[...] anche il terreno sul [...] si può smascherare il riferimento che la [...] tradizione riformista. [...] del riformismo, quale fu [...] partito socialista a Milano prima e dopo [...] mondiale [...] pur nei suoi limiti [...] costituì un vitale momento della storia milanese, [...] grande rete delle organizzazioni proletarie e nel Comune, [...] ed una compiutezza, le cui linee non [...] nella socialdemocrazia di questi anni. E non tanto, o [...] si sia appannata la coscienza socialista dei [...] per una dinamica storica più interessante. Le premesse che allora [...] socialista della Critica Sociale non sono diverse [...] nel 1946 portarono alla scissione di Palazzo [...] il giudizio sulle prospettive [...] capitalismo italiano, e quindi sulla tattica e [...] movimento operaio, i problemi [...] e del potere. Queste premesse, che dopo [...] mondiale avrebbero decapitato il movimento operaio ed [...] di tempo, sorprendentemente breve avrebbero portato alla [...] patrimonio proletario costruito in [...] di paziente lavoro, nel [...] avuto meno funesti effetti solo per [...] settore democratico rivoluzionario, bloccato [...] PCI ed al PSI: e tuttavia sono riuscite [...] slancio, [...] fino ad invertire, talvolta, [...] sviluppo democratico cittadino. Ma ciò facendo, la socialdemocrazia [...] annullato la [...] stessa possibilità di proporre una [...] autonoma; da un lato si è andata [...] svuotando della [...] piattaforma politica e teorica iniziale, [...] si è resa sostanzialmente incapace ad esprimere come proprie [...] forme nuove di un revisionismo, quale tende a riproporsi [...] destra del movimento operaio e ai margini del mondo [...]. Di questo processo, che [...] in vari settori, [...] più evidente è il Comune. Le elezioni amministrative hanno [...] Milano una maggioranza [...] di ispirazione socialista, pur [...] risultati del 1946. Tuttavia una comparazione fra [...] Caldara e Filippetti e quelle del dopoguerra, riflette [...] fra le forze socialiste che esprimono la [...] la caratterizzazione socialista del Comune. [...] evidente che in questo [...] assunto dalla socialdemocrazia e dal suo sistema [...] destra; tuttavia, anche nel primo dopoguerra, cioè [...] Giunta di sinistra, quella « impronta socialista [...] caratterizzato [...] Caldara e si era [...] organico disegno politico, non si riscontra in [...] (1). Certo, fra [...] Caldara ed il 1945 [...] fascismo, il quale ha inciso e nella [...] Stato, e quindi nei poteri degli Enti locali, [...] Perfino [...] dei partiti operai, com'è [...] Congresso del partito comunista, [...] struttura pubblica decentrata, democratica, [...] un rafforzamento delle autonomie locali, non ha [...] necessario. Hanno giocato, in questo, [...] fenomeni soggettivi: obiettivamente la struttura dello Stato [...] soggettivamente, [...] del PCI e del PSI, [...] incertezza tra statalismo e [...] non ostante la positiva soluzione in termini [...] irrisolte certe posizioni che erano già state [...] prima del Congresso di Ancona. Oggi i Comuni sono [...] di carenza istituzionale, di limitazione di poteri [...] per opera [...] tutoria, [...] del sistema tributario, che [...] già deprecate dal Caldara. I Comuni non solo [...] quella legge provinciale e comunale che egli [...] in un testo confuso e dubbio, ma [...] Prefetti, ed in più a quella riforma [...] Nel Caldara, che per [...] fu certo politico di grande levatura, è [...] del Comune come strumento da un lato [...] dello Stato e [...] di affermazione della classe. Esplicita e continua la [...] « [...] del potere centrale », [...] interessi di classe, fino a tutte le [...] nei riguardi politici il Comune deve assumere [...] Stato responsabilità e iniziative oltre [...] dei regolamenti e delle [...]. Altrettanto forte la insistenza [...] data « anche e soprattutto dalla trasformazione [...] Comune [...] strumento di propulsione delle rivendicazioni proletarie e [...] di sempre maggiori funzioni collettive » [...]. Sei anni di Amministra-zione [...] Milano, [...] 1920). ///
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Sei anni di Amministra-zione [...] Milano, [...] 1920).