Se il palcoscenico di Andrea [...] -« questo delicato istrione [...] camera da letto addobbata [...] oggetti rari, il palcoscenico del superuomo è [...] e ambizioso, anche se non meno artificioso. Insomma [...] sensuale della parola si [...] ma [...] in un significato più [...] concetto di stile: « In ogni artista [...] il quale più o meno somiglia a [...] uomini. Non solo; ma in una [...] non c'è mai armonia tra [...] fatto [...] quotidiana, tra le innumerevoli miserie [...] e le aspirazioni e le visioni cui egli dà [...] nelle opere. Nelle prime vive un [...] dagli altri che compongono la multitudine umana; [...] il genio creatore [...]. Qual è dunque la [...] fatto comune [...] e [...] del genio? È semplicemente [...] primo ha caratteri di somiglianza e [...] con tutti gli altri [...] il secondo porta la [...] speciale impronta di luce: [...]. La poesia del [...] del D'Annunzio fu più una [...] di massa che strettamente letteraria. Anzi bisogna riconoscere che [...] la [...] egemonia fu sempre contrastata [...] si proclamarono già nei primi anni del Novecento [...] del Leonardo, [...] erano i crepuscolari (chi [...] Gozzano della Signorina Felicità: «Oggi la gloria [...] di colui / che tra [...] di buccine si esalta, [...] cerretano alla ribalta, / per far di [...] »?). [...] i futuristi e completamente [...] culturale crociana, il movimento [...] Voce, [...] e-sperienze narrative e teatrali di Svevo e [...] Pirandello. D'Annunzio era, invece, [...] e il poeta della [...] che vedeva realizzarsi in lui tutti i [...] li forza fisica e le straordinarie capacità [...] indomito e [...] raffinata, [...] sonora e [...] impossibile, il vivere pericolosamente [...] sfarzoso, [...] della patria e la [...] alla potenza e alla [...] disprezzo per la plebe. Sogni proibiti, abbiamo detto: [...] trattava, sia nella situazione [...] che nella ideologia dannunziana, [...] cui caratteristica fondamentale è la sproporzione fra [...] obiettivi e le forze [...] la tensione spasmodica della volontà e la [...] concentrarsi e [...]. Il tratto distintivo [...] e della vita dannunziane [...] del superuomo (così come della mentalità della [...] apparirà, dunque, il velleitarismo. Un velleitarismo alimentato nelle [...] fra [...] storica propria di vasti [...] potenza, la gloria) e la realtà italiana. Un velleitarismo che nel D'Annunzio [...] anche del contrasto fra [...] proiettarsi della sensualità e [...] soddisfacimento, fra la tensione dello stile e [...] espressione, fra [...] a una posizione europea [...] culturali abbastanza modeste e superficiali. D'Annunzio, insomma, per usare [...] immagine di Gramsci, come Crispi [...] come la classe media italiana, maneggia « una colubrina [...] fosse un modesto pezzo [...] ». Eppure D'Annunzio fu poeta [...]. Lasciate che egli si [...] di tregua nella [...] tensione [...] lasciate che, in un [...] abbia un barlume di coscienza del velleitarismo [...] al fondo della [...] costruzione « inimitabile » [...] stile « imaginifico », e lo vedrete [...] stesso, [...] nelle memorie [...] in un vagheggiamento non [...] nostalgico della natura, in una tristezza u-mana [...] in uno stile da taccuino, modesto e [...]. Avrete allora il D'Annunzio [...] definito « notturno » dal titolo di [...] nel quale sembra di ritrovare con maggiore [...] un D'Annunzio notturno che si distingue da [...] » proprio della poetica del superuomo. Avrete, così, il motivo [...] » e alcune liriche di [...] avrete il motivo della [...] e [...] così trepido nelle Faville [...] Maglio, [...] Notturno, nel Libro segreto, contrapposizione della casa [...] familiare, degli anni giovanili, quasi porto di [...] di una perduta felicità, alle esperienze tumultuose [...] avrete i momenti di tristezza profonda, di [...] irragionevole, di malinconia senza fine (« Stazione [...] Ancona. ///
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Viaggio verso Assisi. La stazione è morta. Sotto la vasta tettoia [...] sono semispenti. Le fiammelle vacillano fioche [...] becchi, nei fanali. I carri fermi su [...] feretri fasciati di gramaglie »); avrete, infine, [...] opere in prosa, Il compagno dagli occhi [...] tema della sconfitta. [...] D'Annunzio raggiunge il massimo di [...]. Dario, il compagno dei [...] di Napoleone e della [...] gloria,-. Nello sfacelo [...] D'Annunzio riconosce anche il [...] «Vedi: non ho più capelli, i denti mi [...] vista mi diminuisce ogni giorno; soffro [...] e [...]. Tutta questa ricchezza è [...]. Sono carico di debiti. O prima o poi, non [...] lasceranno se non una cinquantina di libri e una [...] ». Insomma il D'Annunzio più [...] che non venne compreso dalla generazione a [...] che lo esaltasse, sia che lo respingesse: [...] D'Annunzio della frustrazione e della sconfitta. Solo in questi momenti e-gli [...] davvero, qualcosa [...] moderna. [...] è la miglior forma [...] nostri sforzi. ///
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[...] è la miglior forma [...] nostri sforzi.