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Da allora indaga studia e [...] da cicerone sul luogo [...] di [...] DALLAS Non è nemmeno una [...]. È un in-crocio, dove [...] strade [...] e il «cen-tro» di Dallas [...] spalle ci sono i grattacieli di [...] po-co oltre -dove le [...] una, che si chiama ancora [...] -ci si immette [...]. È «centro», come dicevamo, [...] di già, [...] perife-ria senza nome. Eppure è uno dei [...] del mondo. Perché lì, il 22 [...] hanno sparato a John Kennedy. La cosa strana è [...] sembra molto piccolo. Capita spes-so, quando ci [...] in un luogo visto mille volte al [...] tv. Ci si immagina uno spiazzo [...] una piazza [...]. È solo un crocicchio, con [...] sparti-traffico in mezzo. Un cartello stradale, che [...] le foto scattate 33 an-ni fa, non [...]. Il praticello che quel [...] di gente, ora è spesso deserto. La staccionata dietro la quale [...] certa-mente -erano nascosti gli uomini che spararono a Kennedy [...] da-vanti, è stata abbattuta: al suo posto [...] una siepe, ma dietro [...] ancora la ferrovia. Alcuni alberi sono cre-sciuti: [...] piano [...] della Dallas [...] dal qua-le avrebbe sparato Oswald, [...] è cambiata. Allora il palaz-zo era [...] libri, oggi ospita gli uffici della contea [...] piano è un museo, il [...] Museum: ricostruisce la vita [...] Kennedy [...] la [...] giornata a Dallas prima [...] di affacciarti alla stessa fi-nestra di Oswald [...] il suo colpo «super preciso», ma non [...] su tutte le teorie del complotto. Per quel museo, Oswald [...] fa-mosi tre colpi, e stop. La storia si è [...] Oliver Stone e il suo [...]. La contro-informazione Eppure, se [...] Dallas e an-date a visitare la scena del [...] è pressoché obbligato, perché in città non [...] vedere -potrete ugualmente avere tutte le notizie [...]. Perché lì, sul posto, [...] la «contro-informazione». La scena è bella, [...] «militanza» vecchio stile (chi di voi ha [...] porta a porta, la [...] cosa stiamo parlando). Il turista arriva, ignaro. Scatta qualche foto. /// [...] /// E viene ab-bordato da [...] vendono una rivista e si offrono come [...]. /// [...] /// Mostrano il tratto [...] la limousine quando Kennedy fu [...] il punto dal quale [...] riprese il suo famoso fil-mato, [...] finestra [...] Oswald. Ripetono la storia della [...] che si fece una passeggiata nel corpo [...] Kennedy, [...] uscì e ferì anche la guardia del [...] se-condo le assurdità della [...] Warren. Spiegano tutto, in-somma, e [...] chiedono con aria di sfida: beh, credete [...] Oswald abbia fatto tutto da solo? Molti turisti [...] per-plessi. Forse il germe del [...] seminato. A noi, due anni [...] ascoltare [...] del signor Ronald D. Rice, uno storico che lavora [...]. Il centro, che ha [...] Dallas e non riceve alcun sostegno pubblico, indaga [...] circostanze [...]. Tra le altre cose, [...] speciale edi-to dal centro, intitolato [...] e dedicato al trentennale [...]. Stavolta, su [...] il signor Rice non [...]. Ci sono alcuni ragazzi [...] suddetta rivista, che si chiama Kennedy [...] costa 5 dollari e [...]. È una specie di «bollettino» [...] studi [...] molto documentato, e molto militante. Nel senso buono. Il giovanotto che ci [...] si chiama James Williams. Ha 39 anni, è [...] Dallas, [...] laureato in legge, è afro-americano. Che cosa porta un [...] aveva 7 anni quel fatidico 22 no-vembre [...] trascorrere le sue giornate accanto a [...] maledetto, tentando di in-culcare [...] zucche dei turisti? «Sono sempre stato affa-scinato [...]. Non sono uno storico [...] dopo la laurea in legge mi sono [...] diretto dal signor Rice, e mi sono [...] dei [...] giorni immediatamente successivi [...]. La verità si nasconde [...] ore, poi tutto diven-ta nebuloso, teorico: ma [...] la chiave di tutto». Inevitabile chiedere, a questo [...] la verità? «La verità è al tempo [...] complessa. Ma in base ai [...] a quelli di altri storici assai più [...] credo di [...] dire: che Oswald non [...] che probabilmente non era nemme-no uno dei [...] per-sone abbiano sparato; che ci sia stato [...] go-verno, anche se non potrei dire quanto [...] livello; che la [...] di cui parla il [...] Oliver Stone è una parte della storia, ma [...] sto-ria». Il film di Stone è [...] «Direi [...]. Ha visto il film [...] Nixon? «Non ancora». Contiene anche una scena, lunga [...] impor-tante, sulla presenza di Nixon a Dallas il giorno [...] di Kennedy. Un bambino davanti alla [...] Si [...] che tutti gli americani sia-no in grado [...] e cosa stavano facen-do, [...] annunciò che Ken-nedy era stato ucciso. Come se in quel [...] fosse fermata, come se la vita e [...] fossero sospese. [...] James Williams? «Ero a casa [...] stavo guar-dando [...] in televi-sione. Era un programma educa-tivo [...] popolare, lo guardavo sempre. Non che sia stato subito [...] di [...] in prospettiva, di capire [...] successo, però [...] senti-to, mi fece una grande [...]. Probabilmente lo ricordano an-che [...] e i curiosi che ar-rivano lì, [...]. Ma quanto altro ricordano, [...] Chie-diamo a James come reagiscono, le persone che [...] informazioni sue e degli altri militanti. È bello, stimolante. È la cosa che [...] lavoro: in-contrare la gente, parlare con lo-ro, [...]. Avete la sensazione che [...] «Sì». Ma qual è il [...] di coscienza politi-ca della gente? A questa [...] James [...] chiede di spegnere il registratore. E spiega, sincera-mente: «Ho [...]. Che tu voglia farmi [...] america-ni sono ignoranti, politicamente ingenui. /// [...] /// Almeno, non è così [...]. Molte informazio-ni [...] di Kennedy sono state [...] dai [...]. Non è colpa della [...]. Noi cerchiamo di diffonde-re [...]. Se le per-sone con [...] a casa [...] pensando un [...] più del solito alla [...] suoi inghippi, è positivo». Una città innocente Tentiamo [...] James qualcosa di più personale. Ma non risponde volentieri. Ci dice che è [...] Dallas, [...] è sempre vissuto [...] e ci dà una [...] suo lavoro: «È anche un modo di [...] mia città. Se non altro per [...] Dallas non fu col-pevole. Sappiamo che [...] era stato pianificato anche [...] e a Chicago, che [...] dove-va succedere, era questione di tem-po: e [...] Dallas. Ma la città di Dallas [...] avere sensi di colpa». Chiudiamo con la domanda [...]. In Europa, per molti, Ken-nedy [...] mito. Un mito per molti [...] rimuove [...] le storie poco edifi-canti [...] i legami del vecchio patriarca Joseph con [...]. La ri-sposta di James [...]. Non faccio questo lavo-ro [...] fosse un santo. Sicuramente non lo era. Potrei anzi dire che [...] nulla di davvero importante per la mia [...] neri. Il problema è un [...]. Kennedy era il presiden-te. Un complotto [...] ucciso e [...] è stata ingannata su questo [...]. /// [...] /// Questo non deve più [...] per questo che siamo [...]. Ci saluta, sono arrivati [...]. Bisogna vendere il Kennedy [...] aggiungere altri 5 dollari [...] ar-ringate, informate, «toccate» -alla causa. È sera a Dallas, ma [...] luogo [...] non si svuota mai, e [...] ci saranno James e i suoi compagni non sarà [...] del tutto vuoto. Lì [...] un museo che racconta [...] «ufficiale», ma per strada ci sono studenti [...] fanno capo alla rivista The Kennedy [...] e il cui lavoro [...] verità ai turisti. Questa è la storia [...] loro: James Williams, 39 anni, afro-americano di Dallas. Ecco perché [...] di Kennedy è diventato la [...] vita. DAL NOSTRO INVIATO ALBERTO CRESPI Rivista [...] gadget per ricordare il presidente Il «Kennedy [...] la rivista che James Williams [...] altri «militanti» del gruppo distribuiscono sul luogo [...] Kennedy, è curata da Bobby [...]. [...] e ospita contributi di [...] enti, tra cui il [...] Museum di Dallas. Il numero da noi [...] tante cose, contiene anche [...] completo dei testimoni presenti [...] viene riportato dove si trovavano, quanti colpi [...] da dove, secondo loro, provenivano. Per informazioni, scrivere a «Kennedy [...] P. Box 2776, Dallas, Texas [...]. Come sempre in America, [...] anche molti articoli di «merchandising»: magliette (con [...] Kennedy sovrapposto a quello di Oswald), berretti, [...] adesivi da paraurti e altre curiosità. Per avere cataloghi, o [...] è [...] Corporation, 3401 [...] Irving, Texas 75061. [...] pubblica a pagamento le sue [...] su un quotidiano. [...] è scandito da decine [...] composizioni di pietre di mare. Ma la vera vocazione [...] Bruno [...] 73 anni , ex [...] quel di Brescia, è la poesia. Il giorno di Ferragosto, [...] «Giornale» [...] pubbli-cato una intera pagina delle sue composizioni, [...] -dice [...] con malcelata fierezza -sto [...] scrivania a rispon-dere a lettori entusiasti, a [...] spedire i miei lavori a quelli che [...]. Ma come è nata [...] del signor [...] «Per la veri-tà -premette [...] scritto poesie, ero un [...]. Pri-ma degli anni Novanta [...] a [...] spese nove raccol-te. Poi, nel 1991 [...] stata la svolta: una pesante [...] del tessile e una grave malattia di mia moglie [...] han-no indotto a lasciare [...] a [...] perdendoci quello che [...] da perdere perchè la congiuntura [...] quella che era. È stato allora che [...] due, dentro lo stesso vestito umano, diversi [...] le dire-zioni. La stortura finisce [...] rompo lo specchio che [...] uno, quello che [...]. Cioè mi sono ritirato [...] Sanremo e sono diventato poeta a tempo pieno». A tempo pieno e, sottolinea [...] con tanto di pubblico [...] del 1995 il mio ultimo [...] mercato della [...] ha vinto la trentesima edi-zione [...] premio internazionale [...] che negli anni precedenti era [...] assegnato a giganti del calibro di Montale, Quasimodo, [...]. In [...] gli organizzatori pubblicizzarono il pre-mio [...] su una pagina del [...] alcune decine delle poe-sia della [...]. [...] fece scalpore e il riscontro [...] immediato: una valanga di telefonate e di lettere, che [...] i responsabili del quo-tidiano a pubblicare una seconda pagina [...] pagamento di [...] poesie per il giorno di Natale, e poi una ter-za pagina per Pasqua. Quella di Fer-ragosto è [...] e sempre si è ripetuto il fenomeno [...] dei lettori». Ma come spiega [...] questo successo, così inconsueto [...] difficile come quello della [...] «È [...] io -affer-ma [...] con serena ma profonda [...] di fare arrivare la poesia in mezzo [...] evidentemente ci riesco; io non scrivo cose [...] di sperimentazione, che hanno il so-lo risultato [...] lettore, io scrivo cose del cuore e [...] capisce e condivide. Ieri, per esem-pio, mi [...] signore di Maglie, in provincia di Lecce [...] detto che tiene il mio libro sul [...] sera legge una poesia come una preghiera. Sono compli-menti che mi [...] mi fanno anche capire che devo andare [...] continuo a scrivere co-me un fiume in [...] e di giorno, e tutto questo durerà [...] durerò io». Senza contare che la [...] signor [...] gli pro-cura una categoria [...] lusinghiera. E addirittu-ra una lettrice, una [...] donna poco più che quarantenne, ha quasi messo in [...] il suo matrimonio. REGGIO EMILIA Non fate [...] a chi fa [...] dello sfruttamento e della miseria. Sono parole pronunciate [...] dal parroco della collegiata di S. Stefano di Novellara, nella Bassa Reggiana, [...] Luigi [...]. [...] della chiesa un paio [...] tre ragazzini chiedeva-no insistentemente [...] mostrando un cartello con [...] «Siamo fuggiti dalla ex Jugosla-via, necessitiamo di soldi». Da alcune settimane [...] della chiesa è presidiata [...] sul posto con un auto di grossa [...] a [...] dopo qualche ora. Non bisogna finanziare, dice [...] che, apparentemente uma-nitarie, si rivelano portatrici di [...]. Invita quindi a indirizza-re [...] un ente come la [...] che garantisce il buon [...]. /// [...] /// Invita quindi a indirizza-re [...] un ente come la [...] che garantisce il buon [...]. (0) (0) ![]()
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