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Il giorno precedente [...] Europa (di cui la Gran Bretagna [...] la presidenza di turno) aveva diffuso un [...] degli esteri [...] Robin Cook invitando Teheran [...] definendo la [...] «nulla e priva di [...] violazione della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Ma proprio nello stesso [...] capo [...] aveva rinnovato la condanna [...] il sangue di [...] è un obbligo». E sabato la fondazione [...]. [...] aveva fatto sapere che [...] taglia sulla testa di Rushdie fino al [...] milioni e mezzo di dollari. Rushdie vive in clandestinà [...] febbraio in cui il defunto leader spirituale [...] lo condannò per blasfemia [...] suo libro «Versi Satanici» e emise la [...] ad ogni musulmano di [...]. Rispondendo al comunicato di Cook, [...] del ministero degli esteri iraniano ha affermato [...] britannico evidentemente non ha capito che «una [...] una figura religioso così illustre e da [...]. Inoltre, la condanna di Rushdie [...] oltre [...] e «riguarda [...] mondo [...]. Il Comitato Internazionale per [...] Difesa [...] Rushdie ha commentato positivamente «la forte presa [...] Cook e ha affermato che continuerà a [...] perché mantenga la [...] posizione: nessuna ripresa di [...] fin quando Teheran non rispetterà le norme [...] la [...] su Rushdie e la [...] testa «che rappresenta una esplicita istigazione ad [...]. Contro la [...] incontra Rushdie [...] e Rabelais, al party [...] Fine Millennio, si conoscono e si trovano molto simpatici, [...]. Dal loro fitto chiacchie-rare [...] tasso alcolico potrebbe essere [...] partorito Non cogito ergo [...]. Che è, invece, di Antonio Rezza. Lo è nella misura [...] testo, inevitabilmente, si ac-compagna a un autore. Nella consapevolezza, anche, che le [...] imprese, in lettera-tura, sono sempre sintomo di un processo [...] che scavalca [...] e ne cita, al mas-simo, [...] brandelli, in dialogo con tutto ciò in cui [...] incespica. Antonio Rezza è un [...] prestito dalla lettera-tura. /// [...] /// La letteratu-ra, in questo [...] co-mico [...] della filoso-fia, in una [...] co-gnitivo che ne è specchio fe-dele e [...]. /// [...] /// [...] Crescenzo e [...]. Come la comicità (stridente, corrosiva, [...] ma-trice spietatamente illumini-stica) nega [...] delle lettere, [...] miracolo della fuga. E la bel-lezza di Non [...] digito, in fondo, è proprio [...]. In questa miracolosa euforia [...]. Che si compene-trano senza [...]. In [...] in cui linguaggio, coscienza, [...] (avremmo potuto usare le maiuscole, così: Linguaggio, Coscienza, Cronaca [...] Storia) riemergono boccheggianti, talvolta, nella loro spavento-sa [...]. Da [...] prospettiva po-tremmo pensare a una [...] di carosello in naftalina, una sequenza di immagini retori-che [...] nel motto di spirito, tenute assieme [...] delirante di quello che, della Storia, rimane. Una sorta di immenso [...] Storia. /// [...] /// Rezza spara cronologie come [...] Storia [...] sempre sparato morti su un campo molto [...] pagina. La storia di Rezza [...] della Storia, un fetic-cio del Nulla che [...] un palcoscenico in cui i nomi ritornano [...] dentro la carne, un tra-vaglio che è [...] assolutamente, comi-camente inutile e ottuso. /// [...] /// Ma, anche, [...] e Be-ckett. Ludovico Ariosto e Totò. Guicciardini (lo storico) e [...] (il cronista). /// [...] /// Aldo Nove Ogni tanto, [...] rin-sanguare [...] vera o supposta della [...] qual-cuno inventa un qualche problema inesistente (o [...] aria [...]. Del genere: la poesia [...] testa, Dioniso o Apollo, sen-timento o organizzazione? Mentre [...] demenziale querelle «Calvino o Pasolini» mi leggevo [...] Mario Chiesa premesso alla recente edizione del [...] di Teofi-lo Folengo (per [...] due tomi con traduzione a fronte, di [...]. E di seguito i [...] poema [...] nella quarta e ultima [...] diede il poeta nel 1552 (ma la [...] del 1517, un anno dopo [...] furioso). Perché ho citato la [...] questi giorni? Perché il materiale in discussione [...] senza legami evi-denti con la nostra contempora-neità [...] due [...] titoli della bibliografia: «La [...] Folengo a Gadda», di Cesare Segre del [...] «Per una linea espressionistica in Italia», di Gianfranco Contini [...]. La bella introduzione del Chiesa [...] mira innanzitutto, a mo-dificare una traiettoria rigida [...] ed esclusivamente in direzione espressionistica. Impresa non semplice quando [...] che fare addirittura con una lingua inventata [...] più con una lin-gua strutturalmente «comica». Il [...] infatti è scritto in [...] (da [...] proprio da quel cibo [...] la pasta col buco [...] né lo spaghetto ottocentesco: [...] cui convivono, nel rispetto della prosodia virgilia-na, [...] la-tini con [...] parlato dei con-tadini e [...] opportuna-mente latinizzati. Un degrado lin-guistico sostanziale, [...]. Con questo materiale Folengo [...] pseudonimo di Merlin [...] costruisce il suo poema [...]. Nel poema si raccontano [...] malandrine che eroiche [...] che dà nome al [...] alcuni amici che mettono a soqquadro il [...] dalla piccola [...] bor-go presso Mantova fino [...]. Le regole dei poe-mi [...] la classica ottava è [...] esametro [...] ma è ben avvertibile [...] registro verso il comico, un comico che [...] declassamento, verbale e comportamentale, dei paladini. Gli avversari di Baldo [...] altri paladini, né re [...] ma pirati, streghe, orchi, [...] zotici imbelli. Si ride, e molto, [...] più per le parole macaroniche, che per [...] pure il riso segue delle regole codificate, [...] è [...] da adoperare senza [...]. È però altrettanto vero [...] di lettura inverso: più che [...] il sublime cavallere-sco nella [...] parodia, il poeta ele-va a [...] le stesse prerogative «poetiche», [...] di Baldo e di Enea. Questa è un [...] la tesi suggestiva di Chiesa, [...] risvolti, uno letterario e uno ideologico. La «forza distruttiva del riso», [...] eversiva della comicità», [...] del comico non può [...] stata da lui maneggiata per [...] di versi senza uno scopo, senza obiettivi». Di fronte al modello [...] Cristo il frate bene-dettino proclama la vanità di [...] Baldo ed Enea eguali per inefficacia specifica. E quando alla fine Baldo [...] danza col buffone [...] e «lui che è [...] guida si lascia gui-dare», significa che «non [...] le gesta di un paladino e le [...] buffone. Quel ballo con il [...] palino-dia del paladino». Che è la conclu-sione esplicita [...] poema, quando gli eroi vengono accolti [...] di una gigantesca zucca: «Stanza [...] est, [...] sonia genti:/ [...] (è la dimora dei poeti, [...] cantori, degli astrologi che fabbricano, cantano, interpretano i sogni [...] gente: hanno riempito i libri di favole e frottole [...]. Non solo, «non [...] est [...] / [...] (la dimora della zucca non [...] meno adatta a me che a colui che antepone [...] come Achille alla forza di Ettore», cioè Omero). Attenti, ci dice Chie-sa, [...] viscere ma pure te-sta, non avete a [...] gio-chi goliardici, sebbene [...] sia divertente al massimo [...]. Altrettanto puntuali precisazio-ni cadono [...] canonici e cruciali del poema macaronico. Non si nega [...] ma si integra. Non mancano infatti pranzi [...] a poco si sarebbero detti «pantagruelici», così [...] è spesso infarcita di prestiti ga-stronomici. [...] davvero un gusto palatale in [...] pronuncia. [...] mica si può fingere che [...] principio» ci sono [...] una scelta simbolica, precisa, a [...] la natura di questa lingua da parte degli inventori. Accertate ed applaudite tutte [...] del Chiesa, va detto che ciò non [...] di primo im-patto, cioè [...] della comici-tà [...] e macaronica, dei suoi [...] e per sé. Non mi riferisco alla trasgressione [...] di raccontare [...] Baldo, a differenza di quanto [...] nei poemi epici. Penso piuttosto a quegli [...] hanno indotto [...] critici, come Segre o Contini, [...] in Folengo un modello, il ter-mine a [...] linea espressio-nista lombarda che, con le sue [...] fino ai giorni nostri. È nello stile la [...] deci-siva del [...] che ne fa uno [...] più certi monumenti del realismo europeo, un [...] stesso Rabelais. Si tratta di un [...] si connota ideologicamente, con un declassamento della [...] la storia (è vero, Baldo vanta origini [...] non lo sa e non lo sanno [...]. Tale de-classamento di solito [...] è, usato in funzione patetica. Folen-go sceglie invece la [...] comica e [...] che è quella che [...] colpire i suoi bersagli, che vanno dal [...] il potere in generale, che forse per [...] verbalmente, col Palazzo; [...] ad [...] palazzi» (il causidico torna [...] del Palazzo assassino). Per riu-scire nello scopo [...] che in-venta una lingua su misura, dotata [...] che meglio gli garantiscono [...] voluto. [...] latino è contaminato dal vol-gare [...] e dai dialetti, con un uso abbondante di onomato-pee [...] far invidia a Pascoli e a Ma-rinetti anche per [...] e da un impiego diffuso di espressioni scurrili, triviali, [...] abbondante ricorso alla coprolalia [...] merda, orina, [...] loffe, caga-re, [...] ecc. [...] è [...] la deformazione e [...] della realtà e del dettaglio, [...] della caricatura. [...] gioca tanto nella descrizione [...] battaglie o le tempeste di mare, per [...] oggetti (la [...] per esempio). Ma [...] accanto pure un realismo, come [...] documen-tario, quando si racconta la vita quotidiana di una [...] un in-contro di pallone elastico, [...] di un tribunale, una cucina [...] un mercato. Senza rinunciare alla parodia [...] è la discesa dantesca agli inferi, ma [...] diavoli. Folco Portinari [...] 3. Tra la [...] opera spicca [...] capolavoro isolato di realismo comico [...] scritto nel 1517: [...] ha per oggetto il mondo [...] visto nella [...] miseria e nella [...] violenza. Accanto al grottesco, [...] un realismo documentario che racconta [...] vita quotidiana di una cittadina, il suo mercato, [...] del tribunale, il gioco della [...]. È per questo un [...] europeo, riconosciuto anche da rabelais, che si [...] declassamento della classe dominante (Baldo, il protagonista, [...] anche se non lo sa e se [...] gli altri). /// [...] /// È per questo un [...] europeo, riconosciuto anche da rabelais, che si [...] declassamento della classe dominante (Baldo, il protagonista, [...] anche se non lo sa e se [...] gli altri). (0) (0) ![]()
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