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VENERDÌ 26 [...] 17 [...] Don Milani [...] fa «Lettera a una professoressa» anticipava i [...] studentesca e svelava il potere di dominio [...] cultura. Così Emesto Balducci lo [...] fa, leggendo in chiave attuale [...] Lorenzo Milani e i [...] due foto di Oliviero Toscani Nella [...] piccola Emesto [...] Balducci I [...] di [...] anni fa moriva don Lorenzo Milani. Era il 1967, un [...] suo Lettera a una professoressa, o meglio [...] portava la «firma» delfiniera scuola di [...] maestro e ; allievi, [...] della rivolta giovanile. La figura di questo [...] straordinario è stata ricorda-ta un anno fa [...] durante il quale Ernesto Balducci pronunciò questa [...]. Ora anche Balducci ci [...]. Vi riproponiamo questo discorso [...] da Giorgio Pecorini, che partecipava [...] a Vicchio del Mugello). Per ricordare, insieme, Milani [...] Balducci. Credo che cosi possa [...] anche a voi, a una [...] più sciolta dal contenuto [...] della Lettera, più [...]. Ho [...] sentito come agiva in me [...] mirabile perorazione della Lettera coma uno stimolo a prendere [...] dei rischi di questo tempo nuovo in cui siamo [...] entrati; e quali siano le vie per [...] realizzare [...] che è sta-, [...] assunto anche come tema [...] quello di rendere i ragazzi [...]. Del resto Lenin, nei [...] secolo, teorizzava questo. La ; coscienza alle masse [...] la danno le masse, ma la dà dal [...] di fuori un partito, una [...] una avanguardia; che poi è una verità «cattolica»: la Chiesti tridentina mirava a formare le ! Perché la scuola di Stato [...] appunto appare nella raffigurazione incisiva della Lettera [...]. C'è un passaggio a [...] Lettera che ho isolato: «Tutta la vostra [...] cosi, come se il [...]. Dite se non è [...]. Di fronte al nostro [...] de! Le [...] del mondo dicono che [...] come se il mondo fossimo noi. Avrete notato (e un [...]. ERNESTO [...] dovrebbe anche mettere in [...] totalmente nuovo) come in questi ultimi due [...]. Cioè il tessuto percettivo [...] mediante i mass media, percepisce e segue [...] diretta, da piazza [...] An Men a Baghdad: [...] perché [...] del potere è stato [...]. Tra parentesi, o in [...] di pagina: il sistema è tale che [...] è straordinario. [...] abbiamo avuto un occultamento [...] nemmeno ai tempi del tam-tam c'è stato. Questo per dire che [...] che noi siamo nel tempo della comunicazione [...] con la realtà. No, abbiamo rapporti con [...] e guidati da un potere occulto che [...] no riferito a chissà quale genio malefico [...] sistema impersonale che tuttavia, attraverso raccordi ghiandolari [...] decidere quel che non dobbiamo sapere e [...] sapere. Noi possiamo sapere quanti chilogrammi [...] esplosivo sono caduti [...] ma non [...] quanti morti ci sono stati. [...] deciso ed è cosi: [...]. Chi dice 100, [...] non lo sappiamo. Abituati a far le [...] anche sugli animali sopravvissuti in qualche foresta [...] Grosso; ma noi non [...] sono morti. E questo è per [...] ma che serve a delineare la tesi [...]. Viviamo in tempo di [...] Noi [...] in un tempo di comunicazioni. In realtà no, non [...] di trasmissioni; la cultura del nostro tempo [...] meccanismi di trasmissione che sono, mutatis mutandis, [...] dei partiti o delle chiese autoritarie. [...] ciò che deve essere trasmesso. Non per nulla, come [...] mezzi di comunicazione sono entrati nella lotta [...] delle grandi multinazionali. Le notizie sono merce [...] sa Berlusconi: si compra, si compra l'informazione. Noi siamo dentro questo [...] è più quello prefigurato o rappresentato da Lettera [...] professoressa però non ne è che la [...] planetarie. Ci sono le [...] che vengono in mille [...] disgregate, perché si dilati il sistema del [...] noi siamo gli usufruttuari di primo piano. Ecco allora, isolando i [...] in modo più chiaro, il contrasto tra [...] scuola che la Lettera a una professoressa [...] efficacia; e la scuola di Stato che [...] a scartare, a [...] noi abbiamo da una [...] o formativo del sistema e le [...] del mondo disseminate nel [...]. In fondo, noi non siamo [...] al mondo semplicemente come uomini [...] operatori di cultura ma lo [...] in prima persona. La Lettera ci rimette [...] perché c'è una [...] dentro di noi) e [...] noi siamo spesso in uno stato di [...] manipolazioni che dobbiamo subire, per i luoghi [...] dopo giorno [...] di cui viviamo, salvo [...] e a [...] in un momento dato. Diceva [...] «Noi siamo doppi». C'è in noi [...] che è il prodotto [...] cui siamo vissuti e che ogni giorno [...] si trasmette in mille modi; la nostra [...] ritagliamo nella cultura della professoressa, per cosi [...]. C'è in noi questa [...] esprime in una profonda [...] in un bisogno di [...] delle cose, in uno sdegno nei confronti [...] sono i grandi manipolatori [...] pubblica. C'è in noi una [...] attua soltanto se trova «la parola», per [...] della Lettera. C'è un uomo in [...] ha parole. Perché quelle in uso sono [...]. Allora c'è bisogno di [...] di un altro linguaggio. Perché deve sentire soprattutto [...] bisogno di liberarsi dal fardello delle cose [...] magari trasmesse nella routine della scuola giorno [...]. Il dubbio metodico su [...] dovrebbe essere la nostra regola. Perché [...] più illuminati sono dogmatici, [...] avere verificato attraverso il filtro [...] le cose in cui hanno credulo. Ecco: nel bambino, nel [...] la metafora della Lettera è [...]. Pierino è il ragazzo [...]. È quello che sa [...] scuola, dopo che a casa. Vive di una cultura [...] ha ottimi voti, successo e carriera. Gianni è un reietto, è [...] bocciato, però non è che non ha una [...] cultura. Ha una [...] cultura, solo che essa non [...] omologata. Il pericolo della scuola è [...] si che Gianni diventi [...]. E noi non facciamo che [...] questo, praticamente. Di un ragazzo discolo, [...] con grande sapienza, sappiamo fare un ragazzo [...]. Non so se questo [...] auspicabile. C'è quella della integrazione [...] che poi ci inserisce nella partecipazione al [...]. La seconda è quella [...] processo educativo mette in moto le possibilità [...]. Certo, non [...] al di fuori del [...] non creando dei disadattati ma creando dei [...] pur vivendo nella cultura comune se ne [...] mirano al suo superamento. Io non posso che [...] parole, che tutti conoscono, di Milani; ma [...] definizione precisa di ciò che ora tentavo [...] «La scuola siede tra passato e futuro e [...] entrambi, il maestro deve [...] re per quanto può [...]. Il ruolo profetico del [...] Questo [...] profetico del maestro non è retorico, non [...] retorica. È [...] raffigurazione che coglie il [...] chiunque si impegni nella attività educativa; e [...] tutti i cittadini, -r ,. E sono poche nel mondo, [...] ormai quella è ; la merce importante; e [...] abbandonandosi cosi a una [...] forma di fantascienza [...] ca, diceva che pian piano [...] tutti [...] a una monade informatica, a [...] gran si-; . È una immagine iperbolica [...] ma ci siamo ; dentro; perché, ve [...] ciò che non dobbiamo sapere -non lo [...]. Alla fine di [...] quieto decennio metà della . Chi lo [...] sa questo? O meglio ce [...] ora, poi ce lo diremo [...] f. Ecco, c'è una gestione del-: [...] che è un fatto ; nuovo, relativamente [...] destinato a svilupparsi. Allora il maestro che [...] gasso le possibilità e legge nei suoi [...] belle che il [...] ragazzo vedrà domani, non [...] essere in questo sen-so con significato laico [...] profeta; se non è prò-, feta è [...]. Io ne ho [...] " fermate [...] quattro, : potrebbero [...] essere di più. Che poi è [...] molto vero. Ora questo è un [...]. Cioè non si dà [...] alle masse dal di fuori, secondo il [...]. Le [...] se hanno una cultura. Esse hanno [...] bisogno della parola per espri-mere [...] loro cultura. /// [...] /// Il secondo principio è il [...] come [...] trasmissione; la scuola è di [...] . O non è. E [...] le citazioni sono innumerevoli, a [...] cominciare da quelle che ho ? tratto in altra [...] da [...] e via via. [...] è avere in noi [...]. Educare non vuol dire [...] svegliare, mettere in moto un processo di [...] parola, cioè [...]. Questa è la seconda i [...] forte. E poi [...] che fa corpo con [...] fiducia, la fede nelle possibilità del giovane, [...]. Senza pensare alle [...] del pianeta: pensiamo [...] a questo ripiegamento su di [...] delle etnie che rischia di sottoporre [...] a una forza centrifuga [...] disgregante Però dentro c'è questo [...] il bisogno di riappropriarsi della propria coscienza, della [...] del [...] linguaggio. Noi siamo sul pianeta , [...] una spinta ripeto rischiosa perché sta sul crinale fra [...] re-gressione barbarica e [...]. Perché noi siamo ancora [...] dove abbiamo la grande potenza egemone del [...] ancora in un pianeta gerarchico (e come [...]. Que--sto scambio fra le [...] fatto importante. Hanno [...] colto quel che han [...] schiavi delle proprie passioni e inutili a [...] loro. Li ho armati [...] del-! /// [...] /// E questa è [...] che caratterizza agli oc-; chi [...] tutti la scuola di [...] ma è un principio culturale [...] fondamentale delle [...] ve che ho cercato di [...] reprima. La scuola ha perso [...] per-ché i mezzi di trasmissione che [...] incidono sullo sviluppo del [...] Razzo [...] sono moltiplicati. Quelle situazioni esemplificate sono [...]. Però, come [...] : ho detto, siamo entrati [...] una specie di meccanismo [...] vo a carattere planetario che [...] manipola, ci suggerisce le parole che dobbiamo dire, e [...] fa, . Quindi anche [...] quando -si suggerisce di [...] del consumo, voglio vedere r:. Pensate a una chiesa che [...]. Per cui non si : [...] più vivere senza certi [...] menti. Siamo succubi di [...] , sta manipolazione [...] sente. Ormai il processo formativo [...] totaliz-zante. Però, ci sono le [...]. Sono arrivati gli albanesi: [...] che disastro, che trauma [...]. E allora c'è [...] un diritto primordiale che sta [...] prima di tutte le carte scritte: il diritto a [...]. E no; sentiremo i colpi [...] questo [...] ritto, per forza. [...] come volete. Perfino Emanuele Kant: diceva che [...] negri non sono del « tutto uomini e gli [...] sono appena adolescen--ti. Perfino Kant, che io [...]. [...] lo come volete, quello era. La storia comincia ora. /// [...] /// La storia comincia ora. (0) (0) ![]()
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