...] recen-sendo il libro, non possono, [...] in questo con-testo vagamente psicanalitico, essere solo dei nomi [...] ricorrono per dare [...] di una continuità. I personaggi, con o [...] comun-que un destino. E [...] i destini sono ahimé piatti [...] di un cadavere. Concludo con una domanda che [...] assilla per-ché da essa mi sembra discendano molti tarli [...] nostra tradizione letteraria: perché da noi [...] per la lingua e quella, [...] così, [...] debbono sempre essere in conflit-to? Ci sarà pure una ragione. Andrea Carraro ROMA. Cosa appariva inedito, [...] nella versione cinematografica [...] di Anthony Burgess «A [...] il montaggio post-moder-no delle [...] Rossini e Beethoven su sequenze -accelerazioni, ralenti, grandangoli [...] op-pure la storia di violenza gratuita e [...] vicenda sul genere sassi dal cavalcavia in [...] quar-to di secolo? [...] fine a se stessa, [...] grandi massacri coatti e rituali, ventisette anni [...] un genere narrativo: al cinema è il [...] let-teratura è il cannibalismo. Perché, professor Garroni, le piace [...] «Tutti i film di [...] eventi cinematografici: ognuno si apre [...] una dimensione del mondo, non per forza quello contempora-neo, [...] la mette in scena, la narra, [...] di quella dimensione. Le sue idee, però, passano [...] inosservate. Kubrick non dà giudizi [...] a dire siano le cose stesse: però [...] parla attraverso le cose e la loro [...] come un filoso-fo che, senza mai parlare [...] vuol comprendere il mon-do. Che cosa sia il senso [...] vita, dai primordi al futuro, il suo interno eni-gma, [...] narra [...] Odissea nello [...] di un uomo, [...] che [...] o meglio, [...] militare di una [...]. Quale, fra le dimensioni [...] sceglie di raccon-tare? «È la narrazione della [...] solo esemplifi-cata attraverso la violenza dei nostri [...] im-pressionante quan-to più gratuita ed [...] ed esseri che hanno [...] tra sorvegliati e sorve-glianti, anzi tra lo [...] sor-vegliare [...]. Kubrick vede bene che [...] non semplicemente la violenza di una frangia [...] se il protagonista oggettivamente, alme-no culturalmente, è [...] è in gioco la violenza antropolo-gica di [...] mondo, così che perfino la rieducazione nasce [...] fa nascere altra vio-lenza. È un film tragico, [...] di vista, lucido e impietoso, [...] buone ideologie -Kubrick a [...] mai spazio -fa nascere in noi degli [...] che, [...] noi stessi, non [...] con la nostra indifferen-za». Chi è [...] di questo film: [...] che quat-tro anni dopo, [...] «Sorvegliare e punire» oppure [...] del cinema [...] anni Novanta, Quentin Tarantino? «La [...] tra Kubrick e Tarantino è che mentre Kubrick [...] le cose stesse, senza in-trusioni soggettive, Taran-tino [...] le ripresenta tali e quali: Kubrick sta [...] Ta-rantino sta loro addosso, in Taranti-no [...] quasi inevitabilmente del compiacimento, [...] Kubrick non [...] mai. Così [...] parlano in Kubrick e non [...] Taran-tino. Venendo a [...] come se, insomma, il [...] rappresentasse una sorta di cortocircuito mediante il [...] può imporsi e diffondersi sulla società come [...] non salvando alla fine più nessuno, neppure [...] i miti. Come se, in-fine, la violenza [...] esseri umani trattati come oggetti -un tema che ri-corda [...] la supremazia della tec-nica secondo [...] -alludesse a una sorta di [...] quale [...]. La violenza di gruppo [...] un regalo degli anni Sessanta: gli [...] che andavano a spran-gare [...] giovani-li, [...] contro [...] che si sprangavano tra [...] passioni e [...] della guerra. Però la violenza di grup-po, [...] su [...] meno a caso -sassi dal [...] o Pietro Maso -arriva dopo. Quel-la di Kubrick in questo [...] è una [...] «Non so fino a che [...] sia un film preveggente. Nel [...] segnali no-tevoli di violenza [...] già [...]. In ogni caso, credo [...] anche da parte degli artisti. Si tratta piuttosto di previsioni [...] che [...] non assillato da preoccupazioni scientifiche, [...] permettersi di enunciare più [...]. La [...] e la [...] an-ticipare i tempi, negli artisti, [...] un tema caro alla psicoanalisi. Lei, da studioso di Estetica, [...] che [...] sia semplicemente più [...] «La creatività, proprio perché si [...] liberamente nel rappresenta-re il suo oggetto, libera molteplici [...] indeterminato e [...] indeterminabile, nel cui ambito tuttavia [...] significati non ancora realizzati possono più tardi [...] corpo. Ciò che chia-miamo [...] far trasparire da ogni [...] ogni raffigurazione [...] di un mondo più [...] va-rio, se vuole il mondo stesso nella [...] da adattarsi anche in al-tri contesti a [...] espressamente previsti. In questo senso Kubrick, [...] è sempre, come dicevo, un [...] filosofo implicito o, se [...] metafisico narrante: gli sta a cuore non [...] di un mondo circostanziato, ma del mondo [...] di una vita particolare ma della vita [...] una violenza [...] circostanziata ma la violenza [...] nella [...]. Ma questa non è [...]. Maria Serena [...] Dopo Kubrick Storie di [...] Luminal di Isabella Santacroce Feltrinelli pagine 100 [...]. Ma talvolta gli artisti [...] previsioni che centrano [...] La famosa immagine della [...] Naomi Campbell in passerella con la pistola: un singolare [...] di stile fornito alla violenza quotidiana Tariffe [...] Italia Annuale Semestrale 7 numeri L. Via Bettola 18 -20092 Cinisello Balsamo (MI) Tariffe pubblicitarie A [...]. /// [...] /// Direzione Generale: Milano 20124 -Via Giosuè Carducci, 29 -Tel. /// [...] /// Sede Legale: 20123 MILANO -Via Tucidide, [...] bis -Tel. /// [...] /// Roma -Via Carlo Pesenti 130 [...] Industria Poligrafica, Paderno Dugnano (Mi) -S. Statale dei Giovi, 137 [...] S. La prima parte dura [...] iniziali, e mette in fila un crimine [...] una chiave inglese Stella uccide la madre [...] e un ruvido amplesso [...] ragaz-ze accanto al cadavere caldo della donna [...]. La seconda parte del [...] a tre voci, il viaggio lungo [...] che [...] e Stella compiono in [...] corpo inanimato della mamma di [...] chiuso nel bagagliaio e [...] varia [...] de-pressa e depredata di sentimenti, [...] degradato e a volte putrido. [...] ha trenta-tré anni, è [...] Fi-renze e vive a Roma. La prima parte del [...] artefatta e per ciò la meno inte-ressante: [...] un richiamo (posticcio) per gli af-fezionati del [...]. La se-conda parte è [...] (an-corché letterariamente imperfet-ta) per come tratta un [...] nostra nuova narrati-va: il rapporto [...] me-diato da una vertigine [...] come luogo di incontro tra la figlia [...] madre in-terna (detto in termi-ni freudiani). [...] il personag-gio centrale [...] è una ragazza di buona [...] cresciuta sola e nel mito della madre bel-la, efficiente, [...] fredda, vincente. Al contrario lei è [...] definizione, fino al momento in cui in Stella [...] madre; a portata di mano, stavol-ta. Fin [...] nulla di stravagante. Quel che colpisce è [...] morta nel romanzo continua a «parlare» e [...] quanto accade accanto a sé cadavere. In questo modo, la [...] avvedersi degli errori commessi, del distacco riservato [...] così quella che [...] le pare una situazione [...] accanto alla figlia e alla di lei [...] sorta di per-corso di purificazione attraverso il [...] con la figlia «perduta». Quanto questa madre sia [...] fin [...] letterario (un morto che [...] piuttosto una proiezione onirica di [...] lieve e cattiva di [...] co-me tutte le madri interne. È [...] insomma, a crescere attraver-so [...] continuo, recupe-rando un qualche rapporto con la [...]. Fino alla nemesi finale, [...] che lascia-mo alla sorpresa del [...]. Nel corso delle centocinquanta [...] i tre mono-loghi interiori delle protagoniste: ognuna [...] diversa: borghese, falsa e artefatta [...] dura e proletaria Stella [...] sue origini), ingarbuglia-ta e poco credibile lo [...] di [...]. Malgrado ciò, dal punto [...] montaggio a tre voci e delle tre [...] tiene bene fino in [...]. [...] danno deriva da quelle [...] ini-ziali che paiono appiccicate a po-steriori per [...] a un libro che invece è intenso [...] sovente leggero di fantasticherie. Un equivoco che peserà, forse, [...] lettori. /// [...] /// Nicola Fano Benzina di Elena Stancanelli Einaudi Stile Libero pagine 156 lire 14. /// [...] /// Nicola Fano Benzina di Elena Stancanelli Einaudi Stile Libero pagine 156 lire 14. (0) (0) ![]()
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