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Convocano una conferenza stampa e [...] scaricano sul tavolo pezzi di agnello e conigli: «Questo [...] quello che volevamo [...] ora abbuffatevi» [...] TORINO. [...] dura un attimo. Dopo le pietre, arrivano [...] Chi ci cre-de o ci spera, si trova [...] della circoscrizione 7, a Porta Palaz-zo. Quattro ragazze e tre [...] tavolo. Cinque [...] piedi. Tutti seri e silenziosi. Digos e carabinieri stavolta ci [...] non si sa mai che questa sia una trappola [...] giornalisti. Telecamere e taccuini so-no [...] silenzio continua. [...] come se si fosse per [...] in un grande ascensore. Poi, ecco, si va [...]. Quello che sembra il [...] sotto il tavolo una borsa di plasti-ca, [...] imitano. Sul tavolo ven-gono messi fogli [...] dei macellai. E sulla carta -sempre [...] posati con calma pezzi di carne ed [...] coni-glio, fegati, un agnello, delle budella. Silenzio, solo il ronzio [...]. /// [...] /// Se ne vanno in [...]. Si uniscono ad altri [...] ra-gazzi che aspettano lungo le scale. /// [...] /// [...] hanno fatto teatro, per [...] giornalisti tonti cosa volevano di-re, quando da [...] Blackout [...] che «cronisti e [...] sono assassini, sono macellai». Ecco, carne ed ossa [...]. Volevate il [...]. Secondo pezzo di teatro, [...] scende su Torino. [...] arriva in diretta da radio Blackout. /// [...] /// [...] usciti dal Continente, il supermerca-to. Eravamo in cinquanta, ed [...]. Abbiamo trovato tante co-se [...]. Tartine con la gelatina, [...]. Abbiamo man-giato tutto. La gente ci guardava [...] siete? Quelli dei centri sociali. /// [...] /// Siamo gli squatter, abbiamo [...]. Allora adesso sfasciate tutto? No, [...] ed abbiamo mangiato. Abbia-mo anche messo uno [...] «Ab-biamo [...] fama da Lupi grigi». /// [...] /// Tanto, siete tutti sotto [...] detto uno [...]. Fuori [...] una guar-dia giurata, un vecchiotto [...] che aveva la pistola e [...] è [...] a noi. Ma [...] della Security lo hanno portato [...]. [...] le macchine della polizia. /// [...] /// Storie da Torino, pezzi [...] squatter. Fantasmi che si raccontano [...] che diventano veri quan-do si abbuffano al [...] i cronisti. Il corrisponden-te [...] resterà [...] per sessanta giorni, con una [...] spezzata. Ma tu chi sei, [...] frega?». Un ra-gazzo ed una ragazza [...] una panchi-na, a corso Sempione. Orecchini ovunque, quasi una divisa. La caccia ai fantasmi [...]. Una sola cosa può [...]. Gli squatter sono ne-bulose [...] vive accanto a loro, chi assieme a [...] di lotta contro la repres-sione». Luca è uno dei [...]. È la repressione che [...]. Se arriva la sberla, [...] compagni in galera, si deve stare uniti». /// [...] /// In so-stanza, chiedono di [...] pace». Dodici [...] la [...] etichetta precisa. Ci sono i [...]. Gli autonomi stanno al C. [...] ormai sono la grande maggioranza, [...] sette [...] sono [...] El [...] ed il [...] Eu-gen». Tre o quattrocento i [...] i centri. Ci sono i concerti, [...]. Ci sono centri che sembrano [...] Case del [...] degli anni [...] dove [...] anche [...] i bambini. La politica? Si parla [...]. [...] solidarietà con gli immigrati che [...] sem-pre attaccati dai [...] cittadi-ni» perbene, si discute del [...]. Con gli squatter, abbiamo [...] in comune: essere lasciati in pace. Abbiamo occupato le case [...] vuote che ci servivano, non chiediamo [...]. /// [...] /// Guardate il nostro corteo, [...]. /// [...] /// Il vecchio palazzo dove ci [...] le [...] è luogo importante, perché solo [...] si incontrano e si mescolano quelle parti di città [...] altrove non si toccano. Ma la prima parola [...] Luigi Ciotti, il prete che conosce anche [...] città, è «confusione». Se non capisci, hai [...]. Se hai paura, fai di [...] un fascio». Io sono entrato comunque. Tenendo lontano tutti, anche [...] hanno fatto un torto a Edoardo. /// [...] /// [...] picchiato dietro la chiesa, [...] si parlava del-la tolleranza, del rispetto della [...]. Io parlo con i potenti [...] con [...] ed uso lo [...]. Io dico ai giovani [...] che i violenti debbono essere isolati, [...]. La giustizia deve essere applicata, [...]. Sono tanti gli «squatter» [...] Luigi Ciotti, da quando nel 1966 viveva [...] a barboni e prostitute ed entrava nel [...]. [...] anche chi è disposto ad [...]. In questi anni una cosa [...] intuita: molti gesti aggressivi na-scondono una domanda di aiuto. Si fanno stare male gli [...] ma sotto [...]. Anche il fondatore del [...] Abele [...] di capirci qualcosa, «in questi linguaggi che [...] no-stri, e che non vogliono essere eti-chettati [...] che chie-dono di esistere». E la città sicura è [...] che [...]. Radio Blackout, alla sera, [...]. Con i preti ed [...] cosa ab-biamo da spartire?». Domani saremo tanti, ci [...] da tutta Italia, anche quelle che proprio [...]. /// [...] /// Che ci vengono a [...] E [...] vogliamo -lo ripetiamo an-cora, così almeno non [...] non sapere -trovare dentro al corteo dei [...]. Noi squatter -vi piace [...] è vero? -dicia-mo chiaro e tondo che [...] voi non ci interessa, non ce frega [...] pagina. Pensiamo che il messaggio [...] arrivato chiaro. Domani non mettetevi a [...]. Non presentatevi con le [...]. Non provocate facendo interviste. Se lo fate, per [...] sarà nulla di buono». Tornano in questura, nella [...] mandate al «Conti-nente», dove le «Mosche bianche» [...] salmone e tartine. /// [...] /// Tornano in questura, nella [...] mandate al «Conti-nente», dove le «Mosche bianche» [...] salmone e tartine. (0) (0) ![]()
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