|
KosmosDOC: © 2006-2026 IdMiS; contenuti: © gestito da ciascun Ente.
I cookies di kosmosdoc non hanno funzione per terzi, ma soltanto tecnica e di sicurezza (Google Analytics, soltanto come complemento tecnico, è stato utilizzato come assimilato anonimo, ai sensi dei provvedimenti del Garante della Privacy). Abstract, sinossi, scomposizione nelle eterogenee dimensioni catalografiche, sono prevalentemente anonimi redatti o diretti dal curatore quando si è ritenuta condivisibile quale interpretazione univoca; altrimenti, esempio sul medesimo Elio Varriale, e.v., s. sinossi; i titoli con sviluppo significativo in sottocampi testuali terminano in asis, asis-, acsis, rsis, ssis Guida rapida: i link composti di + non necessitano il ricaricamento della pagina: ove colorati consentono l'esplorazione in sottofinestra Guida rapida: il sottoinsieme selezionato del corpus autorizzato può essere esplorato tramite i link +MAP (mappa di frequenza della trascrizione e della descrizione), e +KWPN(brani delle trascrizioni relative) Guida rapida: i link +BD forniscono i brani dell'intera indistinguibile documentazione di Biblioteca Digitale relativi al nome proprio scelto Per il canale video tutorial cliccare: https://www.youtube.com/channel/UClzGpMauhOImKxIwslRpinA/feed |
Videoguida per la navigazione in KosmosDOC.org
Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.
|
Libro: «Un furgone chiamato [...] districarsi nei rapporti amorosi le-sbici. [...] americana (lesbica) è uno dei [...] titoli Bal-dini [...] Castoldi. Oltre a essere una tautologica [...] segno che, persino [...] cattolica, si sta aprendo una [...] nel muro [...] che an-cora [...] protegge questioni del genere. [...] donne omosessuali è sommerso, invisibile, [...]. [...] di proteggersi hanno ceduto il [...] al [...] out, al [...] fuori» di gay e le-sbiche. Che [...] emergente come Anne [...] (si è fatta conoscere [...] ac-canto a Harrison Ford in «Sei giorni [...] dichiari apertamente lesbica non scan-dalizza più nessuno. Insieme a lei, altre [...] nascondono la loro scelta sessua-le e di [...] Jodie Foster alla can-tautrice canadese [...] lang, dalla regista france-se Josiane [...] americana Joan-na Cassidy (era [...] «Sotto tiro»). Nel paese del Papa, persino [...] star come Gianna Nannini non ha mai fatto [...]. [...] alle tematiche lesbiche. La casa editrice e/o [...] «Tutto [...] che è tuo è mio», ha [...] scrittrice lesbica, Sandra [...] che rac-contano le indagini [...] lesbica. E nei suoi libri [...] dedica ampio spa-zio alle vicende [...] della protagoni-sta e della [...] convivente. /// [...] /// Come [...] Hall, autrice [...]. [...] pieno di frammenti di discorsi [...]. Di tentativi di sopravvivere [...] tre, in [...]. La [...] guida, piena di humour [...] californiano, su come sopravvivere alla vita in [...] frutto di un lungo lavoro, nel quale [...] Hall [...] studiato centinaia di coppie lesbiche che [...]. E scardina dalle fondamenta [...] quello del principe azzurro. Un mito [...]. Non ci sono morbosità [...] a [...]. [...] una franchezza (utili peraltro anche [...] chi ha scelto un [...]. /// [...] /// In un mondo nel [...] è già scop-piata in frammenti che si [...] soggetti familiari, [...] rapporti, [...] stili [...] per lesbiche è arrivato il momento di [...]. In questo pozzo di [...] con la colla-borazione di Saverio Tuti-no, di Silvia Gradi [...] Luca Ricci, dieci vicende rap-presentative della storia [...] una chiave dal basso, e di memoria, [...] secolo. Il fantasma del vittimismo [...] in Italia con la polemi-ca sulla immaginaria [...] De Felice per la [...] Opera (Einaudi) sul fasci-smo. Edera [...] le pagi-nette di Sergio Romano [...] dei meriti di Franco. Difesa leci-ta e urticante. Che aveva susci-tato repliche [...]. De-nunciate però dai difensori [...] Romano [...] «pestaggio». Ora la sindrome [...] si arric-chisce di [...] accorati [...]. /// [...] /// A Sergio Romano è [...] di garan-zia per certe affermazioni fatte [...] scorso in un convegno [...] nazionale in Spagna e resistente anticomu-nista, accusato [...] di trame eversive. Attore [...] legale pare sia il presiden-te [...] Camera Violante. Che come giudice aveva [...] Sogno (in seguito prosciolto). Che aveva detto Ro-mano? Aveva [...] «acca-nimento di un giudice comuni-sta», nel quadro [...] campagna del Pci». Violante [...] sentito leso nella [...] onora-bilità. Ed ha sporto querela. Con pieno diritto: lo si [...] accusa-to in pubblico, di [...] abusato della [...] funzione di giudice. [...] in base a moventi politici. /// [...] /// Ecco Romano, non sen-za [...] ballo li-bertà di espressione e inoppor-tunità della [...]. Segue a ruota, con [...] Gio-vanni [...] sul «Corriere». E parla di interferenze [...] di ricerca. Di inevi-tabilità dei giudizi [...] campo. Di «via giudiziaria» alla [...]. E infine di col-pevole [...] parte della cultura, liberale solo a [...]. Già, «liberalismo». Parola magica che [...] e tutti i «vittimisti» [...] un talismano. Di cui però [...] bella posta il signifi-cato più [...]. /// [...] /// Libe-ralismo è arte delle [...]. Tra società e stato. /// [...] /// Tra cultura e politica. E tra ar-bitrio e [...]. Sì, perchè puta-caso, ovunque, [...] prevedono che la diffamazione sia punita e [...]. Proprio a difesa della [...] di qualunque persona che sia oggetto di [...] immagine. Che [...] allora la «libertà di [...] accuse, davvero «ac-canite», di Sergio Romano a Violante? Nulla. Sennò si po-trebbe ingiuriare [...]. Previa iscrizione delle ingiurie [...] «convegni, libri, artico-li, discorsi et altri prodotti [...]. Ma questa sì che [...] nella libertà di ciascuno. Altro che quella consumata [...] Romano. Perciò, meglio [...] ai principi libe-rali. /// [...] /// Foto di Mario Dondero. In basso: Alessandro Roncaglio DIARI [...] IL RACCONTO DI ALESSANDRO RONCAGLIO Deportato numero 126398 [...] MARCO FERRARI TORINO «Un numero, [...] che un numero, 126398. La mia identità non [...]. Chiama-vano il mio numero [...]. Chi non rispondeva era [...] a morire da lì a poco. Eppure mi sforzavo di [...] mia identità. Così ripetevo nella mente [...] Alessandro Roncaglio, nato a Soncino in provincia [...] Cremona [...] 1927, residente a Torino, de-portato per motivi [...] di [...]. Sì, uno Sta-to vero [...] le sue leggi feroci, disumane, apocalittiche. Passata la sbarra del [...] di essere uomini, si diventava dei numeri, [...]. A [...] sono entrato il 4 [...] dalla ba-stonate. Ho lasciato là la [...] sempre, ho tro-vato là [...] della vita. Ero stato arresta-to il [...] domenica mattina, assieme a mio padre Giovanni [...] della cascina De Vecchi, in via Onorato [...] a Torino, il lungo [...] famiglie di emi-granti là dove [...] la campagna e oggi [...]. Allora diciassetten-ne, inseguivo sogni [...] di audacia andando a sabotare il cam-po [...] a Mirafiori, poco lontano da casa mia, [...] armi i partigiani. Al pro-cesso condannarono a [...] Luigi [...] Pedro Ferrei-ra, Amerigo Duò [...] mandaro-no assolti me, mio padre, Simone Chicco [...] Alvise Merlanti. Ma, ap-pena letta la [...] ci consegnò al comando tedesco. Due giorni dopo eravamo [...] torpedone, poi rinchiusi a San Vit-tore, a Bolzano [...] caricati su un carro bestiame diretto oltre [...] Alpi. Ancora non potevo immagi-nare [...] convoglio sarei stato [...] a rientrare in patria. La disumanità nazista si [...] scesi dal treno ci [...] abiti e ci costrinsero a restare nudi [...] sotto la neve, poi ci tosarono, ci [...] doccia fred-da e poi bollente e quindi [...] un paio di mutan-de, un paio di [...] giubba di tela ri-ghettata. Questo era il nostro [...] villeggiatura in Austria. Trenta giorno dopo il [...] e mio padre ci di-videmmo. Lo chiamarono, mi guardò [...] negli occhi. Quel-lo sguardo è ancora [...] mente. Conteneva tutto: il do-lore, [...] il rammarico, la spe-ranza. Mi attaccai alla [...] giacca ma fui allontanato. Fece in tempo ad [...] baciarmi: [...] Sandro, fatti coraggio; non [...] io ti ricorderò. Ciao, se non ci [...] la mamma e i fratelli e dì [...] ho sempre amati e che si ricordino [...]. Tu tornerai a [...]. Poi se ne andò [...] den-tro due zoccoli entrambi sini-stri. [...] 2, blocco 8, [...] A era il mio campo, [...] quindicina di chilometri dalla capi-tale del terrore, [...]. Per caso scoprii che [...] al-loggiato accanto, nel camerone B. Ci divideva una sottile parete [...] come il pianeta. Coglievo il suo respiro, appoggiando [...] al muro. Eppure non riuscii mai più [...]. I nostri lavori e [...] erano [...]. Ci sveglia-vano alle 3 [...] suon di fru-state, ci davano una brodaglia [...] spingevano [...] ci conducevano verso una [...] paese di San Gior-gio dove lavoravamo tutti [...] la domenica, dalle 6 alle 12 e [...] 19. Poi di nuo-vo il [...] campo, gli ap-pelli, la cena con zuppa [...] e margarina prodotta non chissà quale grasso. Prima, però, dovevamo spostare [...] quelli che erano morti durante il giorno. Dormivano 5 o 6 ore [...] il sonno era quasi sempre disturbato dagli immancabili appelli, [...] con-trolli sui pidocchi e dalle bom-be. Arrivò la primavera, arrivò Pa-squa [...] cambiò, la fame, la violenza, gli insulti [...] nella nostra carne cicatrici più pro-fonde [...] la morte che non [...] spavento, che aleggiava ovunque. Per non lasciar-si morire [...] per sopravvivere non bisognava abbandonarsi alla tristezza. Canta-vo «Mamma» di Beniamino Gigli [...] un solo attimo di tristezza costava una [...]. Un gior-no un deportato [...] dis-se che Chicco voleva parlarmi. An-dai ma trovai un [...] «Tuo padre sta poco bene, speria-mo guarisca». Capii che la verità [...] cupa. Allora nella mia fantasia [...] papà che dice: «Non ne posso più». Si ritira nella baracca, [...] risveglia, vede Chicco vicino e gli sussurra: «Se [...] mio Sandro [...] co-raggio, lo affido a [...] tut-ti in paradiso». Ma quella sera mi [...] lavatoi dove era-no accatastati i cadaveri del [...] il forno crematorio e non potei fare [...] scoppiare in un pianto inconsolabile. La fiducia nella resurrezione [...] in me. Così un giorno, in [...] rancio, tentai di prendere due volte la [...] sorvegliante -un polacco di die-ci anni, pensate! In quella bolgia infernale [...] divenire aguzzini non sentendosi più uomini. Occorreva tanta fierezza nel [...] alla violenza. Il campo era co-struito [...] tra vita e morte, sopravvivenza e ferocia. E nella gerarchia del [...] SS ai capi blocco che erano criminali puri [...] collaborato-ri, il regime era sempre orientato a [...] tutto la digni-tà umana anche se la [...] soli-darietà non smettevano mai di sgorgare nei [...] poco che battevano. Deperito, dilaniato dal sonno, af-famato [...] ammalato una mattina non potei alzarmi, pur intuendo che [...] avrebbe significato [...] fisico. Le guardie, in-fatti, quando [...] in-ternato era ammalato nella baracca entravano e [...]. Il deporta-to russo che divideva [...] me la cuccetta -dormivano [...] -mi spronò ad al-zarmi, ma [...] ce la facevo proprio: [...] Roncaglio, viene con me! Invece quella mattina [...] venne sospeso e continuai [...] più morto che vivo. A cena, poi, ci [...] di salame. Era il segnale che [...] stava acca-dendo. La mattina successiva riu-scii [...]. Era il giorno della [...]. Non [...] più fili spinati, non [...] più confini. Non ero più un [...]. Correvo in cerca di [...] un sorriso che sapevo non esserci più. Incon-travo mucchi di cadaveri, [...] in loro ho trovato mio padre. Liberi nelle campagne, alcuni [...] diedero alla caccia de-gli aguzzini non potendo [...] patite, le violenze, le basto-nate gratuite, i [...] som-marie. Provai un sen-so di [...] a quelle scene: non po-tevo mettermi al [...] miei [...] sentivo il bi-sogno di [...] di vio-lenza. Eravamo larve umane, incredule [...] lasciarsi al-le spalle un mondo che pareva [...]. Incontrai degli italiani, rividi [...] a [...] finii in due ospedali, [...] salvato dal medico chirurgo torinese Mar-tino Frà [...] nella «Tre-gua» di Primo Levi, compii un [...] rientrare a ca-sa. Arrivai a Torino [...] di not-te, fui accolto [...] del centro, poi mi avviai verso il [...]. Al capolinea del tram [...] amico che andò subi-to in via Onorato [...] a dare la notizie [...] baleno udii un gran vociare di gente [...] di me. Le stampelle caddero e [...] braccia di mia madre. Sentii le sue lacrime, il [...] respiro, il lungo silenzio. Poi mi chiese di [...] con un impercettibi-le segno. Ho ritrovato il mio [...] sono inventato un altro, ho aperto una [...] arredamenti metallici, ora affidata ai miei figli. [...] in questo laboratorio di [...] Basse [...] Lingotto, [...] anche la sezione del Pci [...] Circoscrizione 10 e adesso [...] un centro culturale sulla [...] Resisten-za con libri, manifesti, disegni e vi-deocassette. Avevo raccolto il mio [...] pagine sino al giorno in cui è [...] Primo Levi ed allora ho scritto il mio vero [...] a [...]. Per anni quella terribi-le [...] rammentare solo tra noi deportati tanto era [...]. Poi ho preso a [...] quadro, il mio inferno a [...]. Vorrei fare una mostra che [...] il 5 maggio del 2000, il giorno che ricorre [...] della mia liberazione dal lager, [...] 2, baracca 8, [...] A, numero di matricola 126398. Sono stato catturato dai cannibali, [...] ha sconfitto i cannibali. Gli aguzzini non sono [...] stata la nostra società a [...] diven-tare tali. Non sono mai tornato a [...] non amo [...] non voglio commiserazione. Ho dentro di me [...] ricordo. Tutto quello che ho [...] dentro, altrimenti perché ho [...]. /// [...] /// Tutto quello che ho [...] dentro, altrimenti perché ho [...]. (0) (0) ![]()
Nota sulla tutela della privacy. e Nota sulla tutela del copyright.
|
Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro? |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||