Vi passano in quel [...] intellettuali, sindacalisti e anarchici, cronisti e utopisti [...]. Da Pietro Gori a [...] da Pascoli a Papini, [...] Pietro [...] a John Reed e [...] minori, sfila una folla compatta, che rende [...] troppo folto di voci e di figure. Ne scaturisce un affresco [...] quello che conta è la visione [...] la dimensione corale, non [...] sé o la singola immagine. Non a caso mancano [...] e le complesse analisi psicologiche. [...] non rifinisce i personaggi, non [...] ritratti a tutto tondo. Più che di personaggi, [...] il caso di parlare di figure presentate [...] fissate nei momenti, nei gesti e nei [...] rivelano e le definiscono come componenti di [...] ha i suoi eroi e le sue [...]. Nella rievocazione di tale epopea [...] ricorre a [...] complessa dei piani prospettici, con [...] fusione di diversi generi letterari (racconto, articolo di giornale, [...] di polizia, lettera, sceneggiatura cinematografica, ecc. [...] preferisce invece pagine piane [...] di quelle increspature linguistiche e sintattiche, che [...] scrittura di prepotente vitalità. Nel suo romanzo non [...] nessuna [...] né alcuna propensione per il [...]. Assai discreta è la [...] settoriali, relegata [...] a pochi particolari di [...]. E tuttavia nel tessuto di [...] scrittura sostanzialmente uniforme si fanno strada una sicurezza e [...] espressive che non sempre si ritrovano in un esordiente. Si veda la naturalezza [...] letterarie o il tocco sapiente di certi [...] abbozzati, o ancora la fluidità di certi [...]. Ma [...] di [...] è soprattutto nella velocità [...] ritmo movimentato su cui è giocato [...]. Le sequenze narrative si [...] ben tagliate; i capitoli sono divisi in [...] paragrafi, cosi che la narrazione appare strutturata [...] che in capitoli veri e propri. A ogni capitolo, a [...] scrittore opera mutamenti di campo e di [...] una regia imprevedibile quanto a mobilità dei [...] e degli spostamenti cronologici. Ne deriva una struttura [...] cui gli stessi personaggi si affacciano sulla [...] le vicende in prima persona. [...] io narrante » si moltiplica [...] una pluralità di voci, che danno [...] non univoca della realtà. La voce [...] imprime pause di raccordo [...] che potrebbero apparire slegate. Egli è il « [...] » principale, [...] focale da cui si [...] eventi e a cui convergono i fili [...]. Ma lo scrittore si [...] suo alter ego, il professore giornalista [...] che nel 1915 intraprende [...] fatti a ritroso, in una sorta di [...]. [...] che si presenta come testimone [...] dei fatti e quasi garante [...] di essi, è un [...] un interlocutore di comodo, attraverso [...] quale [...] di far passare la « [...] » verità senza cadere [...]. ///
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[...] che si presenta come testimone [...] dei fatti e quasi garante [...] di essi, è un [...] un interlocutore di comodo, attraverso [...] quale [...] di far passare la « [...] » verità senza cadere [...].